! Template by Lys. Steal something and I'll kill you sadly/>
Questo diario fa parte del gioco di blog Magical Future, dedicato alla saga di Harry Potter e ambientato nel futuro. Tutto quello che viene scritto è assolutamente inventato e per nulla legato a quanto narrato da J.K. Rowling nei suoi libri. Persino il personaggio è inventato, anche se le foto che ho usato sono di un'attrice realmente esistente, Tanc Sade.
Carta d'Identità
Data di nascita: 18 Dicembre
Luogo di nascita: NashVille - HighLand - Scozia
Corso Universitario: Psicologia e Psichiatria Magica
Particolarità: Animagus, Volpe Artica
Aspetto:
Fatti: Finnley O’Malley, da tutti chiamato Finn, è un ragazzo di 23 anni, nato e cresciuto a Londra. Discendente da una grande e oscura dinastia di Maghi, non si è mai fatto mancare niente dalla vita. La madre Sabine è l’ambasciatrice magica Inglese, è spesso via per lavoro, e a causa di quest’ultimo Finn ha vissuto 3 anni in Spagna. Il padre Doug O’Malley è un ex professore della Candince, ormai in pensione. Ma da giovane è stato un ricco industriale, che ha deciso di lasciare il mondo dell’industria per intraprendere la carriera di professore, ha dedicato tutta la sua vita alla Politica, cosa che l’accomuna con la moglie. Alla Candince, contrariamente alle aspettative della famiglia ha intrapreso il corso di Psicologia e Psichiatria Magica, non che la sua aspirazione massima sia quella di entrare al S. Mungo, lui vuole aprire un ambulatorio tutto suo, insieme a tutto uno staff medico. La disponibilità monetaria non gli manca di certo, ma deve ancora trovare uno staff giusto, e conseguire la laurea. Ma segue con molto interesse, anche il corso di Politica Internazionale Magica, bravo studente e ottimo amico, Finn insieme a Colin e Ian possiede un negozio di oggettistica Magica. Finn è un animagus, e a volte si diverte a gironzolare per il campus trasformato, può trasformarsi in una Volpe Artica, piccola e bianca, con occhi azzurro ghiaccio. Questo Finn appena descritto non si direbbe neanche che è lui. Ecco il Finn che tutti conoscono: Alcolizzato, Britannico, Casinista, Demenziale, Egocentrico, Fantasioso, Girovago, Handicappato, Ironico, Laborioso, Megalomane, Nervoso, Ospitale, Particolare, Quadrato, Recidivo, Supremo, Terribile, Unico, Volpe, Zuccone. Amante del rischio e della follia, amico dell’incertezza Finn è il perfetto Attaccabrighe, è il capo Supremo della Brigata della vita e della morte. Un gruppo di ragazzi uniti sotto uno stesso credo, la pazzia, e la voglia di osare. Ragazzo solare, sempre con la battuta pronta e alla mano, ma dentro di se possiede l’anima del perfetto Slytherin. Finn ha un fratello e una sorella, sono gemelli, hanno 6 anni più di lui, ma ormai ha perso quasi tutti i contatti con loro, entrambi giornalisti girano il mondo in continuazione, senza mai sosta. Ha due amiche fin dall’ infanzia, Hecate e Leyla, i 3 ragazzini stavano spesso insieme, perché i loro genitori si vedevano sempre ogni sera. Tutti e 3 hanno cominciato a legare fin da piccoli, la loro era un’amicizia semplice senza, tanti problemi, con Leyla ha avuto sempre un rapporto un po’ distaccato fino alla grande tragedia che colpi la sua famiglia. Crescendo pian piano hanno cominciato a fidarsi uno dell’altra, Finn insieme Hecate sono gli unici due che hanno saputo della natura di Leyla, senza mai dire niente, e facendo come se niente fosse. Hecate, Hecate per Finn è una sorellina minore, tra loro non ci sono effusioni o smancerie, ma pura e semplice amicizia. Amore e Odio, Scherzi e battute costellano la loro amicizia. Nata in Spagna, quando si sono ritrovati insieme ad affrontare la vita per la prima volta da soli. Lui da piccolo, non sapeva pronunciare il nome Hecate, per via di un difetto di pronuncia che ha corretto crescendo, ma da qual momento, non l’ha mai chiamata con lo stesso nome, per più di due volte, trova nomignoli e nomi assurdi, ma ormai è come una tradizione. Lui per lei, è la spina nel fianco di sempre, ma sono fatti cosi. Intere notti hanno passato a casa di Finn, insieme a Colin a bere birra e giocare a carte, Hecate a casa di Finn è ormai una coinquilina non affittuaria. Ma loro stanno bene cosi, tra cucinate e torte in faccia, continuano a crescere, sempre insieme. Salito al trono della brigata durante il 4 anno di Hogwarts, ha conosciuto Millicent, una delle migliori amiche di Leyla, Dopo un anno Millicent è diventata insieme a Leyla, una Lady della brigata. Ma non solo da quel giorno Millicent è diventata la Regina di Cuori, del suo cuore. Una ragazza dalla bellezza indescrivibile, la visione di un angelo e un’anima diabolica, hanno trovato subito un feeling perfetto, a dir poco eccezionale, ma le loro vite non hanno fatto altrettanto, due anni sono stati insieme, gli ultimi due di Hogwarts per Finn, dopo i GUFO, hanno deciso di lasciarsi in comune accordo, sapendo che non erano pronti per una Relazione, con la R maiuscola, ma pur consci che non tentare sarebbe stato un errore. I tempi della scuola, erano fantastici lui e Millicent e Colin e Leyla erano un quartetto perfetto, le uscite a quattro non sono mai mancante. Ma ora ha rincontrato la sua Scheggia, riprova ancora qualcosa, ma non lo vuole ammettere, sono passati ¾ anni da quando si sono lasciati. Ma non può fare a meno, di pensare che la sua scheggia è tornata. Infatti la brigata senza Millicent, Leyla e Hecate è stata un po’ fiacca. Ma ora che Hecate è tornata, e le Lady hanno ripreso il loro ruolo tutto andrà per il meglio. Ama indossare camice stravaganti, che cambiano forma e decorazioni spesso, ha oltre duecento camice diverse nell’armadio, e ognuna più strana dell’altra, e le abbina a volte con dei cappelli ancora più bizzarri, ma il suo preferito è un cappello di lino bianco, classico, con una fascia nera, che cambia colore in base all’umore. Finn è un ragazzo semplice, ha grandi doti magiche ma non è interessato al lato oscuro, per lui la magia è solo un qualcosa in più che può tornargli utile, bravo duellante non ama mai sfidare nessuno, non sono cose che fanno per lui. Per l’importante per lui, è bere e divertirsi con gli amici, niente più.
amicizia
amore
flashback
hecate
ironia
leyla
millicent
morte scampata
pazzia
pene damore
ray
scherzi
Dock Rock
My Best Friend!
My Lovely Girl
Gli scritti e il personaggio sono © Ju
Immagini da [here] || Brushes da [here], [here], [here]
For Ju
Ore 2.34 del 29/10/06. Ho finito di lavorare su questo template e dopo tanto impegno, credo di essere soddisfatta; volevo realizzare un bel diario sì per un personaggio che adoro, ma soprattutto per la persona speciale che lo muove. Spero vivamente che ti piaccia.
Con affetto, Lys
Prima del Crucio di Ray:
“Pansy Tesoro!” Dico entrando in casa seguito da Millicent.
“Ora che vuoi fare?” Chiede con il tono di chi sa già che ho in mente qualcosa.
“Ehhh sapessi!” Dico fingendomi pensieroso.
“Siamo in sala!” Risponde Pansy ridendo.
“Possiamo entrare o state facendo cose sul divano?” Chiede Millicent.
“Ma smettila!” Dice Pansy continuando a ridere.
“Voglio ridere anche io” Sospiro entrando in sala.
“Niente Supremo, niente..” Dice Ray scuotendo la testa.
“Oh Dock Rock, peccato..” Faccio le spallucce, e mi giro verso Pansy. “Tu!”
“Io?” Chiede interrogativa e un po’ preoccupata.
“Si te!” Annuisco sempre più serio. “Andiamo a fare il gelato?” mi apro in un sorriso.
“Ma ora?” Chiede un po’ titubante.
“E dai tesoro…” Faccio gli occhioni luccicanti. E mi trasformo in volpe artica, noto Ray sobbalzare e Pansy e Milly che si mettono a ridere. Vado ai piedi di Pansy e con una zampetta le faccio tipo delle carezzine.
Dopo alcuni secondi torno normale.
“E va bene scemo!” dice ridendo e alzandosi dal divano.
“Suppongo dalla tua faccia Ray – Mi giro verso di lui – che non sapevi che ero un Animagus!” Sorrido, lui scuote la testa e si passa una mano tra i capelli.
“Allora, lo hai mai usato prima?” Chiedo tirandolo fuori dalla scatola.
“No” Scuote la testa mentre mi aiuta a sfilarlo dalla scatola. “Aspettavo te tesoro..” Sorride.
“Allora, che gelato facciamo?” Osservo il libricino delle ricette che c’era all’interno della confezione.
“Qualcosa di buono, che poi lo facciamo assaggiare ai nostri consorti!” Dice infilando la spina nella presa della corrente.
“Certo!”
“No Fin! Nooooo!” Dice con tono di voce molto alto.
*Puffffffffffff*
Un botto e poi tanto fumo.
“Che è successo?” Vengono di corsa Milly e Ray preoccupati.
“Niente!” Dice una Pansy sconsolata ricoperta di farina.
“Mio dio ma che è sto fumo?” Millicent tossisce.
“Niente..” Dico grattandomi la testa.
“State bene vuoi due?” Si preoccupa Ray. Annuiamo.
“Che dici di rimanere qui a osservarli? Per evitare che mi fanno esplodere casa..” Sospira Millicent pulendo con la bacchetta due sedie, e avvicinandone una a Ray, che annuisce divertito.
“L’avevo messa io la farina..” Mi Pansy scrollando le spalle.
“Ma avevo detto che ci pensavo io..” Dico perplesso.
“Allora riprendiamo tutto dall’inizio!” Con un colpo di bacchetta pulisce la cucina. Stà per pulire anche me, ma la blocco.
“No Pansy, rimaniamo cosi, le ferite di guerra vanno ostentate!” Annuisco serio.
“Se lo dici te..” Sospira incerta.
“Questo con questo, quello con quello” Indico i vari ingredienti a Pansy che con maestria miscela. All’interno dell’aggeggio babbano.
“Sai Finn?” Chiede seria e un po’ pensierosa.
“Cosa Pansy?”
“Verrà il gelato più buono del mondo..” Continua a mischiare tutto.
“E LORO lo assaggeranno!” Dico alzando volutamente il tono della voce.
“Fossi matta!” Esclama immediatamente Millicent.
“Passo anche io..” Aggiunge Ray. Io e Pansy ci guardiamo a lungo. Stiamo pensando alla stessa cosa. Armati di mestolo sporco di ogni cosa ci avviciniamo minacciosi alle nostre rispettive metà.
“Co-Cosa volete fare?” Chiede Ray alzando le mani per difendersi.
“Io sporcare l’amabile vestito della mia Scheggia..” Mi fingo minaccioso.
“Io semplicemente rovinarti la maglia Smokie!” Sorride diabolicamente angelica Pansy.
“Provaci e ti uccido Finn, prima che tu possa solo sfiorare con il mestolo il mio vestito..” Sibila Millicent seria.
“Allora lo mangerete vero?” Dà l’ultimatum Pansy.
“Va beh, se dovete fare tante storie..” Sospira spazientita Milly.
“Va beh, se lo mangia lei lo mangio anche io..” Ride Ray. Noi torniamo sorridenti al tavolo.
“Ragazzi ci state mettendo una vita a fare quel diavolo di gelato!” Il mio amore stà perdendo la pazienza.
“Zucchero calma.. Chi va piano…” Comincio a dire con aria filosofeggiante.
“Arriva tardi!” Conclude lei velocemente, tutti e quattro scoppiamo a ridere.
“Hey Finn” Mi chiama Pansy con aria seria.
“Dimmi tesoro!” Le sorrido.
“Qui dovrebbe essere finito..” Fa con aria titubante osservando la strana crema di gelato al cioccolato all’interno dell’aggeggio.
“Mhm” L’osservo portandomi una mano al mento. “Ma sarà commestibile?” Chiedo a bassa voce, affinché solo Pansy possa sentirmi. Lei fa le spallucce. “Lo facciamo assaggiare a loro?” Domando divertito.
“Ma non lo assaggeranno mai!” Obietta lei giustamente.
“Reggi il gioco e sarà fatta!” Le faccio l’occhiolino.
“Voi due avete finito di parlottare?” Interviene l’ennesima volta Millicent sempre più spazientita.
“Certo Zucchero!” Dico sibillino.
“Chiamami un’altra volta zucchero e te lo faccio sentire io quanto è dolce..” Mi minaccia con il suo solito amore.
Prendo un cucchiaio e lo immergo nella ciotola del gelato. Lo riempio ben bene e faccio per ingoiare, ma con un semplice trucchetto rigiro il cucchiaio riposando il gelato all’interno della ciotola. Semplice ed efficace. Vedo Pansy sorridere, mi imita alla perfezione, gesti rapidi e precisi.
“MA buonissimo!” Esclama entusiasta.
“Hai sentito? Potremmo chiamarla la nona meraviglia del mondo..” Annuisco serio.
“Ottava vorrai dire..” Mi corregge Pansy inarcando il sopracciglio.
“No l’ottava è Millicent!” Dico sorridendo, e posso notare subito prima di uno sguardo di puro odio, arrossire lievemente Milly.
“Che dolce che sei..” Mi dice posando una mano sul mio braccio con aria sognante,e molto ma molto ironica.
“Zitta te, che sei diventata tutt’uno con lo Yankee.. In facoltà si comincia a pensare che Ray & Pansy sia una sola persona, Ray di nome, e Pansy di cognome!” Rido divertito seguito a ruota anche da Millicent.
Poi mi giro verso i nostri ‘spettatori’. “Allora volete e provare?” Prendo due bicchieri e ci rovescio dentro il gelato, e prendo altri due cucchiaini. Li porgo ai due, che con aria abbattuta afferrano il bicchiere.
Mangiano titubanti il primo boccone. Ray penso che si stia sforzando di non sputare tutto, anche perchè deve avere un sapore realmente orribile.
“Mamma mia che schifo!” Dice Millicent alzandosi e dirigendosi verso il frigo. “Ci volevate avvelenare?” Chiede scoccandoci un occhiataccia.
“In effetti non è uno dei gelati migliori del mondo..” Quando è dolce Ray, pur di non ferire Pansy è riuscito a invogliare quella cosa schifida! Io e Pansy ci guardiamo e non riusciamo a trattenere le risate. È veramente troppo esilarante.
***
Dopo il Crucio di Ray:
“Hey” Saluto Colin con un cenno di mano.
“Dorme?” Chiede osservando Millicent appoggiata sulla mia spalla. Annuisco semplicemente. “Non sembra una pazza assassina quando dorme..” Dice sedendosi sulla poltrona davanti a me.
“No.. Anche se lei è bella sempre…” Sorrido guardandola, è davvero bella.
“Sei andato a trovare Ray?”
“No” Scuoto la testa mordendomi il labbro. “Diciamo che voglio lasciargli il suo spazio… E poi voglio stare con Millicent..” Le accarezzo i lunghi capelli biondi.
“Sai quanto resta ancora?” Scivola lentamente sullo schienale del divano.
“Non so, penso fino a fine settimana.. Problemi?” Chiedo incuriosito.
“No assolutamente, anzi, mi stò abituando ad averla in giro per casa..” Sorride. “Anche se ho paura incontrarla di prima mattina se non ha bevuto la sua tazza di caffè..” Entrambi soffochiamo una risata.
“Te come stai?” Mi chiede fissandomi dritto negli occhi.
“Seduto e senza una spalla..” Rido divertito, stando attento a non parlare troppo forte.
“E dai Finn…”
“Con tanta voglia di fargliela pagare a quello stronzo..” Torno serio.
“Lo sospettavo..” Si passa una mano tra i capelli.
“Se solo penso che ci potrebbe essere stata Milly al posto di Ray…” Appoggio la testa sullo schienale del divano, e guardo il soffitto. “Meglio non pensarci..”
“Mi ricordo..” Sospira. “Quando lo faceva a Leyla, quando spariva per dei giorni e tornava con ogni sorta di livido..” Quel lurido bastardo, un giorno, prima o poi la pagherà cara. “Che pensi che farà Leyla?”
“Una stronzata delle sue solite..” Dico a denti stretti. “Mi ci gioco l’anima che lo vuole affrontare… E mi gioco anche il corpo che starà sicuramente a escogitare il modo per ammazzarsi…” Con lei è sempre stato cosi.
“Finn sai benissimo che se la cava da sola, che non ha bisogno di un padre petulante, quel ruolo era solo di Lukas, non spetta a te..” Odio quando fa il saccente cosi. “Pensa a Milly, non stare a pensare a chi non ha bisogno del tuo aiuto..”
“Senti il grande predicatore…” Lo prendo in giro tornando a guardarlo.
“Dico solo che ti stai accollando troppe responsabilità, e che magari trascuri cose..”
“Di certo non Millicent..” Dico serio, non amo che mi si dica che sbaglio in qualcosa. Mi volto a guardare Millicent, a quanto è bella, a quanto sia perfetta, a come è cosi fragile, e come mi fa impazzire quando mi stringe a se. Qualche giorno fa quando è venuta a dirmi di Ray mi son sentito morire. Era li, cosi piccola e fragile come una bambola di cristallo, cosi arrabbiata perché impotente di fare qualsiasi cosa, cosi dannatamente adorabile. Non ha parlato più del crucio ne di quello che è successo quel giorno, ma so che gli brucia ancora dentro, so che soffre.
“Hey, non stavo dicendo questo” Alza le mani in segno di resa. “Ma semplicemente che.. Ah lasciamo stare, che non so neanche io che dicevo!” Si arrende, i discorsi filosofici li lasciamo per quando mentalmente saremo più freschi. “Quando apri lo studio?”
“Il primo marzo.. Studio e negozio..” Sorrido. “I lavori procedono molto bene.. Le carte ce l’ho tutte, ma a metà febbraio ho la prova di abilitazione”
“Bene… Ho già detto a Ginevra che la prendiamo quasi a tempo pieno.. Tra un po’ non sveniva dalla felicità..” Ride divertito.
“Millicent si è proposta per dare una mano” Torno a guardare l’amore mio. “Voglio vedere che combina con Ginny..” Sorrido. “Ian starà al negozio di pozioni, insieme Leyla lei ne sarà la proprietaria..”
“Lasciami dei turni con Leyla” Mi chiede serio.
“Ma Colin..”
“Devo parlargli, devo riuscire a dirgli tutto..”
“Va bene” Sorrido.
***
“Buongiorno..” Dico a Millicent che si è appena svegliata.
“Hey” Sorride stiracchiandosi le braccia.
“Ecco qui, per la mia principessa la colazione” Dico posando il vassoio al suo fianco.
“Finn, mi vuoi far ingrassare?” Chiede perplessa.
“Ma che dici…” Rido divertito. “È per entrambi la colazione” Faccio la spallucce.
“Si ma è sempre una quantità industriale di roba!”
“Non te l’ha mai detto nessuno che la colazione è il pasto più importante della giornata?” Le faccio notare sibillino.
“Si ma ti deve permettere d’alzarti dal letto con le tue gambe, e non rotolando tipo palla!” Ride infilandosi una mia camicia, è cosi bella quando le indossa.
“Ma dai che sai benissimo di avere un fisico perfetto!” Dico strattonandola un po’ qua e un po’ là.
“Appunto perchè ce l’ho perfetto vorrei mantenerlo tale..” Dice ridendo afferrando un cornetto.
“Zitta e mangia” Le dico serio guardandola accigliato. “Che poi ti porto con me in ufficio, giusto mi servivano due braccia in più” Scherzo afferrando un cornetto al cioccolato. “Scherzi a parte, che vogliamo fare oggi?”
"Non lo so..." dice portando alla bocca la tazza di caffè, per poi berne un sorso "quello che vuoi...ti lascio carta bianca..."
“Magari..” Inizio a dire pensieroso. “Magari possiamo andare a fare compere, oppure al Parco Incantato..” Sospiro. “Scheggia decidi te.. Son 3 giorni che decido io.. Uff.. Odio scegliere..”
"Vada per il parco..." risponde sospirando.
"Che c'è?" Chiedo incuriosito. "Qualche problema?"
"No...no, nessun problema.. Perchè me lo chiedi?" risponde addentando un croissant.
"Niente Scheggia.. Niente.." Scuoto la testa, non è lei, non lei al 100%, è come il cioccolato fondente tarocco. Fondente si, ma non puro.
"Ok...se lo dici tu..." mi dice alzando le spalle e bevendo un altro sorso di caffè.
"Si va al cinema io e te" Dico serio all'improvviso. "E poi andiamo in un posto molto carino!" Le sorrido alzandomi dal letto e parendo l'armadio comincio a cercare qualcosa da mettere.
"Al cinema? A quest'ora?" dice incredula, prendendo in mano la sveglia sul comodino e guardandola, per accertarsi che siano veramente le dieci del mattino.
"Esatto.." Sorrido. "Il tempo che ti prepari, e andiamo" Le dico sorridente, tirando fuori i miei pantaloni neri, e il lupetto nero. "Non ti và?" Mi giro verso di lei.
Mi guarda incredula ancora per qualche secondo, poi risistema la sveglia dove l'ha presa, scuotendo la testa. "Sì sì...andiamo...non c'è problema..." dice alzandosi dal letto.
Dopo qualche minuto è pronta e lo sono anche io, indosso una giacca sempre nera, ma con le cuciture bianche. Mi guardo allo specchio, non è propriamente il mio stile, troppo elegante, ma per la mia scheggia questo ed altro.
Mentre si faceva la doccia, ho chiamato il Taloon, e l'ho prenotato tutto per l'intera mattinata, devo solo dare il tempo per ritrovare la pellicola del film. Guarderemo uno dei film che era scritto nella lista, quella lista che pian piano potrebbe essere depennata.
"Possiamo andare?" Le chiedo mentre stà sistemando la sua borsa, sicuramente non ritroverà qualcosa, come sempre, in effetti dovrei sistemare camera ogni tanto...
"Non trovo più l'agenda...ma non importa...se prima o poi la ritrovi in questo casino, fammelo sapere..." Poi alza la testa, evidentemente non aveva ancora notato il mio abbigliamento, visto il suo sguardo sorpreso. "Come siamo eleganti..." dice con un sorriso "Mi fai sfigurare..." aggiunge poi, dando un'occhiata allo specchio di fronte a lei, mentre si sistema la gonna con la mano.
Sfigurare? Lei? La ragazza più bella del mondo? Come potrebbe...
"Si certo, voglio il trono di ‘reginetto’ di bellezza.." Scherzo avvicinandomi a lei. "Sei bella sempre te.." Le sussurro a un orecchio, cingendola per la vita da dietro. "E poi sono elegante per te.." Aggiungo dandole un piccolo bacio sulla guancia.
"Per me?" chiede senza capire.
"Per te.." Ribadisco, sorridendo. "Ma andiamo che altrimenti si fà tardi"
"Ok..." risponde prendendo con una mano la borsa e con l'altra la mia mano, subito dopo avermi dato un bacio.
Ci smaterializziamo davanti al Taloon, il nostro cinema preferito, uno ancora vechcio stampo, molto pittoresco. Chissà se si ricorda di questo posto, ci venivamo spesso all'alba dei tempi. "Sono sicuro che il film ti piacerà!" Dico aprendole la porta per farla passare.
"Grazie!" dice sorridendo, in seguito al mio gesto. "Cavolo, il Taloon...da quanto tempo non ci venivamo più?" mi chiede guardandosi intorno.
"Troppo tempo" Sospiro. Intanto una maschera del cinema, vestito sempre in vecchio stile ci si avvicina, mi riconosce al volo, deve essere il ragazzo che mi ha risposto al telefono.
"Da questa parte" Dice con un semi inchino indicandoci una delle 3 sale, la più piccola, la preferita mia e di Milly.
"Il Film comincerà tra mezz'ora, chiediamo scusa per l'attesa.." Abbassa lo sguardo. "Problemi tecnici" Spiega.
"Non c'è problema" Dico, sapendo che quel film in pellicola, ormai è difficile da reperire. "Su Scheggia.." Dico prendendola a braccetto. "Vediamo se c'è un posto libero!" Scherzo.
"Chi cavolo vuoi che ci sia in un cinema alle undici del mattino?" mi chiede alzando gli occhi al cielo.
"Hey!" Protesto fingendomi offeso, sò che non ci sarà nessuno, anche perchè ho prenotato l'intera sala. "Non si sà mai!" La prendo in giro. Vorrei farla stare bene, vorrei farla sentire bene..
"Sì certo.. Guarda, spero vivamente che tu abbia prenotato la sala, altrimenti non so come faremo...." mi dice ridendo.
"Esatto Scheggia.." Dico annuendo. "è quello che ho fatto" Entriamo finalmente nella sala, c'è lo stesso odore di popcorn appena fatti, e le luci sono soffuse, e le pareti bordeaux son sempre le stesse.
"Sei sempre il solito..." mi dice stringendo un po' di più la mia mano.
"Sempre" Dico sorridendogli, e prendendola in braccio, stile principessa, mi avvio alla ricerca del posto perfetto, leggermente indietro centrale, una volta arrivato noto che hanno sistemato tutto alla perfezione, faccio scendere Millicent, e le porgo una margherita bianca. "Per lei MyLady" Accenno un inchino e sorrido.
"Quanto sei scemo..." mi dice con un sorriso imbarazzato, abbassando lo sguardo.
Le metto la mano chiusa a pugno sotto il mento, e gli alzo delicatamente il viso. La bacio. "Per la mia principessa, solo il meglio.." Le dico dolcemente.
"Smettila..." dice a bassa voce sedendosi, per poi prendermi per il braccio e tirarmi giù, sulla poltrona accanto alla sua.
"Allora, abbiamo circa venti minuti prima che inizi il film.." Dico sedendomi sulla poltroncina e girandomi verso Milly.
"E quindi?" mi chiede lei senza capire.
"Niente.." Sorrido. "Era per dire.." Sospiro. "Anche se c'è una cosa, che vorrei chiederti.."
Milly mi guarda seria. Quasi preoccupata, direi. "C'è qualcosa che non va?"
"No assolutamente" Sorriso avvicinandomi a lei, per dagli un lieve bacio. "A natale, ti avevo parlato del negozio.. E ti eri offerta per dare un mano.." Dico un po' imbarazzato, mi scoccia chiedergli di lavorare li, ha mille cose da fare, ma mi risparmierebbe un casino di problemi. "Volevo sapere se la proposta era ancora valida.."
"Certo che è valida!" esclama convinta "A meno che tu non voglia...voglio dire, se la cosa ti crea problemi.." dice per poi lasciar cadere la frase
"Che problemi dovrebbero esserci?" Chiedo stupito.
"Non lo so, magari non vuoi che lavori nel tuo negozio..." dice con un'alzata di spalle.
"Beh si.." Sorrido. "Cioè.. Non come credi, te lavori già come assistente ad Hogwarts, hai lezioni ed esami... Quindi mi scoccia chiederti del tempo per il negozio, ma cerchèrò di farti stare li il minimo indispensabile.." Dico sincero, mi dispiace realmente dargli altro da fare. "Logicamente però prenderai quanto prede Colin.."
"Non ci pensare nemmeno!" esclama indignata "Non voglio che mi paghiate...lo faccio per farti un favore, nient'altro...mi fa piacere e se non fossi stata sicura di avere il tempo per farlo, non mi sarei nemmeno proposta..."
"Ma Milly!" Esclamo un po' spiazzato. "Ma non sò per quanto dura questo favore, non se se prima di due o tre mesi riusciamo ad assumere un'altra ragazza..." Sospiro. "Non devi essere indignata, è che... Non è che mi fai un semplice favore, mi salvi proprio ora come ora.."
"Ehi..." dice con dolcezza, ora molto più calma. "Guarda che non mi pesa, davvero...mi fa piacere fare qualcosa per te..." conclude spostando lo sguardo su un punto imprecisato dietro di me, distogliendolo dal mio.
Istintivamente le prendo il viso tra le mani, e le dò un lungo bacio, molto dolce, con un pizzico di passione. "Non avrei potuto mai avere, una fidanzata migliore.." Dico scostando lievemente le labbra dalle sue, per poi ribaciarla.
"Dai, smettila...." mi dice, sorridendo imbarazzata. "Tu faresti lo stesso per me..."
"Certamente.. Ma questo non implica, che te sei la fidanzata migliore del mondo.." Le passo un braccio intorno alle spalle e l'accosto vicino a me, e mi sistemo sulla poltroncina. "E poi ti amo, e poi sei bella, e poi sei stupenda.." Dico dolcemente. Ma ecco che le luci in sala si abbassano. "Te l'ho detto che ti amo?" Le sussurro a un orecchio.
"Mmmmh...non ne sono sicura..." mi risponde, fingendosi pensierosa, per poi darmi un dolce bacio sulla guancia.
"Goditi il film Scheggia.." Ricambio il bacio sulla guancia. "è per te.."
Mi sorride, per poi posare la testa sulla mia spalla e iniziare a guardare il film. Ancora non deve aver capito di che film si tratta.
Dopo un attimo, si alza di scatto, voltandosi a guardarmi. "Ma..." mi dice soltanto, incredula. E forse mi sbaglio, forse il buio della sala inganna, ma mi sembra proprio di vedere i suoi occhi diventare lucidi.
"Esatto.." Dico in un sussurro, prendendola delicatamente per un polso, e facendola sedere di nuovo sulla poltroncina.
"E io te l'ho detto che ti amo?" mi dice in un sussurro, riappoggiando la testa sulla mia spalla.
Penso che il cuore ha saltato un battito. Ogni volta che me lo dice, fà lo stesso effetto, lo stesso effetto che ti fà credere che la vita può essere benissimo il sogno di sempre. La stringo a me. Non faccio altro che sentire lei vicino a me, e mi sento bene, mi sento al settimo cielo. Ho tutto. Ho lei.
"Ehi li hai portati i fazzolettini, vero?" mi chiede con un sorriso.
"Ovviamente..." Con un colpo di bacchetta faccio comparire davanti a noi una scatola. "Tieni" Glie la porgo sorridente.
"Guarda che dicevo per te...." mi dice respingendola indietro.
"Per me?" Dico scettico. "Figuriamoci se questo film potrà mai farmi piangere, tanto da prendere i fazzoletti.."
"Scommettiamo?" mi dice in tono di sfida.
"Scommettiamo.." Accetto la sfida.
"Bene...cosa scommettiamo?"
"Quello che vuoi, cara" Dico sorridente.
"Mmmmh...facciamo così...se tu inizierai a piangere e quindi io avrò vinto, sistemerai una volta per tutte la tua camera...." inizia a dire.
"E se invece non piango, te non brontolerai più, se la camera è in disordine.." Concludo porgendogli la mano aperta.
"Ci sto!" dice stringendola "Ora però taci..." mi ammonisce, rimettendosi comoda.
Mi sistemo pure io, e comincio a vedere il film.
"Presumo proprio che dovrò sistemare la camera in settimana" Dico asciugandomi le lacrime con il fazzoletto. "Ma non è giusto... Non doveva finire cosi.." Sospiro sprofondando sulla poltroncina.
"Te l'avevo detto..." dice col tono di chi sa sempre tutto. "Quando imparerai che io ho sempre ragione?" continua poi prendendomi in giro.
"Seh… Seh.." Borbotto offeso io.
"E dai..." dice alzandosi e prendendomi per mano, facendo alzare anche me. "Se vuoi ti aiuto a sistemare la camera..."
"No.." Mi asciugo l'ultima lacrima. "Mi aggrappo all'ultimo barlume di dignità, e nel fine settimana sistemo tutto.."
"Come vuoi..." dice per poi prendere il mio viso tra le mani e darmi un bacio. "Dove mi porti adesso?"
"Luna Park" Sorrido. "Vuoi?"
Milly mi sorride contenta. "Certo che voglio!" esclama.
"E luna park sia.." Le passo un braccio sopra le spalle, e la smaterializzo davanti all'ingresso del Luna Park. Un'altro punto della lista, e per il suo compleanno andremo in Australia... Stò organizzando tutto, manca poco, e voglio che tutto sia perfetto.
Milly si guarda in giro estasiata. Sembra tornata una bambina di cinque anni!
Ha gli occhi che luccicano, e roteano come saette attirata da tutto, è buffissima e bellissima. "Allora con cosa cominciamo?" Dico prendendola a braccetto.
"Con quello che vuoi..." dice sempre più contenta.
"Montagne Snodate?" Chiedo girandomi a guardarle.
"Ecco...magari quelle no..." dice un po'incerta. "Quando ero più piccola ci sono andata con mi padre e Patrick..." inizia a dire, per poi interrompersi.
"E..." Dico incuriosito.
"...e ho vomitato tutto quello che avevo mangiato...forse non è il caso di ripetere l'esperienza...." conclude.
Trattengo a stento una risata. "Va bene" Rispondo tranquillamente, mentre ci avviamo dentro il Luna Park. "Allora dimmi te cosa vuoi fare.. Guardati intorno e dimmi"
***
“Tesoro sono a casa!” Dico ridendo.
“Scemo sono in cucina!” Risponde lei divertita.
“Hey” Sorrido dandole un bacio sulla guancia, una volta che ho raggiunto la cucina.
“Che ci fai qui? Millicent è a scuola..” Dice finendo di girare il cucchiaino nella tazza.
“Lo so, sono qua proprio per questo..” Mi siedo davanti a Pansy.
“Sai che ormai sono fidanzata Finn.. Troppo tardi..” Dice scuotendo la testa.
“Ahh.. Non dirmi cosi luce dei miei occhi, aria della mia vita..” Mi fingo affranto. “Scherzi a parte..” Prendo un biscotto dal barattolo dei biscotti. “Domani sera passo a prendere Millicent, e fino a dopo domani sera non la rivedete..” Comincio a spiegargli.
“E dove la porti?” Chiede incuriosita Pansy.
“Australia, Whish Bay, ho affittato tutta la spiaggia per 24 ore..” Dico sorridente.
“Wow!” Esclama. “Ma te cose in piccolo mai, eh?” Mi fa notare divertita. “Millicent adora il mare sarà felicissima!”
“Non solo, qualche tempo fa, ho trovato una vecchia lista di desideri da realizzare, li aveva scritti per la nostra ultima estate passata insieme, e come ben sai, non sono mai stati esauditi..” Sospiro tristemente. “E praticamente stò rimediando ora, l’ho portata al Taloon a vedere I passi dell’amore, l’ho portata al Luna Park e le ho comprato lo zucchero filato, le ho regalato le due felpe stupide che avevamo visto anni fa… E come ultimo punto… La porto in Australia..” Sorrido.
“Ok, sei ufficialmente dichiarato matto da legare!” Dice sorridente.
“Certo! Altrimenti non sarei più me stesso” Digli del regalo.. “Ah Pansy..”
“Dimmi”
“CI sarebbe un altro regalo..” Abbasso lo sguardo.
“Cosa Finn? Cos’è quello sguardo colpevole Finn?” Chiede con fare indagatorio.
“No niente, ho trovato in un negozio d’animali un gattino nero…” LE spiego tutto, di come non crea danni, di come secondo me piacerebbe a Millicent, di come l’ho supplicata per un ora, per poi ricevere un si di risposta.
Voglio che tutto sia perfetto per il compleanno del mio amore.
***
“Amore!” Esclamo entrando in camera sua senza bussare.
“Nessuno t’ha insegnato a bussare?” Chiede lei alzando lo sguardo dal libro che tiene davanti.
“Si, certo, ma ora non ho tempo..” Dico chiudendo la porta alle mie spalle.
“E dove devi andare di grazia?” Chiede chiudendo rassegnata il libro.
“Prima provati questi..” Dico passandole due pacchettini argentati con fiocco viola.
“Sono per me?” Chiede con quell’aria da bambina che mi fa morire. Io annuisco e sorrido. Lei scarta i pacchetti e osserva il loro contenuto. “Dovrei provarli?” Chiede incerta.
“Si certo!” Dico euforico.
“Finn a che gioco vuoi giocare?” mi chiede inarcando il sopracciglio.
“A nessun gioco!” Dico un po’ risentito.
“Finn è gennaio, ci sono meno 3 gradi fuori, e te vuoi farmi indossare bikini e pareo?” Chiede incredula.
“Si certo! Che c’è di strano?”
“Niente.. Detto o Fatto da te, niente è strano!” Sospira rassegnata. “È questo il brutto!” Aggiunge sorridendo. “Girati che mi cambio!”
“Ma come..” dico stralunando gli occhi.
“Senti, vuoi che prova il costume e il pareo? Allora girati!” Mi minaccia puntando il dito indice al naso.
“Ma mi togli ogni divertimento!” Protesto io.
“Certo! Lo faccio apposta!” Dice tornando sorridente.
“Ah ecco.. Strega!” Dico indispettito.
“Scemo!” Risponde lei tranquillamente.
“Finn” Mi chiama poco dopo. MI giro, e ho davanti a me una visione divina. Non è bella, di più, non ci sono parole, nemmeno le più auliche per descrivere quello che mi si para davanti agli occhi. È realmente incantevole, potrei rimanere ore a guardarla. Ad ammirare ogni suo piccolo dettaglio. “Finn..” Sventola la mano davanti a me. Scuoto la testa tornando in me.
“Sei bellissima” Dico sincero, passandole un braccio dietro di me e attirandola a me.
“Grazie..” Abbassa lo sguardo come sempre un po’ imbarazzata. “Ora che si fa?” Mi domanda inarcando il sopracciglio.
“Ora si esce..” Dico baciandola e smaterializzandola.
Appena ci smaterializziamo lei si stacca da me, e mi guarda allarmata. “Ma gelerò fuori!” Dice alzando il tono della voce. Io sorrido senza dire niente, una folata d’aria calda ci prende alla sprovvista. Millicent si stacca da me di qualche passo, e si guarda intorno. Sabbia bianca, oceano a perdita d’occhio, e qualche gabbiano che vola in un cielo limpido.
“Ma..” Dice un po’ spaesata.
“Auguri amore mio..” Le dico semplicemente.
“Ma…”
“Siamo in Australia…” Aggiungo subito dopo.
“Finn..” Gli occhi gli si illuminano e mi butta le braccia al collo e mi abbraccia. “Anche se il mio compleanno è tra qualche ora..” Puntualizza sempre però sorridente.
“No mia cara, qui son le sei della mattina, qui sono le ore sei del 24 gennaio” Dico baciandola.
“Te l’ho detto che ti amo?” Mi dice ricambiando il bacio con passione.
“Se me lo ripeti, mi farai felice” Dico sincero.
“Andiamo che facciamo colazione!” Dico passandole un braccio intorno alla vita e dirigendoci verso un gazebo bianco che ho fatto sistemare appositamente per noi.
“Questo è per te” Dico porgendogli un pacco.
“Finn non dovevi..” Dice sorridente afferrando il pacco. “Ok, dovevi..” Aggiunge subito dopo.
“Aprilo dai”
“Ok” Lo apre delicatamente, facendo un piccolo strappo per scaramanzia. Tira fuori due felpe identiche, una rosa e una blu, hanno una strana scritta sopra, le guarda accigliata poi mi sorride. “Sono uguali, basta che non le indossiamo insieme, non voglio diventare come Pansy e Ray!” Dice divertita. “Grazie è bellissima!” Aggiunge subito dopo.
“Continua, non sono mica finiti..” Dico ridendo.
Prende una scatolina verde con un grande fiocco rosso. L’apre e tira fuori una penna.
“Una penna?” Domanda incerta.
“Si..” Mi alzo e vado vicino a lei.
“Tieni” Le porgo il bigliettino viola, quello con la lista delle cose da fare.
“L’ho riscritto, l’ultimo punto era depennato, ma dovevamo farlo insieme il viaggio in Australia..” Le spiego dolcemente.
Noto il suoi sguardo cambiare, sicuramente è un po’ risentita.
“Ma Finn…” Dice con quell’espressione da bambina innocente.
“Hey Piccola..” L’abbraccio. “Ti amo..” Le do un dolce bacio.
“Siamo a casa!” Dice entrando dalla porta.
“Hey Scheggia!” Sentiamo la voce di Ray. “Auguri!” Subito dopo Pansy e Ray in coro.
“Grazie ragazzi” Dice sorridente.
“Scusate se esisto!” Dico ironico raggiungendoli in sala.
“Ma che vuoi te! Impiastro! Oggi è la giornata di Milly!” Dice Pansy divertita.
“Ormai serata..” Fa notare Ray. Tra il fuso orario e tutto mi son dimenticato dell’ora, qui a Willow Hide dovrebbero essere circa le dieci di sera.
“Ecco, e ora però vi rapisco la stella della giornata…” Dico prendendo in braccio Milly, che ormai neanche reagisce più, alza semplicemente gli occhi al cielo e sospira. Appena entriamo in camera nota subito un altro mega pacco sul letto. Non può non notarlo, è viola a pois verdi, con un fiocco enorme giallo, lo noterebbe anche un ceco.
“Ma..” Dice con lo sguardo illuminato. “Finn..” Dice allegra. Avvicinandosi al pacco. Appena tocca il fiocco, lo scatolone si muove, lei sobbalza all’indietro. “Finn se è uno scherzo ti uccido..” Dice guardandomi male.
“Apri dai, se non ti piace mi potrai fare male..” Dico divertito.
Apre lo scatolone e strozza un grido. Si china per afferrare il batuffolo di pelo nero.
“Mio dio Finn..” Dice realmente felice. Apro le braccia per abbracciarla quando si gira con questo gattino nero in braccio. “Pansyyyyyyyyyyyyyyyyyy” La chiama praticamente rompendomi tutti i timpani, e sorpassandomi correndo verso il salone.
Direi quasi che mi ha snobbato, ignorato.. Quasi… Anzi no, totalmente. Ma va bene cosi, immaginavo che con un rivale dai grandi occhi celesti, il folto pelo nero e un musino dolcissimo non avrei mai potuto competere.
Pochi giorni al ballo, e lei niente, non mi ha fatto nemmeno un cenno. Maledetta Vendicatrice. Me la pagherà… Seh come no! Come sempre, che appena lei ti parla sorridi come un ebete.
Oggi la brigata non c’è, sono al Once More, c’è pure Leyla, ha detto che preferiva passare una serata con loro. Ma! Dalla pugnalata quella ragazza s’è stranita… Scuoto la testa. Dovrei essere anche io con gli altri ma non avevo voglia, oddio si, ma qui c’è Milly, quindi inutile parlarne no? Una tavolata ben assortita, mi sembra di essere tornato a scuola, Malfoy, Pansy, Ludmilla, Daphne, Milly, e pure un altro Yankee Seth… Il gruppo ha appena finito di suonare, alcuni di loro vanno al bancone per ordinare da bere. Lo Yankee viene verso di noi, sorridente.
“Ciao Ragazzi!” Ci saluta.
“Hey Yankee!” Ricambio per primo, seguito da tutta la tavolata. Afferro il mio drink e comincio a gustarmelo, bello fresco.
“Allora, ragazzi…” Prende una sedia e si aggiunge a capo tavola. “Che si fa per il compleanno di Leyla? Festa a sorpresa? O stà già organizzando lei?” Il silenzio ci avvolge. Anzi che dico il GELO ci avvolge. Niente la fine del mondo stà per iniziare, e Ray ha acceso la miccia.
“Al FUOCO!” Urlo alzandomi in piedi, e indicando un punto non ben definito… “Ragazzi tutti fuori!” Mi agito, la tavolata mi sta fissando allibita, solo la Cantante stà ridendo, ma lei sa, le sa che saremo tutti morti entro il 31.
“Finn tutto bene?” Chiede Pansy divertita.
“Ma che bene e bene… C’è un troll dentro al pub, e voi ve ne state tranquilli seduti?” Devo trovare un diversivo.
“Finn Smettila!” Interviene brusca Millicent. “Yankee, e quando sarebbe il compleanno di Leyla?” Si fa più vicina a Ray.
“Nanananana nanananananana nanananananana” Canticchio ad alta voce, ma Hecate mi prende per un braccio e mi tira giu a sedere.
“Qualcuno ha capito che tipo di droga s’è preso?” Chiede Seth indicandomi. “No perché non la voglio provare per sbaglio…”
“Ma che amiche siete, che non vi ricordate del suo compleanno?” Chiede sarcastico Ray. Io scuoto la testa, è la fine la fine del mondo.
“No…” Dice Pansy. “Non è che non ce lo ricordiamo, non ce l’ha mai detto…”
“Verissimo, lei diceva sempre è tra un po’… è passato da poco.. Ma mai in 9 anni che la conosciamo abbiamo festeggiato il suo compleanno…” è Daphne a intervenire.
“Neanche quando glie lo chiedeva mia madre, lo ha mai detto… Diceva che non era ancora il tempo..” Apostrofa Draco. Ecco se non lo vuole dire ci sarà un motivo, no?
“Ma davvero?” Sghignazza Ray bevendo un sorso di birra. “Beh il suo compleanno è…”
“Rullo di tamburi…” Dice il nuovo Yankee. “Per favore fate silenzio!”
“Mi sento male!” Mi alzo in piedi, lo yankee si blocca. “Ahhhh” Sospiro facendo finta di svenire, beh cosi smetteranno di parlare del compleanno di Leyla, no?
“Ignoratelo…” Scheggia blocca tutti. “Dai Yankee dicci quando è il suo compleanno sono anni che stiamo cercando di saperlo…” Sospira divertita.
“Inutile” Dico rialzandomi e tornando a sedere.
“Il 31 ottobre!” Esclama con un sorriso trionfante in volto.
“Wow… è proprio da Leyla essere nata in quel giorno..”Esclama Daphne.
“Si esatto” Ci ride su Pansy.
“Ma è tra qualche giorno! Anzi tra 2 giorni!” Esclama Milly allibita.
“Riusciranno i nostri eroi a organizzare una mega festa in due giorni?” Sento il nuovo svitato americano, commentare in sottofondo.
“Ecco appunto perché fargli gli auguri, o organizzargli qualcosa di scadente…” Guardo Deborah in cerca di aiuto, ma lei alza le mani e scuote la testa divertita. “Suvvia, parliamo di cose più importanti! Ad esempio l’incidenza delle tasse sugli appalti pubblici!” Dico cercando di sembrare convinto.
“Ma smettila O’Malley!” Dice Malfoy seguito da un applauso generale della tavolata.
“Allora che gli facciamo?” Dice Milly appoggiandosi sul tavolo con i gomiti.
“Beh dobbiamo recuperare 10 anni di feste mancate…” Aggiunge Pansy.
“E soprattutto una cosa a sorpresa a questo punto…” Daphne dice la sua. Ecco stanno firmando la loro condanna a morte.
“Beh c’è il ballo no?” Comincia Ray. “Potremmo fargli qualcosa dopo… Magari insieme anche a quelli della brigata…” Lancia un occhiata verso me e Donatella. Io annuisco ormai arreso.
“E da regalo?” Chiede Draco.
“Una ghigliottina, che poi si diverte a usarla con noi…”
“Dovrei chiedere al Barista di mettere quella musichetta… Di quel film babbano… Mhm… Mission Impossible!” Esclama Seth continuando a farfugliare qualcosa, mentre Pansy ride alla sua battuta
“Beh allora, potremmo fingere uno rapimento…”
“Malfoy, non penso che ci riusciresti…” Dico guardandolo torvo, non so se lui sa, ma penso che nessuno qui dentro avrebbe il coraggio di rapire Leyla senza dirgli che è uno scherzo..
“Vero” Sentenzia Milly. La guardo, lei no, mi stà facendo impazzire.
“Bene, paura e delirio a Londra, il nuovo film che uscirà nelle sale il 31 ottobre…” Beh dai almeno sono divertenti le sue battute. Uno Yankee spiritoso!
“Però dovremmo mostrargli che siamo in grado di fare le cose in grande…” Sospira Milly.
“Oh, e perché no un suicidio collettivo di massa? Più o meno una festa per Leyla avrebbe lo stesso effetto..:” Dico secco io, non stò scherzando.
“Ma quanto sei esagerato!” Mi riprende Pansy.
“Poi non dite che non ve l’avevo detto…” Mi butto all’indietro sulla sedia, affogando i miei presagi di morte nel Drink, che ora non è più tanto bello ne fresco.
“Allora deciso?” Chiede risoluta la mia scheggia.
“No non ho capito bene…” Intervengo.
“Ahhhh” Sbuffano tutti. “Ma se sono due ore che ne stiamo parlando!” Esclama esasperato Malfoy.
“Eh stavo pensando che Leyla vi ucciderà tutti, uno a uno…”
“Finn Taci! Se non la smetti ti uccido io!” Esordisce Millicent lanciandomi un’occhiata molto, molto poco amichevole.
“Ok ok” Dico alzando le mani. “Quindi, quando il ballo comincia a finire, cioè insomma che la gente va a fare cose migliori – risata generale della tavolata - Io con Colin chiedo a Leyla e a Milly di seguirci al pub, perché è successo un problema con la brigata…” Tutti annuiscono. “E voi ci aspettate tutti li… Con tanto di striscioni e bandierine, vero?”
“Oh, O’Malley sembra che hai capito!” Esulta Daphne.
“Grazie” Ribatto acido.
“E il regalo?” Interviene Malfoy.
“Oh, Beh, io gli regalo il mio suicidio in diretta, cosi evita di farmi soffrire!”
“Finnnnn!” Le vipere + Ray urlano a mo’ di rimprovero.
“Ognuno come vuole?” Chiede Milly guardando tutti tranne me.
“Va beh dai può andare…”
“Ray!” Lo chiamo mentre si stà infilando la giacca Jeans. “Ti va di fare due passi?”
“Certo” Si sistema il colletto.
“Allora sarò chiaro e coinciso… Ti stiamo per caso antipatici? Ti ho mai fatto qualcosa che non andava? Odi le vipere? Vuoi sterminare Londra?”
“Hey, Hey, Hey, calma!” Dice uscendo dal pub. “Si può sapere che succede?”
“Come faccio a spiegartelo in parole semplici… Senza farti capire che stai per morire? Anzi stai prima uccidendo Leyla o quello che rimarrà della sua parte buona.”
“Finn, mi dici che succede, invece che prevedere catastrofi ovunque?!” Chiede un po’ scocciato.
“Allora, qualche giorno fa Sugar, ha parlato con Leyla, come facciamo entrambi da 11 anni a questa parte… Prima lei e poi io..” Sospiro.
“Ok vai avanti…”
“Ogni anno è stato un buco nell’acqua. Non ha mai voluto dirci il perché non volesse festeggiare neanche con noi il suo compleanno… Ci ha fatto giurare di non dirlo mai a nessuno…”
“Quindi voi due lo sapevate!” Esclama un po’ sorpreso.
“Noi due conosciamo Leyla meglio di qualunque persona su questa terra….” Dico sorridendo, ed è vero. “Quest’anno però non so per quale evento astrale ha deciso di spiegarle il perché..”
“Allora dai…” Dice infilandosi le mani nei Jeans, e fermandosi sotto al lampione. Si siede sulla spalliera della panchina e mi fissa.
“Lei dopo il suo 25° compleanno non invecchierà più.. Rimarrà pressoché come ‘è ora… In genere i vampiri quando vengono uccisi e rigenerati si bloccano all’età della loro uccisione, ma a Leyla tramite un potente incantesimo gli p stato concesso di crescere fino ai 25 anni..”
“Ma…”
“Lo so.. Un altro suo aspetto un po’ stravagante…” Cerco di sdrammatizzare. Non sembra funzionare però. “Quindi non ha mai voluto festeggiare perché lei è consapevole che ci vedrà invecchiare e morire uno dopo l’altro.. E l’ipotesi che qualcuno la uccida prima non le và molto a genio…” Guardo Ray, non c’è bisogno di un legimante potente per capire che non l’ha presa al massimo. “Ray, non sentirti in colpa… Non importa sarebbe venuto fuori sicuramente…
“Lo dovevo capire che non t’eri bevuto il cervello insieme al Drink…” Sospira appoggiando le braccia sulle gambe e guardando giu.
“Si ma dai… Leyla starà sulle sue per un po’, ma vedrai che poi gli farà piacere… Le vipere sono tutte cosi, dure marmoree ma con un cuore di cioccolata…”
“Ma è colpa mia…”
“No, è colpa sua che non si spiega mai, che non si sa quello che le passa per la testa..”
“Si ma dovevo aspettarmelo…”
“Oh beh, ti dovresti aspettare tante cose… Ma Ray fidati, gli farà piacere…”
“Si come no… Come a me farà piacere essere ucciso dopo lente e dolorose torture!” Risponde sarcastico.
“Ray, non è successo niente…” Cerco di farglielo capire. Leyla vuole troppo bene a questo Yankee per fargli del male. Almeno spero.
Cari Compagni dell’ultimo viaggio,
Si si si si, lo so… Ancora con questa storia! Oggi è il giorno del grande ballo, e della grande festa a sorpresa, questa missiva arriverà a tutti coloro che hanno preso parte al suicidio collet.. Ehm, alla festa a sorpresa per la nostra amorevole Leyla!
Allora vi ho scritto per ricapitolare il tutto.
Durante al ballo nessuno accennerà al compleanno di Leyla.
Verso le 3, insomma quando il ballo stà per concludersi vi saluterete come sempre… Baci baci, abbracci abbracci.. Io convocherò una riunione straordinaria della brigata. Millicent (Scheggia) porterà Leyla al pub, e li sbuchiamo tutti fuori dicendo Auguriiii, e preghiamo un’entità superiore che non abbia la bacchetta a portata di mano. Insomma tutto chiaro? A dopo Gente!
“Sei uno splendore!” Mi giro di scatto.
“Hey sei te..” Vedo la matta appoggiata con una spalla allo stipite della porta, e con le gambe incrociate all’altezza della caviglia.
“Che credevi che fossi? Millicent?”
“Senti Piratesca da quattro soldi..:” Dico minaccioso.
“Negalo se hai il coraggio no?”
“No non lo nego…” Torno a fissarmi. Ma quanto sono bello?
“Vieni qua, principe stravagante!” Mi richiama Jumbia. “Che ti sistemo il turbante, e poi fuggo…” Dice sistemandomi questo enorme coso celeste, bello, d’effetto ma molto, molto fastidioso.
“Ti vedi con il gruppo?”
“No Spina nel fianco, ho un appuntamento con il mio spasimante segreto!” Risponde lei schioccandomi un’occhiataccia.
“Oggi siamo in vena si spiritosaggini vero?” Chiedo pungente.
“Certo come sempre!” Mi sistema il vestito, e mi da una pacca sul petto.
“Grazie Gheltrud!”
Al Ballo:
Venti minuti che giro su e giu per il salone. Non la vedo. Non ci sono nessuna delle vipere. Ma non mi interessa del resto del mondo. Millicent stà sera sicuramente non verrà. Ce l’avrà ancora con me perché l’ho portata a letto ubriaca, perché ho ridipinto la casa del suo ex, per le mille prese in giro per le rose, e dopo la serenata penso che mi ha odiato. Ma infondo io stupido idiota illuso. Che credevo di fare? ‘Milly torniamo insieme?’ Magari fosse così facile… Magari con una semplice domanda potessi riavere la mia principessa.
“O’Malley…” Mi saluta Pansy, lanciandomi uno sguardo un po’ complice. Ma solo dopo ho intuito il vero significato di quello sguardo.
“Pansy! Sei una vera e propria favola…” Le dico salutandola.
“Grazie” Sorride. Ma ecco che il mio sguardo viene rapito da una paradisiaca visione. Una Jasmine vestita di celeste stà passeggiando per il parco. Sorrido e senza neanche curarmi di chi o cosa urto. Tempo due secondi sono a un metro da lei. Non si è accorta della mia presenza, è nervosa lo posso notare da come stringe le mani a pugno intorno alla stoffa del vestito, e il suo respiro non è regolare.
Silenziosamente l’avvicino, le metto una mano sulla spalla, sobbalza, e si gira di scatto. Solo ora noto che ha tinto i capelli di nero, dio quanto è bella, da togliere il fiato. Se si facesse attenzione si sentirebbe il mio cuore battere all’impazzata.
“Mia Principessa!” Mi inchino e le bacio la mano, alzo lo sguardo lei sorride.
“Aladin..” Il suo tono non è freddo come sempre.
Mi rialzo, e le prendo la mano, la stringo alla mia. Lei all’inizio stenta, ma poi ricambia la presa. Vorrei baciarla, ma rovinerei tutto. È venuta al ballo vestita da Jasmine. È venuta per me. Sospiro.
“Tutto bene?” Chiede guardandomi.
“Non potrebbe andare meglio…” Con la mano libera le sistemo una ciocca di capelli scivolata dalla presa lenta dell’elastico. “Sei Stupenda Jasmine…” Sorride senza dire niente.
“O MIO DIO!” Urlo esterrefatto. Non ridere Finn. Non ridere. Non ridere. Altrimenti muori fulminato. Non ridere. Non ridere.
“O’Malley detto niente?” I suoi occhi cristallini mi stanno fissando.
Gli altri si sono girati. Leyla praticamente ha davanti a se la sua fine.
“No Leyla niente!” Le vado incontro e forse per la prima volta in quest’anno l’abbraccio. Infondo è il suo compleanno no? Mi scosto da lei, e osservo Jason che è andato a prendere da bere. “Cioè non ci posso credere…”
“Cenerentola!” Esclama divertita Pansy.
“Oh, Mio Dio!” Dice Daphne strozzandosi per le risate.
“Ecco questo si che è inquietante…” Interviene il nuovo Yankee. “Già conoscere Morticia Addams è stato shockante…” Scuote la testa sgranando gli occhi. “Ma vederla travestita da Cenerentola, potrebbe bloccarmi la crescita!”
“Hey..” Protesta lei fulminandolo almeno un milione di volte con lo sguardo.
“Leyla !” Millicent, lai stà chiamando. Si gira per salutarla, e un flash la travolge.
“Ecco questa foto verrà usata per i prossimi duemila anni presumo!” Dice sventolando la foto che la ritrae vestita da cenerentola.
“Oh scheggia ben fatto!” Gli vado vicino per vedere la foto. Perfetta. Peccato che non ne ha fatta una di quelle animate.
“Sentite… Voi due… VI siete guardati prima di uscire di casa?” Chiede sospirando.
Millicent si gira verso di me, mi fissa, mi scruta, mi studia, mi mette in soggezione! Poi torna a fissare Leyla. “Certo che ci siamo visti!” Dice un po’ stizzita. “E siamo davvero bellissimi!”.
Dio quanto mi fa impazzire questa ragazza.
“E non come te e il gessetto ossigenato!” Aggiungo con tono finto offeso. “Toh parli del diavolo e spunta l’idiota!” Dico indicando Jason da lontano. Logicamente la mia battuta non è passata inosservata e il gruppetto comincia a ridere. Leyla scuote la testa e incenerisce uno a uno tutti i presenti, che continuano a ridere allegramente.
“Tieni Baby” Gli dice cingendogli la vita con un braccio, e con l’altro porgendogli un drink. “Salve Ragazzi” Saluta con un cenno di mano
“Ciao!” Ricambio allegro. Anzi sono proprio l’unico a ricambiare, gli altri sembrano tutti usciti da un funerale, e in questi momenti mi domando come fa essere cosi famoso come rapper.
“Hey..!” Esclama guardando Millicent. “Non ti sei vestita da Barbie!” Eh? Che vuole lui da Millicent? Cosa? Barbie? Aveva invitato anche Milly? Cioè… “Oh, o sei vestita da barbie orientale…” Continua a ridere come un merluzzo idiota, e la fissa, Scheggia stà per aprire bocca, ma l’afferro per un polso e la tiro verso di me. Se parla, va a finire che lo insulta, e se lo insulta va a finirci la rissa, e in queste occasioni quello con un occhio nero sono sempre io.
“Te invece…” Dico velocemente prima che Milly apra bocca. “Mi pare che sei vestito da Autista vero? O da Gelataio a una sera di gala… O da Cameriere…”
“Finn!” Sbotta Leyla.
“Baby, tranquilla..” La bacia.
Io intanto guardo Milly alza gli occhi al cielo, per poi incrociare il mio sguardo, la tengo ancora tra le mie braccia. “Sete?” Annuisce. “A dopo gente, e Cenerentola mi raccomando se incrocia le sorellastre, non le uccida…” La prendo in giro. Appena raggiungiamo il bar, Milly comincia a ridere. “Tutto bene? Già ubriaca e non hai ancora bevuto!” La prendo in giro.
“No è che…” Si avvicina a me, e mi tira giù per il colletto. “Avevo pensato la stessa identica battuta…” La sento sorridere. Mi lascia andare, e afferra il suo drink.
“Jasmine…” Stà camminando qualche passo davanti a me. Lei si gira e sorride.
“Aladin… Dimmi” Si sistema i lunghi capelli corvini, e mette la margherita che gli ho dato sull’orecchio.
“Me lo concederesti un ballo, mia principessa?”
“Dipende…” Sorride sfuggente. “Cosa mi dai in cambio?” Mentre lo dice l’afferro per un polso, e la porto fuori del salone, stringo il suo polso in una presa delicata ma ferma. Lei mi segue, con lo sguardo perso.
Appena siamo distanti dalla gente, l’abbraccio da dietro, con una mano cingo la vita e con l’altra gli indico il cielo stellato.
“Ora vieni con me… Verso un mondo d’incanto… Principessa è tanto che il mio cuore aspetta un si… Quello che scoprirai, è davvero importante… Il tappeto volante ci accompagna proprio li… Il Mondo è tuo… Con quelle stelle puoi giocar… Nessuno ti dirà che non si fa…. È un mondo tuo per sempre…” Gi canticchio all’orecchio. C’ho messo settimane a impararmi questa canzoncina del piffero. Mi sono rivisto quel dannato cartone animato 347 volte, contate da Colin 352 contante da me. Lei si gira, sorride. Gli brillano gli occhi, come quando gli ho detto che era bellissima.
“Solo perché mi fai pena ti concederò un paio di balli…” Dice trascinandomi per la cintura del vestito.
Appena entriamo, neanche a farlo apposta la musica cambia, diventa melodica. Dalle prime note posso intuire che è Mad World di Gary Luces, è uno dei dischi che ho rubato a Sugar.
La canzone è una delle più malinconiche che abbia mai sentito, è la canzone che ho ascoltato giorno e notte quando mi sono lasciano con Millicent. Segno del destino?
Ci fermiamo in un punto imprecisato all’interno della pista da ballo, la stringo a me, lei appoggia la sua testa sul mio petto. E mi lascio trasportare dalla dolce melodia. E quanto ricordi, quante cose stò provando tenendo stretta a me questa bambola di cristallo, cosi bella da togliere il fiato, e fragile come una rosa.
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world
enlarged in your world
Mad world
Trovo strano che tutto questo stia accadendo proprio a me. Per anni, ho desiderato riabbracciarla, ho desiderato tornare insieme a lei, nessuna mi faceva stare bene come lei, nessuna sfuriata era coinvolgente come una le sue. Ma sento che ancora qualcosa ci separa, come se un sottile foglio di insicurezza ci avvolgesse entrambi. Entrambi cresciuti, cambiati, innamorati, e con la consapevolezza che il cuore non potrebbe reggere un’altra rottura. Ma ora lei è qui accanto a me, io la stringo a me, è cosi reale, ed è questo l’importante. Non è un sogno.
Chiudo gli occhi e spero che questo momento non abbia mai fine, perché se solo mi separo da lei di nuovo rischio di perdermi nella mia esistenza, che è un sopravvivere senza osare.
FlashBack di Millicent:
«Uff...non capisco! Perchè non viene come dovrebbe, questa dannata pozione?» chiedo scoraggiata a Finn che si è gentilmente offerto per aiutarmi a capirci qualcosa in più.
La pozione che Piton ci ha dato come compito è decisamente ostica e per di più, io non sono esattamente un genio in questo campo...
«Scheggia! Mi stupisci» dice spettinandomi i capelli. «Devi semplicemente prendere 5 gocce di lacrime di unicorno...Poi...» afferra il contagocce e comincia a farle cadere dentro il calderone. «...Dai continua te!» Mi sorride.
«Poi...poi...» dico cercando di ricordare «Non me lo ricordo...» concludo sempre più abbattuta, spingendo indietro il calderone.
«E tieni giù quelle mani...» aggiungo.
«Scheggia!» Dice imitando la tonalità di Piton. «Ricordati La VeRiTà» Poi alza le mani in segna di resa. «La VeRiTà» ribadisce serio.
«La verità? Ma che cavolo stai dicendo?» dico lancandogli una della mie peggiori occhiate. Siamo qui a studiare o vuole solo prendermi in giro?
«LA come LAcrime di unicorno. VE come VEleno di Magnolia. RI come RIcci di lago. TA come TAvoletta di Polline... Insomma LA VeRiTà» risponde come se fosse al cosa più ovvia al mondo.
La mia occhiataccia si trasforma in men che non si dica in uno sguardo pieno di gratitudine.
«Ma sei geniale, O'Malley!» esclamo contenta.
Gli salterei al collo, se solo non fosse così fuori luogo...
«Lo scopri ora?» Ammicca, e si passa una mano tra i capelli arruffati. «Su su su Scheggia, c'è una pozione domani da consegnare!»
Si gira ad afferrare il libro, e lo mette sul tavolo tra noi due.
«Non ce la farò mai...Pozioni...che materia inutile!» commento cercando sul libro la pagina giusta.
Mi piego all'altezza del viso di Finn, stiamo controllando il tempo di miscelatura. Questa è una di quelle pozioni che vanno 'cotte' una delle peggiori. Sbuffo, lui si gira verso di me. Mi guarda dritto negli occhi e mi bacia.
Un brivido lungo la schiena, come non l'avevo mai sentito prima...
Subito ritorno al mio posto, non riesco nemmeno a guardarlo negli occhi! Perchè l'ha fatto?
«Non mi pare che sul libro ci sia scritto esattamente questo, O'Malley...» dico cercando di risultare minacciosa, o almeno arrabbiata. Ma non è esattamente questo l'effetto che fa la mia voce. Sembra quasi che io abbia paura di parlare...di alzare lo sguardo...
«A no?» Controlla il libro. Sembra cosi dannatamente calmo. «Si guarda! Baciare la ragazza più carina della scuola, fà rendere la pozione la migliore al mondo» dice serio.
«E tu non vuoi prendere un bel voto a Pozioni?» Dice fissandomi,sento il suo sguardo addosso.
«Io...» cerco di rispondere, ma la mia mente è vuota. Completamente vuota. «Io...penso di dover andare, ecco...» dico infine alzandomi di colpo.
«Aspetta» Mi blocca per un braccio. «Aspetta!»
Ora sono costretta a guardarlo negli occhi, delicatamente con una mano mi alza il viso. «Perchè vuoi andare via?» chiede tranquillamente, ma tenendo la presa ben salda.
Se solo lo sapessi fare, mi smaterializzerei dall'altra parte del mondo...
«Perchè ti eri offerto di aiutarmi a studiare pozioni...non di baciarmi...» rispondo e questa volta ottengo l'effetto desiderato. Il mio solito tono scontroso.
«Giusto!» Lascia la presa, forse sà che non scapperò, anche se in fondo vorrei.
«Cavoli Scheggia!» Sembra spazientito. «Mi dispiace veramente... La prossima volta cerco di avvisarti tramite missiva!» sbotta con quel suo sarcasmo tagliente ed insopportabile.
«Ti dispiace?» chiedo solamente abbassando lo sguardo. E pensare che per un attimo, mi ero illusa che gli interessasse qualcosa di me...ma in fondo, come può ad uno del quinto anno interessare qualcosa di una ragazzina del secondo? Svegliati, Milly!
«Cosa?» Chiede inarcando il sopracciglio. «Tu...hai detto che ti dispiace...» farfuglio cercando di non risultare ridicola «Va be', niente...» concludo infine per evitare ogni figuraccia. «Lasciamo tutto alle spalle? Pietra sopra? Capitolo chiuso? Amici come prima?» chiede a raffica, mantendendo un tono e un comportamento molto pacato, fin troppo tranquillo per i miei gusti.
«Sì...sì, direi d sì...» dico risoluta. Tanto a lui non gliene frega niente di me...
«Lo sapevo» Scuote la testa, fa un passo indietro e apre le braccia.
«Lo sapevo!» Esclama più forte, lasciando cadere le braccia a peso morto.
«Sempre la solita dura, la ragazzina che ha imparato a vivere fin troppo bene...» comincia a dire, senza permettermi di parlare. Non che io abbia qualcosa da dire, in fondo...
«Te Scheggia hai paura... Siiii una paura fottuta di rischiare... Hai paura di lasciarti andare...» Prende fiato qualche secondo «Hai paura del fatto che io ti conosco fin troppo bene! Credi di non saper gestire il tuo cuore, di AMMETTERE che te stai bene con me, che ti senti protetta... Sopratutto non vuoi ammettere che anche te sai amare... Di rivelarti meno forte di quanto sei in realta...»
Queste ultima frasi vengono pronunciate con meno enfasi, quasi come se fosse deluso.
Brava Milly, brava. Tu sì che sai come far andare tutto a rotoli...
«Scheggia, facciamo come vuoi... Mettiamoci una pietra sopra e continuiamo a fingere di essere semplicemente amici... Questo ti riesce bene, no?» sospira.
Abbasso lo sguardo, facendo un passo indietro a mia volta. Ha dannatamente ragione.
«Sai Scheggia?» dice avvicinandosi e mettendosi a sedere, proprio davanti a me.
«Quando ti sei buttata per la cascata, quando ti sei fidata di me... Quando venivi da me chiedendomi di tutto... Quando passavamo pomeriggi interi insieme a litigare, quando ti sfogavi con me, perchè il mondo non girava dal verso giusto...» mi sistema con la mano una ciocca di capelli dietro l'orecchio. E per un attimo, sento ancora quel dannato brivido...
«Quando ho imparato a conoscere la vera Scheggia, ho capito che eri un miraggio. Hai 4 anni meno di me, e sei una delle persone più mature qui dentro... Quando mi sono reso conto di essermi preso una cotta per te... Ho capito che tutto stava per finire... Te sei troppo piena di te e del tuo orgoglio, per capire che essere in due non vuol dire, essere meno forte.»
Rimango per una ttimo ancora in silenzio, a rimuginare su qello che ha appena finito di dire. A pensare a quanto abbia ragione.
«Allora non è vero che ti dispiace...?» chiedo indecisa, cercando di mettere da parte per una sola volta il mio fottuto orgoglio.
Si alza, mi guarda in maniera strana...non riesco a capire se sia serio, arrabbiato o cos'altro.
I miei occhi si perdono nei suoi, lui delicatamente prende il mio viso tra le sue mani e mi dà un altro lungo, dolce bacio.
FalshBack di Finn:
«Uff...non capisco! Perchè non viene come dovrebbe, questa dannata pozione?» La osservo, non mi concentro molto sulla pozione a dire il vero.
«Scheggia! Mi stupisci» Esclamo, cercando di ritrovare la concentrazione. Gli scompiglio i capelli. Ma come faccio a concentrarmi con lei vicino? «Devi semplicemente prendere 5 gocce di lacrime di unicorno...Poi» Prendo il contagocce e le faccio cadere lentamente nel calderone. Sperando di ricordarmi bene, non vorrei che magari esplodesse, e io farei la figura del coglione integrale. «...Dai continua te!» Mi tiro su, e continuo a guardarla. Non posso fare altro che sorridere.
«Poi...poi...» dice spaesata. «Non me lo ricordo…» Sbuffa e scansa il calderone. «E tieni giù quelle mani...» aggiunge schioccandomi uno sguardo poco amichevole.
«Scheggia!» Imito la tonalità di Piton. Concentrati Finn, dai. Cerca di ricordati come era… La Vespa? No. La Vanità? No! LA Verità? Siiiiii. Sorrido più a me stesso che a lei .«Ricordati La VeRiTà» Allontano le mani da lei. «La VeRiTà» Ribadisco. Voglio vedere se ci arriva.
«La verità? Ma che cavolo stai dicendo?» No, non si ricorda. Oppure Piton ancora non gli ha detto niente, conoscendolo quando domani consegneranno le pozioni gli dirà questo trucco. Non posso tenerla ancora sulle spine, poveretta comincia ad avere crisi di nervi.
«LA come LAcrime di unicorno. VE come VEleno di Magnolia. RI come RIcci di lago. TA come TAvoletta di Polline... Insomma LA VeRiTà» Gli svelo il semplice trucco.
Sorride «Ma sei geniale, O'Malley!» esclama contenta.
«Lo scopri ora?» Ammicco compiaciuto, penso che sia una delle poche volte che con lo sguardo vuole ringraziarmi, invece che uccidermi. Mostrando indifferenza mi passo una mano tra i capelli. Infondo, sono geniale no? «Su su su Scheggia, c'è una pozione domani da consegnare!» Metto il libro di pozioni sul tavolo, e continuo a controllare la tecnica di miscelatura.
«Non ce la farò mai...Pozioni...che materia inutile!» Sfoglia il libro. Ora è a qualche centimetro dal mio viso, sento il suo profumo, è dolce, è l’opposto suo. Ma forse questo la rende speciale. Finn cavoli, dai, non lasciarti questa occasione, non lasciarti sfuggire lei. Sbuffa goffamente, girandosi verso di me. Non ce la faccio, non resisto la bacio, preparandomi mentalmente allo schianto che prenderò.
Un Brivido lungo la schiena, provo mille emozioni, sensazioni strane, quasi sembra come il primo volo su una scopa. Ecco, si, stò volando.
Spero solo di non precipitare in caduta libera nell’abisso più profondo
Appena si rende conto di quello che stà succedendo torna al proprio posto, ha la testa chinata ed è lievemente arrossata in volto.
Schianto evitato. «Non mi pare che sul libro ci sia scritto esattamente questo, O'Malley...» Dice seria. Un po’ troppo seria. Che stesse per vomitare? Cavoli! E se gli faccio schifo? Ma no, sono geniale io…
«A no?» Mantengo ancora il controllo della situazione. Devo farlo, sono sul punto del non ritorno. Non posso lasciarmi sfuggire tutto questo di mano. «Si guarda! Baciare la ragazza più carina della scuola, fà rendere la pozione la migliore al mondo» Riesco a rimanere serio. Ingannerei anche mia madre.«E tu non vuoi prendere un bel voto a Pozioni?» La fisso, ma lei non mi guarda, non si è mossa. Li ferma, immobile.
«Io...» Tentenna per un attimo. «Io...penso di dover andare, ecco...» Si alza di colpo, ma con un gesto fulmineo le afferro il braccio. Dicendole di aspettare. «Aspetta!» Con una mano le alzo il viso, cosi mi deve guardare per forza negli occhi. Non può sfuggire. «Perchè vuoi andare via?» Mantengo ancora miracolosamente la calma, i corsi Zen per missiva, allora servono!
«Perchè ti eri offerto di aiutarmi a studiare pozioni...non di baciarmi...» Ecco che la Scheggia scontrosa torna alla carica. Cosa? Ma che discorsi fa? Ma che al giorno d’oggi si deve avvisare prima di baciare? Magari la dovevo invitare ad un appuntamento al bacio
«Giusto!» Lascio la presa, spero che non si smaterializzi, anzi ancora non lo sa fare, spero che non mi atterri con quel calderone. «Cavoli Scheggia!» Sbotto senza volerlo.. «Mi dispiace veramente... La prossima volta cerco di avvisarti tramite missiva!» La tramortisco praticamente con un tono a dir poco tagliente.
«Ti dispiace?»!
«Cosa?» Eh? Dispiacere? Cosa? Quando? Dove? E Perché?.
«Tu...hai detto che ti dispiace...» Farfuglia.«Va be', niente...»
«Lasciamo tutto alle spalle? Pietra sopra? Capitolo chiuso? Amici come prima?» Concludo la sua frase, lo dovevo immaginare che finiva cosi. Alla fine lei è Millicent Bullstrode, la piccola grande donna.
«Sì...sì, direi d sì...» Conferma con fin troppa convinzione.
«Lo sapevo..Lo Sapevo!» Esclamo più forte, lasciando cadere le braccia a peso morto. «Sempre la solita dura, la ragazzina che ha imparato a vivere fin troppo bene…Te Scheggia hai paura... Siiii una paura fottuta di rischiare... Hai paura di lasciarti andare... Hai paura del fatto che io ti conosco fin troppo bene! Credi di non saper gestire il tuo cuore, di AMMETTERE che te stai bene con me, che ti senti protetta... Sopratutto non vuoi ammettere che anche te sai amare... Di rivelarti meno forte di quanto sei in realtà...» Finisco deluso da tutto questo. Questo non doveva succedere. «Scheggia, facciamo come vuoi... Mettiamoci una pietra sopra e continuiamo a fingere di essere semplicemente amici... Questo ti riesce bene no?» Sospiro.
Non dice niente, neanche questo a funzionato.
«Sai Scheggia?» Mi avvicino a lei, e mi siedo sulla sedia dove stava prima… «Quando ti sei buttata per la cascata, quando ti sei fidata di me... Quando venivi da me chiedendomi di tutto... Quando passavamo pomeriggi interi insieme a litigare, quando ti sfogavi con me, perchè il mondo non girava dal verso giusto...» Gli sistemo istintivamente i capelli, che gli sono caduti sul viso.
«Quando ho imparato a conoscere la vera scheggia ho capito che eri un miraggio. Hai 4 anni meno di me, e sei una delle persone più mature qui dentro... Quando mi sono reso conto di essermi preso una cotta per te... Ho capito che tutto stava per finire... Te sei troppo piena di te e del tuo orgoglio, per capire che essere in due non vuol dire, essere meno forte. »
Niente, non fa niente, se non respirasse penserei che l’ho impietrita come Medusa.
«Allora non è vero, che ti dispiace?» Chiede goffamente.
Se solo potessi, la prenderei e abbracciandola la roterei come se fosse una bambolina, e sicuramente non la lascerei più andar via.
Mi avvicino a lei, e mi perdo nel blu dei suoi occhi, gli prendo il candido viso tra e mia mani, e la bacio, finalmente dimostrandogli non solo che non mi dispiace, ma che oggi mi ha reso il ragazzo più felice del mondo.
***
FlashBack di Millicent:
L'ultima prova dei G.U.F.O. è appena terminata. Non vedevo l'ora che tutto finisse, finalmente avrò un po'di tempo per me. E per Finn.
Vado in cortile, mi siedo sotto la nostra quercia, aspettando che anche lui arrivi dopo l'ultima prova dei M.A.G.O.
Lo vedo arrivare in lontananza, è da solo e come al solito non ha neanche un libro con sè.
«Scheggia!» mi chiama sorridendomi.
Come fa ad essere così dannatamente tranqillo? Non si è reso conto che presto sarà tutto finito?
«Ehi! Com'è andata?» chiedo mentre lui si siede accanto a me.
«Bene» appoggia la testa sul tronco dell'albero, facendosi così più vicino.
«Te Scheggia? Hai schiantato qualche professore?!» Ride.
Quella risata me la ricorderò per il resto dei miei giorni. E mi mancherà da morire.
«No...nessuno! Ho fatto progressi, vero?» dico sorridendo e posando la testa sulla sua spalla.
Dai Milly, cerca di non fargli capire quanto stai male. Cerca di non fargli capire che sei la ragazza più infelice del mondo.
«Wow, mi sorpredendi sempre Scheggia!» Esclama divertito.
E poi sospira.
«Qualcosa non va?» chiedo notando quello strano sospiro.
Domanda retorica. So benissimo cosa c'è che non va.
Ha evitato di dirmelo, ma so benissimo quello che sta per dirmi. So che l'hanno ammesso a Psicologia, con i suoi voti devono per forza averlo preso.
«Sono stato preso a Psicologia e Psichiatria alla Candice» dice a un tratto.
Guarda un punto fisso lontano, e con le mani strappa ciuffi d'erba.
Sapevo che questo momento sarebbe arrivato. Ma speravo non arrivasse mai.
«Ma è fantastico!» esclamo sollevando la testa e guardandolo negli occchi.
So che questo è sempre stato il suo sogno, chi sono io per mettergli i bastoni tra le ruote? Chi sono io per chiedergli di accettare l'offerta di Silente di diventare assistente di Piton e mandare all'aria il sogno di una vita?
«Già, fantastico!» Sorride lui. «Ma.. C'è un'altra cosa che ti devo dire...»
Cosa? Cosa diavolo c'è ancora? Non basta sapere che te ne andrai per sempre da questa scuola? Che non passeremo più ogni dannato secondo libero della nostra esistenza insieme? Che non sarai più qui ad aiutarmi quando avrò problemi con le pozioni di Piton? Che non potrò più prendermela con te quando le cose non girano come dico io?
«...E se non te la dico ora, finisce che non te la dico piu... E se non te la dico più, finisce male... Perchè cazzo, sono un fottutissimo stronzo vigliacco. Perchè sono lo smidollato di sempre... »
No, ti prego, non dirmi che mi ami, non potrei sopportarlo.
«...Ma sappi che ti amo, e ti amerò sempre»
Ecco. E come faccio adesso a lasciarti andare? Come faccio a stare senza di te?
«... che non ho mai smesso un secondo di pensarti, e penso che non lo farò mai... in questi 3 anni sono stato il ragazzo più felice della terra. Ho amato ogni cosa di te, ogni sospiro, risata, battutata o litigata... Sai? Sei amabile quando ti arrabbi... Diventi bellissima... Ma non è questo che ti interessa ora, non ti interessa che mi piace guardarti dormire, svegliarti la mattina, e come prima cosa fiondarti sulla tazza del caffè...»
Si ferma lasciando cadere la frase a metà. No no no Finn...taci...già è difficile così, poi se mi dici queste cose...
Abbasso lo sguardo, non ce la faccio...non posso piangere, non posso...
«E cos'è che mi interessa?» chiedo rialzando lo sguardo.
«Domani parto per l'Australia»
Basta, il mio cuore si è ufficialmente fermato. Ha smesso di battere. Posso anche smettere di respirare. Domani? E me lo dice così? Adesso? Io avevo progettato per filo e per segno ogni secondo della prossima settimana, la nostra ultima settimana. Un miliardo di cose da fare, film da vedere, posti da visitare, cose da comprare.
E lui mi dice che domani parte.
Ma forse è meglio così. Meno tempo da passare insieme pensando che presto arriverà la fine.
«Domani?» chiedo istintivamente.
Mi sembra di morire.
«Si, mia madre starà li un anno, l'ambasciata magica inglese ha bisogno di lei, io l'accompagno, stò li un mese, prima di cominciare gli studi»
Ha la voce ferma, seria e non mi guarda. Perchè cavolo non mi guarda? Si sta rendendo conto di essere uno stronzo, a lasciarmi qui così, da sola, con così poco preavviso?
«Be'...l'Australia dev'essere stupenda...» dico abbasando di nuovo lo sguardo.
Certo che non potevo trovare una cosa più stupida da dire...
Perchè non gli dico che se solo me lo chiedesse, lascerei tutto e partirei con lui? Un mese in Australia in fondo non sarebbe male.
Ma no, sicuramente non mi vorrà tra i piedi, avrà un miliardo di cose da fare prima di andare all'università, io sarei solo d'intralcio.
«Si koala e kanguri ovunque!» Ride. «Per non parlare delle maestose cene in cui verrò sbandierato come il figlio della famosissima e bellissima e fantastica ambasciatrice Inglese.»
E stronzissima ambasciatrice inglese. Come le viene in mente di portarselo via per tutto un mese e dall'altra parte della terra, poi.
Appoggia la sua testa alla mia.
«Scheggia, che programmi hai te?»
Programmi? Io voglio morire qui, adesso. Ecco il mio programma.
«Non so, non c'è ancora niente di definito...forse vado da qualche parte con Pansy o Daphne...stiamo ancora decidendo...» invento all'ultimo momento.
Non voglio diventare un peso, non voglio che parta con il senso di colpa per avermi lasciata qui da sola, senza niente da fare per l'esate.
«Vacanze tra Vipere...» Sorride. «Che si vuole piu dalla vita?»
Già...vacanze tra Vipere, come no...Pansy andrà sicuramente da qualche parte con Draco e Daphne sarà impegnata con uno dei suoi cento ragazzi.
E io da sola a pensare a te, a quanto ti starai divertendo in Australia senza di me, a come sarà la tua nuova vita alla Candice, a quante ragazze ti gireranno intorno.
Altro che vacanze tra Vipere!
Ora si è girato mi fissa dritta in faccia. Non parla, non si muove, mi fissa semplicemente...
«Già...che si vuole di più dalla vita?» ripeto cercando di risultare convincente.
Che si vuole di più dalla vita? Vorrei semplicemente essere qualche anno più grande, aver finito i M.A.G.O. e venire alla Candice con te.
Non mi sembra di chiedere poi tanto...
«Scheggia...» Mi chiama. Riconosco quella voce. La stessa voce di quando ci siamo messi assieme. Stesso sguardo. «E non fare quella faccia!» Ride, sembra relamente divertito. Ma che cavolo ci troverà mai da ridere?
«Che quando rientro dall'Australia ti spedisco un Koala, si un essere peloso e un po' puzzolente... Cosi ti ricorderai di me!»
Ecco che ricomincia a delirare. Quanto mi mancherà tutto questo!
«Oh sì, guarda, non vedo l'ora!» esclamo ridendo a mia volta. «Un koala è giusto quello che mi manca...»
«Si si si, allora te ne mando due, e cosi faranno i koalini!» Mi stringe la mano.
Non lasciarmi.
Non lasciarmi...
«E quando ci rivediamo in un futuro, avrai l'allevamento di Koala più famoso di Londra. E magari poi potrai prendere anche i Kanguri, e i pappagalli...E farai Scheggia e il Fantastico mondo degli animali esotici!»
Alzo gli occhi al cielo. Come fa ad essere così dannatamente idiota anche in un momento come questo? «Poi aspè!» Dice quasi urlando. «Ti prendi un paio di scimmie, cosi ti ricorderai di Colin e Ian...»
Colin e Ian? Ma cosa me ne frega ora di quei due?
Si finge pensieroso. Impossibile, lui non pensa mai.
«Maaaa... Scheggia dopo tra qualche anno, noi della brigata potremmo mettere su un bel circo ambulante... Siiiiiiiiii... Girovagheremo intere stagioni, e te starai con il tuo Koala Kemmy, perchè si il primo koala che ti regalerò si chiamera Kemmy, attaccato dietro la schiena!» Non parlo. So che quando inizia a delirare in questo modo è assolutamente inutile dire qualunque cosa.
Vorrei abbracciarlo e pregarlo di non partire...
Ma non posso farlo.
Si alza di scatto in piedi, tirandomi su. «Guarda, poi una volta guadagnati cosi tanti soldi, compreremo la scuola, e sbatteremo via tutti, e ci faremo i quartier generale della brigata...»
«Ehi!» dico pulendomi la gonna con le mani dai residui di erba. «Sì certo, il quartier generale della brigata..» commento con il tono di voce di una che ormai ha perso ogni speranza di fare un discorso serio..
«Siiii Aboliremo la torre dei GalliD'oro... Ci faremo la sala da biliardo....» Si ferma di botto, mi abbraccia.
Stringimi forte e non te ne andare.
Non parla, mi tiene stretta tra le sue braccia.
«Domani parto... Scheggia, inutile far finta di niente, mi mancheranno le nostre litigate...» Sussurra, così all'improvviso.
Ricaccio indietro le lacrime, non posso piangere, non posso farlo sentire in colpa.
«Anche a me mancheranno...tu mi mancherai...ma che ci vuoi fare, sapevamo che sarebbe arrivato questo momento prima o poi...» dico lasciando che mi stringa forte tra le sue braccia.
Chiudo gli occhi. Dio come mi mancherà il suo profumo...
«Già.. Ti amo scheggia» Mi stringe più forte a sè. E si smaterializza.
Non ho fatto nemmeno in tempo a dirgli che anche io lo amo, più della mia stessa vita. Che la mia esistenza non avrà più alcun senso senza di lui.
Non l'ho nemmeno baciato per l'ultima volta...
Rimango lì impalata per qualche secondo, poi mi lascio cadere di nuovo sotto la nostra quercia, porto le ginocchia al petto e inizio a piangere.
FalshBack di Finn:
Finiti i M.A.G.O. Non volevo mai che arrivasse questo momento. Non così presto.
Non può essere tutto cosi difficile, no? Mi avvio alla nostra quercia. Quella che ha visto tutti i nostri momenti migliori, e penso da oggi anche i peggiori.
«Scheggia!» La chiamo cercando di sorridere.
«Ehi! Com'è andata?» Mi chiede mentre mi siedo vicino a lei. Anche lei oggi finiva i G.U.F.O. Ho fatto bene a non dirle niente, a continuare a morire dentro. Non potevo dirgli, Hey vado in Australia per un mese, poi comincio gli studi alla Candince. Non sarebbe stato giusto. Anche se cosi forse ho solo peggiorato le cose. Perché domani parto, e non la vedrò più per molto, troppo tempo. Questa favola di litigate memorabili, e attimi indimenticabili stà per finire. Me lo sento. Figuriamoci se una come lei vuole una relazione a distanza. Non penso proprio.
«Bene» Appoggio la testa sul tronco dell'albero. «Te Scheggia? Hai schiantato qualche professore?!» Rido. Cazzo ridi Finn? Eh? Ma è possibile? Sei sempre cosi dannatamente idiota.
«No...nessuno! Ho fatto progressi, vero?» Appoggia la sua testa sulla mia spalla. Perché rendi le cose cosi complicate? Perché? Non è giusto così. Non va bene. No. «Wow, mi sorprendi sempre Scheggia!» Sospiro. Come faccio a dirgli tutto? Anche se sono sicuro che anche a lei non vada bene una storia a distanza… Troppe Strillettere, troppe difficoltà. Abbiamo entrambi i migliori anni della nostra vita davanti. Come facciamo?
«Qualcosa non va?» Si Milly, Si! Parto domani, sono stato preso alla Candince, e non ti vedrò più. Dici che qualcosa non và? Lascio qui la parte migliore di me. Lascio qui te.
«Sono stato preso a Psicologia e Psichiatria alla Candice» E il resto quando glie lo dici? Quando domani ti vede con il baule in spalla? Coglione Finn. Sei semplicemente un coglione vigliacco. Lei non merita uno come te. Non hai nemmeno quel fottutissimo coraggio di dirgli tutto. Stupido che sei.
«Ma è fantastico!» Esclama lei. Fiu. L’ha presa bene. Magari non glie ne frega niente, magari anche lei è consapevole che prima o poi doveva succedere, magari stà tirando un sospiro di sollievo perché non dobbiamo affrontare una relazione a distanza.
«Già Fantastico!» Sorrido. «Ma.. C'è un'altra cosa che ti devo dire... E se non te la dico ora, finisce che non te la dico piu... E se non te la dico più, finisce male... Perchè cazzo, sono un fottutissimo stronzo vigliacco. Perchè sono lo smidollato di sempre... Ma sappi che ti amo, e ti amerò sempre... che non ho mai smesso un secondo di pensarti, e penso che non lo farò mai... in questi 3 anni sono stato il ragazzo più felice della terra. Ho amato ogni cosa di te, ogni sospiro, risata, battuta o litigata... Sai? Sei amabile quando ti arrabbi... Diventi bellissima... Ma non è questo che ti interessa ora, non ti interessa che mi piace guardarti dormire, svegliarti la mattina, e come prima cosa fiondarti sulla tazza del caffè...» Zitto Finn. Non la travolgere con la tua parlantina. Arriva dritto al sodo. Dai. Su. Stronzo che non sei altro.
«E cos’è che mi interessa?» Non fa un frizzo, come sospettavo, anche lei ci deve aver pensato bene, che alla fine è meglio dare un taglio no? No Milly, piangi, sfogati, fammi rimanere con te, non voglio andare via, di soltanto una parola e rimango con te.
«Domani parto per l’Australia»Secco, deciso, da bravo idiota.
«Domani?» Scheggia. Dimmi che vuoi che resta. Dillo, dimmi che proviamo a superare la distanza in due. Dimmi qualcosa. Fammi capire che stò commettendo la stronzata della mia vita.
«Si, mia madre starà li un anno, l'ambasciata magica inglese ha bisogno di lei, io l'accompagno, stò li un mese, prima di cominciare gli studi» Dico senza guardarla, perché so che non piangerà mai per me. So che tutto dopo oggi finirà.
«Be’.. l’Australia… Deve essere stupenda..» Ma che cavolo dici? Ma ti pare? Senza di te, niente può essere stupendo.
«Si koala e canguri ovunque!» Rido. «Per non parlare delle maestose cene in cui verrò sbandierato come il figlio, della famosissima e bellissima, e fantastica ambasciatrice Inglese.» Appoggio la mia testa alla sua. «Scheggia, che programmi hai te?» Cazzo dici Finn? Digli quello che pensi, ti stai tormentando da un mese, non dormi la notte, e gli chiedi che programmi ha? Mentre vi state lasciando? Certo che se esistesse un regno degli idioti, te saresti il re.
«Non so, non c'è ancora niente di definito...forse vado da qualche parte con Pansy o Daphne...stiamo ancora decidendo...» E che volevi sentirti dire? Vengo con te in Australia? Voglio passare ogni istante con te? Finn ha 16 anni, vuole divertirsi con le amiche, vuole avere le sue esperienze, vuole avere cosi tanti ragazzi, non vuole avere responsabilità.
«Vacanze tra Vipere...» Sorrido. «Che si vuole più dalla vita?» La fisso, voglio memorizzare per sempre questo momento, il momento in cui mi rendo conto di essere il ragazzo più idiota della terra. Sulla carta è tutto cosi facile, io stesso pensavo di potercela fare, infondo non sono pronto io per primo a una relazione a distanza. Soprattutto perché passare dal ci vediamo tutti i giorni, anche l’estate stiamo sempre assieme… Al ci vediamo una volta al mese, è dura da digerire!
«Scheggia...»La chiamo. Digli che non parti se vuole, rischia per uan volta. Affronta le tue responsabilità. Ormai dovresti essere sulla strada giusta della maturità. No?«E non fare quella faccia!» Rido. Almeno fingo di ridere, realmente divertito.. «Che quando rientro dall'Australia ti spedisco un Koala, si un serre peloso e un po' puzzolente... Cosi ti ricorderai di me!» Però devo ammettere, che l’immagine di Milly che apre un pacco enorme, con dentro un Koala, e davvero esilarante. E anche sta volta scappi dalle tue responsabilità. E ti rifugi nel solito cretino, jullare di corte
«Oh sì, guarda, non vedo l'ora!» esclama ridendo a sua volta. «Un koala è giusto quello che mi manca...»
«Si si si, allora te ne mando due, e cosi faranno i koalini!» Gli prendo la mano, ho bisogno di lei, e solo mi rendo conto che forse il primo vero amore, è stato lei, l’irrazionale, nevrotica, isterica, e passionale Scheggia. «E quando ci rivediamo in un futuro, avrai l'allevamento di Koala più famoso di Londra. E magari poi potrai prendere anche i Canguri, e i pappagalli...E fari Scheggia e il Fantastico mondo degli animali esotici!»
Alza gli occhi al cielo, e posso notare un sorriso impercettibile.
«Poi aspè!» Dico quasi urlando. «Ti prendi un paio di scimmie, cosi ti ricorderai di Colin e Ian...» Si finge pensieroso. Lui no pensa mai. «Maaaa... Scheggia dopo tra qualche anno, noi della brigata potremmo mettere su un bel circo ambulante... Siiiiiiiiii... Girovagheremo intere stagioni, e te starai con il tuo Koala Kemmy, perchè si il primo koala che ti regalerà si chiamera Kemmy, attaccato dietro la schiena!»
Lei non parla, sicuramente stò approvando il mio brillantissimo piano!Scatto in piedi trascinandola su con me. «Guarda, poi una volta guadagnati cosi tanti soldi, compreremo la scuola, e sbatteremo via tutti, e ci faremo i quartier generale della brigata...» Questa si che è un idea geniale! Penso tra me e me.
«Ehi!» Si sistema meglio. «Sì certo, il quartier generale della brigata..» Guardala Finn, ti regge ogni cretinata, ti appoggia nei tuoi strani piani per conquistare il mondo, ti riporta alla realtà quando ne hai bisogno.
«Siiii Aboliremo la torre dei GalliD'oro... CI faremo la sala da biliardo....» Non continuo, per una volta voglio fare il serio almeno ci provo. L’abbraccio.«Domani parto... Scheggia, inutile far finta di niente, mi mancheranno le nostre litigate...» Sussurro. Ok stò complicando da solo le cose, ma non potevo non dirgli che mi sarebbe mancata.
«Anche a me mancheranno...tu mi mancherai...ma che ci vuoi fare, sapevamo che sarebbe arrivato questo momento prima o poi...» Vero verissimo. «Già.. Ti Amo scheggia» La stringo forte a me, e mi smaterializzo. Non potrei rimanere oltre. Non potrei vedere una storia cosi finire. La mia storia poi. Non posso veramente.
***
FlashBack di Millicent:
Non riesco a dormire. Mi giro e rigiro nel letto, con gli occhi sbarrati, ripensando in continuazione a quello che ci siamo detti, che non ci vedremo più.
Odio l'essere così legata a qualcuno e odio che questo qualcuno domani se ne andrà per sempre, lasciandomi qui da sola.
Pansy dorme, Daphne dorme, Leyla dorme. Dormono tutti. Solo io sono la cretina che è ancora sveglia alle tre di notte.
Già...perchè solo io da domani sarò sola.
Decido di andare in Sala Comune, prendo la bacchetta dal comodino per farmi luce e il nostro diario.
A piedi nudi per non fare rumore, mi avvicino alla porta e la apro lentamente, per poi uscire sperando che Gazza non mi trovi in giro a quest'ora della notte.
Nemmeno una punizione avrebbe più senso senza Finn.
Arrivo in Sala Comune, i piedi ghiacciati per il contatto con il pavimento freddo, nonostante sia ormai luglio.
Mi raggomitolo in un angolo del divanetto, portando le ginocchia al petto e coprendomi meglio che posso con la camicia da notte.
Poi prendo il diario e inizio a sfogliarlo...ci sono le foto della gita ad Hogsmeade, del giorno del mio salto dalle cascate, le foto al Ballo Ceppo...
Alla mia Principessa dice la dedica sulla prima pagina.
Rimango per qualche secondo a fissare la calligrafia precisa e ordinata di Finn sulla carta bianca.
Poi una lacrima rotola sulla mia guancia, seguita da mille altre.
Non è giusto, non è giusto che io stia così male! Per una volta, una dannata volta che decido di essere davvero me stessa con qualcuno, finisce in questo modo.
Ma d'altra parte lui andrà all'università, alla prestigiosa Candice University...io sarei solo d'intralcio nella sua nuova vita...e poi troverà altre mille ragazze sicuramente migliori della sottoscritta....
Con un colpo secco chiudo il diario, lo afferro con entrambe le mani e lo scaravento contro il muro di fronte, guardandolo mentre si schianta poi a terra.
Con la manica della camicia da notte asciugo le lacrime.
Millicent Bullstrode non piange mai.
Prendo un respiro profondo per calmarmi e mi alzo per tornare in dormitorio.
Ci penseranno quegli stupidi elfi domestici a buttare via il diario per me.
FalshBack di Finn:
Non mi ero mai reso conto di quanto fossero bui e grigi questi dormitori. Le tende color bordeaux rendono tutto più monotono, meno allegro.
Ma tanto domani tutto finisce, da domani si torna liberi. Ah già mi immagino la prestigiosa Candince, i corsi liberi, i dormitori più luminosi, nuova gente, nuova vita, più respiro.
Ma allora perché non riesco a chiudere occhio? Perché questo luogo cosi grigio e scuro mi mancherà da morire? Perché solo io non sono contento di avere il massimo dei voti? Perché la prospettiva di andare via da qui mi rende totalmente triste?
Capelli biondo oro, occhi color oceano, un sorriso tagliente. Mi alzo a sedere nel letto, Colin, Ian e Micheal dormono come ghiri, stanno smaltendo al colossale sbronza dormendo. Chiudo gli occhi, ed eccola davanti a me, come un miraggio nel deserto. Mi sembra perfino sentirla piangere, lei che non piange mai. Mi strofino gli occhi con le mani, basta pensare a lei, basta pensare a tutto. Stacca il cervello Finn, tanto non ti serve!
«TUMM!» Ecco provenire un rumore sordo dalla sala comune, questo non l’ho sognato. Prendo la mia bacchetta per farmi luce, e comincio a salire le scale, che portano alla sala comune.
Non c’è nessuno, a prima vista. Sospiro, e cerco di placare quella lieve tachicardia che mi era presa, man mano che gli scalini finivano.
“Chi speravi di incontrare eh Finn?” Dico a voce alta. Chiudo gli occhi, ma è come se sentissi il suo profumo.
Stò per tornare in camera, quando vicino al camino, noto il nostro diario, lì a terra. Solo una persona può avercelo lasciato. La stessa che ormai mi stà ossessionando questa notte.
Trascinando i piedi un po’ svogliatamente, lo prendo e mi siedo sul divano, il fuoco è ancora acceso, gli elfi non sono passati.
Sospiro, prendendo coraggio, apro il diario. Lo sfoglio lentamente, come se il male che mi stessi facendo non bastasse. Leggo le dediche, i pensieri e osservo milioni di volte quelle foto. Chiudo il diario, dandomelo tre volte in testa. Non fa neanche male.
“Oddio!” Esclamo un po’ a voce alta, fregandomene se qualcuno mi sente. Stacco una foto delicatamente, è esilarante, quando Millicent ha creduto che fossi stata con un’altra, quella sera, in sala comune è volato di tutto, da torte di panna, a frecce medioevali, a libri di astrologia, penso che se qualche pivellino gli fosse capitato sotto mano me lo avrebbe lanciato. Per fortuna eravamo solo noi più stretti, tornati prima da una gita a Hogsmeade. La foto ritrae il disastro colossale che abbiamo combinato. Mi ricordo che Gazza ce lo fece sistemare senza magia, per punizione.br> Ma se è stata una decisione comune, neanche proclamata, ora perché mi sento come se una parte di me è sparita per sempre? Perché non gli ho detto che l’amavo realmente, tanto da toccare il cielo con un dito? Perché non la sveglio ora, di soprassalto, cosi da subire l’ennesima sfuriata, per vedere quanto è bella quando si arrabbia? Per sentire la sua voce salire all’infinito per poi placarsi mentre mi lancia di tutto?
Ci sono domande che non hanno risposta. Mai.
Torno ai dormitori, stringendo a me l’unica cosa che mi lega ancora a lei. L’unica cosa che non potrà mai sparire.
Ora lei ha ancora una vita qui in questa scuola, altre mille occasioni in cui essere felice, altri mille ragazzi da conoscere, io non sono nessuno per impedirgli tutto questo.
Arrivato in camera, mi rendo conto che il solo stà sorgendo, non che dai sotterranei possa vedere il vero e proprio paesaggio, ma con queste finestre magiche il problema è risolto. Comunque sia, è ora di fare il baule e andare a salutare gli altri.
***
FlashBack di Millicent:
Sono le nove.
Alle nove lascerà Hogwarts per sempre.
E chissà quando lo rivedrò.
Se lo rivedrò.
Svogliatamente mi alzo dal letto, Pansy e le altre non ci sono e non ho la più pallida idea di dove siano. Ma a dire la verità in questo momento non mi interessa.
Perchè voglio farmi così male?
Mi trascino alla finestra e scosto leggermente la pesante tenda bordeaux, quel tanto che basta per poterlo vedere.
Per poterlo guardare mentre se ne va per sempre.
Per poterlo osservare mentre mi abbandona.
Eccolo lì, sembra che nemmeno si accorga della mia assenza. Troppo preso a salutare, troppo impegnato ad essere al centro dell'attenzione.
Stringo con forza la tenda nella mano destra e di nuovo inizio a piangere.
Non ho mai pianto tanto come in questi due giorni. Non ho mai pianto, a dire la verità.
E'l'unico per cui abbia speso delle lacrime. E' l'unico che meriti le mie lacrime.
E' l'unico che abbia mai amato.
Il primo e l'unico.
Si volta e per un attimo guarda in alto, verso questa finestra.
Di colpo lascio andare la tenda e appoggio la schiena contro il muro, giurando a me stessa che non mi innamorerò mai più di nessun altro.
FalshBack di Finn:
“Hey O’Malley!” Urlano gli amici miei appena vedono che raggiungo l’uscita della scuola, sono tutti fuori, ridono e scherzano come sempre.
“Ciao GENTAGLIA!” Mi butto letteralmente in mezzo alla folla. Baci, abbracci, pacche sulle spalle, spintoni, pizzichi. Di tutto.
“Allora alla Candice mi raccomando non rivoluzionare tutto, falla reggere ancora per un paio d’anni, che voglio venirci anche io!” Mi dice uno, che non so neanche il suo nome, ma evidentemente lui mi conosce.
Non mi dà fastidio che tutta questa folla sia così affettuosa con me, in altre circostanze li avrei evitati volentieri, ma ora, è come se riempissero quella voragine che stà inglobando tutto il mio mondo. Mi stò illudendo di non essermi accorto che LEI non è venuta a salutarmi.
Con la bacchetta faccio lievitare il baule fino alla carrozza, Colin e Ian sono di nuovo in ritardo. Lancio un’occhiata verso l’ingresso della scuola, vedo alcune sagome comparire, sorrido, sono sagome femminili, ecco la tachicardia di questa notte torna alla carica, ma non mi interessa, io la rapisco, la porto via con me.
“Supremo”
“Poison!”
L’abbraccio. Cerco di sorridere, non voglio farmi vedere serio, non è da me, che ricordo lascerei in questa scuola? Non può esistere un Finn serio! Neanche a volerlo!
Istintivamente alzo gli occhi, verso quell’austero edificio, e mi è sembrato di vederla lì, alla finestra, di vedere che piangeva per me. Ma non è possibile lei non piange mai.
***
“Sei vivo!” Esclama Colin.
“Pure te!” Dico io.
“Si ma te… Milly…”
“Ah, tranquillo è pazza di me!” Dico buttandomi a sedere sul divano.
“Si no, aspè, lei è pazza… Ma non direi pazza, di te… No!” Scuote la testa e fa le spallucce.
“Ehhhh vedrai!”
“Direi pazza Omicida!” Si siede sulla poltrona davanti al divano, avvicinandola.
“Mah! Ti dico di no!” Ribatto.
“Più pazza ancora… Pazza come chi vuole torturarti fino alla morte…” Prende fiato. “Lei preferirebbe che le amputassero una mano, e che glie la servissero a cena… più che stare con te…”
“Colin”
“No aspè! Preferirebbe sorbirsi l’Amleto recitato al contrario per l’eternità… Pur di stare con te…”
“Colin”
“Eh mi sento ispirato stà sera!” Dice sorridendo. “Beh preferirebbe anche vivere infondo al mare con la sirenetta invece che stare vicino a te” Comincia a tossire. Ride e tossisce. Mi guarda e ride, mi guarda e tossisce.
“Sei talmente ispirato che ti dimentichi come si respira?” Lo guardo inarcando il sopracciglio, ma lui continua a ridere, e tossire. “Strozzati con comodo” Dico accavallando una gamba sopra l’altra.
“Poi… Cioè… Millicent non si metterà mai insieme a te, non di nuovo! Non dopo che le hai imbrattato la casa dell’ex… non dopo che l’hai portata a letto a tradimento… Non dopo che tu respirerai ancora!”
“Comincia a mancarti l’ossigeno al cervello, cominci a farneticare, Colin!” Sorrido.
“Va beh, dimmi allora come la conquisti, mister” Dice sedendosi, e fissandomi negli occhi.
“Allora, per iniziare, una bella serenata…” Dico pensando. “Sh. Non fiatare… Parli dopo!” Continuo a pensare. “Poi la porto a vedere le sette meraviglie del mondo, per poi fargli capire che ne esiste un’ottava… LEI” Dio quando è bella. Che occhi, che sorriso, che temperamento. “La sommergo di regali, di ogni genere, la porto a cena nei luoghi più belli al mondo.. Poi…”
“Poi il tutto si conclude con il tuo funerale Finn!” Esclama Colin tra l’indignato e il divertito.
“Malfidato!” Scuoto la testa. “Io conosco Millicent, meglio di qualunque altra persona che esista al mondo!”
“Lo so, lo so, lo so…” Dice lui seccato.
“Stanno per suonare” Dico fissando l’orologio.
*Dlin Dlon*
“Adesso sei pure veggente?” Mi chiede allibito Colin.
“No è la ragazza di Joseph!” Dico sorridente.
“Wow, si è fidanzato?”
“No ancora no!” Ma come fa a dire castronerie del genere? “Anche perché non ha conosciuto Josephine” Sorrido.
“No”
“Invece si”
“Ma No!”
“Ma cosa?”
“Josephine”
“Eh”
“Josephine”
“Ok, hai imparato a memoria il nome.”
*Dlin Dlon*
“Sei un mostro” Dice Colin andando ad aprire la porta. Sento un urlo strozzato, e poi torna in sala, bianco come la morte. “Ho trovato Locknes, posso reputarmi fortunato?” è ovviamente sotto shock.
“Viene avanti Josephine” Rido.
“Hey bellezza” La voce quasi inconfondibile di uno scaricatore di porto, ehm, volevo dire di una ragazza. Ecco lo spettacolo che ci si para davanti: Alta, capelli fucsia e viola, tatuaggi come una seconda pelle. Piercing sul naso e sulla lingua. Veste come un militare in servizio. Intelligente, e ben dotata nei punti giusti, inibizioni zero, insomma la fotocopia femminile di Joseph.
“Tra poco incontrerai l’uomo della tua vita” Sorrido compiaciuto, sono eccitato come quando ero piccino e aspettato l’arrivo di natale.
“Hey Joseph” Lo chiamo sventolando la mano. Lui si gira, ricambia il saluto e mi si avvicina.
“Cosa era tutta questa urgenza?”
“Vieni con me!” Lo afferro per u braccio, e lo trascino fino a dietro il campus.
“Hey Finn che ti sei bevuto il cervello?” Protesta lui.
“Zito e seguimi!”
“Hey, guarda che ti uccido qui eh!”
“Si va beh. Mi ucciderai dopo…Ma prima devi conoscere…”
“Conoscere?” Chiede visibilmente preoccupato.
“Josephine!”
“Ahahahaha che è uno scherzo?” Chiede divertito.
“Certo, che no!” Esclamo un po’ spazientito. Ma eccoli, vedo Josephine e Colin parlare vicino alla grande quercia.
“Hey!” Richiamo la loro attenzione.
“Josephine, ti presento Joseph” Loro due si guardano, si scrutano.
“Sei un mostro!” Riconosco la voce di Joseph anche senza girarmi.
“Hey, non è che tu sei Mister universi eh?” Dico guardandolo aggrottando le sopracciglia.
“Sai a cosa mi riferisco!” Dice lui incrociando le braccia al petto.
“Josephine?” Domando sorridendo come un ebete, sono cosi belli insieme…
“Si lei!”
“Amorevole vero?”
“Amorevole e Bella come l’abominevole uomo delle nevi!” Dice lui sedendosi vicino a me. “Finn più che altro perché stai aspettando una lezione di Politica Economica Magica?”
“Ma è la tua fotocopia al femminile!” Dico sconcertato. Dovevano essere perfetti assieme. “Eravate perfetti assieme!” Protesto.
“Si perfetti assieme… Eh” Dice roteando la testa verso di me. “Come ero perfetto assieme con quella da lingua viola, con quella tutta tatuata anche nei posti più assurdi, anche quella che faceva la chirichetta nelle chiese babbane… Aspè poi c’era Miss arancione…” Dice contandole con le mani. “Per non parlare di quella che è la brutta copia depressa di Leyla, e quella pelata con la bandana in testa…”
“OK, lo ammetto, però Josephine era veramente la tua metà!” Sorrido amabilmente sperando che non mi schianti proprio qui in aula.
Sono finalmente in camera mia. Silenzio. Buio. Solo io, e il suo profumo. Ok sarà passata una settimana, è improbabile che ancora ci sia qualche sua molecola in giro. Ma io lo sento. Sento la sua risata, vedo i suoi occhi ovunque, la sua camminata si para davanti ai miei occhi. Scuoto la testa. Cazzo come stai diventando patetico Finn. Come una serie televisiva di 4° ordine. Lei non può essere conquistata con mille rose rosse, neanche con il mondo intero riusciresti a conquistarla. Sei patetico, sei melenso, sei vomitevole. Sei tutto quello che lei crede di odiare. Ma sai anche, che adorava essere stretta tra le tue braccia quando aveva una giornata no. Sai che adorava il tuo essere impassibile davanti alle sue scenate, l’aiutava a essere se stessa pienamente. Sai che quando gli dicevi ‘Ti Amo’ lei tremava. Sai che esiste una Millicent che ama la luce del sole, e passeggiate in riva al mare, una Millicent che ama sentirsi una regina di cuore.
“Smettila” Sussurro. Lei non è più tua. Non hai più il diritto di conquistarla. Apro il cassetto, è ancora lì. Lo osservo, non l’ho più preso, l’ho tenuto io per tutti questi anni. Lei ha creduto di averlo perso. Invece lo custodivo io. Mi ricordo ancora quando glie lo regalai per Natale. Mi prese in giro come un dannato. Ma poi in una nottata di pioggia, lei era in sala comune, da sola davanti al camino, teneva tra le mani una piuma e sulle gambe appoggiato c’era il nostro diario. Era cosi fragile. Lo prendo tra le mani, per la prima volta in quattro anni. Mi domando ancora perché solo io conosco una Millicent cosi diversa. Una Millicent che ama, che prova emozioni, che è fragile, che ha le sue incertezze. Mi domando se io non ho sognato tutto. Se io non mi sono inventato una lei così perfetta. Mi domando se non stò facendo la più grande cazzata di questa terra. Ma ho solo una risposta a tutte queste domande. Io l’AMO.
“Salve” Dico comparendo dal nulla. Lei sobbalza. Mi guarda con odio. Il solito odio aggiungerei.
“Cazzo Finn!” Sospira. “Spina nel fianco, vuoi morire? Per poco non ti crucciavo!” Dice mostrandomi la bacchetta. “Avevo sentito che c’era qualcuno di troppo qui dentro” Si siede sul divano. “Hai per caso bisogno, ora come ora, di lezioni di canto? No sai, dopo le rose, ci stà bene una serenate…” Sorride malefica. A volte la vorrei uccidere.
“Esatto” Dico serio, annuendo.
“Come esatto?” Sgrana gli occhi, mi stà osservando, vuole capire se scherzo.
“Voglio farle una serenata!” Dico sedendomi sul tavolino di fronte a lei.
“Cosa?” è allibita? Stupita? Indignata? Incredula? “Stai diventando fottutamente melenso lo sai?”
“Si ma sono anche disperatamente innamorato..” Sospiro rassegnato. Nessuno mi capisce.
“Almeno te lo ammetti…” Sorride tra se e se.
“Cosa?”
“Niente” Sospira scuotendo la testa.
“Aiutami”
“A preparare il tuo funerale? Certo”
“Ma cavoli! Te e Colin non riuscite a capire….”
“Oh beh, perché vuoi morire per mano sua?” Scuote la testa. “Proprio no!”
“Ma Pantofola!...”
“Spina nel fianco…” Ci stiamo fissando negli occhi. Posso notare il suo divertimento nel vedermi cosi, nell’immaginarsi la mia fine.
“Ahuf!” Sbuffo incrociando le braccia.
“Sei impossibile!” Ribatte lei.
“Si!” Mi alzo di scatto in piedi. “Bello, impossibile, e irraggiungibile…”
“O signor…”
“Sono magnifico…”
“Basta crederci!” Annuisce.
“Sono unico…”
“Grazie a Dio!” Esclama. Io mi giro e la guardo. “No sai, ti immagini una vita con un esercito di Finn?” Fa una smorfia schifata.
“Fantastico!” Batto il pugno sulla mano aperta. “Strabiliante…”
“Si un incubo vivente praticamente!” Dice lei scuotendo la testa e ridendo.
“Mi aiuti?”
“MA dici sul serio?”
“Ma no…”
“Ecco”
“Ecco un corno!”
“Finn!”
“Pulce!”
“Ahhh”
“Ehhhh”
“O’Malley!”
“Seavers!”
“Hey!”
“Hey!”
“Ora basta” Si alza in piedi e mi fissa minacciosa.
“Sennò che mi fai?”
“Oh beh”
“Ah beh!”
Ed ecco che mi sento travolgere il viso da una montagna di panna. Me lo dovevo aspettare, era almeno una settimana che non mi arrivava una torta in faccia. Con la mano, continuando a fissare la Pasticcera, mi tolgo la panna dal viso, e glie la getto addosso. Lei salta verso sinistra e riesce a schivare.
“Beh sei ancora agile!” Dico pulendomi il resto della panna con la bacchetta.“Nonostante i chili di troppo…” Ora posso dire addio alla mia esistenza.
“Sei morto!”
“Sei stupenda!”
“Non funziona!” Scuote la testa e porta le braccia incrociate al petto.
“Sei perfetta…”
“Ribadisco sei morto!”
“Ma morto sono meno simpatico…”
“Se è per questo, farei un favore all’umanità!”
“Piccioncina!”
“Morto che parla, e cammina!” Ha il fuoco negli occhi. E conosco bene quello sguardo, difficilmente si placherà.
“Trottola..”
“Di la tua ultima preghiera”
“Ok” Chiudo gli occhi e mi smaterializzo qualche secondo prima che le sue mani afferrassero il mio collo.
“Finn” Protesta lei, che per poco non cadeva a faccia in avanti.
“Che c’è…ho pregato di smaterializzarmi in tempo!” Rido divertito.
“Ah!” Si siede sul divano.
“Fame?”
“No”
“Sete?”
“Si”
“Allora bevi!” Mi apro in un sorriso smagliante.
“Vuoi proprio morire?”
“Forse”
“Non ho voglia ora, sei fortunato”
“Vipere!” Mi materializzo davanti al gruppetto, che stà chiacchierando lungo il viale che porta alla Candice.
“O’Malley” Mi saluta Daphne.
“Vi rapisco la vostra adorata Millicent” Dico afferrandola per una braccio e smaterializzandomi in camera mia, prima che qualcuno potesse fermarmi.
“Ma sei matto!” Dice liberandosi dalla mia presa. E dandomi un bello spintone. Si guarda in giro. “Che ci faccio qui!” Esclama infuriata. Batte rumorosamente il piede a terra. Indico con la testa il letto. Lei si gira di scatto, e osserva ben bene il letto. Posso vedere un sorriso apparire e sparire in un lampo, come lo scintillio nei suoi occhi. Lo sapevo che stò facendo la cosa giusta. “Beh allora?Che significa?”
“Niente!” Sorrido. Ma lei non cede, continua a fissarmi. “E va bene…” Dico girandomi verso la finestra. Sospiro. <<Penso che tu sia vestita poco alla moda ultimamente.>> “Vuoi venire al ballo con me?” Dico girandomi e guardandola in quei occhi blu oceano. Mi perdo nel suo sguardo. Si gira verso il letto, prende il suo abito e sparisce. Solo ora mi rendo conto che ho pensato quello che volevo dire, e ho detto quello che dovevo solo pensare.
Cavoli. Ha una voce magnifica. Lei è magnifica. L’osservo bene, ogni suo movimento, è grinta pura, esprime se stessa quando è sul palco, si libera da quel peso che le attanaglia l’anima. È cresciuta, non è la piccola Hecate, la piccola Hecate che correva da me senza dire niente, la piccola Hecate che quando giocavamo a nascondino non voleva ammettere di spiare quando mi nascondevo io. Ora è lì, su quel palco, non è obbligata a cantare. Sono orgoglioso di lei, la considero come una sorella, anzi forse è una sorella per me. Con la sua caparbietà è sempre andata avanti, una piccola guerriera, determinata ha sempre affrontato tutto senza farsi tanti problemi. Ha affrontato i lupi a testa alta, e non ha mai ceduto. Ho la pelle d’oca, non la sentivo cantare da tempo, e devo dire che è sempre la stessa magia. Non so se anche gli altri notano tutto questo. So solo che oggi Hecate Seavers, è finalmente cresciuta, si stà lasciando alle spalle dei capitoli poco piacevoli, che hanno costellato la sua vita. Io faccio il tifo per lei.
“Svegliati!” Sento strattonarmi a destra e sinistra.
“Hey!” Dico stiracchiandomi. “Leyla?” Chiedo stupito mettendo a fuoco la mora davanti a me.
“No sono morgana!” Risponde acida, scuotendo la testa. Si è proprio lei.
“Cosa c’è?” Le chiedo tirandomi su.
“Sono venuta a minacciarti di morte!” Dice perentoria.
“Buongiorno anche a te!” Dico strofinandomi gli occhi.
“Non hai detto a nessuno del mio compleanno vero?” Sibila davanti al mio viso. E come potrei dargli contro? Questa qui mi uccide senza remore.
“No Leyla, sono ben 10 anni che non dico niente a nessuno”
“Bene”
“Mi devi ancora una spiegazione però” Sbuffo scocciato. Ogni anno sempre la stessa storia, stà diventando monotona.
“Non ti riguarda” Si smaterializza.
Scuoto la testa e me ne torno a dormire. Oggi non ho il tirocinio, e voglio passare la giornata a letto, e poi mi vado a comprare qualche camicia.
Ci siamo. È giunto il momento. Il Pub è pieno di gente, il gruppo di Ray e Hecate, ha appena finito di suonare, sono tutti al tavolo con le vipere, noi della brigata siamo sul tavolo vicino. Phoenix ancora mi tiene il muso, da quasi un mese non andiamo più al suo pub. Ma non ci posso fare niente. Millicent è il mio polo nord, e io sono l’ago della bussola. Mi alzo deciso. Salgo sul palco con molta calma, solo Hecate mi stà fissando, segue ogni movimento che faccio. Scuote impercettibilmente la testa. So cosa pensa, so che pensa che perderò Milly se continuo cosi, perché lei non è tipo da smancerie varie, ma io dimostrerò a tutti loro che mi sbaglio. Che lei tornerà da me.
“Ehm, Ehm” Dico battendo un dito sul microfono. Il silenzio cala velocemente per la sala. “Ecco si funziona!” Sorrido alla folla, che mi scruta incuriosita. “Buona Sera!” Sorrido. Leyla mi guarda inarcando il sopracciglio, proprio come a fianco a lei lo stà facendo Ray. “Ecco, vorrei solo un po’ della vostra attenzione”
“W Finn!” Sento brindare quelli della brigata.
“Ragazzi gli autografi dopo” Scherzo io.
“Qui, stà sera tra di voi…” Comincio a dire, sfilando il microfono dall’asta. “C’è una ragazza… Forse la più bella delle principesse” Sorrido. “Luci prego!” Dico sventolando la bacchetta, e ecco che la luci nel Pub si affievoliscono e tramutano tutto in un rosso tenue, rilassante. “La luce!” Punto la bacchetta verso Millicent, ed ecco che viene avvolta da una luce più forte. Lei scatta in piedi, posso notare la furia mista all’imbarazzo nei suoi occhi. “Seduta prego!” Due della brigata si avvicinano a lei, e trasformano la sua sedia in un piccolo trono. Non può fuggire ora.
“Quella ragazza, Millicent Bulstrode, per chi non la conoscesse” Sorrido perfidamente. Una piccola vendetta proprio ci vuole. “Ecco, lascio i convenevoli per un’altra serata… Ma posso solo dirle, che ho capito una cosa, che in passato ho commesso l’errore più terribile della mia vita, l’ho lasciata andare, pur sapendo dentro di me, che stavo perdendo la mia regina di cuori” Prendo fiato. “Beh, queste tre canzoni sono per te…”
E senza rifletterci due volte, comincio a cantare, grazie a Dio, i cromosomi dei miei genitori hanno creato un figlio intonato, e anche con un bel timbro di voce.
La prima canzone è quella del nostro primo bacio… La seconda è la colonna sonora delle nostre serate passate a discutere… La terza invece è di quando ci siamo lasciati. Una melodica, una rock, e una che ti porta via l’anima.
“Sei mitico!” “Grandioso” “Un po’ patetico!” I ragazzi della brigata stanno creando il finimondo. Sorrido tornando da loro, mi accolgono con applausi e urla, Colin stà stramazzando a terra per le risate. Il mio sguardo però è rivolto verso Millicent, posso sentire il suo odio fin qui. Vuole uccidermi. SI alza di scatto. Ecco, faccio il segno della croce mentale. Ora mi uccide realmente, capperi! Non ho fatto testamento! Ma ecco che mi supera senza neanche voltarsi. Non posso lasciarla andare via cosi… Non senza uccidermi prima, senza tirarmi dietro ogni oggetto contundente che trova sotto mano... Non senza neanche un insulto! Scatto in avanti, la devo raggiungere, dribblo alcuni cretini che stanno in mezzo al passaggio,e sono fuori, sento il vento pungente londinese. Lei si gira. Alza gli occhi al cielo, stringe per qualche secondo le mani a pugno, poi le rilassa. “Sparisci Finn”
“Ogni suo desiderio è un ordine” Dico prima di smaterializzarmi. E ora? Sono nella mia stanza, sospiro. E apro il nostro diario. La nostra storia mai finita.
Cavoli c’è anche lei. Cavoli quanto è bella. E quando si arrabbia il blu dei suoi occhi si intensifica. Potrei stare ore a guardare ogni suo piccolo particolare, di come gioca con il bracciale quando è nervosa, ma non lo può dare a vedere. Ecco che mi ha lanciato un’altra occhiata, piena di odio. Sento il brivido e la tensione fino a qui. L’ho fatta grossa, e da bravo stronzo, la provoco. Gioco a un gioco strano, e le regole sono conosciute solo a me. Perché è cosi fottutamente difficile, chiederle scusa e dirgli che sono stato una vera testa di cazzo? Stà parando con Pansy, lei sa tutto e il suo sguardo di certo non è dei più amichevoli. Afferro il bicchiere di Leyla ancora pieno, per sbaglio sfioro la sua mano, lei con un gesto fulmineo e quasi impercettibile la ritrae, ma io l’ho sentita. Quella scossa che sento ogni volta che la sfioro, che incrocio i suoi occhi. Sento quel senso di vertigine ogni volta che so che dovrò incontrarla. Ogni volta che sento il suo profumo mi sento bene.
«Mi piaci quando fai la gelosa, Scheggia...» Gli sussurro all’orecchio. Sono sicuro che nessuno ha sentito, ma le si. Dato che sono uno stronzo lo faccio fino in fondo. Le sue parole, il suo sguardo di disprezzo mi hanno lacerato, so di aver sbagliato, ma cazzo anche lei stà notte era con me. Erano le sue mani che cercavano le mie, erano i suoi occhi color oceano che si sono persi nei miei. È il mio nome che ha quasi urlato nel bel mezzo della notte. L’amo. Non c’è niente da fare. In tutti questi anni sentivo che mancava qualcosa nella mia vita. Ma ora so cos’era. E ora ho rovinato tutto, lei tornerà a braccia aperte da Oliver.
“Cazzo Finn!” Mi dice Fantasy, dandomi una botta forte sulla spalla.
“Aio!” Dico guardandola male, e massaggiandomi la spalla. “Beh che ti sei fumata il cervello?” Dico piagnucolando.
“Fumato un corno!” Mi ringhia lei. “Sei in un altro pianeta dà stà mattina!” Mi dice strattonandomi.
“Eh che volevi di grazia” Chiedo guardandola, continuando a seguire i movimenti del suo, poco aggraziato, braccio.
“Come mai le Lady e Hecate non vengono stà sera? Non ci sono nemmeno La rossa, e l’isterica, nemmeno Ray!”
“Cazzo Fantasy!” Dico irritato. “Cosa te ne importa?”
“Hey calmati!” Mi dice lasciandomi di colpo, e tra un po’ non andavo a stampare la mia foto sull’asfalto. “Sei intrattabile oggi!” Dice allontanandosi, lasciandomi indietro con Colin e Phoenix.
“Quando glie lo dirai?” Ecco la voce glaciale della ragazza.
“Cosa?” Chiedo facendo il finto scemo.
“Che ami ancora Scheggia”
“Phoenix non ti ci mettere anche te ora!” Dico esasperato.
“Sarà, FINLEY, ma non mi convinci” Dice schioccandomi un’occhiata che parla da sola, e raggiungendo l’amica.
“Sei nei guai amico mio!” Colin mi appoggia una mano sulla spalla.
“Lo so” Dico continuando a camminare, e sorridendo al solo pensiero di quello che accadrà stà notte.
“Allora avete capito cosa si deve fare?” Dico levandomi in volo sulla scopa, cosi che tutta la brigata può vedermi e sentirmi.
“Una domanda!” Un ragazzo si fa avanti. “Come mai proprio CORNUTO?”
“Oh, beh, non solo cornuto, ma anche disperato, irrazionale, cretino, geloso, possessivo, idiota.. E se trovate qualche altro insulto fate pure. Non voglio vedere un centimetro che sia uno libero dal muro di quella casa!” Dico sfoggiando uno dei miei sorrisi migliori.
La porta della mia stanza si chiude. Ecco il suo profumo, che mi inebria. Irrazionale, lei non è mai stata qui, non è mai passata da me. Lei non è più mia. Ma il suo profumo mi fa andare avanti. Mi ha sempre fatto compagnia. Sorrido togliendomi la camicia. Ma è un sorriso malinconico, perché so che dopo oggi l’avrò persa per sempre. Ma quel fottutissimo stronzo doveva pagarla, l’ha ridotta a uno straccio, l’ha costretta a bere. Ok magari scrivergli tutti quegli insulti sulla casa, è stata una reazione infantile, ma ho evitato un bel crucio diretto. Di nuovo lei, di nuovo quel suo sguardo perso in un drink alcolico, di nuovo quelle lacrime prontamente asciugate. Mi lascio cadere sul letto. Sento ancora l’alcool in circolo, sorrido. Scrivere cornuto sulla casa di Oliver mi ha fatto stare meglio, alla fine Milly non potrà neanche obiettare niente. Per fare sesso, e sottolineo che sesso, bisogna essere in due, e per quanto possa negare lei c’era. C’era come quando stavamo assieme, c’era la stessa sintonia, la stessa passione.
“Piccola Ruzzola Smettila!” Dico strattonandola in avanti.
“Finn!” Dice lei ridendo.
“Ragazzi Fate i bravi, ora facciamo le foto!” Dice mia madre sorridente. È una delle poche volte che la vedo sorridere, la Spagna gli fa proprio bene. “Sorridete!”
Ed ecco che io e Hecate ci stringiamo vicini, davanti alla mia torta di compleanno, abbiamo un sorriso finto, fintissimo, tirato e quasi paralitico. Ma ecco che lei mi dà un pizzico, io sobbalzo, mia madre sposta la testa dall’obbiettivo e mi fissa, ha di nuovo ritrovato il suo sguardo austero. “Ti uccido, morta che cammina!” Dico digrignando tra i denti.
“Zitto Spina nel fianco!” Sorride pure lei, angelicamente.
“Comincio ad averne abbastanza di te…” Dico forse un po’ troppo serio senza accorgermene, tempo tre secondi il flash dello strumento fotografico ci acceca, e io mi ritrovo la mia torta di compleanno spalmata in faccia, e le mie mani si stringono il collo di Hecate istintivamente, sento mia madre sbuffare, e lasciare le due foto sul tavolo, per poi tornare dagli altri genitori. Io e Hecate ci fissiamo per qualche secondo carichi d’odio. Poi lei con un dito prende un po’ di panna dal mio viso e l’assaggia.
“Peccato era una buona torta!” Dice ridendo. Per fortuna c’è lei.
“Piccola candelina impertinente!” Gli dico io pulendomi il viso.
“Non l’ho fatto apposta, non so gestire la rabbia!” Dice lei chiudendo gli occhi, ma tenendoli tesi, e scuotendo la testa. Una volta che mi sono ripulito dalla glassa, e dalla panna, vado a prendere le foto. Sono stupende. Entrambe uguali, inizia l’immagine con noi che sorridiamo, poi la mia torta in faccia, e finisce con le mie mani sul collo di Hecate. Comincio a ridere. E non smetto più.
“Ecco com’è cominciata!” Dico a Colin facendo vedere la foto. Hecate ha fatto materializzare anche la sua.
“Non pensavo che la tenessi ancora!” Dico aprendo l’ennesima bottiglia di birra.
“Ma sei fuori?” ride lei. Siamo entrambi seduti a terra, appoggiati con la schiena sul divano. “Spina nel fianco… Allora mi dici che c’è?” Mi chiede guardandomi dritto negli occhi.
“Senti Drinkin!” Dico appoggiando la testa sul divano, e roteandola lentamente verso di lei. “Perché ci deve essere qualcosa?”
“Forse perché mi hai mandato un gufo per invitarmi qui? Forse perché ti ho ritrovato a guardare quell’album fotografico? Perché da 3 giorni il tuo tasso alcolico è al 98% rispetto al sangue? Forse perché c’entra il fatto che Fantasy e Scheggia hanno discusso? Perché ti ho beccato ubriaco fradicio a sparlare a proposito con Joseph al pub? Forse perché…”
“Basta!” Dico tornando a guardare avanti, mi porto le gambe al petto, e stendo le braccia sul ginocchio, con la bottiglia di birra giocherello facendola dondolare su e giù.
“Va beh ragazzi, io vado il negozio non apre da solo!”Dice Colin facendo l’occhiolino a Hecate, che alza la bottiglia di birra a mo’ di saluto.
“Allora?” Sento il suo sguardo su di me.
“Ci sono stato a letto”
“Cosa?”
“Si, era ubriaca, io avevo bevuto un po’, e poi ciao!” Dico bevendo tutto d’un sorso il resto della bottiglia.
“Ne hai approfittato..” Puntualizza lei.
“Si come un fottutissimo stronzo, però cazzo!” Esclamo aprendo un’altra bottiglia. “Era disperata, vederla così… Così indifesa, lei sempre aggressiva e sempre pronta a tirar fuori le unghie, sembrava un gattino arruffato..”
“Sei ancora innamorato, vero?”
“Si” Ammetto, e questo brucia.
“Lo sapevo!” Esclama lei. Non mi giro neanche per guardarla male. Brucia troppo quello che ho dentro.
“Leyla!” Dico smaterializzandomi in salotto. “Leyla sbrigati, o ti svaligio casa!” Urlo l’ennesima volta.
“Se vuoi svaligiare casa fai pure…” Sento una voce provenire alle mie spalle. “Però non toccare la mia parte di spesa!” è Ray, io mi giro di scatto. Sorrido, facendo le spallucce, e grattandomi la testa. “Ti aspettavi una bella mora, vero?” Dice ridendo.
“Beh, no dai… Anche te potresti essere il mio tipo!” Dico facendogli l’occhiolino. Ma lui ritrae la testa all’indietro e inarca il sopracciglio. “Ok, niente battute, ho capito!” Dico alzando le mani in segno di resa. Vedo Ray aprirsi in un sorriso.
“Allora ripreso dall’altra sera?” Mi chiede appoggiandosi al tavolo.
“Ti dirò.. Mica tanto! E poi non ho trovato nessuna ragazza a Joseph!” Scuoto la testa. Mi avvicino al mobile dei liquori, alcool ho bisogno di alcool, altrimenti muoio disidratato. Cerco di far aprire il bar, ma non mi ricordo come si fa. Una botta al muro. Ma niente. Due botte al muro. Ma niente.
“Hey…” Dice Ray alzandosi. “Tutto bene?”
“Si” Tre botte al muro. “Mi devo solo ricordare come si apre il bar!” Dico guardandolo, lui abita qui, lo deve sapere.
“Bar?” Inclina la testa e chiude gli occhi a due fessure. “Che bar?”
“Ma come, Leyla non te l’ha mostrato?” Quattro Botte al muro.
“No mai!” Dice infilandosi le mani in tasca.
“Ecco aspè!” Dico saltando all’indietro, e prendendo la bacchetta. “Ora o ti apri o ti apri!” Ma prima di pronunciare qualcosa, do una botta all’armadietto dove tiene alcuni liquori, e poi due al muro. “Abra Cadabra!” Ed ecco che il mobiletto scopare facendo spazio a un mini bancone da bar, di circa un metro, tutto molto colorato tonalità rosa e blu neon. Molte bottiglie di Liquori decorano il bar appena apparso. Vedo Ray sgranare gli occhi.
“Forse non ha fatto più festini!”
“Non è quello” Dice lui fissandomi. “È l’abra cadabra!” Scuote la testa. “Ma funziona sul serio? Non è un invenzione babbana?”
“Si certo! Però adoro dirlo!” Dico ridendo. “È perfettamente inutile come cosa, ma ha un suo effetto!” Sorrido.
“Sei fuori te!” Commenta lui divertito.
“Allora cosa posso offrirti da bere?”
“Ehm Finn, non per niente, sono le cinque del pomeriggio!” Dice fissando l’orologio sopra il televisore.
“È vero” Accarezzo il mento come se stessi pensando ai veri problemi della vita, a qualche domanda esistenziale. “Sono 3 ore che non bevo!” Esclamo stappando un liquore viola.
“Ah ecco, sia mai!” Dice Ray sedendosi di nuovo sul divano.
“L’alcool è il migliore amico dell’uomo!” Butto giù il primo bicchiere.
“Io sapevo che era il cane!” Ribatte lui smorzando la frase con una risata ironica.
“No, aggiornati è proprio l’alcool!” Dico bevendo un altro bicchierino.
Silenzio, ecco cosa c’è in questa stanza. Io e Ray ci fissiamo l’un l’altro, lui tamburella con le dita sul bracciolo del divano, e muove il piede aritmicamente su e giù. Silenzio, tanto e puro silenzioso silenzio. Io? Bevo, non so quanto, ma continuo a bere, la bottiglia vuota si moltiplica, diventano due, e ora tre.
“Stronzo!” Esclamo cosi rompendo quel velo di imbarazzo silenzioso.
“Cosa?” Dice Ray sgranando gli occhi.
“Sono uno stronzo! Non dovevo…”
“Finn tutto bene?” Ha smesso ti tamburellare le dita sul bracciolo. Il silenzio non c’è più.
“Ho approfittato…”
“Di cosa?” Un Ray sempre più confuso si alza, e si siede su uno sgabello davanti al bancone.
“Millicent, l’ho portata a letto come se fosse l’ultima sgualdrina su questa terra, sapendo che era in crisi, sapendo che era sbronza, sapendo che l’amo…” Dico sconsolando affogando i miei pensieri aprendo una quarta bottiglia, o almeno ci provo ad aprirla, ma mi scivola e io sbatto il gomito sul bancone.
“Ok, basta, penso che il tuo migliore amico debba andare via!” Dice Ray trascinandomi via dal mini bar.
“Si, ma io l’amo… è bella come una musa, graffiante come una pantera, e fragile, anche se non sembra… come una bambola di cristallo!” Dico praticamente abbracciando Ray.
“Si ehm, ecco, sul divano starai meglio!” Dice sciogliendosi dal mio abbraccio, e posandomi sul divano.
Devo decidermi a fare qualcosa, qualcosa che gli dimostri che io l’amo. Sono passati 6 giorni e passa, e stò impazzendo. Sento il suo profumo ovunque.
Mille rose rosse. 2 Bianche. 3 Blu. Sono a casa di Millicent, la casa è sommersa dalle rose, non ci si passa neanche, e in aria faccio fluttuare il bouquet con le tre rose blu, e le due bianche, appeso c’è un bigliettino.
“Due anni siamo stati assieme… 3 Ci siamo lasciati… Mille rose rosse per dirti che ancora ti Amo… Finn”
Breve coinciso e diretto. Tremo al solo pensiero, questa deve essere la stronzata più grande della mia vita. Mi smaterializzo appena sento le chiavi di casa girare nella toppa della porta.
“Sono stata alla tenuta” Dice afferrando una mela.
“Ma dai” Rispondo chiudendo il frigo, con una bottiglia di succo di zucca in mano.
“Già, c’ho portato Ray” Sorride. Ray? Lo Yankee? Perché proprio lui?
“Lo Yankee?” Chiedo istintivamente inarcando il sopracciglio, mentre stappo la bottiglia.
“Si proprio lui” Si avvicina, facendo finta di niente, mi dà una botta con il fianco. “E spostati!” Ride, mentre controlla il frigo, anzi quello che rimane nel frigo. “Ma è semi vuoto!” protesta richiudendolo.
“Hecate è passata qui prima!” Rido divertito.
“Capisco!”
“Com’è stato?” Voglio sapere perché, è tornata lì dopo cosi tanto tempo.
“Non ti saprei dire, ah ti salutano tutti, Andrew ha detto che gli mancano le vostre chiacchierate” Caspita! È vero, lei non sa che io ci sono tornato. Ok, ora mi merito un crucio in pieno petto.
“Ah-Ah si?” Dico aprendo un bottone della camicia.
“Si, e tranquillo non ti crucio!”
“Leyla! Quante volte ti ho detto di non leggermi la mente!” protesto, un po’ sollevato.
“Scusami” Dice addentando la mela rossa, fa uno strano effetto vedere quel rosso scuro, in netto contrasto con la candida pelle sua. “Perché ci sei stato?”
“Ok, quello che stò per dirti forse non lo capirai totalmente, però…” Lascio cadere la frase così. Non so se continuare o meno, non so come prenderla. Praticamente di discorsi così seri, con lei non ne ho mai affrontati. “Quando la tua famiglia è stata sterminata, nella tua vita c’è stato uno strappo, una parte completamente lacerata, sinceramente non ho mai saputo ne dire ne fare niente, stavo li a osservare il tuo mondo andare a rotoli, e un giorno sono passato alla tenuta per via di un ingrediente per un antidoto introvabile, e mi ricordo che il laboratorio di tuo fratello era il più fornito al mondo. Cosi girando per casa, ho visto i ritratti dei tuoi…”
“E hai pensato bene di tenermi nascosto questo per tutto questo tempo?” Mi dice lei seccata.
“Leyla, senti, sei una delle poche persone su questa terra che non riesco a capire. Come avresti reagito? O mi avresti schiantato, o ignorato” Dico di botto.
“Hai ragione..” Dice buttando via la mela, e prendendo un bicchiere.
“Perché con lo Yankee?”
“Come perché?”
“Beh ce lo hai portato di proposito, dopo nove anni che neanche ci passavi…”
“Finn, che vuoi che ti dica? Mi sentivo di portarcelo…”
“Leyla non farmi usare la legimanzia, che con te è una tortura!” Dico guardandola male.
“Beh, con lui sono riuscita a risentire un battito nel petto” Dice facendo comparire una bottiglia di wisky. “Cioè, non lo so, tutto è iniziato dalla mia estate in America 5 anni fa… E si conclude con noi due che siamo come fratello e sorella” Dice versandosi un bel bicchiere.
“Ok ora è tutto chiaro!” Dico risoluto.
*Flash Back*
“A-Andrew!” Dico stupito, sobbalzando all’indietro.
“Oh Volpe!” Dice lui facendo un cenno del viso.
“Che… è bello vederti!” Dico grattandomi la testa, rendendomi conto della enorme cazzata che stò dicendo. Lui è morto, e stò parlando con il suo ritratto animato.
“Come va? Leyla come sta? Hecate? La Brigata?”
“Leyla è un po’ che non la sento, io sono uscito da scuola, ora stò facendo il secondo anno di Medicina Magica, Psicologia e Psichiatria.” Dico sedendomi sulla poltroncina davanti al camino. “La Calzetta stà bene, così mi scrive..”
“Bene” Sorride lui. Ha ancora lo stesso sguardo di sempre, sono passati ben 4 anni, e che effetto vederlo lì, sembra quasi vivo. “Mi raccomando, Finn, te e Hecate dovete stare vicino a Leyla”
“Sarà fatto” Dico accavallando una gamba. “Andrew, te lo dico sinceramente, anche perché mentire serve a poco, ma non penso che torni la Leyla di una volta. La devi vedere adesso, una piccola donna, che non si piega ne si spezza. Sempre seria, e con lo sguardo vuoto.”
“Ma non importa, te dagli del gelato, e digli..”
“Un gelato fa sempre tornare il sorriso..” Concludiamo insieme.
*Fine*
“Finn!” Sento chiamarmi.
“Eh? Si? Cosa?” Scuoto la testa.
“Si ciao!” Mi dice Leyla sventolando una mano davanti al mio viso.
“Ci sono, ci sono!” Dico ridendo.
“Finn, sai che sei strano?” Dice Leyla, mangiandosi un’altra mela.
“Si e te sei una mangiatrice di mele a scrocco!” Dico osservando la ciotola ormai vuota.
“Non è colpa mia se in questa casa c’erano solo 3 mele praticamente!” Dice lei alzando le spalle.
“E te le dovevi mangiare tutte e tre?”
“Ok come vuoi..” Dice posando la mela sulla ciotola, e la gira verso di me, cosi posso vedere un bel morso proprio al centro della mela.
“Scema riprendila!” dico afferrandola e lanciandogliela, lei l’afferra al volo e gli dà un altro morso.
“Ma senti, Fantasy? È un po’ che non la vedo in giro, Phoenix non mi ha detto niente..”
Io istintivamente alzo gli occhi al cielo, è diventata un incubo.
“Giura di non dire niente” Dico sedendomi vicino a lei sul divano.
“Non giuro, ma vedrò di fare il possibile”
“Ehm, quando mi sono lasciato con Milly, 4 anni fa, ho passato un periodo no.. Il tirocinio andava da schifo, la brigata era semi sfasciata, e c’era Elizabeth che mi è sempre stata vicino, tra una corsa e l’altra siamo stati assieme 4 mesi.. Poi è tutto finito, a me di lei non è mai interessato, e gli ho detto la parola fine…” Giocherello con un pezzetto di carta, che era sul tavolino.
“Ahahahahahha” Ride divertita la mora.
“Che ridi!” Dico esasperato io.
“Non te la toglierai più di dosso!” Mi dice continuando a ridere.
“E che c’è da ridere?” Dico fingendomi offeso.
“Millicent lo sa?”
“Assolutamente no, e non lo deve mai sapere!” Dico serio.
“Ah!” Dice urlando, e mi indica con un dito. “Scoperto!”
“Ma scoperto cosa?”
“Ti piace ancora Millicent!”
“Ahhhh, basta! Non ne posso più! No non mi piace più!” Dico buttandomi all’indietro esausto.
“Ok, se lo dici te! Non ci credo proprio!” Dice lei divertita.
“Ma davvero!” Esclamo realmente stupito.
“Si davvero” Dice lei normalmente, richiudendo il frigo con un fianco.
“E come mai, questo cambiamento?” Chiedo incuriosito. È realmente strano che cambi idea cosi, da un giorno all’altro.
“Così!” Esclama facendo le spallucce, e afferrando la mia tazza già pronta con i cereali al cioccolato. Poi si guarda intorno un po’ spaesata, e a quel punto gli porgo il cucchiaio, senza neanche vedere quello che fa. Sfoglio la gazzetta, e mi verso un bicchiere di succo, che finisce direttamente nelle mani della ragazza.
“E brava la mia pinguina!” Dico arruffandogli i capelli.
“Hey!” Protesta lei guardandomi male.
“Ho parlato con Leyla” Dico continuando a sfogliare la gazzetta.
“Del fatto che è tornata alla tenuta, con Ray” Dico bevendo un sorso di caffè nero.
“Lo so” Mi risponde abbassando il giornale, e guardandomi dritto negli occhi.
“Strano vero?” Le chiedo, voglio vedere se la pensa come me.
“Un po’” Conferma la mia ipotesi.
“Serpente! Mi dai ragione? Oh Mamma!” Dico facendo il finto scandalizzato.
“Smettila dai!” Dice atona, scuotendo la testa. “E comunque Ray è un tipo OK”
“Sarà, ma il fatto che ci sia tornata, con lui, dopo oltre nove anni è un po’ assurdo!” Ribadisco.
“Geloso?” Scherza lei.
“Ma smettila! Leyla sa badare a se stessa, solo come mi ha detto Andrew, si è persa”
“Hey, benvenuto nel nuovo mondo! Colombo hai scoperto l’America!” Dice lei pungente e ironica. “Non so se l’hai notato, ma da quando è successa la strage, il giorno prima del suo compleanno, non è più la stessa!” Conclude dando un bel morso a una ciambella alata.
“Grazie Scimmiotta! Non l’avevo notato, che dai vestiti rosa è passata al nero notte, e dal sorriso che aveva sempre, ha stampato Avada in bocca!” Rispondo sarcasticamente.
“Hey, fly down bello!” Dice lei aprendo la mia dispensa. “Per inciso, piccola parentesi, cerca di fare spesa in giornata!” Dice lei richiudendo lo sportello affranta, non ho trovato niente di commestibile.
“Poi scusa che vorresti fare?” Mi chiede tornando a sedersi, e bevendo il caffè dalla mia tazza.
“Io niente!” Dico alzando le mani. “Non faccio assolutamente niente, l’unica cosa che ho imparato a fare, è stare lontano dai guai e soprattutto da Leyla, quando gli tocchi questioni familiari!”
“Oh, bel amico che sei!” Sbotta lei.
“Senti, io il crucio per amore della patria non me lo becco!” Cerco di sdrammatizzare.
“Non avete più parlato, vero?”
“No” Ammetto abbassando lo sguardo.
“Non sarebbe ora?”
“Leoncina, non penso che sarà mai ora!” Dico categorico, alzandomi dallo sgabello, e dirigendomi in camera.
“Non puoi scappare per sempre!” Urla lei. Invece si. Mio padre mi ha sempre detto, che l’unica cosa che non dà scampo è la morte. Quindi ancora posso scappare.
“Dock Rock!” Esclamo stupito entrando nel salottino/spogliatoio/rifugio dell’ospedale.
“Hey!” Dice infilandosi il camice.
“Leyla mia aveva detto qualcosa in proposito, che saresti venuto a fare il tirocinio qui” Dico passandogli una tazza di caffè.
“Invece non mi aveva niente di te” Dice lui afferrandola. “Medicina anche te?”
“No, cioè si, Psicologia e Psichiatria Magica” Dico girando la palettina nella tazza. “Primo giorno di tirocinio?” Chiedo incuriosito.
“Esatto!” Sorride lui.
“Con il sorriso che hai, non avrai problemi a risultare simpatico a Miss Pixie!” Dico ridendo.
“Miss Pixie.. Mhm” Dice lui pensieroso.
“Hai presente la vecchia arcigna, con un aura nera, che vi accolto con un ‘tsè’ al vostro ingresso?” Chiedo divertito.
“Si quella, con l’acconciatura anni preistorici, e con la bacchetta tutta ricurva?”
“Esatto, allora hai già conosciuto Miss Pixie!” Rido.
“Per Merlino!” Esclama lui, non so se per l’orrida visione, o per l’incubo di fare un anno, senon più. Di tirocinio con quella lì che ti alita sul collo.
“Tranquillo! Dock Rock, un paio di giorni e ti abitui alla sua presenza!” Gli do una pacca sulla spalla, prima di aprire la porta e uscire.
“Supremo!” Mi richiama lui, seguendomi.
“Ahahaha, chiamami Finn!” Gli dico sorridendo. “Non siamo nella brigata!”
“Va bene, Finn, te da quanti anni sei qui dentro?”
“6 in realtà, stò iniziando il secondo anno di specialistica.” Dico osservando le nuove reclute.
“Ancora qui dentro?”
“Si si si… Che ci vuoi fare, mi sono innamorato di Miss Pixie!” Dico serio, per poi scoppiare a ridere.
“Ahahahahaha, certo al suo fascino sarà difficile resistere!” Ironizza lui. Simpatico il tipo. Almeno non sembra uno di quelli ingessati, o strafottenti. Mi sembra un tipo a posto.
“Te invece, che corso vuoi seguire?” Gli chiedo facendo scomparire le nostre tazze ormai vuote.
“Antidoti e Cura delle Malattie Magiche”
“Wow! Complimenti! Bella specializzazione!” Dico interessato.
“Grazie!”
“Poi magari apriremo uno studio assieme, con altri ottimi collaboratori” Scherzo io. “Ora vado, un amabile strega, non riesce più a smaterializzarsi per via di un trauma che ancora devo scoprire!” Dico prendendo la cartella.
“A dopo!” mi saluta con un cenno della mano.
“Buon tirocinio!” Dico sventolando la cartella in aria, prima di girare l’angolo.
“Lo stesso che beve la signorina!” Dice sedendomi vicino alla bionda. Lei si gira guardandomi malissimo.
“Ah sei tu Finn!” Mi dice girando la cannuccia nel suo drink.
“Grazie dell’entusiasmo dimostrato, Scheggia!” Dico appoggiando i gomiti sul bancone.
“Non è assolutamente serata Finn!” Dice scuotendo la testa.
“Si può sapere che è successo?” Dico girandomi verso di lei.
“Oliver” Oliver? Che cazzo ha fatto?
“Oliver?” Ribadisco io.
“Problemi di comprensione? Si lui!” Dice acida.
“Ah, e che ha fatto questa volta?”
“Questa volta?” Si gira fissandomi.
“Beh, sei qui da sola, in un pub, a bere, e in compagnia solo della tua bacchetta, tranquilla… Non penso che sia la prima discussione!” Dico analizzando la situazione.
“Beh, non penso che siano questioni che ti riguardino!” Dice lei tornando dal suo drink.
“Vorrà dire che ti tengo in compagnia in silenzio!”
“Bene!”
“Bene!” Ribatto io un po’ stizzito. Ma ecco che la cameriera mi porta lo stesso drink di Millicent. Ne bevo un sorso. È fortissimo. Deve stare veramente male.
“Perché deve essere cosi fottutamente complicato?” Dice rivolta più al suo Drink che a me. “Perché Oliver deve essere cosi fottutamente complicato?” Oliver. Oliver. Io, io bevo un bel sorso.
“Si può sapere che ha fatto?” Dico guardandola dritta negli occhi. Non brillano più come una volta. Sono arrossati e stanchi. Deve aver pianto, e anche tanto. Lo noto anche dal sorriso che fa. Quando ha pianto sorride in maniera strana. Non saprei come spiegarlo. So solo che ha pianto.
“Oh, ha fatto tutto e niente, per il momento si è fatto odiare.” Dice sempre rivolta al proprio drink. Non regge lo sguardo con me. Altra conferma che ha pianto. “Oliver ha preteso, anzi no, ha detto che mi dovevo allontanare da Leyla, che ha una brutta influenza su di me, che io non ragiono con la mia testa se ce lei..” Continua a dire, con un certo nervosismo nel tono. “Ma ti rendi conto? Separare me e Leyla… Cioè noi vipere, senza l’una con l’altra… Questa volta Oliver l’ha detta grossa..” Continua.
“Eh si, grossa” Ribatto io senza guardarla.
“Poi Ray, lo Yankee, era lì, a casa mia… Lui e Pansy, Pansy e Lui, no, no, no, non va bene! A costo di togliere tutti i divani della Candince io non lo voglio più vedere su un divano, tanto meno di un’amica mia!” Scuote la testa. "E non voglio vedere, manco più Oliver, ma è complicato dato che stiamo assieme!"
Oliver. Oliver. Oliver. E via con il terzo drink. Scheggia invece è già al quinto, e solo da quando sono arrivato. Figuriamoci prima quanti se ne è fatti.
“È ora di tornare a casa” Dico pagando il conto.
“E dai, proprio ora che riuscito a farmi ridere!” Dice poggiando il bicchiere ormai vuoto.
“E ti riaccompagno a casa, cosi ridi un altro po’” Dico afferrandole la vita.
“Sono in grado di camminare, eh!” Dice lei ridendo. “Non farmi litigare anche con te, che con Oliver ne ho avute abbastanza!” Oliver. Un’altra volta. Mò glie lo do io Oliver. Ma stai fermo Finn. Lascia perdere. Lei stà con… Oliver!
“Va bene, ma andiamo!”
Appena fuori dal pub, mi smaterializzo nel suo salotto. Le altre dormono, lei comincia a ridere.
“Shhhh, o sveglierai tutti!” Dico dirigendomi nella sua camera. Grazioso l’appartamento, veramente carino.
“Sé sé sé…” Dice lei ridendo, e entrando in camera sua, fa cadere non so che cosa.
“Scheggia!” La rimprovero io.
“Scheggia!” Mi rifà il verso. È cosi adorabile.
“Dai mettiti a letto così vado…” La guardo, è cosi attraente. È cosi bella. È l’alcool che mi fa parlare? Anzi pensare?
“E mi lasci sola?” Dice con voce da bambina.
“Ci sono le vipere di….” Non continuo la frase. Lei è davanti a me, i nostri visi sono a qualche centimetro di distanza. Sento il suo profumo, sempre lo stesso. Lo stesso che aveva il mio cuscino quando stavamo assieme. Lo stesso che non mi ha fatto dormire per settimane. Lo sentivo ovunque. La bacio. Non resisto. Lei ricambia. Ci lasciamo cadere sul letto.
“Scheggia” Dico sussurrando, stringendola a me. Ma lei dorme. Ha un viso sereno. Non posso ancora crederci, che, dopo quattro anni non è cambiato niente.Si stà con Oliver. Ma ora sono stanco, basta pensieri, basta congetture. Ora che stringo la cosa più bella e importante del mondo tra le mie braccia. Dalle persiane la luce comincia a bussare, ma prima che la notte sul giorno abbia la meglio, mi addormento. Ho la cosa più importante del mondo sdraiata a fianco a me.
"Oh Dio Santo Beato Angelico!" Dico appoggiando i piedi a terra. Guardo la sveglia, è veramente tardi, ma perchè diamine non avrà suonato? Ed ecco che comincio a cercare i miei vestiti in giro per la stanza, dovrò chiamare la disinfestazione per risistemare. Apro l'armadio, e comincio a tirare sul letto tutte le camice. Inclino all'indietro la schiena, e mi giro verso la finestra della camera. "Mhm" Dico osservando il tempo, sembra buono. "Ecco è perfetta!" prendendo una camicia ancora incartata, una bianca con dei decori color oro. Tempo cinque minuti, e sono pronto per andare al S. Mungo. Se faccio tardi, Miss Pixie mi ucciderà, o peggio, mi metterà a badare i vecchi incontinenti.
Esco dalla camera, attraverso il lungo corridoio per ritrovarmi in salone, e neanche faccio caso a Hecate e Colin che stanno ancora giocando a carte, ancora dà stà notte.
Ho una fetta tostata imburrata in mano, una tazza di caffè nell'altra, e mi precipito verso la porta.
Esco di corsa sbattendo la porta alle mie spalle, faccio qualche passo verso la sala comune, per poi far subito dietro front, apro la porta e vedo Hecate che sventola la bacchetta in aria, me la passa senza neanche girarsi. Io l'afferro sorridendo, e riesco, ci sono Jordan e Sark che stanno facendo una partita a biliardo, appena arrivo alla loro altezza, sono costretto a tornare indietro. Riapro la porta. "Ho dim..." Dico prima di vedere Hecate che mi passa gli occhiali, sporgendo il braccio all'indietro, continua imperterrita a giocare con Colin. Decido di posare a malincuore il caffè e prendere gli occhiali. Ed ecco che per la terza volta, attraverso la sala comune, premo il pulsante dell'ascensore, e mi accorgo di aver dimenticato la piuma prendi appunti. E l'ennesima volta mi giro, e vedo Jordan e Sark ridere. "No Comment" Dico passando davanti a loro, e alzando una mano in segno di alt. Rientro in casa, e trà un po' non vengo travolto dalla mia penna prendi appunti. L'afferro con la mano, e vedo che Hecate con una mano tiene le carte, e con l'altra la bacchetta puntata verso di me, stava facendo lievitare la piuma. Ma noto che la mia bella tazza di caffè è già al suo fianco. Prodigiosa la ragazza! Appena ho afferrato la piuma, Hecate mi saluta con un cenno di bacchetta, sono sicura che stà ridendo come una matta, e si stà godendo il mio caffè. Sorrido, e chiudo la porta. Guardo l'orologio appeso in sala comune, e mi rendo conto che è veramente tardi. Cosi rassegnato mi smaterializzo.
"E infine...Finn O'Malley" Dice la vecchia infermiera.
"Sempre sia lodato" Dico sbucando all'improvviso. Per un secondo ce l'ho fatta.
"Discorso, discorso, discorso!" Sento urlare verso la mia direzione, c'è tutta la brigata al completo, Ludmilla (H) è alla mia destra, Leyla e Millicent alla mia sinistra, poi la lunga tavolata è al completo.
"Beh che dire" Dico alzandomi in piedi, e battendo il coltello su un bicchiere, il tintinnio ammutolisce 'la folla'. "W LA REGINA" urlo alzando il bicchiere in alto.
"W LA REGINA" urlano tutti in coro, e ridono come matti. "Siamo qui riuniti.." Comincio a dire, per poi bloccarmi. "Colin, per tutti i capperi saltellanti!" Dico girandomi verso di lui, che si stà strozzando bevendo il suo drink. "Dicevo..." Riprendo il discorso, ora che Colin è al mio fianco.
F: Siamo qui riuniti...
C: per celebrare...
F: Colin non è un matrimonio...
C: Ah no?
F: NO
C: Ah Beh...
F: Cosa?
C: Cosa?
F: La cosa!
C: La sposa!
F: Piantala!
C: Non c'è terra qui..
F: Smettila...
C: Non l'ho mai messa...
F: Colin!
C: Cosi mi chiamo!
F: Dicevo..
C: Insomma, Supremo! Un po' di serietà!
F: Oggi, la brigata è al gran completo!
C: Tutti insieme allegramente...
F: Girovaga (H) è tornata!
C: Quanto ci era mancata?
F: Pure poeta sei?
C: Mh mh
F: Un brindisi vorrei proporre.
C: Vorremmo.
F: Si ok, vorremmo.
C: Ecco!
F: Ancora?
C: Tutti insieme brindiamo!!!
F: In alto i calici...
C: Sono rivolti al signore...
F: Ah basta!
C: Scusa.
Ed ecco che tutti attaccano a ridere, PaulAnka (H) si alza in piedi e ci ruba la scena.
"Ecco, prima che qui si fa natale, brindiamo alla Brigata, senza la quale non ci saremmo potuti ritrovare." Dice alzando il bicchiere, e tutti la seguono. "E sempre W la Regina!!!" Dice bevendo in un solo sorso il suo drink.
“Ecco qui” Dico a Millicent, porgendogli uno dei miei vecchi libri di pozioni.
“Eh? Tutto questo?” Dice sgranando gli occhi, sono oltre 1800 pagine.
“No guarda, leggi solo le pagine dispari!” Dico sedendomi vicino a lei.
“Simpatico!” Risponde lei acida, sfogliando le pagine.
“Devi anche leggere, non solo guardare le figure” Dico inarcando il sopracciglio, e fissandola. Lei chiude pesantemente il libro, e mi fissa con uno sguardo omicida. “Permalosa Scheggia?” Rido di gusto.
“Finn, ti prego, non è aria” Mi dice scuotendo la testa.
“Ma che hai? Ultimamente sei intrattabile!” Dico accendendo una sigaretta.
“Niente, Niente” Dice lei scuotendo la testa.
“Scheggia, a chi vuoi prendere in giro?” Dico soffiandogli del fumo in faccia. Lei con decisione afferra la sigaretta, la butta a terra e la spenge con un piede.
“Qui non si può fumare!” Dice decisa.
“Va beh, vado, devo andare a fare la spesa, che dei predatori notturni si sono impossessati del mio frigo”
“Te a fare la spesa?” Dice ghignando.
“Eh si io, il grande Finn”
“Non vorrai dirmi che cucini anche!” Dice roteando in aria la penna.
“Si mia cara, sono cambiate molte cose in 3 anni!” Dico sorridendo. “Vado, che è tardi”
“Ciao Supremo”
“Ciao Scheggia” Dico dandogli un bacio sulla nuca.
“Millefoglie, sono a casa!” Dico chiudendo la porta con il piede.
“Ciao” Sento rispondere dal salone. “Si, mangia!” Sento aggiungere mentre mi incammino verso la cucina.
“Mi dai una mano?”
“Le ho tutte e due attaccate ai polsi!” Dice ironicamente.
“Grazie” Rispondo seccato, appoggiando la spesa sul tavolo.
“Hey Spina nel fianco!” Sento dire alle mie spalle, ed eccola appoggiata allo stipite della porta, con quell’aria da ‘me ne frego del mondo intero’ che si stà mangiando dei pop-corn scoppiettanti, direttamente dal sacchetto. Io le sorrido.
“Dimmi pannocchia!” Dico tirando fuori la roba dalle buste.
“Ti sei ricordato delle ciambelle alate?” Mi chiede venendo verso di me, e allungando il collo per rovistare tra la spesa.
“Ehm, No” Dico mordendomi un labbro, e portando le mani alla vita. Non mi ricordo proprio che me le aveva chieste! Mi giro per osservare la sua reazione, e soprattutto per vedere se una torta in faccia mi arriva oppure no. Ma ecco li, che mi guarda come quando era piccolina, ha quei due occhini nocciola che mi fissano, luccicanti, e un ‘musino’ tristissimo, se il negozio non avesse chiuso riuscirei solo per non vedere quello sguardo.
Ma ecco, che i suoi due enormi occhi si chiudono in piccole fessure, e mi squadra, questa è la Guenda che mi terrorizza. Se non la conoscessi cosi bene, direi che stà immaginando me come un enorme ciambella alata.
“Ian e Colin?” Chiedo sistemando le ultime cose, cercando di cambiare discorso.
“Colin è a negozio” dice arricciando naso e bocca, lo fa sempre quando è un po’ risentita.
“Ian?”
“Era di là con me, stavamo discutendo della Brigata, e sul fatto che Fantasy vuole uccidere Millicent” Dice continuando a mostrarmi un po’ di ostilità.
“Fantasy? Uccidere? Millicent?” Ripeto come inebetito.
“Si, ora che è tornata, è di nuovo in paranoia…” Dice aprendo un sacchetto di Noccioline, lo scuote un po’, per farle staccare.
“Paranoia per me e Millicent?” Chiedo un po’ stupito.
“Beh, è tornata Giulietta…” Dice afferrando con le punta delle dita le noccioline. “Romeo” Sorride, mentre mangia quelle benedette arachidi. Quando stò per aprire bocca, lei scuote la testa ridendo, e se ne torna in sala.
"Ridammi il telecomando Befana!" Dico sbuffando, mentre mi siedo su divano.
"No! Oggi tocca a me! E contando che sono stata via quattro mesi, mi spetta di diritto!" dice tenendo stretto il telecomando.
"Eh beh? Ma guarda che la tv ce l'hai anche a casa tua!" Dico tentando di afferrare il mio scettro. "Maledetta Gemma!" Dico prendendogli le sue amate patatine, ora siamo pari.
"Oh, dai, stai fermo! Che come minimo mi fai vedere una partita di quidditch" dice iniziando a fare zapping.
"Buone le TUE patatine!" Dico masticando rumorosamente. Ma ecco, che mentre stà facendo lo zapping, cerco di afferrargli il telecomando, e il canale si cambia l'ennesima volta. Ma la mia Dittatrice, ha le mani fatte di burro e fà cadere il telecomando a terra, le pile schizzano fuori in direzioni opposte. "Ecco brava, alzati e prendi le pile!" Dico incrociando le braccia.
"Col cavolo, spina nel fianco! Se tu non avessi fatto il buzzurro, il telecomando non sarebbe cascato!" dice incrociando le braccia al petto, col broncio.
"Oh beh, per me possiamo anche rimanere a guardare questo programma a vita!" Dico sistemandomi meglio sul divano. "Anche se è un programma babbano..." Sospiro guardando male Pluffa.
Con un'alzata di spalle porta le gambe al petto "Fa lo stesso".
"Bene!"
"Bene!". Ci guardiamo in cagnesco.
Inclino la testa verso destra, non riesco a capire di che parli questa cosa qui. Sembra che parli di un ospedale babbano, o qualcosa del genere. "Confetto te ci capisci?" Dico facendo comparire sul tavolino un po' di roba da mangiare.
"Sembra un ospedale..." prende una manciata di pistacchi ballerini "quella dovrebbe essere una barella...uuuh!" esclama interessata vedendo un uomo disteso sul lettino ricoperto di sangue.
"Mamma!" Esclamo sobbalzando, quando vedo che stanno dando la scossa all'uomo disteso. "Hey!" Dico vedendo che l'uomo è collegato a mille tubi. "Ma quei cosi li? Sono per bellezza... Cioè, loro non hanno neanche una pozione?" Dico quasi inorridito dalle scene che mi si parano davanti agli occhi.
"A quanto pare....guarda! Lo stanno aprendo con un coltellino! Sul fianco! Guarda!" dice con euforia.
"Uhhh" Dico sporgendomi in avanti, afferrando delle patine multisapore. "Guarda gli stanno con le mani dentro al corpo!" Bevo un goccio di birra. "Hey Bisturi" la chiamo, indicandogli lo schermo. "Guarda quella dottoressa! Niente male sai..."
"Ma che?! Guarda il dottore piuttosto!". Fa apparire due birre e senza staccare gli occhi dallo schermo, me ne porge una.
Afferro la birra, e ne bevo un lungo sorso. "Maaaaa… Lo stanno cucendo!" Dico sgranando incredulo! "Ago e filo!" Ripeto allibito.
"Lo stanno cucendo! Che schifo!". Esibiamo entrambi una faccia disgustata, osservando il poveraccio che viene ricucito come un calzino bucato.
"Orrore! Non mi stupisco che sono cosi inferiori i babbani! Cuciono la gente!" Scrollo la testa, ma ecco che la scenografia cambia, sono in un lussuoso salone, la gente è tutta vestita elegante, se cosi si può dire. "Oddio, ma che succede?"
"Che roba! Hey, guarda, sembra quasi casa dei tuoi!" dice bevendo un sorso di birra mentre le scocco uno sguardo truce.
"Si ma almeno i quadri di casa mia sono animati!" Sbuffo. "Guarda che pirla quello sul palco..." Indico un damerino, tutto ingessato. "Ma che assurdità stà dicendo?" Rido di gusto.
"Mmmmh...sembra quasi...come si chiamava quel babbano che scriveva tragedie? Shakespeare? O qualcosa del genere" dice arricciando il naso.
"Ah si... Quello dei dilemmi? Mah, aspè questo come lo chiamano? Carta, Barca, Sarta...." Dico pensieroso. "Carter!" Esclamo sorridente. "Patetico non trovi?"
"Solo un pochino" dice sogghignando "Ma non la finisce più di parlare?! Aspetta che forse cade una pioggia di zucchero filato…"
"Oddio..." Esclamiamo insieme, quando sentiamo le parole 'Lizzie vuoi sposarmi'. "E questa la chiamano dichiarazione? Cioè, è i fuochi d'artificio nella stanza? E gli anelli portati da un unicorno?"Scuoto la testa inorridito realmente. "Ma non hanno classe!......La gente s'è addormentata..." Dico ridendo bevendo ancora della birra.
Ride di gusto per poi afferrare alcune patatine "E adesso?! Nooo, non ci credo?! Tutto sto ambaradan e quella si defila?!" dice guardandomi confusa.
"Mamma che squallore!" Dico incrociando le gambe sul divano. "Cioè, è stata li un'ora ad ascoltare tutto quella nenia senza fine... e scappa all'ultimo? Io sarei scappato alle prime 4 parole..."
Annuisce facendo comparire una bottiglia di whisky incendiario. "E ora lui la insegue...un classico...che? Che sta dicendo?"
"Oddio.... Oddio.... Lei ha paura che lui la lasci... Lui ha paura che lei non vuole sposarlo... Lei ha un ritardo... "Dico confuso, mi stà venendo un mal di testa allucinante! Mi strofino le tempie continuando a guardare la televisione. "Hey, Stetoscopio..." Comincio a dire, ma la scena sullo schermo cambia, vedo la rossa andare sul palco e cominciare a cantare. "Ahhhh orrore!"
"Oh, dannazione, rimpiango di non aver preso le pile per il telecomando ora" dice osservando lo schermo sioccata "Almeno alcuni presenti si sono ubriacati"
"Accio Pile!" Dico impugnando la bacchetta, ed ecco che le pile mi si materializzano in mano. "Kovac! Si deve essere un nome di una località" Penso a voce alta. "Hey Kovac, ora finiamo di guardare questa cosa!" Dico serio. "Mamma mia, trà un po' mi serve una pozione annienta zucchero! mi stà venendo il sangue zuccherato!"
"Hey...ma che? E quella bionda? Che è quello spiazzo?...bello...artistico" dice scettica, mettendo in bocca qualche patatina "Uuuh, guarda che carino quel dottore!" dice dandomi una gomitata.
"Guarda lei!" Dico strofinando le mani. "Ma... Ma... Lei non lo crucia? Non lo schianta?"
Interessata fissa lo schermo "A lei piace...certo che però è cretina! Un così bel pezzo di uomo e lei sta lì a fare la preziosa?! non c'è più religione" dice indignata, scuotendo la testa.
"E anche lui, mica la bacia... Mica la smaterializza da qualche parte migliore, di quel vicolo!" Dico bevendo un sorso di Wodka Strangolatrice. "Poi, guarda lei che cretina! Cioè... è pazza di lui, ma no non fà niente..." Dico scrollando le spalle.
"Ops, l'ha sparata grossa! Guarda come s' incazza lui! Dici che la crucia ora?" mi chiede continuando a fissare lo schermo.
"Si logico! Altrimenti sarebbe tropo poco reale!" Commento come se fosse la cosa più normale del mondo. "Deve essere furioso, guarda le vene in fronte!" Rido.
Ride bevendo un po' di whisky "Ma?! E bè'?! Se ne va così?! Ma dai! Inseguilo! Saltagli addosso! Ma dai! Lo lascia andare! Che scema, ragazzi"
"Schiantalo, immobilizzalo... Lanciagli una fattura d'amore!" Dico quasi in coro con il Portachiavi. Ci buttiamo entrambi all'indietro, delusi da quella scena, cosi insignificante! "Hey, guarda quel rosso! Sembra Ronald McDonald!" Dico ridendo, osservando un tizio con un camice bianco camminare per i corridoi.
"Hai ragione!" ride di gusto, ma poi si blocca vedendo che cosa vede il pel di carota nella stanza "Uuuuuh, tu guarda! Una storia segreta tra le mura ospedaliere!" esclama vedendo i due medici separarsi imbarazzati, dopo essere stati colti "in flagrante"
"Che idioti!!! Non usano nemmeno l'oblivion!!! Guarda quella dottoressa, mi farei curare da lei...." Dico passandomi la lingua sulle labbra.
Mi dà uno schiaffo abbastanza forte. "E piantala! Ma guarda lui! Che razza di fi..." ma viene interrotta dalla mia di sberla sul coppino.
"Dicevi?" Dico guardandola malissimo. "Maaaaa, quello lo stà dicendo a tutti!!! Dico indicando lo schermo. "Ma! è furioso!" Rido di gusto.
"Che bastardo!" dice ridendo "Ma sai chi mi ricordano i due dottori che lo pseudo-Ronald McDonald sta gentilmente sputtanando?" mi chiede ad un tratto.
"Chi?" Chiedo incuriosito. Girandomi di scatto verso lei.
"Pansy e Ray, lo yankee" dice prendendo una manciata di noccioline multi color. "C'è anche omonimia! Il dottore si chiama come lui!" aggiunge ridendo.
"Vero!" Dico sorpreso. "No, non mi dire... Che Pansy e Ray.... Ma lo Yankee non stà con Leyla?" Chiedo un po' confuso. Tutti questi intrecci sono troppi!
"Naaa, Ray e Leyla non stanno assieme, c'è solamente un rapporto..come dire...molto particolare. Secondo me Pansy e Ray si piacciono" dice bevendo un po' di birra.
"Oh No... Scricciolo... Non dirmi... Leyla, la conosci, non prende molto 'bene' le intromissioni nella sua vita.." Dico portando una mano davanti alla bocca, lasciandola scivolare lentamente.
"Lo so, che credi...la mia è solamente una pura e semplice constatazione" dice alzando le spalle.
"Si ma in genere te." Dico fermandomi qualche secondo. "Te ci azzecchi sempre, come quell'infermiera biondina, quella nevrastenica, in quella serie televisiva" Dico facendo cenno con la testa verso la tv.
"Beh, fagiolino mio, mi sembra chiaro! Sono una mente superiore!" dice dandomi un pizzicotto sulla guancia. "Hey, e poi non paragonarmi all'infermiera! Quella è più stressata di un riccio"
"Ahahahahaha in quella serie nessuno è a posto!"Dico ridendo. "Er, ma ti apre un nome? Gr, mf,mt, gh, jlo... Mah!" Dico scuotendo la testa, e inserendo le pile nel telecomando. "Hey Patocca! La smetti di abbuffarti?" Dico guardando la quantità di cibo che riesce a mandare giu.
"Tanto smaltisco tutto domani. Ricomincio ad andare in palestra, è da quando sono tornata qui al campus che non ci vado..." risponde bevendo il whisky "Finn, lo sai che far poco saranno quasi 20 anni che ci conosciamo? Cioè, quasi 20 anni che ti sopporto?"
"Ohhhh ricordo ancora quando non eri nata te... Vanessa! All'inizio eravamo io e Andrew, poi c'è stata Leyla e poi te... Pidocchia!" Dico arruffandogli i capelli. "20 anni, mamma mia!" Dico incredulo. "E non ti ho ancora annegata? o soffocata?"
"Ha Ha Ha...mmoolto divertente!" ironizza " Non lamentarti, niño!" dice con cadenza spagnola "Se non ci fossi io ti annoieresti a morte!" dice dandomi un pizzicotto.
"Hey Chica! Non è vero" Dico ribattendo subito alla sua provocazione. "Que Pasa?" Dico sorridendogli. "Mi manca la spagna sai?"
"A volte anche a me..." dice sorridendo "eravamo così piccoli...ti così espeso" dice dandomi molto carinamente dello stupido in Spagnolo. "Non fraintendermi...anche ora lo sei"
"Te eri molto più carina con me!" Dico facendo il finto offeso.
"Perchè ero molto più ingenua e ti davo troppa corda, coso" dice sorridendomi.
"Ah ah ah ah... Oh, Guenda, che facciamo?" Dico rimettendo le pile al telecomando, e spengendo la tv. "Ma sai? Che comincio a detestarti?" Dico buttandola all'indietro con una mano.
Cade dal divano e quando si mette a sedere a terra mi guarda con sguardo truce "Dovrei offendermi ora, sai?"
"Fai pure, almeno non vedo il tuo muso da furetto in giro di prima mattina!" Dico ridendo, osservando la sua espressione.
"E va bene, me ne vado allora!" esclama alzandosi e passandosi le mani sui jeans "Ma questo me lo porto via! Trofeo di guerra!" esclama lei fregandomi il telecomando e fiondandosi fuori dal mio appartamento.
"Ma..." Non faccio a tempo per dire altro, che vedo la gazza ladra volatilizzarsi nel nulla. "Tornerà" Dico alzandomi, e risistemando tutto con un gesto di bacchetta.
Di fatti, come volevasi dimostrare, eccola che rientra come una freccia. Ma prima che possa dire qualcosa afferra la bottiglia di whisky e sorridendomi innocentemente se ne va di nuovo, chiudendosi alle spalle la porta con un piede.
Un grazie di cuore alle socie, in particolare alla socia Compagna! Che mi ha aiutato a commentare un noto telefilm babbano. Ghghghghghghg. Un piccolo omaggio alle socie Embigue!