Firstly

Questo diario fa parte del gioco di blog Magical Future, dedicato alla saga di Harry Potter e ambientato nel futuro. Tutto quello che viene scritto è assolutamente inventato e per nulla legato a quanto narrato da J.K. Rowling nei suoi libri. Persino il personaggio è inventato, anche se le foto che ho usato sono di un'attrice realmente esistente, Tanc Sade.

The Supreme

Carta d'Identità
Data di nascita: 18 Dicembre
Luogo di nascita: NashVille - HighLand - Scozia
Corso Universitario: Psicologia e Psichiatria Magica
Particolarità: Animagus, Volpe Artica
Aspetto:
Fatti: Finnley O’Malley, da tutti chiamato Finn, è un ragazzo di 23 anni, nato e cresciuto a Londra. Discendente da una grande e oscura dinastia di Maghi, non si è mai fatto mancare niente dalla vita. La madre Sabine è l’ambasciatrice magica Inglese, è spesso via per lavoro, e a causa di quest’ultimo Finn ha vissuto 3 anni in Spagna. Il padre Doug O’Malley è un ex professore della Candince, ormai in pensione. Ma da giovane è stato un ricco industriale, che ha deciso di lasciare il mondo dell’industria per intraprendere la carriera di professore, ha dedicato tutta la sua vita alla Politica, cosa che l’accomuna con la moglie. Alla Candince, contrariamente alle aspettative della famiglia ha intrapreso il corso di Psicologia e Psichiatria Magica, non che la sua aspirazione massima sia quella di entrare al S. Mungo, lui vuole aprire un ambulatorio tutto suo, insieme a tutto uno staff medico. La disponibilità monetaria non gli manca di certo, ma deve ancora trovare uno staff giusto, e conseguire la laurea. Ma segue con molto interesse, anche il corso di Politica Internazionale Magica, bravo studente e ottimo amico, Finn insieme a Colin e Ian possiede un negozio di oggettistica Magica. Finn è un animagus, e a volte si diverte a gironzolare per il campus trasformato, può trasformarsi in una Volpe Artica, piccola e bianca, con occhi azzurro ghiaccio. Questo Finn appena descritto non si direbbe neanche che è lui. Ecco il Finn che tutti conoscono: Alcolizzato, Britannico, Casinista, Demenziale, Egocentrico, Fantasioso, Girovago, Handicappato, Ironico, Laborioso, Megalomane, Nervoso, Ospitale, Particolare, Quadrato, Recidivo, Supremo, Terribile, Unico, Volpe, Zuccone. Amante del rischio e della follia, amico dell’incertezza Finn è il perfetto Attaccabrighe, è il capo Supremo della Brigata della vita e della morte. Un gruppo di ragazzi uniti sotto uno stesso credo, la pazzia, e la voglia di osare. Ragazzo solare, sempre con la battuta pronta e alla mano, ma dentro di se possiede l’anima del perfetto Slytherin. Finn ha un fratello e una sorella, sono gemelli, hanno 6 anni più di lui, ma ormai ha perso quasi tutti i contatti con loro, entrambi giornalisti girano il mondo in continuazione, senza mai sosta. Ha due amiche fin dall’ infanzia, Hecate e Leyla, i 3 ragazzini stavano spesso insieme, perché i loro genitori si vedevano sempre ogni sera. Tutti e 3 hanno cominciato a legare fin da piccoli, la loro era un’amicizia semplice senza, tanti problemi, con Leyla ha avuto sempre un rapporto un po’ distaccato fino alla grande tragedia che colpi la sua famiglia. Crescendo pian piano hanno cominciato a fidarsi uno dell’altra, Finn insieme Hecate sono gli unici due che hanno saputo della natura di Leyla, senza mai dire niente, e facendo come se niente fosse. Hecate, Hecate per Finn è una sorellina minore, tra loro non ci sono effusioni o smancerie, ma pura e semplice amicizia. Amore e Odio, Scherzi e battute costellano la loro amicizia. Nata in Spagna, quando si sono ritrovati insieme ad affrontare la vita per la prima volta da soli. Lui da piccolo, non sapeva pronunciare il nome Hecate, per via di un difetto di pronuncia che ha corretto crescendo, ma da qual momento, non l’ha mai chiamata con lo stesso nome, per più di due volte, trova nomignoli e nomi assurdi, ma ormai è come una tradizione. Lui per lei, è la spina nel fianco di sempre, ma sono fatti cosi. Intere notti hanno passato a casa di Finn, insieme a Colin a bere birra e giocare a carte, Hecate a casa di Finn è ormai una coinquilina non affittuaria. Ma loro stanno bene cosi, tra cucinate e torte in faccia, continuano a crescere, sempre insieme. Salito al trono della brigata durante il 4 anno di Hogwarts, ha conosciuto Millicent, una delle migliori amiche di Leyla, Dopo un anno Millicent è diventata insieme a Leyla, una Lady della brigata. Ma non solo da quel giorno Millicent è diventata la Regina di Cuori, del suo cuore. Una ragazza dalla bellezza indescrivibile, la visione di un angelo e un’anima diabolica, hanno trovato subito un feeling perfetto, a dir poco eccezionale, ma le loro vite non hanno fatto altrettanto, due anni sono stati insieme, gli ultimi due di Hogwarts per Finn, dopo i GUFO, hanno deciso di lasciarsi in comune accordo, sapendo che non erano pronti per una Relazione, con la R maiuscola, ma pur consci che non tentare sarebbe stato un errore. I tempi della scuola, erano fantastici lui e Millicent e Colin e Leyla erano un quartetto perfetto, le uscite a quattro non sono mai mancante. Ma ora ha rincontrato la sua Scheggia, riprova ancora qualcosa, ma non lo vuole ammettere, sono passati ¾ anni da quando si sono lasciati. Ma non può fare a meno, di pensare che la sua scheggia è tornata. Infatti la brigata senza Millicent, Leyla e Hecate è stata un po’ fiacca. Ma ora che Hecate è tornata, e le Lady hanno ripreso il loro ruolo tutto andrà per il meglio. Ama indossare camice stravaganti, che cambiano forma e decorazioni spesso, ha oltre duecento camice diverse nell’armadio, e ognuna più strana dell’altra, e le abbina a volte con dei cappelli ancora più bizzarri, ma il suo preferito è un cappello di lino bianco, classico, con una fascia nera, che cambia colore in base all’umore. Finn è un ragazzo semplice, ha grandi doti magiche ma non è interessato al lato oscuro, per lui la magia è solo un qualcosa in più che può tornargli utile, bravo duellante non ama mai sfidare nessuno, non sono cose che fanno per lui. Per l’importante per lui, è bere e divertirsi con gli amici, niente più.

Pearls of Wisdom

amicizia
amore
flashback
hecate
ironia
leyla
millicent
morte scampata
pazzia
pene damore
ray
scherzi

Time is money

oggi
febbraio 2007
ottobre 2006

People less supreme

Dock Rock
My Best Friend!
My Lovely Girl

Credits

Gli scritti e il personaggio sono © Ju
Immagini da [here] || Brushes da [here], [here], [here]

For Ju
Ore 2.34 del 29/10/06. Ho finito di lavorare su questo template e dopo tanto impegno, credo di essere soddisfatta; volevo realizzare un bel diario sì per un personaggio che adoro, ma soprattutto per la persona speciale che lo muove. Spero vivamente che ti piaccia.
Con affetto, Lys

martedì, 13 febbraio 2007

Prima del Crucio di Ray:
“Pansy Tesoro!” Dico entrando in casa seguito da Millicent.
“Ora che vuoi fare?” Chiede con il tono di chi sa già che ho in mente qualcosa.
“Ehhh sapessi!” Dico fingendomi pensieroso.
“Siamo in sala!” Risponde Pansy ridendo.
“Possiamo entrare o state facendo cose sul divano?” Chiede Millicent.
“Ma smettila!” Dice Pansy continuando a ridere.
“Voglio ridere anche io” Sospiro entrando in sala.
“Niente Supremo, niente..” Dice Ray scuotendo la testa.
“Oh Dock Rock, peccato..” Faccio le spallucce, e mi giro verso Pansy. “Tu!”
“Io?” Chiede interrogativa e un po’ preoccupata.
“Si te!” Annuisco sempre più serio. “Andiamo a fare il gelato?” mi apro in un sorriso.
“Ma ora?” Chiede un po’ titubante.
“E dai tesoro…” Faccio gli occhioni luccicanti. E mi trasformo in volpe artica, noto Ray sobbalzare e Pansy e Milly che si mettono a ridere. Vado ai piedi di Pansy e con una zampetta le faccio tipo delle carezzine.
Dopo alcuni secondi torno normale.
“E va bene scemo!” dice ridendo e alzandosi dal divano.
“Suppongo dalla tua faccia Ray – Mi giro verso di lui – che non sapevi che ero un Animagus!” Sorrido, lui scuote la testa e si passa una mano tra i capelli.

“Allora, lo hai mai usato prima?” Chiedo tirandolo fuori dalla scatola.
“No” Scuote la testa mentre mi aiuta a sfilarlo dalla scatola. “Aspettavo te tesoro..” Sorride.
“Allora, che gelato facciamo?” Osservo il libricino delle ricette che c’era all’interno della confezione.
“Qualcosa di buono, che poi lo facciamo assaggiare ai nostri consorti!” Dice infilando la spina nella presa della corrente.
“Certo!”

“No Fin! Nooooo!” Dice con tono di voce molto alto.
*Puffffffffffff*
Un botto e poi tanto fumo.
“Che è successo?” Vengono di corsa Milly e Ray preoccupati.
“Niente!” Dice una Pansy sconsolata ricoperta di farina.
“Mio dio ma che è sto fumo?” Millicent tossisce.
“Niente..” Dico grattandomi la testa.
“State bene vuoi due?” Si preoccupa Ray. Annuiamo.
“Che dici di rimanere qui a osservarli? Per evitare che mi fanno esplodere casa..” Sospira Millicent pulendo con la bacchetta due sedie, e avvicinandone una a Ray, che annuisce divertito.
“L’avevo messa io la farina..” Mi Pansy scrollando le spalle.
“Ma avevo detto che ci pensavo io..” Dico perplesso.
“Allora riprendiamo tutto dall’inizio!” Con un colpo di bacchetta pulisce la cucina. Stà per pulire anche me, ma la blocco.
“No Pansy, rimaniamo cosi, le ferite di guerra vanno ostentate!” Annuisco serio.
“Se lo dici te..” Sospira incerta.

“Questo con questo, quello con quello” Indico i vari ingredienti a Pansy che con maestria miscela. All’interno dell’aggeggio babbano.
“Sai Finn?” Chiede seria e un po’ pensierosa.
“Cosa Pansy?”
“Verrà il gelato più buono del mondo..” Continua a mischiare tutto.
“E LORO lo assaggeranno!” Dico alzando volutamente il tono della voce.
“Fossi matta!” Esclama immediatamente Millicent.
“Passo anche io..” Aggiunge Ray. Io e Pansy ci guardiamo a lungo. Stiamo pensando alla stessa cosa. Armati di mestolo sporco di ogni cosa ci avviciniamo minacciosi alle nostre rispettive metà.
“Co-Cosa volete fare?” Chiede Ray alzando le mani per difendersi.
“Io sporcare l’amabile vestito della mia Scheggia..” Mi fingo minaccioso.
“Io semplicemente rovinarti la maglia Smokie!” Sorride diabolicamente angelica Pansy.
“Provaci e ti uccido Finn, prima che tu possa solo sfiorare con il mestolo il mio vestito..” Sibila Millicent seria.
“Allora lo mangerete vero?” Dà l’ultimatum Pansy.
“Va beh, se dovete fare tante storie..” Sospira spazientita Milly.
“Va beh, se lo mangia lei lo mangio anche io..” Ride Ray. Noi torniamo sorridenti al tavolo.

“Ragazzi ci state mettendo una vita a fare quel diavolo di gelato!” Il mio amore stà perdendo la pazienza.
“Zucchero calma.. Chi va piano…” Comincio a dire con aria filosofeggiante.
“Arriva tardi!” Conclude lei velocemente, tutti e quattro scoppiamo a ridere.
“Hey Finn” Mi chiama Pansy con aria seria.
“Dimmi tesoro!” Le sorrido.
“Qui dovrebbe essere finito..” Fa con aria titubante osservando la strana crema di gelato al cioccolato all’interno dell’aggeggio.
“Mhm” L’osservo portandomi una mano al mento. “Ma sarà commestibile?” Chiedo a bassa voce, affinché solo Pansy possa sentirmi. Lei fa le spallucce. “Lo facciamo assaggiare a loro?” Domando divertito.
“Ma non lo assaggeranno mai!” Obietta lei giustamente.
“Reggi il gioco e sarà fatta!” Le faccio l’occhiolino.
“Voi due avete finito di parlottare?” Interviene l’ennesima volta Millicent sempre più spazientita.
“Certo Zucchero!” Dico sibillino.
“Chiamami un’altra volta zucchero e te lo faccio sentire io quanto è dolce..” Mi minaccia con il suo solito amore.
Prendo un cucchiaio e lo immergo nella ciotola del gelato. Lo riempio ben bene e faccio per ingoiare, ma con un semplice trucchetto rigiro il cucchiaio riposando il gelato all’interno della ciotola. Semplice ed efficace. Vedo Pansy sorridere, mi imita alla perfezione, gesti rapidi e precisi.
“MA buonissimo!” Esclama entusiasta.
“Hai sentito? Potremmo chiamarla la nona meraviglia del mondo..” Annuisco serio.
“Ottava vorrai dire..” Mi corregge Pansy inarcando il sopracciglio.
“No l’ottava è Millicent!” Dico sorridendo, e posso notare subito prima di uno sguardo di puro odio, arrossire lievemente Milly.
“Che dolce che sei..” Mi dice posando una mano sul mio braccio con aria sognante,e molto ma molto ironica.
“Zitta te, che sei diventata tutt’uno con lo Yankee.. In facoltà si comincia a pensare che Ray & Pansy sia una sola persona, Ray di nome, e Pansy di cognome!” Rido divertito seguito a ruota anche da Millicent.
Poi mi giro verso i nostri ‘spettatori’. “Allora volete e provare?” Prendo due bicchieri e ci rovescio dentro il gelato, e prendo altri due cucchiaini. Li porgo ai due, che con aria abbattuta afferrano il bicchiere.
Mangiano titubanti il primo boccone. Ray penso che si stia sforzando di non sputare tutto, anche perchè deve avere un sapore realmente orribile.
“Mamma mia che schifo!” Dice Millicent alzandosi e dirigendosi verso il frigo. “Ci volevate avvelenare?” Chiede scoccandoci un occhiataccia.
“In effetti non è uno dei gelati migliori del mondo..” Quando è dolce Ray, pur di non ferire Pansy è riuscito a invogliare quella cosa schifida! Io e Pansy ci guardiamo e non riusciamo a trattenere le risate. È veramente troppo esilarante.


***

Dopo il Crucio di Ray:
“Hey” Saluto Colin con un cenno di mano.
“Dorme?” Chiede osservando Millicent appoggiata sulla mia spalla. Annuisco semplicemente. “Non sembra una pazza assassina quando dorme..” Dice sedendosi sulla poltrona davanti a me.
“No.. Anche se lei è bella sempre…” Sorrido guardandola, è davvero bella.
“Sei andato a trovare Ray?”
“No” Scuoto la testa mordendomi il labbro. “Diciamo che voglio lasciargli il suo spazio… E poi voglio stare con Millicent..” Le accarezzo i lunghi capelli biondi.
“Sai quanto resta ancora?” Scivola lentamente sullo schienale del divano.
“Non so, penso fino a fine settimana.. Problemi?” Chiedo incuriosito.
“No assolutamente, anzi, mi stò abituando ad averla in giro per casa..” Sorride. “Anche se ho paura incontrarla di prima mattina se non ha bevuto la sua tazza di caffè..” Entrambi soffochiamo una risata.
“Te come stai?” Mi chiede fissandomi dritto negli occhi.
“Seduto e senza una spalla..” Rido divertito, stando attento a non parlare troppo forte.
“E dai Finn…”
“Con tanta voglia di fargliela pagare a quello stronzo..” Torno serio.
“Lo sospettavo..” Si passa una mano tra i capelli.
“Se solo penso che ci potrebbe essere stata Milly al posto di Ray…” Appoggio la testa sullo schienale del divano, e guardo il soffitto. “Meglio non pensarci..”
“Mi ricordo..” Sospira. “Quando lo faceva a Leyla, quando spariva per dei giorni e tornava con ogni sorta di livido..” Quel lurido bastardo, un giorno, prima o poi la pagherà cara. “Che pensi che farà Leyla?”
“Una stronzata delle sue solite..” Dico a denti stretti. “Mi ci gioco l’anima che lo vuole affrontare… E mi gioco anche il corpo che starà sicuramente a escogitare il modo per ammazzarsi…” Con lei è sempre stato cosi.
“Finn sai benissimo che se la cava da sola, che non ha bisogno di un padre petulante, quel ruolo era solo di Lukas, non spetta a te..” Odio quando fa il saccente cosi. “Pensa a Milly, non stare a pensare a chi non ha bisogno del tuo aiuto..”
“Senti il grande predicatore…” Lo prendo in giro tornando a guardarlo.
“Dico solo che ti stai accollando troppe responsabilità, e che magari trascuri cose..”
“Di certo non Millicent..” Dico serio, non amo che mi si dica che sbaglio in qualcosa. Mi volto a guardare Millicent, a quanto è bella, a quanto sia perfetta, a come è cosi fragile, e come mi fa impazzire quando mi stringe a se. Qualche giorno fa quando è venuta a dirmi di Ray mi son sentito morire. Era li, cosi piccola e fragile come una bambola di cristallo, cosi arrabbiata perché impotente di fare qualsiasi cosa, cosi dannatamente adorabile. Non ha parlato più del crucio ne di quello che è successo quel giorno, ma so che gli brucia ancora dentro, so che soffre.
“Hey, non stavo dicendo questo” Alza le mani in segno di resa. “Ma semplicemente che.. Ah lasciamo stare, che non so neanche io che dicevo!” Si arrende, i discorsi filosofici li lasciamo per quando mentalmente saremo più freschi. “Quando apri lo studio?”
“Il primo marzo.. Studio e negozio..” Sorrido. “I lavori procedono molto bene.. Le carte ce l’ho tutte, ma a metà febbraio ho la prova di abilitazione”
“Bene… Ho già detto a Ginevra che la prendiamo quasi a tempo pieno.. Tra un po’ non sveniva dalla felicità..” Ride divertito.
“Millicent si è proposta per dare una mano” Torno a guardare l’amore mio. “Voglio vedere che combina con Ginny..” Sorrido. “Ian starà al negozio di pozioni, insieme Leyla lei ne sarà la proprietaria..”
“Lasciami dei turni con Leyla” Mi chiede serio.
“Ma Colin..”
“Devo parlargli, devo riuscire a dirgli tutto..”
“Va bene” Sorrido.

***

“Buongiorno..” Dico a Millicent che si è appena svegliata.
“Hey” Sorride stiracchiandosi le braccia.
“Ecco qui, per la mia principessa la colazione” Dico posando il vassoio al suo fianco.
“Finn, mi vuoi far ingrassare?” Chiede perplessa.
“Ma che dici…” Rido divertito. “È per entrambi la colazione” Faccio la spallucce.
“Si ma è sempre una quantità industriale di roba!”
“Non te l’ha mai detto nessuno che la colazione è il pasto più importante della giornata?” Le faccio notare sibillino.
“Si ma ti deve permettere d’alzarti dal letto con le tue gambe, e non rotolando tipo palla!” Ride infilandosi una mia camicia, è cosi bella quando le indossa.
“Ma dai che sai benissimo di avere un fisico perfetto!” Dico strattonandola un po’ qua e un po’ là.
“Appunto perchè ce l’ho perfetto vorrei mantenerlo tale..” Dice ridendo afferrando un cornetto.
“Zitta e mangia” Le dico serio guardandola accigliato. “Che poi ti porto con me in ufficio, giusto mi servivano due braccia in più” Scherzo afferrando un cornetto al cioccolato. “Scherzi a parte, che vogliamo fare oggi?”
"Non lo so..." dice portando alla bocca la tazza di caffè, per poi berne un sorso "quello che vuoi...ti lascio carta bianca..."
“Magari..” Inizio a dire pensieroso. “Magari possiamo andare a fare compere, oppure al Parco Incantato..” Sospiro. “Scheggia decidi te.. Son 3 giorni che decido io.. Uff.. Odio scegliere..”
"Vada per il parco..." risponde sospirando.
"Che c'è?" Chiedo incuriosito. "Qualche problema?"
"No...no, nessun problema.. Perchè me lo chiedi?" risponde addentando un croissant.
"Niente Scheggia.. Niente.." Scuoto la testa, non è lei, non lei al 100%, è come il cioccolato fondente tarocco. Fondente si, ma non  puro.
"Ok...se lo dici tu..." mi dice alzando le spalle e bevendo un altro sorso di caffè.
"Si va al cinema io e te" Dico serio all'improvviso. "E poi andiamo in un posto molto carino!" Le sorrido alzandomi dal letto e parendo l'armadio comincio a cercare qualcosa da mettere.
"Al cinema? A quest'ora?" dice incredula, prendendo in mano la sveglia sul comodino e guardandola, per accertarsi che siano veramente le dieci del mattino.
"Esatto.." Sorrido. "Il tempo che ti prepari, e andiamo" Le dico sorridente, tirando fuori i miei pantaloni neri, e il lupetto nero. "Non ti và?" Mi giro verso di lei.
Mi guarda incredula ancora per qualche secondo, poi risistema la sveglia dove l'ha presa, scuotendo la testa. "Sì sì...andiamo...non c'è problema..." dice alzandosi dal letto.
Dopo qualche minuto è pronta e lo sono anche io, indosso una giacca sempre nera, ma con le cuciture bianche. Mi guardo allo specchio, non è propriamente il mio stile, troppo elegante, ma per la mia scheggia questo ed altro.
Mentre si faceva la doccia, ho chiamato il Taloon, e l'ho prenotato tutto per l'intera mattinata, devo solo dare il tempo per ritrovare la pellicola del film. Guarderemo uno dei film che era scritto nella lista, quella lista che pian piano potrebbe essere depennata.
"Possiamo andare?" Le chiedo mentre stà sistemando la sua borsa, sicuramente non ritroverà qualcosa, come sempre, in effetti dovrei sistemare camera ogni tanto...
"Non trovo più l'agenda...ma non importa...se prima o poi la ritrovi in questo casino, fammelo sapere..." Poi alza la testa, evidentemente non aveva ancora notato il mio abbigliamento, visto il suo sguardo sorpreso. "Come siamo eleganti..." dice con un sorriso "Mi fai sfigurare..." aggiunge poi, dando un'occhiata allo specchio di fronte a lei, mentre si sistema la gonna con la mano.
Sfigurare? Lei? La ragazza più bella del mondo? Come potrebbe...
"Si certo, voglio il trono di ‘reginetto’ di bellezza.." Scherzo avvicinandomi a lei. "Sei bella sempre te.." Le sussurro a un orecchio, cingendola per la vita da dietro. "E poi sono elegante per te.." Aggiungo dandole un piccolo bacio sulla guancia.
"Per me?" chiede senza capire.
"Per te.." Ribadisco, sorridendo. "Ma andiamo che altrimenti si fà tardi"
"Ok..." risponde prendendo con una mano la borsa e con l'altra la mia mano, subito dopo avermi dato un bacio.
Ci smaterializziamo davanti al Taloon, il nostro cinema preferito, uno ancora vechcio stampo, molto pittoresco. Chissà se si ricorda di questo posto, ci venivamo spesso all'alba dei tempi. "Sono sicuro che il film ti piacerà!" Dico aprendole la porta per farla passare.
"Grazie!" dice sorridendo, in seguito al mio gesto. "Cavolo, il Taloon...da quanto tempo non ci venivamo più?" mi chiede guardandosi intorno.
"Troppo tempo" Sospiro. Intanto una maschera del cinema, vestito sempre in vecchio stile ci si avvicina, mi riconosce al volo, deve essere il ragazzo che mi ha risposto al telefono.
"Da questa parte" Dice con un semi inchino indicandoci una delle 3 sale, la più piccola, la preferita mia e di Milly.
"Il Film comincerà tra mezz'ora, chiediamo scusa per l'attesa.." Abbassa lo sguardo. "Problemi tecnici" Spiega.
"Non c'è problema" Dico, sapendo che quel film in pellicola, ormai è difficile da reperire. "Su Scheggia.." Dico prendendola a braccetto. "Vediamo se c'è un posto libero!" Scherzo.
"Chi cavolo vuoi che ci sia in un cinema alle undici del mattino?" mi chiede alzando gli occhi al cielo.
"Hey!" Protesto fingendomi offeso, sò che non ci sarà nessuno, anche perchè ho prenotato l'intera sala. "Non si sà mai!" La prendo in giro. Vorrei farla stare bene, vorrei farla sentire bene..
"Sì certo.. Guarda, spero vivamente che tu abbia prenotato la sala, altrimenti non so come faremo...." mi dice ridendo.
"Esatto Scheggia.." Dico annuendo. "è quello che ho fatto" Entriamo finalmente nella sala, c'è lo stesso odore di popcorn appena fatti, e le luci sono soffuse, e le pareti bordeaux son sempre le stesse.
"Sei sempre il solito..." mi dice stringendo un po' di più la mia mano.
"Sempre" Dico sorridendogli, e prendendola in braccio, stile principessa, mi avvio alla ricerca del posto perfetto, leggermente indietro centrale, una volta arrivato noto che hanno sistemato tutto alla perfezione, faccio scendere Millicent, e le porgo una margherita bianca. "Per lei MyLady" Accenno un inchino e sorrido.
"Quanto sei scemo..." mi dice con un sorriso imbarazzato, abbassando lo sguardo.
Le metto la mano chiusa a pugno sotto il mento, e gli alzo delicatamente il viso. La bacio. "Per la mia principessa, solo il meglio.." Le dico dolcemente.
"Smettila..." dice a bassa voce sedendosi, per poi prendermi per il braccio e tirarmi giù, sulla poltrona accanto alla sua.
"Allora, abbiamo circa venti minuti prima che inizi il film.." Dico sedendomi sulla poltroncina e girandomi verso Milly.
"E quindi?" mi chiede lei senza capire.
"Niente.." Sorrido. "Era per dire.." Sospiro. "Anche se c'è una cosa, che vorrei chiederti.."
Milly mi guarda seria. Quasi preoccupata, direi. "C'è qualcosa che non va?"
"No assolutamente" Sorriso avvicinandomi a lei, per dagli un lieve bacio. "A natale, ti avevo parlato del negozio.. E ti eri offerta per dare un mano.." Dico un po' imbarazzato, mi scoccia chiedergli di lavorare li, ha mille cose da fare, ma mi risparmierebbe un casino di problemi. "Volevo sapere se la proposta era ancora valida.."
"Certo che è valida!" esclama convinta "A meno che tu non voglia...voglio dire, se la cosa ti crea problemi.." dice per poi lasciar cadere la frase
"Che problemi dovrebbero esserci?" Chiedo stupito.
"Non lo so, magari non vuoi che lavori nel tuo negozio..." dice con un'alzata di spalle.
"Beh si.." Sorrido. "Cioè.. Non come credi, te lavori già come assistente ad Hogwarts, hai lezioni ed esami... Quindi mi scoccia chiederti del tempo per il negozio, ma cerchèrò di farti stare li il minimo indispensabile.." Dico sincero, mi dispiace realmente dargli altro da fare. "Logicamente però prenderai quanto prede Colin.."
"Non ci pensare nemmeno!" esclama indignata "Non voglio che mi paghiate...lo faccio per farti un favore, nient'altro...mi fa piacere e se non fossi stata sicura di avere il tempo per farlo, non mi sarei nemmeno proposta..."
"Ma Milly!" Esclamo un po' spiazzato. "Ma non sò per quanto dura questo favore, non se se prima di due o tre mesi riusciamo ad assumere un'altra ragazza..." Sospiro. "Non devi essere indignata, è che... Non è che mi fai un semplice favore, mi salvi proprio ora come ora.."
"Ehi..." dice con dolcezza, ora molto più calma. "Guarda che non mi pesa, davvero...mi fa piacere fare qualcosa per te..." conclude spostando lo sguardo su un punto imprecisato dietro di me, distogliendolo dal mio.
Istintivamente le prendo il viso tra le mani, e le dò un lungo bacio, molto dolce, con un pizzico di passione. "Non avrei potuto mai avere, una fidanzata migliore.." Dico scostando lievemente le labbra dalle sue, per poi ribaciarla.
"Dai, smettila...." mi dice, sorridendo imbarazzata. "Tu faresti lo stesso per me..."
"Certamente.. Ma questo non implica, che te sei la fidanzata migliore del mondo.." Le passo un braccio intorno alle spalle e l'accosto vicino a me, e mi sistemo sulla poltroncina. "E poi ti amo, e poi sei bella, e poi sei stupenda.." Dico dolcemente. Ma ecco che le luci in sala si abbassano. "Te l'ho detto che ti amo?" Le sussurro a un orecchio.
"Mmmmh...non ne sono sicura..." mi risponde, fingendosi pensierosa, per poi darmi un dolce bacio sulla guancia.
"Goditi il film Scheggia.." Ricambio il bacio sulla guancia. "è per te.."
Mi sorride, per poi posare la testa sulla mia spalla e iniziare a guardare il film. Ancora non deve aver capito di che film si tratta.
Dopo un attimo, si alza di scatto, voltandosi a guardarmi. "Ma..." mi dice soltanto, incredula. E forse mi sbaglio, forse il buio della sala inganna, ma mi sembra proprio di vedere i suoi occhi diventare lucidi.
"Esatto.." Dico in un sussurro, prendendola delicatamente per un polso, e facendola sedere di nuovo sulla poltroncina.
"E io te l'ho detto che ti amo?" mi dice in un sussurro, riappoggiando la testa sulla mia spalla.
Penso che il cuore ha saltato un battito. Ogni volta che me lo dice, fà lo stesso effetto, lo stesso effetto che ti fà credere che la vita può essere benissimo il sogno di sempre. La stringo a me. Non faccio altro che sentire lei vicino a me, e mi sento bene, mi sento al settimo cielo. Ho tutto. Ho lei.
"Ehi li hai portati i fazzolettini, vero?" mi chiede con un sorriso.
"Ovviamente..." Con un colpo di bacchetta faccio comparire davanti a noi una scatola. "Tieni" Glie la porgo sorridente.
"Guarda che dicevo per te...." mi dice respingendola indietro.
"Per me?" Dico scettico. "Figuriamoci se questo film potrà mai farmi piangere, tanto da prendere i fazzoletti.."
"Scommettiamo?" mi dice in tono di sfida.
"Scommettiamo.." Accetto la sfida.
"Bene...cosa scommettiamo?"
"Quello che vuoi, cara" Dico sorridente.
"Mmmmh...facciamo così...se tu inizierai a piangere e quindi io avrò vinto, sistemerai una volta per tutte la tua camera...." inizia a dire.
"E se invece non piango, te non brontolerai più, se la camera è in disordine.." Concludo porgendogli la mano aperta.
"Ci sto!" dice stringendola "Ora però taci..." mi ammonisce, rimettendosi comoda.
Mi sistemo pure io, e comincio a vedere il film.

"Presumo proprio che dovrò sistemare la camera in settimana" Dico asciugandomi le lacrime con il fazzoletto. "Ma non è giusto...  Non doveva finire cosi.." Sospiro sprofondando sulla poltroncina.
"Te l'avevo detto..." dice col tono di chi sa sempre tutto. "Quando imparerai che io ho sempre ragione?" continua poi prendendomi in giro.
"Seh… Seh.." Borbotto offeso io.
"E dai..." dice alzandosi e prendendomi per mano, facendo alzare anche me. "Se vuoi ti aiuto a sistemare la camera..."
"No.." Mi asciugo l'ultima lacrima. "Mi aggrappo all'ultimo barlume di dignità, e nel fine settimana sistemo tutto.."
"Come vuoi..." dice per poi prendere il mio viso tra le mani e darmi un bacio. "Dove mi porti adesso?"
"Luna Park" Sorrido. "Vuoi?"
Milly mi sorride contenta. "Certo che voglio!" esclama.
"E luna park sia.." Le passo un braccio sopra le spalle, e la smaterializzo davanti all'ingresso del Luna Park. Un'altro punto della lista, e per il suo compleanno andremo in Australia... Stò organizzando tutto, manca poco, e voglio che tutto sia perfetto.
Milly si guarda in giro estasiata. Sembra tornata una bambina di cinque anni!
Ha gli occhi che luccicano, e roteano come saette attirata da tutto, è buffissima e bellissima. "Allora con cosa cominciamo?" Dico prendendola a braccetto.
"Con quello che vuoi..." dice sempre più contenta.
"Montagne Snodate?" Chiedo girandomi a guardarle.
"Ecco...magari quelle no..." dice un po'incerta. "Quando ero più piccola ci sono andata con mi padre e Patrick..." inizia a dire, per poi interrompersi.
"E..." Dico incuriosito.
"...e ho vomitato tutto quello che avevo mangiato...forse non è il caso di ripetere l'esperienza...." conclude.
Trattengo a stento una risata. "Va bene" Rispondo tranquillamente, mentre ci avviamo dentro il Luna Park. "Allora dimmi te cosa vuoi fare.. Guardati intorno e dimmi"

***

“Tesoro sono a casa!” Dico ridendo.
“Scemo sono in cucina!” Risponde lei divertita.
“Hey” Sorrido dandole un bacio sulla guancia, una volta che ho raggiunto la cucina.
“Che ci fai qui? Millicent è a scuola..” Dice finendo di girare il cucchiaino nella tazza.
“Lo so, sono qua proprio per questo..” Mi siedo davanti a Pansy.
“Sai che ormai sono fidanzata Finn.. Troppo tardi..” Dice scuotendo la testa.
“Ahh.. Non dirmi cosi luce dei miei occhi, aria della mia vita..” Mi fingo affranto. “Scherzi a parte..” Prendo un biscotto dal barattolo dei biscotti. “Domani sera passo a prendere Millicent, e fino a dopo domani sera non la rivedete..” Comincio a spiegargli.
“E dove la porti?” Chiede incuriosita Pansy.
“Australia, Whish Bay, ho affittato tutta la spiaggia per 24 ore..” Dico sorridente.
“Wow!” Esclama. “Ma te cose in piccolo mai, eh?” Mi fa notare divertita. “Millicent adora il mare sarà felicissima!”
“Non solo, qualche tempo fa, ho trovato una vecchia lista di desideri da realizzare, li aveva scritti per la nostra ultima estate passata insieme, e come ben sai, non sono mai stati esauditi..” Sospiro tristemente. “E praticamente stò rimediando ora, l’ho portata al Taloon a vedere I passi dell’amore, l’ho portata al Luna Park e le ho comprato lo zucchero filato, le ho regalato le due felpe stupide che avevamo visto anni fa… E come ultimo punto… La porto in Australia..” Sorrido.
“Ok, sei ufficialmente dichiarato matto da legare!” Dice sorridente.
“Certo! Altrimenti non sarei più me stesso” Digli del regalo.. “Ah Pansy..”
“Dimmi”
“CI sarebbe un altro regalo..” Abbasso lo sguardo.
“Cosa Finn? Cos’è quello sguardo colpevole Finn?” Chiede con fare indagatorio.
“No niente, ho trovato in un negozio d’animali un gattino nero…” LE spiego tutto, di come non crea danni, di come secondo me piacerebbe a Millicent, di come l’ho supplicata per un ora, per poi ricevere un si di risposta.
Voglio che tutto sia perfetto per il compleanno del mio amore.

***

“Amore!” Esclamo entrando in camera sua senza bussare.
“Nessuno t’ha insegnato a bussare?” Chiede lei alzando lo sguardo dal libro che tiene davanti.
“Si, certo, ma ora non ho tempo..” Dico chiudendo la porta alle mie spalle.
“E dove devi andare di grazia?” Chiede chiudendo rassegnata il libro.
“Prima provati questi..” Dico passandole due pacchettini argentati con fiocco viola.
“Sono per me?” Chiede con quell’aria da bambina che mi fa morire. Io annuisco e sorrido. Lei scarta i pacchetti e osserva il loro contenuto. “Dovrei provarli?” Chiede incerta.
“Si certo!” Dico euforico.
“Finn a che gioco vuoi giocare?” mi chiede inarcando il sopracciglio.
“A nessun gioco!” Dico un po’ risentito.
“Finn è gennaio, ci sono meno 3 gradi fuori, e te vuoi farmi indossare bikini e pareo?” Chiede incredula.
“Si certo! Che c’è di strano?”
“Niente.. Detto o Fatto da te, niente è strano!” Sospira rassegnata. “È questo il brutto!”  Aggiunge sorridendo. “Girati che mi cambio!”
“Ma come..” dico stralunando gli occhi.
“Senti, vuoi che prova il costume e il pareo? Allora girati!” Mi minaccia puntando il dito indice al naso.
“Ma mi togli ogni divertimento!” Protesto io.
“Certo! Lo faccio apposta!” Dice tornando sorridente.
“Ah ecco.. Strega!” Dico indispettito.
“Scemo!” Risponde lei tranquillamente.

“Finn” Mi chiama poco dopo. MI giro, e ho davanti a me una visione divina. Non è bella, di più, non ci sono parole, nemmeno le più auliche per descrivere quello che mi si para davanti agli occhi. È realmente incantevole, potrei rimanere ore a guardarla. Ad ammirare ogni suo piccolo dettaglio. “Finn..” Sventola la mano davanti a me. Scuoto la testa tornando in me.
“Sei bellissima” Dico sincero, passandole un braccio dietro di me e attirandola a me.
“Grazie..” Abbassa lo sguardo come sempre un po’ imbarazzata. “Ora che si fa?” Mi domanda inarcando il sopracciglio.
“Ora si esce..” Dico baciandola e smaterializzandola.
Appena ci smaterializziamo lei si stacca da me, e mi guarda allarmata. “Ma gelerò fuori!” Dice alzando il tono della voce. Io sorrido senza dire niente, una folata d’aria calda ci prende alla sprovvista. Millicent si stacca da me di qualche passo, e si guarda intorno. Sabbia bianca, oceano a perdita d’occhio, e qualche gabbiano che vola in un cielo limpido.
“Ma..” Dice un po’ spaesata.
“Auguri amore mio..” Le dico semplicemente.
“Ma…”
“Siamo in Australia…” Aggiungo subito dopo.
“Finn..” Gli occhi gli si illuminano e mi butta le braccia al collo e mi abbraccia. “Anche se il mio compleanno è tra qualche ora..” Puntualizza sempre però sorridente.
“No mia cara, qui son le sei della mattina, qui sono le ore sei del 24 gennaio” Dico baciandola.
“Te l’ho detto che ti amo?” Mi dice ricambiando il bacio con passione.
“Se me lo ripeti, mi farai felice” Dico sincero.
“Andiamo che facciamo colazione!” Dico passandole un braccio intorno alla vita e dirigendoci verso un gazebo bianco che ho fatto sistemare appositamente per noi.

“Questo è per te” Dico porgendogli un pacco.
“Finn non dovevi..” Dice sorridente afferrando il pacco. “Ok, dovevi..” Aggiunge subito dopo.
“Aprilo dai”
“Ok” Lo apre delicatamente, facendo un piccolo strappo per scaramanzia. Tira fuori due felpe identiche, una rosa e una blu, hanno una strana scritta sopra, le guarda accigliata poi mi sorride. “Sono uguali, basta che non le indossiamo insieme, non voglio diventare come Pansy e Ray!” Dice divertita. “Grazie è bellissima!” Aggiunge subito dopo.
“Continua, non sono mica finiti..” Dico ridendo.
Prende una scatolina verde con un grande fiocco rosso. L’apre e tira fuori una penna.
“Una penna?” Domanda incerta.
“Si..” Mi alzo e vado vicino a lei.
“Tieni” Le porgo il bigliettino viola, quello con la lista delle cose da fare.
“L’ho riscritto, l’ultimo punto era depennato, ma dovevamo farlo insieme il viaggio in Australia..” Le spiego dolcemente.
Noto il suoi sguardo cambiare, sicuramente è un po’ risentita.
“Ma Finn…” Dice con quell’espressione da bambina innocente.
“Hey Piccola..” L’abbraccio. “Ti amo..” Le do un dolce bacio.

“Siamo a casa!” Dice entrando dalla porta.
“Hey Scheggia!” Sentiamo la voce di Ray. “Auguri!” Subito dopo Pansy e Ray in coro.
“Grazie ragazzi” Dice sorridente.
“Scusate se esisto!” Dico ironico raggiungendoli in sala.
“Ma che vuoi te! Impiastro! Oggi è la giornata di Milly!” Dice Pansy divertita.
“Ormai serata..” Fa notare Ray. Tra il fuso orario e tutto mi son dimenticato dell’ora, qui a Willow Hide dovrebbero essere circa le dieci di sera.
“Ecco, e ora però vi rapisco la stella della giornata…” Dico prendendo in braccio Milly, che ormai neanche reagisce più, alza semplicemente gli occhi al cielo e sospira. Appena entriamo in camera nota subito un altro mega pacco sul letto. Non può non notarlo, è viola a pois verdi, con un fiocco enorme giallo, lo noterebbe anche un ceco.
“Ma..” Dice con lo sguardo illuminato. “Finn..” Dice allegra. Avvicinandosi al pacco. Appena tocca il fiocco, lo scatolone si muove, lei sobbalza all’indietro. “Finn se è uno scherzo ti uccido..” Dice guardandomi male.
“Apri dai, se non ti piace mi potrai fare male..” Dico divertito.
Apre lo scatolone e strozza un grido. Si china per afferrare il batuffolo di pelo nero.
“Mio dio Finn..” Dice realmente felice. Apro le braccia per abbracciarla quando si gira con questo gattino nero in braccio. “Pansyyyyyyyyyyyyyyyyyy”  La chiama praticamente rompendomi tutti i timpani, e sorpassandomi correndo verso il salone.

Direi quasi che mi ha snobbato, ignorato.. Quasi… Anzi no, totalmente. Ma va bene cosi, immaginavo che con un rivale dai grandi occhi celesti, il folto pelo nero e un musino dolcissimo non avrei mai potuto competere.

amore, millicent

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