Firstly

Questo diario fa parte del gioco di blog Magical Future, dedicato alla saga di Harry Potter e ambientato nel futuro. Tutto quello che viene scritto è assolutamente inventato e per nulla legato a quanto narrato da J.K. Rowling nei suoi libri. Persino il personaggio è inventato, anche se le foto che ho usato sono di un'attrice realmente esistente, Tanc Sade.

The Supreme

Carta d'Identità
Data di nascita: 18 Dicembre
Luogo di nascita: NashVille - HighLand - Scozia
Corso Universitario: Psicologia e Psichiatria Magica
Particolarità: Animagus, Volpe Artica
Aspetto:
Fatti: Finnley O’Malley, da tutti chiamato Finn, è un ragazzo di 23 anni, nato e cresciuto a Londra. Discendente da una grande e oscura dinastia di Maghi, non si è mai fatto mancare niente dalla vita. La madre Sabine è l’ambasciatrice magica Inglese, è spesso via per lavoro, e a causa di quest’ultimo Finn ha vissuto 3 anni in Spagna. Il padre Doug O’Malley è un ex professore della Candince, ormai in pensione. Ma da giovane è stato un ricco industriale, che ha deciso di lasciare il mondo dell’industria per intraprendere la carriera di professore, ha dedicato tutta la sua vita alla Politica, cosa che l’accomuna con la moglie. Alla Candince, contrariamente alle aspettative della famiglia ha intrapreso il corso di Psicologia e Psichiatria Magica, non che la sua aspirazione massima sia quella di entrare al S. Mungo, lui vuole aprire un ambulatorio tutto suo, insieme a tutto uno staff medico. La disponibilità monetaria non gli manca di certo, ma deve ancora trovare uno staff giusto, e conseguire la laurea. Ma segue con molto interesse, anche il corso di Politica Internazionale Magica, bravo studente e ottimo amico, Finn insieme a Colin e Ian possiede un negozio di oggettistica Magica. Finn è un animagus, e a volte si diverte a gironzolare per il campus trasformato, può trasformarsi in una Volpe Artica, piccola e bianca, con occhi azzurro ghiaccio. Questo Finn appena descritto non si direbbe neanche che è lui. Ecco il Finn che tutti conoscono: Alcolizzato, Britannico, Casinista, Demenziale, Egocentrico, Fantasioso, Girovago, Handicappato, Ironico, Laborioso, Megalomane, Nervoso, Ospitale, Particolare, Quadrato, Recidivo, Supremo, Terribile, Unico, Volpe, Zuccone. Amante del rischio e della follia, amico dell’incertezza Finn è il perfetto Attaccabrighe, è il capo Supremo della Brigata della vita e della morte. Un gruppo di ragazzi uniti sotto uno stesso credo, la pazzia, e la voglia di osare. Ragazzo solare, sempre con la battuta pronta e alla mano, ma dentro di se possiede l’anima del perfetto Slytherin. Finn ha un fratello e una sorella, sono gemelli, hanno 6 anni più di lui, ma ormai ha perso quasi tutti i contatti con loro, entrambi giornalisti girano il mondo in continuazione, senza mai sosta. Ha due amiche fin dall’ infanzia, Hecate e Leyla, i 3 ragazzini stavano spesso insieme, perché i loro genitori si vedevano sempre ogni sera. Tutti e 3 hanno cominciato a legare fin da piccoli, la loro era un’amicizia semplice senza, tanti problemi, con Leyla ha avuto sempre un rapporto un po’ distaccato fino alla grande tragedia che colpi la sua famiglia. Crescendo pian piano hanno cominciato a fidarsi uno dell’altra, Finn insieme Hecate sono gli unici due che hanno saputo della natura di Leyla, senza mai dire niente, e facendo come se niente fosse. Hecate, Hecate per Finn è una sorellina minore, tra loro non ci sono effusioni o smancerie, ma pura e semplice amicizia. Amore e Odio, Scherzi e battute costellano la loro amicizia. Nata in Spagna, quando si sono ritrovati insieme ad affrontare la vita per la prima volta da soli. Lui da piccolo, non sapeva pronunciare il nome Hecate, per via di un difetto di pronuncia che ha corretto crescendo, ma da qual momento, non l’ha mai chiamata con lo stesso nome, per più di due volte, trova nomignoli e nomi assurdi, ma ormai è come una tradizione. Lui per lei, è la spina nel fianco di sempre, ma sono fatti cosi. Intere notti hanno passato a casa di Finn, insieme a Colin a bere birra e giocare a carte, Hecate a casa di Finn è ormai una coinquilina non affittuaria. Ma loro stanno bene cosi, tra cucinate e torte in faccia, continuano a crescere, sempre insieme. Salito al trono della brigata durante il 4 anno di Hogwarts, ha conosciuto Millicent, una delle migliori amiche di Leyla, Dopo un anno Millicent è diventata insieme a Leyla, una Lady della brigata. Ma non solo da quel giorno Millicent è diventata la Regina di Cuori, del suo cuore. Una ragazza dalla bellezza indescrivibile, la visione di un angelo e un’anima diabolica, hanno trovato subito un feeling perfetto, a dir poco eccezionale, ma le loro vite non hanno fatto altrettanto, due anni sono stati insieme, gli ultimi due di Hogwarts per Finn, dopo i GUFO, hanno deciso di lasciarsi in comune accordo, sapendo che non erano pronti per una Relazione, con la R maiuscola, ma pur consci che non tentare sarebbe stato un errore. I tempi della scuola, erano fantastici lui e Millicent e Colin e Leyla erano un quartetto perfetto, le uscite a quattro non sono mai mancante. Ma ora ha rincontrato la sua Scheggia, riprova ancora qualcosa, ma non lo vuole ammettere, sono passati ¾ anni da quando si sono lasciati. Ma non può fare a meno, di pensare che la sua scheggia è tornata. Infatti la brigata senza Millicent, Leyla e Hecate è stata un po’ fiacca. Ma ora che Hecate è tornata, e le Lady hanno ripreso il loro ruolo tutto andrà per il meglio. Ama indossare camice stravaganti, che cambiano forma e decorazioni spesso, ha oltre duecento camice diverse nell’armadio, e ognuna più strana dell’altra, e le abbina a volte con dei cappelli ancora più bizzarri, ma il suo preferito è un cappello di lino bianco, classico, con una fascia nera, che cambia colore in base all’umore. Finn è un ragazzo semplice, ha grandi doti magiche ma non è interessato al lato oscuro, per lui la magia è solo un qualcosa in più che può tornargli utile, bravo duellante non ama mai sfidare nessuno, non sono cose che fanno per lui. Per l’importante per lui, è bere e divertirsi con gli amici, niente più.

Pearls of Wisdom

amicizia
amore
flashback
hecate
ironia
leyla
millicent
morte scampata
pazzia
pene damore
ray
scherzi

Time is money

oggi
febbraio 2007
ottobre 2006

People less supreme

Dock Rock
My Best Friend!
My Lovely Girl

Credits

Gli scritti e il personaggio sono © Ju
Immagini da [here] || Brushes da [here], [here], [here]

For Ju
Ore 2.34 del 29/10/06. Ho finito di lavorare su questo template e dopo tanto impegno, credo di essere soddisfatta; volevo realizzare un bel diario sì per un personaggio che adoro, ma soprattutto per la persona speciale che lo muove. Spero vivamente che ti piaccia.
Con affetto, Lys

domenica, 29 ottobre 2006

“Sei vivo!” Esclama Colin.
“Pure te!” Dico io.
“Si ma te… Milly…”
“Ah, tranquillo è pazza di me!” Dico buttandomi a sedere sul divano.
“Si no, aspè, lei è pazza… Ma non direi pazza, di te… No!” Scuote la testa e fa le spallucce.
“Ehhhh vedrai!”
“Direi pazza Omicida!” Si siede sulla poltrona davanti al divano, avvicinandola.
“Mah! Ti dico di no!” Ribatto.
“Più pazza ancora… Pazza come chi vuole torturarti fino alla morte…” Prende fiato. “Lei preferirebbe che le amputassero una mano, e che glie la servissero a cena… più che stare con te…”
“Colin”
“No aspè! Preferirebbe sorbirsi l’Amleto recitato al contrario per l’eternità… Pur di stare con te…”
“Colin”
“Eh mi sento ispirato stà sera!” Dice sorridendo. “Beh preferirebbe anche vivere infondo al mare con la sirenetta invece che stare vicino a te” Comincia a tossire. Ride e tossisce. Mi guarda e ride, mi guarda e tossisce.
“Sei talmente ispirato che ti dimentichi come si respira?” Lo guardo inarcando il sopracciglio, ma lui continua a ridere, e tossire. “Strozzati con comodo” Dico accavallando una gamba sopra l’altra.
“Poi… Cioè… Millicent non si metterà mai insieme a te, non di nuovo! Non dopo che le hai imbrattato la casa dell’ex… non dopo che l’hai portata a letto a tradimento… Non dopo che tu respirerai ancora!”
“Comincia a mancarti l’ossigeno al cervello, cominci a farneticare, Colin!” Sorrido.
“Va beh, dimmi allora come la conquisti, mister” Dice sedendosi, e fissandomi negli occhi.
“Allora, per iniziare, una bella serenata…” Dico pensando. “Sh. Non fiatare… Parli dopo!” Continuo a pensare. “Poi la porto a vedere le sette meraviglie del mondo, per poi fargli capire che ne esiste un’ottava… LEI” Dio quando è bella. Che occhi, che sorriso, che temperamento. “La sommergo di regali, di ogni genere, la porto a cena nei luoghi più belli al mondo.. Poi…”
“Poi il tutto si conclude con il tuo funerale Finn!” Esclama Colin tra l’indignato e il divertito.
“Malfidato!” Scuoto la testa. “Io conosco Millicent, meglio di qualunque altra persona che esista al mondo!”
“Lo so, lo so, lo so…” Dice lui seccato.
“Stanno per suonare” Dico fissando l’orologio.
*Dlin Dlon*
“Adesso sei pure veggente?” Mi chiede allibito Colin.
“No è la ragazza di Joseph!” Dico sorridente.
“Wow, si è fidanzato?”
“No ancora no!” Ma come fa a dire castronerie del genere?  “Anche perché non ha conosciuto Josephine” Sorrido.
“No”
“Invece si”
“Ma No!”
“Ma cosa?”
“Josephine”
“Eh”
“Josephine”
“Ok, hai imparato a memoria il nome.”
*Dlin Dlon*
“Sei un mostro” Dice Colin andando ad aprire la porta. Sento un urlo strozzato, e poi torna in sala, bianco come la morte. “Ho trovato Locknes, posso reputarmi fortunato?” è ovviamente sotto shock.
“Viene avanti Josephine” Rido.
“Hey bellezza” La voce quasi inconfondibile di uno scaricatore di porto, ehm, volevo dire di una ragazza. Ecco lo spettacolo che ci si para davanti: Alta, capelli fucsia e viola, tatuaggi come una seconda pelle. Piercing sul naso e sulla lingua. Veste come un militare in servizio. Intelligente, e ben dotata nei punti giusti, inibizioni zero, insomma la fotocopia femminile di Joseph.
“Tra poco incontrerai l’uomo della tua vita” Sorrido compiaciuto, sono eccitato come quando ero piccino e aspettato l’arrivo di natale.

“Hey Joseph” Lo chiamo sventolando la mano. Lui si gira, ricambia il saluto e mi si avvicina.
“Cosa era tutta questa urgenza?”
“Vieni con me!” Lo afferro per u braccio, e lo trascino fino a dietro il campus.
“Hey Finn che ti sei bevuto il cervello?” Protesta lui.
“Zito e seguimi!”
“Hey, guarda che ti uccido qui eh!”
“Si va beh. Mi ucciderai dopo…Ma prima devi conoscere…”
“Conoscere?” Chiede visibilmente preoccupato.
“Josephine!”
“Ahahahaha che è uno scherzo?” Chiede divertito.
“Certo, che no!” Esclamo un po’ spazientito. Ma eccoli, vedo Josephine e Colin parlare vicino alla grande quercia.
“Hey!” Richiamo la loro attenzione.
“Josephine, ti presento Joseph” Loro due si guardano, si scrutano.

“Sei un mostro!” Riconosco la voce di Joseph anche senza girarmi.
“Hey, non è che tu sei Mister universi eh?” Dico guardandolo aggrottando le sopracciglia.
“Sai a cosa mi riferisco!” Dice lui incrociando le braccia al petto.
“Josephine?” Domando sorridendo come un ebete, sono cosi belli insieme…
“Si lei!”
“Amorevole vero?”
“Amorevole e Bella come l’abominevole uomo delle nevi!” Dice lui sedendosi vicino a me. “Finn più che altro perché stai aspettando una lezione di Politica Economica Magica?”
“Ma è la tua fotocopia al femminile!” Dico sconcertato. Dovevano essere perfetti assieme. “Eravate perfetti assieme!” Protesto.
“Si perfetti assieme… Eh”  Dice roteando la testa verso di me. “Come ero perfetto assieme con quella da lingua viola, con quella tutta tatuata anche nei posti più assurdi, anche quella che faceva la chirichetta nelle chiese babbane… Aspè poi c’era Miss arancione…” Dice contandole con le mani. “Per non parlare di quella che è la brutta copia depressa di Leyla, e quella pelata con la bandana in testa…”
“OK, lo ammetto, però Josephine era veramente la tua metà!” Sorrido amabilmente sperando che non mi schianti proprio qui in aula.

Sono finalmente in camera mia. Silenzio. Buio. Solo io, e il suo profumo. Ok sarà passata una settimana, è improbabile che ancora ci sia qualche sua molecola in giro. Ma io lo sento. Sento la sua risata, vedo i suoi occhi ovunque, la sua camminata si para davanti ai miei occhi. Scuoto la testa. Cazzo come stai diventando patetico Finn. Come una serie televisiva di 4° ordine. Lei non può essere conquistata con mille rose rosse, neanche con il mondo intero riusciresti a conquistarla. Sei patetico, sei melenso, sei vomitevole. Sei tutto quello che lei crede di odiare. Ma sai anche, che adorava essere stretta tra le tue braccia quando aveva una giornata no. Sai che adorava il tuo essere impassibile davanti alle sue scenate, l’aiutava a essere se stessa pienamente. Sai che quando gli dicevi ‘Ti Amo’  lei tremava. Sai che esiste una Millicent che ama la luce del sole, e passeggiate in riva al mare, una Millicent che ama sentirsi una regina di cuore.
“Smettila” Sussurro. Lei non è più tua. Non hai più il diritto di conquistarla. Apro il cassetto, è ancora lì. Lo osservo, non l’ho più preso, l’ho tenuto io per tutti questi anni. Lei ha creduto di averlo perso. Invece lo custodivo io. Mi ricordo ancora quando glie lo regalai per Natale. Mi prese in giro come un dannato. Ma poi in una nottata di pioggia, lei era in sala comune, da sola davanti al camino, teneva tra le mani una piuma e sulle gambe appoggiato c’era il nostro diario. Era cosi fragile. Lo prendo tra le mani, per la prima volta in quattro anni. Mi domando ancora perché solo io conosco una Millicent cosi diversa. Una Millicent che ama, che prova emozioni, che è fragile, che ha le sue incertezze. Mi domando se io non ho sognato tutto. Se io non mi sono inventato una lei così perfetta. Mi domando se non stò facendo la più grande cazzata di questa terra. Ma ho solo una risposta a tutte queste domande. Io l’AMO.

“Salve” Dico comparendo dal nulla. Lei sobbalza. Mi guarda con odio. Il solito odio aggiungerei.
“Cazzo Finn!” Sospira. “Spina nel fianco, vuoi morire? Per poco non ti crucciavo!” Dice  mostrandomi la bacchetta. “Avevo sentito che c’era qualcuno di troppo qui dentro” Si siede sul divano. “Hai per caso bisogno, ora come ora, di lezioni di canto? No sai, dopo le rose, ci stà bene una serenate…” Sorride malefica. A volte la vorrei uccidere.
“Esatto” Dico serio, annuendo.
“Come esatto?” Sgrana gli occhi, mi stà osservando, vuole capire se scherzo.
“Voglio farle una serenata!” Dico sedendomi sul tavolino di fronte a lei.
“Cosa?” è allibita? Stupita? Indignata? Incredula? “Stai diventando fottutamente melenso lo sai?”
“Si ma sono anche disperatamente innamorato..” Sospiro rassegnato. Nessuno mi capisce.
“Almeno te lo ammetti…” Sorride tra se e se.
“Cosa?”
“Niente” Sospira scuotendo la testa.
“Aiutami”
“A preparare il tuo funerale? Certo”
“Ma cavoli! Te e Colin non riuscite a capire….”
“Oh beh, perché vuoi morire per mano sua?” Scuote la testa. “Proprio no!”
“Ma Pantofola!...”
“Spina nel fianco…” Ci stiamo fissando negli occhi. Posso notare il suo divertimento nel vedermi cosi, nell’immaginarsi la mia fine.
“Ahuf!” Sbuffo incrociando le braccia.
“Sei impossibile!” Ribatte lei.
“Si!” Mi alzo di scatto in piedi. “Bello, impossibile, e irraggiungibile…”
“O signor…”
“Sono magnifico…”
“Basta crederci!” Annuisce.
“Sono unico…”
“Grazie a Dio!” Esclama. Io mi giro e la guardo. “No sai, ti immagini una vita con un esercito di Finn?” Fa una smorfia schifata.
“Fantastico!” Batto il pugno sulla mano aperta. “Strabiliante…”
“Si un incubo vivente praticamente!” Dice lei scuotendo la testa e ridendo.
“Mi aiuti?”
“MA dici sul serio?”
“Ma no…”
“Ecco”
“Ecco un corno!”
“Finn!”
“Pulce!”
“Ahhh”
“Ehhhh”
“O’Malley!”
“Seavers!”
“Hey!”
“Hey!”
“Ora basta” Si alza in piedi e mi fissa minacciosa.
“Sennò che mi fai?”
“Oh beh”
“Ah beh!”
Ed ecco che mi sento travolgere il viso da una montagna di panna. Me lo dovevo aspettare, era almeno una settimana che non mi arrivava una torta in faccia. Con la mano, continuando a fissare la Pasticcera, mi tolgo la panna dal viso, e glie la getto addosso. Lei salta verso sinistra e riesce a schivare.
“Beh sei ancora agile!” Dico pulendomi il resto della panna con la bacchetta.“Nonostante i chili di troppo…”  Ora posso dire addio alla mia esistenza.
“Sei morto!”
“Sei stupenda!”
“Non funziona!” Scuote la testa e porta le braccia incrociate al petto.
“Sei perfetta…”
“Ribadisco sei morto!”
“Ma morto sono meno simpatico…”
“Se è per questo, farei un favore all’umanità!”
“Piccioncina!”
“Morto che parla, e cammina!” Ha il fuoco negli occhi. E conosco bene quello sguardo, difficilmente si placherà.
“Trottola..”
“Di la tua ultima preghiera”
“Ok” Chiudo gli occhi e mi smaterializzo qualche secondo prima che le sue mani afferrassero il mio collo.
“Finn” Protesta lei, che per poco non cadeva a faccia in avanti.
“Che c’è…ho pregato di smaterializzarmi in tempo!” Rido divertito.
“Ah!” Si siede sul divano.
“Fame?”
“No”
“Sete?”
“Si”
“Allora bevi!” Mi apro in un sorriso smagliante.
“Vuoi proprio morire?”
“Forse”
“Non ho voglia ora, sei fortunato”

“Vipere!” Mi materializzo davanti al gruppetto, che stà chiacchierando lungo il viale che porta alla Candice.
“O’Malley” Mi saluta Daphne.
“Vi rapisco la vostra adorata Millicent” Dico afferrandola per una braccio e smaterializzandomi in camera mia, prima che qualcuno potesse fermarmi.
“Ma sei matto!” Dice liberandosi dalla mia presa. E dandomi un bello spintone. Si guarda in giro. “Che ci faccio qui!” Esclama infuriata. Batte rumorosamente il piede a terra.  Indico con la testa il letto. Lei si gira di scatto, e osserva ben bene il letto. Posso vedere un sorriso apparire e sparire in un lampo, come lo scintillio nei suoi occhi. Lo sapevo che stò facendo la cosa giusta. “Beh allora?Che significa?”
“Niente!” Sorrido. Ma lei non cede, continua a fissarmi. “E va bene…” Dico girandomi verso la finestra. Sospiro. <<Penso che tu sia vestita poco alla moda ultimamente.>> “Vuoi venire al ballo con me?” Dico girandomi e guardandola in quei occhi blu oceano. Mi perdo nel suo sguardo. Si gira verso il letto, prende il suo abito e sparisce. Solo ora mi rendo conto che ho pensato quello che volevo dire, e ho detto quello che dovevo solo pensare.

Cavoli. Ha una voce magnifica. Lei è magnifica. L’osservo bene, ogni suo movimento, è grinta pura, esprime se stessa quando è sul palco, si libera da quel peso che le attanaglia l’anima. È cresciuta, non è la piccola Hecate, la piccola Hecate che correva da me senza dire niente, la piccola Hecate che quando giocavamo a nascondino non voleva ammettere di spiare quando mi nascondevo io. Ora è lì, su quel palco, non è obbligata a cantare. Sono orgoglioso di lei, la considero come una sorella, anzi forse è una sorella per me. Con la sua caparbietà è sempre andata avanti, una piccola guerriera, determinata ha sempre affrontato tutto senza farsi tanti problemi. Ha affrontato i lupi a testa alta, e non ha mai ceduto. Ho la pelle d’oca, non la sentivo cantare da tempo, e devo dire che è sempre la stessa magia. Non so se anche gli altri notano tutto questo. So solo che oggi Hecate Seavers, è finalmente cresciuta, si stà lasciando alle spalle dei capitoli poco piacevoli, che hanno costellato la sua vita. Io faccio il tifo per lei.

“Svegliati!” Sento strattonarmi a destra e sinistra.
“Hey!” Dico stiracchiandomi. “Leyla?” Chiedo stupito mettendo a fuoco la mora davanti a me.
“No sono morgana!” Risponde acida, scuotendo la testa. Si è proprio lei.
“Cosa c’è?” Le chiedo tirandomi su.
“Sono venuta a minacciarti di morte!” Dice perentoria.
“Buongiorno anche a te!” Dico strofinandomi gli occhi.
“Non hai detto a nessuno del mio compleanno vero?” Sibila davanti al mio viso. E come potrei dargli contro? Questa qui mi uccide senza remore.
“No Leyla, sono ben 10 anni che non dico niente a nessuno”
“Bene”
“Mi devi ancora una spiegazione però” Sbuffo scocciato. Ogni anno sempre la stessa storia, stà diventando monotona.
“Non ti riguarda” Si smaterializza.
Scuoto la testa e me ne torno a dormire. Oggi non ho il tirocinio, e voglio passare la giornata a letto, e poi mi vado a comprare qualche camicia.

Ci siamo. È giunto il momento. Il Pub è pieno di gente, il gruppo di Ray e Hecate, ha appena finito di suonare, sono tutti al tavolo con le vipere, noi della brigata siamo sul tavolo vicino. Phoenix ancora mi tiene il muso, da quasi un mese non andiamo più al suo pub. Ma non ci posso fare niente. Millicent è il mio polo nord, e io sono l’ago della bussola. Mi alzo deciso. Salgo sul palco con molta calma, solo Hecate mi stà fissando, segue ogni movimento che faccio. Scuote impercettibilmente la testa. So cosa pensa, so che pensa che perderò Milly se continuo cosi, perché lei non è tipo da smancerie varie, ma io dimostrerò a tutti loro che mi sbaglio. Che lei tornerà da me.
“Ehm, Ehm” Dico battendo un dito sul microfono. Il silenzio cala velocemente per la sala. “Ecco si funziona!” Sorrido alla folla, che mi scruta incuriosita. “Buona Sera!” Sorrido. Leyla mi guarda inarcando il sopracciglio, proprio come a fianco a lei lo stà facendo Ray.  “Ecco, vorrei solo un po’ della vostra attenzione”
“W Finn!” Sento brindare quelli della brigata.
“Ragazzi gli autografi dopo” Scherzo io.
“Qui, stà sera tra di voi…” Comincio a dire, sfilando il microfono dall’asta. “C’è una ragazza… Forse la più bella delle principesse” Sorrido. “Luci prego!” Dico sventolando la bacchetta, e ecco che la luci nel Pub si affievoliscono e tramutano tutto in un rosso tenue, rilassante. “La luce!” Punto la bacchetta verso Millicent, ed ecco che viene avvolta da una luce più forte. Lei scatta in piedi, posso notare la furia mista all’imbarazzo nei suoi occhi. “Seduta prego!” Due della brigata si avvicinano a lei, e trasformano la sua sedia in un piccolo trono. Non può fuggire ora.
“Quella ragazza, Millicent Bulstrode, per chi non la conoscesse” Sorrido perfidamente. Una piccola vendetta proprio ci vuole. “Ecco, lascio i convenevoli per un’altra serata… Ma posso solo dirle, che ho capito una cosa, che in passato ho commesso l’errore più terribile della mia vita, l’ho lasciata andare, pur sapendo dentro di me, che stavo perdendo la mia regina di cuori” Prendo fiato. “Beh, queste tre canzoni sono per te…”
E senza rifletterci due volte, comincio a cantare, grazie a Dio, i cromosomi dei miei genitori hanno creato un figlio intonato, e anche con un bel timbro di voce.
La prima canzone è quella del nostro primo bacio… La seconda è la colonna sonora delle nostre serate passate a discutere… La terza invece è di quando ci siamo lasciati. Una melodica, una rock, e una che ti porta via l’anima.

“Sei mitico!” “Grandioso” “Un po’ patetico!” I ragazzi della brigata stanno creando il finimondo. Sorrido tornando da loro, mi accolgono con applausi e urla, Colin stà stramazzando a terra per le risate. Il mio sguardo però è rivolto verso Millicent, posso sentire il suo odio fin qui. Vuole uccidermi. SI alza di scatto. Ecco, faccio il segno della croce mentale. Ora mi uccide realmente, capperi! Non ho fatto testamento! Ma ecco che mi supera senza neanche voltarsi. Non posso lasciarla andare via cosi… Non senza uccidermi prima, senza tirarmi dietro ogni oggetto contundente che trova sotto mano... Non senza neanche un insulto! Scatto in avanti, la devo raggiungere, dribblo alcuni cretini che stanno in mezzo al passaggio,e  sono fuori, sento il vento pungente londinese. Lei si gira. Alza gli occhi al cielo, stringe per qualche secondo le mani a pugno, poi le rilassa. “Sparisci Finn”
“Ogni suo desiderio è un ordine” Dico prima di smaterializzarmi. E ora? Sono nella mia stanza, sospiro. E apro il nostro diario. La nostra storia mai finita.

pazzia, amicizia, millicent, morte scampata

commenti (1)

domenica, 29 ottobre 2006

"Oh Dio Santo Beato Angelico!" Dico appoggiando i piedi a terra. Guardo la sveglia, è veramente tardi, ma perchè diamine non avrà suonato? Ed ecco che comincio a cercare i miei vestiti in giro per la stanza, dovrò chiamare la disinfestazione per risistemare. Apro l'armadio, e comincio a tirare sul letto tutte le camice. Inclino all'indietro la schiena, e mi giro verso la finestra della camera. "Mhm" Dico osservando il tempo, sembra buono. "Ecco è perfetta!" prendendo una camicia ancora incartata, una bianca con dei decori color oro. Tempo cinque minuti, e sono pronto per andare al S. Mungo. Se faccio tardi, Miss Pixie mi ucciderà, o peggio, mi metterà a badare i vecchi incontinenti.
Esco dalla camera, attraverso il lungo corridoio per ritrovarmi in salone, e neanche faccio caso a Hecate e Colin che stanno ancora giocando a carte, ancora dà stà notte.
Ho una fetta tostata imburrata in mano, una tazza di caffè nell'altra, e mi precipito verso la porta.
Esco di corsa sbattendo la porta alle mie spalle, faccio qualche passo verso la sala comune, per poi far subito dietro front, apro la porta e vedo Hecate che sventola la bacchetta in aria, me la passa senza neanche girarsi. Io l'afferro sorridendo, e riesco, ci sono Jordan e Sark che stanno facendo una partita a biliardo, appena arrivo alla loro altezza, sono costretto a tornare indietro. Riapro la porta. "Ho dim..." Dico prima di vedere Hecate che mi passa gli occhiali, sporgendo il braccio all'indietro, continua imperterrita a giocare con Colin. Decido di posare a malincuore il caffè e prendere gli occhiali. Ed ecco che per la terza volta, attraverso la sala comune, premo il pulsante dell'ascensore, e mi accorgo di aver dimenticato la piuma prendi appunti. E l'ennesima volta mi giro, e vedo Jordan e Sark ridere. "No Comment" Dico passando davanti a loro, e alzando una mano in segno di alt. Rientro in casa, e trà un po' non vengo travolto dalla mia penna prendi appunti. L'afferro con la mano, e vedo che Hecate con una mano tiene le carte, e con l'altra la bacchetta puntata verso di me, stava facendo lievitare la piuma. Ma noto che la mia bella tazza di caffè è già al suo fianco. Prodigiosa la ragazza! Appena ho afferrato la piuma, Hecate mi saluta con un cenno di bacchetta, sono sicura che stà ridendo come una matta, e si stà godendo il mio caffè. Sorrido, e chiudo la porta. Guardo l'orologio appeso in sala comune, e mi rendo conto che è veramente tardi. Cosi rassegnato mi smaterializzo.
"E infine...Finn O'Malley" Dice la vecchia infermiera.
"Sempre sia lodato" Dico sbucando all'improvviso. Per un secondo ce l'ho fatta.

"Discorso, discorso, discorso!" Sento urlare verso la mia direzione, c'è tutta la brigata al completo, Ludmilla (H) è alla mia destra, Leyla e Millicent alla mia sinistra, poi la lunga tavolata è al completo.
"Beh che dire" Dico alzandomi in piedi, e battendo il coltello su un bicchiere, il tintinnio ammutolisce 'la folla'. "W LA REGINA" urlo alzando il bicchiere in alto.
"W LA REGINA" urlano tutti in coro, e ridono come matti. "Siamo qui riuniti.." Comincio a dire, per poi bloccarmi. "Colin, per tutti i capperi saltellanti!" Dico girandomi verso di lui, che si stà strozzando bevendo il suo drink. "Dicevo..." Riprendo il discorso, ora che Colin è al mio fianco.
F: Siamo qui riuniti...
C: per celebrare...
F: Colin non è un matrimonio...
C: Ah no?
F: NO
C: Ah Beh...
F: Cosa?
C: Cosa?
F: La cosa!
C: La sposa!
F: Piantala!
C: Non c'è terra qui..
F: Smettila...
C: Non l'ho mai messa...
F: Colin!
C: Cosi mi chiamo!
F: Dicevo..
C: Insomma, Supremo! Un po' di serietà!
F: Oggi, la brigata è al gran completo!
C: Tutti insieme allegramente...
F: Girovaga (H) è tornata!
C: Quanto ci era mancata?
F: Pure poeta sei?
C: Mh mh
F: Un brindisi vorrei proporre.
C: Vorremmo.
F: Si ok, vorremmo.
C: Ecco!
F: Ancora?
C: Tutti insieme brindiamo!!!
F: In alto i calici...
C: Sono rivolti al signore...
F: Ah basta!
C: Scusa.
Ed ecco che tutti attaccano a ridere, PaulAnka (H) si alza in piedi e ci ruba la scena.
"Ecco, prima che qui si fa natale, brindiamo alla Brigata, senza la quale non ci saremmo potuti ritrovare." Dice alzando il bicchiere, e tutti la seguono. "E sempre W la Regina!!!" Dice bevendo in un solo sorso il suo drink.

“Ecco qui” Dico a Millicent, porgendogli uno dei miei vecchi libri di pozioni.
“Eh? Tutto questo?” Dice sgranando gli occhi, sono oltre 1800 pagine.
“No guarda, leggi solo le pagine dispari!” Dico sedendomi vicino a lei.
“Simpatico!” Risponde lei acida, sfogliando le pagine.
“Devi anche leggere, non solo guardare le figure” Dico inarcando il sopracciglio, e fissandola. Lei chiude pesantemente il libro, e mi fissa con uno sguardo omicida. “Permalosa Scheggia?” Rido di gusto.
“Finn, ti prego, non è aria” Mi dice scuotendo la testa.
“Ma che hai? Ultimamente sei intrattabile!” Dico accendendo una sigaretta.
“Niente, Niente” Dice lei scuotendo la testa.
“Scheggia, a chi vuoi prendere in giro?” Dico soffiandogli del fumo in faccia. Lei con decisione afferra la sigaretta, la butta a terra e la spenge con un piede.
“Qui non si può fumare!” Dice decisa.
“Va beh, vado, devo andare a fare la spesa, che dei predatori notturni si sono impossessati del mio frigo”
“Te a fare la spesa?” Dice ghignando.
“Eh si io, il grande Finn”
“Non vorrai dirmi che cucini anche!” Dice roteando in aria la penna.
“Si mia cara, sono cambiate molte cose in 3 anni!” Dico sorridendo. “Vado, che è tardi”
“Ciao Supremo”
“Ciao Scheggia” Dico dandogli un bacio sulla nuca.

“Millefoglie, sono a casa!” Dico chiudendo la porta con il piede.
“Ciao” Sento rispondere dal salone. “Si, mangia!” Sento aggiungere mentre mi incammino verso la cucina.
“Mi dai una mano?”
“Le ho tutte e due attaccate ai polsi!” Dice ironicamente.
“Grazie” Rispondo seccato, appoggiando la spesa sul tavolo.
“Hey Spina nel fianco!” Sento dire alle mie spalle, ed eccola appoggiata allo stipite della porta, con quell’aria da ‘me ne frego del mondo intero’ che si stà mangiando dei pop-corn scoppiettanti, direttamente dal sacchetto. Io le sorrido.
“Dimmi pannocchia!” Dico tirando fuori la roba dalle buste.
“Ti sei ricordato delle ciambelle alate?” Mi chiede venendo  verso di me, e allungando il collo per rovistare tra la spesa.
“Ehm, No” Dico mordendomi un labbro, e portando le mani alla vita. Non mi ricordo proprio che me le aveva chieste! Mi giro per osservare la sua reazione, e soprattutto per vedere se una torta in faccia mi arriva oppure no. Ma ecco li, che mi guarda come quando era piccolina, ha quei due occhini nocciola che mi fissano, luccicanti, e un ‘musino’ tristissimo, se il negozio non avesse chiuso riuscirei solo per non vedere quello sguardo.
Ma ecco, che i suoi due enormi occhi si chiudono in piccole fessure, e mi squadra, questa è la Guenda che mi terrorizza. Se non la conoscessi cosi bene, direi che stà immaginando me come un enorme ciambella alata.
“Ian e Colin?” Chiedo sistemando le ultime cose, cercando di cambiare discorso.
“Colin è a negozio” dice arricciando naso e bocca, lo fa sempre quando è un po’ risentita.
“Ian?”
“Era di là con me, stavamo discutendo della Brigata, e sul fatto che Fantasy vuole uccidere Millicent” Dice continuando a mostrarmi un po’ di ostilità.
“Fantasy? Uccidere? Millicent?” Ripeto come inebetito.
“Si, ora che è tornata, è di nuovo in paranoia…” Dice aprendo un sacchetto di Noccioline, lo scuote un po’, per farle staccare.
“Paranoia per me e Millicent?” Chiedo un po’ stupito.
“Beh, è tornata Giulietta…” Dice afferrando con le punta delle dita le noccioline. “Romeo” Sorride, mentre mangia quelle benedette arachidi. Quando stò per aprire bocca, lei scuote la testa ridendo, e se ne torna in sala.

"Ridammi il telecomando Befana!" Dico sbuffando, mentre mi siedo su divano.
"No! Oggi tocca a me! E contando che sono stata via quattro mesi, mi spetta di diritto!" dice tenendo stretto il telecomando.
"Eh beh? Ma guarda che la tv ce l'hai anche a casa tua!" Dico tentando di afferrare il mio scettro. "Maledetta Gemma!" Dico prendendogli le sue amate patatine, ora siamo pari.
"Oh, dai, stai fermo! Che come minimo mi fai vedere una partita di quidditch" dice iniziando a fare zapping.
"Buone le TUE patatine!" Dico masticando rumorosamente. Ma ecco, che mentre stà facendo lo zapping, cerco di afferrargli il telecomando, e il canale si cambia l'ennesima volta. Ma la mia Dittatrice, ha le mani fatte di burro e fà cadere il telecomando a terra, le pile schizzano fuori in direzioni opposte. "Ecco brava, alzati e prendi le pile!" Dico incrociando le braccia.
"Col cavolo, spina nel fianco! Se tu non avessi fatto il buzzurro, il telecomando non sarebbe cascato!" dice incrociando le braccia al petto, col broncio.
"Oh beh, per me possiamo anche rimanere a guardare questo programma a vita!" Dico sistemandomi meglio sul divano. "Anche se è un programma babbano..." Sospiro guardando male Pluffa.
Con un'alzata di spalle porta le gambe al petto "Fa lo stesso".
"Bene!"
"Bene!". Ci guardiamo in cagnesco.
Inclino la testa verso destra, non riesco a capire di che parli questa cosa qui. Sembra che parli di un ospedale babbano, o qualcosa del genere. "Confetto te ci capisci?" Dico facendo comparire sul tavolino un po' di roba da mangiare.
"Sembra un ospedale..." prende una manciata di pistacchi ballerini "quella dovrebbe essere una barella...uuuh!" esclama interessata vedendo un uomo disteso sul lettino ricoperto di sangue.
"Mamma!" Esclamo sobbalzando, quando vedo che stanno dando la scossa all'uomo disteso. "Hey!" Dico vedendo che l'uomo è collegato a mille tubi. "Ma quei cosi li? Sono per bellezza... Cioè, loro non hanno neanche una pozione?" Dico quasi inorridito dalle scene che mi si parano davanti agli occhi.
"A quanto pare....guarda! Lo stanno aprendo con un coltellino! Sul fianco! Guarda!" dice con euforia.
"Uhhh" Dico sporgendomi in avanti, afferrando delle patine multisapore. "Guarda gli stanno con le mani dentro al corpo!" Bevo un goccio di birra. "Hey Bisturi" la chiamo, indicandogli lo schermo. "Guarda quella dottoressa! Niente male sai..."
"Ma che?! Guarda il dottore piuttosto!". Fa apparire due birre e senza staccare gli occhi dallo schermo, me ne porge una.
Afferro la birra, e ne bevo un lungo sorso. "Maaaaa… Lo stanno cucendo!" Dico sgranando incredulo! "Ago e filo!" Ripeto allibito.
"Lo stanno cucendo! Che schifo!". Esibiamo entrambi una faccia disgustata, osservando il poveraccio che viene ricucito  come un calzino bucato.
"Orrore! Non mi stupisco che sono cosi inferiori i babbani! Cuciono la gente!" Scrollo la testa, ma ecco che la scenografia cambia, sono in un lussuoso salone, la gente è tutta vestita elegante, se cosi si può dire. "Oddio, ma che succede?"
"Che roba! Hey, guarda, sembra quasi casa dei tuoi!" dice bevendo un sorso di birra mentre le scocco uno sguardo truce.
"Si ma almeno i quadri di casa mia sono animati!" Sbuffo. "Guarda che pirla quello sul palco..." Indico un damerino, tutto ingessato. "Ma che assurdità stà dicendo?" Rido di gusto.
"Mmmmh...sembra quasi...come si chiamava quel babbano che scriveva tragedie? Shakespeare? O qualcosa del genere" dice arricciando il naso.
"Ah si... Quello dei dilemmi? Mah, aspè questo come lo chiamano? Carta, Barca, Sarta...." Dico pensieroso. "Carter!" Esclamo sorridente. "Patetico non trovi?"
"Solo un pochino" dice sogghignando "Ma non  la finisce più di parlare?! Aspetta che forse cade una pioggia di zucchero filato…"
"Oddio..." Esclamiamo insieme, quando sentiamo le parole 'Lizzie vuoi sposarmi'. "E questa la chiamano dichiarazione? Cioè, è i fuochi d'artificio nella stanza? E gli anelli portati da un unicorno?"Scuoto la testa inorridito realmente. "Ma non hanno classe!......La gente s'è addormentata..." Dico ridendo bevendo ancora della birra.
Ride di gusto per poi afferrare alcune patatine "E adesso?! Nooo, non ci credo?! Tutto sto ambaradan e quella si defila?!" dice guardandomi confusa.
"Mamma che squallore!" Dico incrociando le gambe sul divano. "Cioè, è stata li un'ora ad ascoltare tutto quella nenia senza fine... e scappa all'ultimo? Io sarei scappato alle prime 4 parole..."
Annuisce facendo comparire una bottiglia di whisky incendiario. "E ora lui la insegue...un classico...che? Che sta dicendo?"
"Oddio.... Oddio.... Lei ha paura che lui la lasci... Lui ha paura che lei non vuole sposarlo... Lei ha un ritardo... "Dico confuso, mi stà venendo un mal di testa allucinante! Mi strofino le tempie continuando a guardare la televisione. "Hey, Stetoscopio..." Comincio a dire, ma la scena sullo schermo cambia, vedo la rossa andare sul palco e cominciare a cantare. "Ahhhh orrore!"
"Oh, dannazione, rimpiango di non aver preso le pile per il telecomando ora" dice osservando lo schermo sioccata "Almeno alcuni presenti si sono ubriacati"
"Accio Pile!" Dico impugnando la bacchetta, ed ecco che le pile mi si materializzano in mano. "Kovac! Si deve essere un nome di una località" Penso a voce alta. "Hey Kovac, ora finiamo di guardare questa cosa!" Dico serio. "Mamma mia, trà un po' mi serve una pozione annienta zucchero! mi stà venendo il sangue zuccherato!"
"Hey...ma che? E quella bionda? Che è quello spiazzo?...bello...artistico" dice scettica, mettendo in bocca qualche patatina "Uuuh, guarda che carino quel dottore!" dice dandomi una gomitata.
"Guarda lei!" Dico strofinando le mani. "Ma... Ma... Lei non lo crucia? Non lo schianta?"
Interessata fissa lo schermo "A lei piace...certo che però è cretina! Un così bel pezzo di uomo e lei sta lì a fare la preziosa?! non c'è più religione" dice indignata, scuotendo la testa.
"E anche lui, mica la bacia... Mica la smaterializza da qualche parte migliore, di quel vicolo!" Dico bevendo un sorso di Wodka Strangolatrice. "Poi, guarda lei che cretina! Cioè... è pazza di lui, ma no non fà niente..." Dico scrollando le spalle.
"Ops, l'ha sparata grossa! Guarda come s' incazza lui! Dici che la crucia ora?" mi chiede continuando a fissare lo schermo.
"Si logico! Altrimenti sarebbe tropo poco reale!" Commento come se fosse la cosa più normale del mondo. "Deve essere furioso, guarda le vene in fronte!" Rido.
Ride bevendo un po' di whisky "Ma?! E bè'?! Se ne va così?! Ma dai! Inseguilo! Saltagli addosso! Ma dai! Lo lascia andare! Che scema, ragazzi"
"Schiantalo, immobilizzalo... Lanciagli una fattura d'amore!" Dico quasi in coro con il Portachiavi. Ci buttiamo entrambi all'indietro, delusi da quella scena, cosi insignificante! "Hey, guarda quel rosso! Sembra Ronald McDonald!" Dico ridendo, osservando un tizio con un camice bianco camminare per i corridoi.
"Hai ragione!" ride di gusto, ma poi si blocca vedendo che cosa vede il pel di carota nella stanza "Uuuuuh, tu guarda! Una storia segreta tra le mura ospedaliere!" esclama vedendo i due medici separarsi imbarazzati, dopo essere stati colti "in flagrante"
"Che idioti!!! Non usano nemmeno l'oblivion!!! Guarda quella dottoressa, mi farei curare da lei...." Dico passandomi la lingua sulle labbra.
Mi dà uno schiaffo abbastanza forte. "E piantala! Ma guarda lui! Che razza di fi..." ma viene interrotta dalla mia di sberla sul coppino.
"Dicevi?" Dico guardandola malissimo. "Maaaaa, quello lo stà dicendo a tutti!!! Dico indicando lo schermo. "Ma! è furioso!" Rido di gusto.
"Che bastardo!" dice ridendo "Ma sai chi mi ricordano i due dottori che lo pseudo-Ronald McDonald sta gentilmente sputtanando?" mi chiede ad un tratto.
"Chi?" Chiedo incuriosito. Girandomi di scatto verso lei.
"Pansy e Ray, lo yankee" dice prendendo una manciata di noccioline multi color. "C'è anche omonimia! Il dottore si chiama come lui!" aggiunge ridendo.
"Vero!" Dico sorpreso. "No, non mi dire... Che Pansy e Ray.... Ma lo Yankee non stà con Leyla?" Chiedo un po' confuso. Tutti questi intrecci sono troppi!
"Naaa, Ray e Leyla non stanno assieme, c'è solamente un rapporto..come dire...molto particolare. Secondo me Pansy e Ray si piacciono" dice bevendo un po' di birra.
"Oh No... Scricciolo... Non dirmi... Leyla, la conosci, non prende molto 'bene' le intromissioni nella sua vita.." Dico portando una mano davanti alla bocca, lasciandola scivolare lentamente.
"Lo so, che credi...la mia è solamente una pura e semplice constatazione" dice alzando le spalle.
"Si ma in genere te." Dico fermandomi qualche secondo. "Te ci azzecchi sempre, come quell'infermiera biondina, quella nevrastenica, in quella serie televisiva" Dico facendo cenno con la testa verso la tv.
"Beh, fagiolino mio, mi sembra chiaro! Sono una mente superiore!" dice dandomi un pizzicotto sulla guancia. "Hey, e poi non paragonarmi all'infermiera! Quella è più stressata di un riccio"
"Ahahahahaha in quella serie nessuno è a posto!"Dico ridendo. "Er, ma ti apre un nome? Gr, mf,mt, gh, jlo... Mah!" Dico scuotendo la testa, e inserendo le pile nel telecomando. "Hey Patocca! La smetti di abbuffarti?" Dico guardando la quantità di cibo che riesce a mandare giu.
"Tanto smaltisco tutto domani. Ricomincio ad andare in palestra,  è da quando sono tornata qui al campus che non ci vado..." risponde bevendo il whisky "Finn, lo sai che far poco saranno quasi 20 anni che ci conosciamo? Cioè, quasi 20 anni che ti sopporto?"
"Ohhhh ricordo ancora quando non eri nata te... Vanessa! All'inizio eravamo io e Andrew, poi c'è stata Leyla e poi te... Pidocchia!" Dico arruffandogli i capelli. "20 anni, mamma mia!" Dico incredulo. "E non ti ho ancora annegata? o soffocata?"
"Ha Ha Ha...mmoolto divertente!" ironizza " Non lamentarti, niño!" dice con cadenza spagnola "Se non ci fossi io ti annoieresti a morte!" dice dandomi un pizzicotto.
"Hey Chica! Non è vero" Dico ribattendo subito alla sua provocazione. "Que Pasa?" Dico sorridendogli. "Mi manca la spagna sai?"
"A volte anche a me..." dice sorridendo "eravamo così piccoli...ti così espeso" dice dandomi molto carinamente dello stupido in Spagnolo. "Non fraintendermi...anche ora lo sei"
"Te eri molto più carina con me!" Dico facendo il finto offeso.
"Perchè ero molto più ingenua e ti davo troppa corda, coso" dice sorridendomi.
"Ah ah ah ah... Oh, Guenda, che facciamo?" Dico rimettendo le pile al telecomando, e spengendo la tv. "Ma sai? Che comincio a detestarti?" Dico buttandola all'indietro con una mano.
Cade dal divano e quando si mette a sedere a terra mi guarda con sguardo truce "Dovrei offendermi ora, sai?"
"Fai pure, almeno non vedo il tuo muso da furetto in giro di prima mattina!" Dico ridendo, osservando la sua espressione.
"E va bene, me ne vado allora!" esclama alzandosi e passandosi le mani sui jeans "Ma questo me lo porto via! Trofeo di guerra!" esclama lei fregandomi il telecomando e fiondandosi fuori dal mio appartamento.
"Ma..." Non faccio a tempo per dire altro, che vedo la gazza ladra volatilizzarsi nel nulla. "Tornerà" Dico alzandomi, e risistemando tutto con un gesto di bacchetta.
Di fatti, come volevasi dimostrare, eccola che rientra come una freccia. Ma prima che possa dire qualcosa afferra la bottiglia di whisky e sorridendomi innocentemente se ne va di nuovo, chiudendosi alle spalle la porta con un piede.

Un grazie di cuore alle socie, in particolare alla socia Compagna! Che mi ha aiutato a commentare un noto telefilm babbano. Ghghghghghghg. Un piccolo omaggio alle socie Embigue!

amicizia, ironia, scherzi, hecate

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