! Template by Lys. Steal something and I'll kill you sadly/>
Questo diario fa parte del gioco di blog Magical Future, dedicato alla saga di Harry Potter e ambientato nel futuro. Tutto quello che viene scritto è assolutamente inventato e per nulla legato a quanto narrato da J.K. Rowling nei suoi libri. Persino il personaggio è inventato, anche se le foto che ho usato sono di un'attrice realmente esistente, Tanc Sade.
Carta d'Identità
Data di nascita: 18 Dicembre
Luogo di nascita: NashVille - HighLand - Scozia
Corso Universitario: Psicologia e Psichiatria Magica
Particolarità: Animagus, Volpe Artica
Aspetto:
Fatti: Finnley O’Malley, da tutti chiamato Finn, è un ragazzo di 23 anni, nato e cresciuto a Londra. Discendente da una grande e oscura dinastia di Maghi, non si è mai fatto mancare niente dalla vita. La madre Sabine è l’ambasciatrice magica Inglese, è spesso via per lavoro, e a causa di quest’ultimo Finn ha vissuto 3 anni in Spagna. Il padre Doug O’Malley è un ex professore della Candince, ormai in pensione. Ma da giovane è stato un ricco industriale, che ha deciso di lasciare il mondo dell’industria per intraprendere la carriera di professore, ha dedicato tutta la sua vita alla Politica, cosa che l’accomuna con la moglie. Alla Candince, contrariamente alle aspettative della famiglia ha intrapreso il corso di Psicologia e Psichiatria Magica, non che la sua aspirazione massima sia quella di entrare al S. Mungo, lui vuole aprire un ambulatorio tutto suo, insieme a tutto uno staff medico. La disponibilità monetaria non gli manca di certo, ma deve ancora trovare uno staff giusto, e conseguire la laurea. Ma segue con molto interesse, anche il corso di Politica Internazionale Magica, bravo studente e ottimo amico, Finn insieme a Colin e Ian possiede un negozio di oggettistica Magica. Finn è un animagus, e a volte si diverte a gironzolare per il campus trasformato, può trasformarsi in una Volpe Artica, piccola e bianca, con occhi azzurro ghiaccio. Questo Finn appena descritto non si direbbe neanche che è lui. Ecco il Finn che tutti conoscono: Alcolizzato, Britannico, Casinista, Demenziale, Egocentrico, Fantasioso, Girovago, Handicappato, Ironico, Laborioso, Megalomane, Nervoso, Ospitale, Particolare, Quadrato, Recidivo, Supremo, Terribile, Unico, Volpe, Zuccone. Amante del rischio e della follia, amico dell’incertezza Finn è il perfetto Attaccabrighe, è il capo Supremo della Brigata della vita e della morte. Un gruppo di ragazzi uniti sotto uno stesso credo, la pazzia, e la voglia di osare. Ragazzo solare, sempre con la battuta pronta e alla mano, ma dentro di se possiede l’anima del perfetto Slytherin. Finn ha un fratello e una sorella, sono gemelli, hanno 6 anni più di lui, ma ormai ha perso quasi tutti i contatti con loro, entrambi giornalisti girano il mondo in continuazione, senza mai sosta. Ha due amiche fin dall’ infanzia, Hecate e Leyla, i 3 ragazzini stavano spesso insieme, perché i loro genitori si vedevano sempre ogni sera. Tutti e 3 hanno cominciato a legare fin da piccoli, la loro era un’amicizia semplice senza, tanti problemi, con Leyla ha avuto sempre un rapporto un po’ distaccato fino alla grande tragedia che colpi la sua famiglia. Crescendo pian piano hanno cominciato a fidarsi uno dell’altra, Finn insieme Hecate sono gli unici due che hanno saputo della natura di Leyla, senza mai dire niente, e facendo come se niente fosse. Hecate, Hecate per Finn è una sorellina minore, tra loro non ci sono effusioni o smancerie, ma pura e semplice amicizia. Amore e Odio, Scherzi e battute costellano la loro amicizia. Nata in Spagna, quando si sono ritrovati insieme ad affrontare la vita per la prima volta da soli. Lui da piccolo, non sapeva pronunciare il nome Hecate, per via di un difetto di pronuncia che ha corretto crescendo, ma da qual momento, non l’ha mai chiamata con lo stesso nome, per più di due volte, trova nomignoli e nomi assurdi, ma ormai è come una tradizione. Lui per lei, è la spina nel fianco di sempre, ma sono fatti cosi. Intere notti hanno passato a casa di Finn, insieme a Colin a bere birra e giocare a carte, Hecate a casa di Finn è ormai una coinquilina non affittuaria. Ma loro stanno bene cosi, tra cucinate e torte in faccia, continuano a crescere, sempre insieme. Salito al trono della brigata durante il 4 anno di Hogwarts, ha conosciuto Millicent, una delle migliori amiche di Leyla, Dopo un anno Millicent è diventata insieme a Leyla, una Lady della brigata. Ma non solo da quel giorno Millicent è diventata la Regina di Cuori, del suo cuore. Una ragazza dalla bellezza indescrivibile, la visione di un angelo e un’anima diabolica, hanno trovato subito un feeling perfetto, a dir poco eccezionale, ma le loro vite non hanno fatto altrettanto, due anni sono stati insieme, gli ultimi due di Hogwarts per Finn, dopo i GUFO, hanno deciso di lasciarsi in comune accordo, sapendo che non erano pronti per una Relazione, con la R maiuscola, ma pur consci che non tentare sarebbe stato un errore. I tempi della scuola, erano fantastici lui e Millicent e Colin e Leyla erano un quartetto perfetto, le uscite a quattro non sono mai mancante. Ma ora ha rincontrato la sua Scheggia, riprova ancora qualcosa, ma non lo vuole ammettere, sono passati ¾ anni da quando si sono lasciati. Ma non può fare a meno, di pensare che la sua scheggia è tornata. Infatti la brigata senza Millicent, Leyla e Hecate è stata un po’ fiacca. Ma ora che Hecate è tornata, e le Lady hanno ripreso il loro ruolo tutto andrà per il meglio. Ama indossare camice stravaganti, che cambiano forma e decorazioni spesso, ha oltre duecento camice diverse nell’armadio, e ognuna più strana dell’altra, e le abbina a volte con dei cappelli ancora più bizzarri, ma il suo preferito è un cappello di lino bianco, classico, con una fascia nera, che cambia colore in base all’umore. Finn è un ragazzo semplice, ha grandi doti magiche ma non è interessato al lato oscuro, per lui la magia è solo un qualcosa in più che può tornargli utile, bravo duellante non ama mai sfidare nessuno, non sono cose che fanno per lui. Per l’importante per lui, è bere e divertirsi con gli amici, niente più.
amicizia
amore
flashback
hecate
ironia
leyla
millicent
morte scampata
pazzia
pene damore
ray
scherzi
Dock Rock
My Best Friend!
My Lovely Girl
Gli scritti e il personaggio sono © Ju
Immagini da [here] || Brushes da [here], [here], [here]
For Ju
Ore 2.34 del 29/10/06. Ho finito di lavorare su questo template e dopo tanto impegno, credo di essere soddisfatta; volevo realizzare un bel diario sì per un personaggio che adoro, ma soprattutto per la persona speciale che lo muove. Spero vivamente che ti piaccia.
Con affetto, Lys
Prima del Crucio di Ray:
“Pansy Tesoro!” Dico entrando in casa seguito da Millicent.
“Ora che vuoi fare?” Chiede con il tono di chi sa già che ho in mente qualcosa.
“Ehhh sapessi!” Dico fingendomi pensieroso.
“Siamo in sala!” Risponde Pansy ridendo.
“Possiamo entrare o state facendo cose sul divano?” Chiede Millicent.
“Ma smettila!” Dice Pansy continuando a ridere.
“Voglio ridere anche io” Sospiro entrando in sala.
“Niente Supremo, niente..” Dice Ray scuotendo la testa.
“Oh Dock Rock, peccato..” Faccio le spallucce, e mi giro verso Pansy. “Tu!”
“Io?” Chiede interrogativa e un po’ preoccupata.
“Si te!” Annuisco sempre più serio. “Andiamo a fare il gelato?” mi apro in un sorriso.
“Ma ora?” Chiede un po’ titubante.
“E dai tesoro…” Faccio gli occhioni luccicanti. E mi trasformo in volpe artica, noto Ray sobbalzare e Pansy e Milly che si mettono a ridere. Vado ai piedi di Pansy e con una zampetta le faccio tipo delle carezzine.
Dopo alcuni secondi torno normale.
“E va bene scemo!” dice ridendo e alzandosi dal divano.
“Suppongo dalla tua faccia Ray – Mi giro verso di lui – che non sapevi che ero un Animagus!” Sorrido, lui scuote la testa e si passa una mano tra i capelli.
“Allora, lo hai mai usato prima?” Chiedo tirandolo fuori dalla scatola.
“No” Scuote la testa mentre mi aiuta a sfilarlo dalla scatola. “Aspettavo te tesoro..” Sorride.
“Allora, che gelato facciamo?” Osservo il libricino delle ricette che c’era all’interno della confezione.
“Qualcosa di buono, che poi lo facciamo assaggiare ai nostri consorti!” Dice infilando la spina nella presa della corrente.
“Certo!”
“No Fin! Nooooo!” Dice con tono di voce molto alto.
*Puffffffffffff*
Un botto e poi tanto fumo.
“Che è successo?” Vengono di corsa Milly e Ray preoccupati.
“Niente!” Dice una Pansy sconsolata ricoperta di farina.
“Mio dio ma che è sto fumo?” Millicent tossisce.
“Niente..” Dico grattandomi la testa.
“State bene vuoi due?” Si preoccupa Ray. Annuiamo.
“Che dici di rimanere qui a osservarli? Per evitare che mi fanno esplodere casa..” Sospira Millicent pulendo con la bacchetta due sedie, e avvicinandone una a Ray, che annuisce divertito.
“L’avevo messa io la farina..” Mi Pansy scrollando le spalle.
“Ma avevo detto che ci pensavo io..” Dico perplesso.
“Allora riprendiamo tutto dall’inizio!” Con un colpo di bacchetta pulisce la cucina. Stà per pulire anche me, ma la blocco.
“No Pansy, rimaniamo cosi, le ferite di guerra vanno ostentate!” Annuisco serio.
“Se lo dici te..” Sospira incerta.
“Questo con questo, quello con quello” Indico i vari ingredienti a Pansy che con maestria miscela. All’interno dell’aggeggio babbano.
“Sai Finn?” Chiede seria e un po’ pensierosa.
“Cosa Pansy?”
“Verrà il gelato più buono del mondo..” Continua a mischiare tutto.
“E LORO lo assaggeranno!” Dico alzando volutamente il tono della voce.
“Fossi matta!” Esclama immediatamente Millicent.
“Passo anche io..” Aggiunge Ray. Io e Pansy ci guardiamo a lungo. Stiamo pensando alla stessa cosa. Armati di mestolo sporco di ogni cosa ci avviciniamo minacciosi alle nostre rispettive metà.
“Co-Cosa volete fare?” Chiede Ray alzando le mani per difendersi.
“Io sporcare l’amabile vestito della mia Scheggia..” Mi fingo minaccioso.
“Io semplicemente rovinarti la maglia Smokie!” Sorride diabolicamente angelica Pansy.
“Provaci e ti uccido Finn, prima che tu possa solo sfiorare con il mestolo il mio vestito..” Sibila Millicent seria.
“Allora lo mangerete vero?” Dà l’ultimatum Pansy.
“Va beh, se dovete fare tante storie..” Sospira spazientita Milly.
“Va beh, se lo mangia lei lo mangio anche io..” Ride Ray. Noi torniamo sorridenti al tavolo.
“Ragazzi ci state mettendo una vita a fare quel diavolo di gelato!” Il mio amore stà perdendo la pazienza.
“Zucchero calma.. Chi va piano…” Comincio a dire con aria filosofeggiante.
“Arriva tardi!” Conclude lei velocemente, tutti e quattro scoppiamo a ridere.
“Hey Finn” Mi chiama Pansy con aria seria.
“Dimmi tesoro!” Le sorrido.
“Qui dovrebbe essere finito..” Fa con aria titubante osservando la strana crema di gelato al cioccolato all’interno dell’aggeggio.
“Mhm” L’osservo portandomi una mano al mento. “Ma sarà commestibile?” Chiedo a bassa voce, affinché solo Pansy possa sentirmi. Lei fa le spallucce. “Lo facciamo assaggiare a loro?” Domando divertito.
“Ma non lo assaggeranno mai!” Obietta lei giustamente.
“Reggi il gioco e sarà fatta!” Le faccio l’occhiolino.
“Voi due avete finito di parlottare?” Interviene l’ennesima volta Millicent sempre più spazientita.
“Certo Zucchero!” Dico sibillino.
“Chiamami un’altra volta zucchero e te lo faccio sentire io quanto è dolce..” Mi minaccia con il suo solito amore.
Prendo un cucchiaio e lo immergo nella ciotola del gelato. Lo riempio ben bene e faccio per ingoiare, ma con un semplice trucchetto rigiro il cucchiaio riposando il gelato all’interno della ciotola. Semplice ed efficace. Vedo Pansy sorridere, mi imita alla perfezione, gesti rapidi e precisi.
“MA buonissimo!” Esclama entusiasta.
“Hai sentito? Potremmo chiamarla la nona meraviglia del mondo..” Annuisco serio.
“Ottava vorrai dire..” Mi corregge Pansy inarcando il sopracciglio.
“No l’ottava è Millicent!” Dico sorridendo, e posso notare subito prima di uno sguardo di puro odio, arrossire lievemente Milly.
“Che dolce che sei..” Mi dice posando una mano sul mio braccio con aria sognante,e molto ma molto ironica.
“Zitta te, che sei diventata tutt’uno con lo Yankee.. In facoltà si comincia a pensare che Ray & Pansy sia una sola persona, Ray di nome, e Pansy di cognome!” Rido divertito seguito a ruota anche da Millicent.
Poi mi giro verso i nostri ‘spettatori’. “Allora volete e provare?” Prendo due bicchieri e ci rovescio dentro il gelato, e prendo altri due cucchiaini. Li porgo ai due, che con aria abbattuta afferrano il bicchiere.
Mangiano titubanti il primo boccone. Ray penso che si stia sforzando di non sputare tutto, anche perchè deve avere un sapore realmente orribile.
“Mamma mia che schifo!” Dice Millicent alzandosi e dirigendosi verso il frigo. “Ci volevate avvelenare?” Chiede scoccandoci un occhiataccia.
“In effetti non è uno dei gelati migliori del mondo..” Quando è dolce Ray, pur di non ferire Pansy è riuscito a invogliare quella cosa schifida! Io e Pansy ci guardiamo e non riusciamo a trattenere le risate. È veramente troppo esilarante.
***
Dopo il Crucio di Ray:
“Hey” Saluto Colin con un cenno di mano.
“Dorme?” Chiede osservando Millicent appoggiata sulla mia spalla. Annuisco semplicemente. “Non sembra una pazza assassina quando dorme..” Dice sedendosi sulla poltrona davanti a me.
“No.. Anche se lei è bella sempre…” Sorrido guardandola, è davvero bella.
“Sei andato a trovare Ray?”
“No” Scuoto la testa mordendomi il labbro. “Diciamo che voglio lasciargli il suo spazio… E poi voglio stare con Millicent..” Le accarezzo i lunghi capelli biondi.
“Sai quanto resta ancora?” Scivola lentamente sullo schienale del divano.
“Non so, penso fino a fine settimana.. Problemi?” Chiedo incuriosito.
“No assolutamente, anzi, mi stò abituando ad averla in giro per casa..” Sorride. “Anche se ho paura incontrarla di prima mattina se non ha bevuto la sua tazza di caffè..” Entrambi soffochiamo una risata.
“Te come stai?” Mi chiede fissandomi dritto negli occhi.
“Seduto e senza una spalla..” Rido divertito, stando attento a non parlare troppo forte.
“E dai Finn…”
“Con tanta voglia di fargliela pagare a quello stronzo..” Torno serio.
“Lo sospettavo..” Si passa una mano tra i capelli.
“Se solo penso che ci potrebbe essere stata Milly al posto di Ray…” Appoggio la testa sullo schienale del divano, e guardo il soffitto. “Meglio non pensarci..”
“Mi ricordo..” Sospira. “Quando lo faceva a Leyla, quando spariva per dei giorni e tornava con ogni sorta di livido..” Quel lurido bastardo, un giorno, prima o poi la pagherà cara. “Che pensi che farà Leyla?”
“Una stronzata delle sue solite..” Dico a denti stretti. “Mi ci gioco l’anima che lo vuole affrontare… E mi gioco anche il corpo che starà sicuramente a escogitare il modo per ammazzarsi…” Con lei è sempre stato cosi.
“Finn sai benissimo che se la cava da sola, che non ha bisogno di un padre petulante, quel ruolo era solo di Lukas, non spetta a te..” Odio quando fa il saccente cosi. “Pensa a Milly, non stare a pensare a chi non ha bisogno del tuo aiuto..”
“Senti il grande predicatore…” Lo prendo in giro tornando a guardarlo.
“Dico solo che ti stai accollando troppe responsabilità, e che magari trascuri cose..”
“Di certo non Millicent..” Dico serio, non amo che mi si dica che sbaglio in qualcosa. Mi volto a guardare Millicent, a quanto è bella, a quanto sia perfetta, a come è cosi fragile, e come mi fa impazzire quando mi stringe a se. Qualche giorno fa quando è venuta a dirmi di Ray mi son sentito morire. Era li, cosi piccola e fragile come una bambola di cristallo, cosi arrabbiata perché impotente di fare qualsiasi cosa, cosi dannatamente adorabile. Non ha parlato più del crucio ne di quello che è successo quel giorno, ma so che gli brucia ancora dentro, so che soffre.
“Hey, non stavo dicendo questo” Alza le mani in segno di resa. “Ma semplicemente che.. Ah lasciamo stare, che non so neanche io che dicevo!” Si arrende, i discorsi filosofici li lasciamo per quando mentalmente saremo più freschi. “Quando apri lo studio?”
“Il primo marzo.. Studio e negozio..” Sorrido. “I lavori procedono molto bene.. Le carte ce l’ho tutte, ma a metà febbraio ho la prova di abilitazione”
“Bene… Ho già detto a Ginevra che la prendiamo quasi a tempo pieno.. Tra un po’ non sveniva dalla felicità..” Ride divertito.
“Millicent si è proposta per dare una mano” Torno a guardare l’amore mio. “Voglio vedere che combina con Ginny..” Sorrido. “Ian starà al negozio di pozioni, insieme Leyla lei ne sarà la proprietaria..”
“Lasciami dei turni con Leyla” Mi chiede serio.
“Ma Colin..”
“Devo parlargli, devo riuscire a dirgli tutto..”
“Va bene” Sorrido.
***
“Buongiorno..” Dico a Millicent che si è appena svegliata.
“Hey” Sorride stiracchiandosi le braccia.
“Ecco qui, per la mia principessa la colazione” Dico posando il vassoio al suo fianco.
“Finn, mi vuoi far ingrassare?” Chiede perplessa.
“Ma che dici…” Rido divertito. “È per entrambi la colazione” Faccio la spallucce.
“Si ma è sempre una quantità industriale di roba!”
“Non te l’ha mai detto nessuno che la colazione è il pasto più importante della giornata?” Le faccio notare sibillino.
“Si ma ti deve permettere d’alzarti dal letto con le tue gambe, e non rotolando tipo palla!” Ride infilandosi una mia camicia, è cosi bella quando le indossa.
“Ma dai che sai benissimo di avere un fisico perfetto!” Dico strattonandola un po’ qua e un po’ là.
“Appunto perchè ce l’ho perfetto vorrei mantenerlo tale..” Dice ridendo afferrando un cornetto.
“Zitta e mangia” Le dico serio guardandola accigliato. “Che poi ti porto con me in ufficio, giusto mi servivano due braccia in più” Scherzo afferrando un cornetto al cioccolato. “Scherzi a parte, che vogliamo fare oggi?”
"Non lo so..." dice portando alla bocca la tazza di caffè, per poi berne un sorso "quello che vuoi...ti lascio carta bianca..."
“Magari..” Inizio a dire pensieroso. “Magari possiamo andare a fare compere, oppure al Parco Incantato..” Sospiro. “Scheggia decidi te.. Son 3 giorni che decido io.. Uff.. Odio scegliere..”
"Vada per il parco..." risponde sospirando.
"Che c'è?" Chiedo incuriosito. "Qualche problema?"
"No...no, nessun problema.. Perchè me lo chiedi?" risponde addentando un croissant.
"Niente Scheggia.. Niente.." Scuoto la testa, non è lei, non lei al 100%, è come il cioccolato fondente tarocco. Fondente si, ma non puro.
"Ok...se lo dici tu..." mi dice alzando le spalle e bevendo un altro sorso di caffè.
"Si va al cinema io e te" Dico serio all'improvviso. "E poi andiamo in un posto molto carino!" Le sorrido alzandomi dal letto e parendo l'armadio comincio a cercare qualcosa da mettere.
"Al cinema? A quest'ora?" dice incredula, prendendo in mano la sveglia sul comodino e guardandola, per accertarsi che siano veramente le dieci del mattino.
"Esatto.." Sorrido. "Il tempo che ti prepari, e andiamo" Le dico sorridente, tirando fuori i miei pantaloni neri, e il lupetto nero. "Non ti và?" Mi giro verso di lei.
Mi guarda incredula ancora per qualche secondo, poi risistema la sveglia dove l'ha presa, scuotendo la testa. "Sì sì...andiamo...non c'è problema..." dice alzandosi dal letto.
Dopo qualche minuto è pronta e lo sono anche io, indosso una giacca sempre nera, ma con le cuciture bianche. Mi guardo allo specchio, non è propriamente il mio stile, troppo elegante, ma per la mia scheggia questo ed altro.
Mentre si faceva la doccia, ho chiamato il Taloon, e l'ho prenotato tutto per l'intera mattinata, devo solo dare il tempo per ritrovare la pellicola del film. Guarderemo uno dei film che era scritto nella lista, quella lista che pian piano potrebbe essere depennata.
"Possiamo andare?" Le chiedo mentre stà sistemando la sua borsa, sicuramente non ritroverà qualcosa, come sempre, in effetti dovrei sistemare camera ogni tanto...
"Non trovo più l'agenda...ma non importa...se prima o poi la ritrovi in questo casino, fammelo sapere..." Poi alza la testa, evidentemente non aveva ancora notato il mio abbigliamento, visto il suo sguardo sorpreso. "Come siamo eleganti..." dice con un sorriso "Mi fai sfigurare..." aggiunge poi, dando un'occhiata allo specchio di fronte a lei, mentre si sistema la gonna con la mano.
Sfigurare? Lei? La ragazza più bella del mondo? Come potrebbe...
"Si certo, voglio il trono di ‘reginetto’ di bellezza.." Scherzo avvicinandomi a lei. "Sei bella sempre te.." Le sussurro a un orecchio, cingendola per la vita da dietro. "E poi sono elegante per te.." Aggiungo dandole un piccolo bacio sulla guancia.
"Per me?" chiede senza capire.
"Per te.." Ribadisco, sorridendo. "Ma andiamo che altrimenti si fà tardi"
"Ok..." risponde prendendo con una mano la borsa e con l'altra la mia mano, subito dopo avermi dato un bacio.
Ci smaterializziamo davanti al Taloon, il nostro cinema preferito, uno ancora vechcio stampo, molto pittoresco. Chissà se si ricorda di questo posto, ci venivamo spesso all'alba dei tempi. "Sono sicuro che il film ti piacerà!" Dico aprendole la porta per farla passare.
"Grazie!" dice sorridendo, in seguito al mio gesto. "Cavolo, il Taloon...da quanto tempo non ci venivamo più?" mi chiede guardandosi intorno.
"Troppo tempo" Sospiro. Intanto una maschera del cinema, vestito sempre in vecchio stile ci si avvicina, mi riconosce al volo, deve essere il ragazzo che mi ha risposto al telefono.
"Da questa parte" Dice con un semi inchino indicandoci una delle 3 sale, la più piccola, la preferita mia e di Milly.
"Il Film comincerà tra mezz'ora, chiediamo scusa per l'attesa.." Abbassa lo sguardo. "Problemi tecnici" Spiega.
"Non c'è problema" Dico, sapendo che quel film in pellicola, ormai è difficile da reperire. "Su Scheggia.." Dico prendendola a braccetto. "Vediamo se c'è un posto libero!" Scherzo.
"Chi cavolo vuoi che ci sia in un cinema alle undici del mattino?" mi chiede alzando gli occhi al cielo.
"Hey!" Protesto fingendomi offeso, sò che non ci sarà nessuno, anche perchè ho prenotato l'intera sala. "Non si sà mai!" La prendo in giro. Vorrei farla stare bene, vorrei farla sentire bene..
"Sì certo.. Guarda, spero vivamente che tu abbia prenotato la sala, altrimenti non so come faremo...." mi dice ridendo.
"Esatto Scheggia.." Dico annuendo. "è quello che ho fatto" Entriamo finalmente nella sala, c'è lo stesso odore di popcorn appena fatti, e le luci sono soffuse, e le pareti bordeaux son sempre le stesse.
"Sei sempre il solito..." mi dice stringendo un po' di più la mia mano.
"Sempre" Dico sorridendogli, e prendendola in braccio, stile principessa, mi avvio alla ricerca del posto perfetto, leggermente indietro centrale, una volta arrivato noto che hanno sistemato tutto alla perfezione, faccio scendere Millicent, e le porgo una margherita bianca. "Per lei MyLady" Accenno un inchino e sorrido.
"Quanto sei scemo..." mi dice con un sorriso imbarazzato, abbassando lo sguardo.
Le metto la mano chiusa a pugno sotto il mento, e gli alzo delicatamente il viso. La bacio. "Per la mia principessa, solo il meglio.." Le dico dolcemente.
"Smettila..." dice a bassa voce sedendosi, per poi prendermi per il braccio e tirarmi giù, sulla poltrona accanto alla sua.
"Allora, abbiamo circa venti minuti prima che inizi il film.." Dico sedendomi sulla poltroncina e girandomi verso Milly.
"E quindi?" mi chiede lei senza capire.
"Niente.." Sorrido. "Era per dire.." Sospiro. "Anche se c'è una cosa, che vorrei chiederti.."
Milly mi guarda seria. Quasi preoccupata, direi. "C'è qualcosa che non va?"
"No assolutamente" Sorriso avvicinandomi a lei, per dagli un lieve bacio. "A natale, ti avevo parlato del negozio.. E ti eri offerta per dare un mano.." Dico un po' imbarazzato, mi scoccia chiedergli di lavorare li, ha mille cose da fare, ma mi risparmierebbe un casino di problemi. "Volevo sapere se la proposta era ancora valida.."
"Certo che è valida!" esclama convinta "A meno che tu non voglia...voglio dire, se la cosa ti crea problemi.." dice per poi lasciar cadere la frase
"Che problemi dovrebbero esserci?" Chiedo stupito.
"Non lo so, magari non vuoi che lavori nel tuo negozio..." dice con un'alzata di spalle.
"Beh si.." Sorrido. "Cioè.. Non come credi, te lavori già come assistente ad Hogwarts, hai lezioni ed esami... Quindi mi scoccia chiederti del tempo per il negozio, ma cerchèrò di farti stare li il minimo indispensabile.." Dico sincero, mi dispiace realmente dargli altro da fare. "Logicamente però prenderai quanto prede Colin.."
"Non ci pensare nemmeno!" esclama indignata "Non voglio che mi paghiate...lo faccio per farti un favore, nient'altro...mi fa piacere e se non fossi stata sicura di avere il tempo per farlo, non mi sarei nemmeno proposta..."
"Ma Milly!" Esclamo un po' spiazzato. "Ma non sò per quanto dura questo favore, non se se prima di due o tre mesi riusciamo ad assumere un'altra ragazza..." Sospiro. "Non devi essere indignata, è che... Non è che mi fai un semplice favore, mi salvi proprio ora come ora.."
"Ehi..." dice con dolcezza, ora molto più calma. "Guarda che non mi pesa, davvero...mi fa piacere fare qualcosa per te..." conclude spostando lo sguardo su un punto imprecisato dietro di me, distogliendolo dal mio.
Istintivamente le prendo il viso tra le mani, e le dò un lungo bacio, molto dolce, con un pizzico di passione. "Non avrei potuto mai avere, una fidanzata migliore.." Dico scostando lievemente le labbra dalle sue, per poi ribaciarla.
"Dai, smettila...." mi dice, sorridendo imbarazzata. "Tu faresti lo stesso per me..."
"Certamente.. Ma questo non implica, che te sei la fidanzata migliore del mondo.." Le passo un braccio intorno alle spalle e l'accosto vicino a me, e mi sistemo sulla poltroncina. "E poi ti amo, e poi sei bella, e poi sei stupenda.." Dico dolcemente. Ma ecco che le luci in sala si abbassano. "Te l'ho detto che ti amo?" Le sussurro a un orecchio.
"Mmmmh...non ne sono sicura..." mi risponde, fingendosi pensierosa, per poi darmi un dolce bacio sulla guancia.
"Goditi il film Scheggia.." Ricambio il bacio sulla guancia. "è per te.."
Mi sorride, per poi posare la testa sulla mia spalla e iniziare a guardare il film. Ancora non deve aver capito di che film si tratta.
Dopo un attimo, si alza di scatto, voltandosi a guardarmi. "Ma..." mi dice soltanto, incredula. E forse mi sbaglio, forse il buio della sala inganna, ma mi sembra proprio di vedere i suoi occhi diventare lucidi.
"Esatto.." Dico in un sussurro, prendendola delicatamente per un polso, e facendola sedere di nuovo sulla poltroncina.
"E io te l'ho detto che ti amo?" mi dice in un sussurro, riappoggiando la testa sulla mia spalla.
Penso che il cuore ha saltato un battito. Ogni volta che me lo dice, fà lo stesso effetto, lo stesso effetto che ti fà credere che la vita può essere benissimo il sogno di sempre. La stringo a me. Non faccio altro che sentire lei vicino a me, e mi sento bene, mi sento al settimo cielo. Ho tutto. Ho lei.
"Ehi li hai portati i fazzolettini, vero?" mi chiede con un sorriso.
"Ovviamente..." Con un colpo di bacchetta faccio comparire davanti a noi una scatola. "Tieni" Glie la porgo sorridente.
"Guarda che dicevo per te...." mi dice respingendola indietro.
"Per me?" Dico scettico. "Figuriamoci se questo film potrà mai farmi piangere, tanto da prendere i fazzoletti.."
"Scommettiamo?" mi dice in tono di sfida.
"Scommettiamo.." Accetto la sfida.
"Bene...cosa scommettiamo?"
"Quello che vuoi, cara" Dico sorridente.
"Mmmmh...facciamo così...se tu inizierai a piangere e quindi io avrò vinto, sistemerai una volta per tutte la tua camera...." inizia a dire.
"E se invece non piango, te non brontolerai più, se la camera è in disordine.." Concludo porgendogli la mano aperta.
"Ci sto!" dice stringendola "Ora però taci..." mi ammonisce, rimettendosi comoda.
Mi sistemo pure io, e comincio a vedere il film.
"Presumo proprio che dovrò sistemare la camera in settimana" Dico asciugandomi le lacrime con il fazzoletto. "Ma non è giusto... Non doveva finire cosi.." Sospiro sprofondando sulla poltroncina.
"Te l'avevo detto..." dice col tono di chi sa sempre tutto. "Quando imparerai che io ho sempre ragione?" continua poi prendendomi in giro.
"Seh… Seh.." Borbotto offeso io.
"E dai..." dice alzandosi e prendendomi per mano, facendo alzare anche me. "Se vuoi ti aiuto a sistemare la camera..."
"No.." Mi asciugo l'ultima lacrima. "Mi aggrappo all'ultimo barlume di dignità, e nel fine settimana sistemo tutto.."
"Come vuoi..." dice per poi prendere il mio viso tra le mani e darmi un bacio. "Dove mi porti adesso?"
"Luna Park" Sorrido. "Vuoi?"
Milly mi sorride contenta. "Certo che voglio!" esclama.
"E luna park sia.." Le passo un braccio sopra le spalle, e la smaterializzo davanti all'ingresso del Luna Park. Un'altro punto della lista, e per il suo compleanno andremo in Australia... Stò organizzando tutto, manca poco, e voglio che tutto sia perfetto.
Milly si guarda in giro estasiata. Sembra tornata una bambina di cinque anni!
Ha gli occhi che luccicano, e roteano come saette attirata da tutto, è buffissima e bellissima. "Allora con cosa cominciamo?" Dico prendendola a braccetto.
"Con quello che vuoi..." dice sempre più contenta.
"Montagne Snodate?" Chiedo girandomi a guardarle.
"Ecco...magari quelle no..." dice un po'incerta. "Quando ero più piccola ci sono andata con mi padre e Patrick..." inizia a dire, per poi interrompersi.
"E..." Dico incuriosito.
"...e ho vomitato tutto quello che avevo mangiato...forse non è il caso di ripetere l'esperienza...." conclude.
Trattengo a stento una risata. "Va bene" Rispondo tranquillamente, mentre ci avviamo dentro il Luna Park. "Allora dimmi te cosa vuoi fare.. Guardati intorno e dimmi"
***
“Tesoro sono a casa!” Dico ridendo.
“Scemo sono in cucina!” Risponde lei divertita.
“Hey” Sorrido dandole un bacio sulla guancia, una volta che ho raggiunto la cucina.
“Che ci fai qui? Millicent è a scuola..” Dice finendo di girare il cucchiaino nella tazza.
“Lo so, sono qua proprio per questo..” Mi siedo davanti a Pansy.
“Sai che ormai sono fidanzata Finn.. Troppo tardi..” Dice scuotendo la testa.
“Ahh.. Non dirmi cosi luce dei miei occhi, aria della mia vita..” Mi fingo affranto. “Scherzi a parte..” Prendo un biscotto dal barattolo dei biscotti. “Domani sera passo a prendere Millicent, e fino a dopo domani sera non la rivedete..” Comincio a spiegargli.
“E dove la porti?” Chiede incuriosita Pansy.
“Australia, Whish Bay, ho affittato tutta la spiaggia per 24 ore..” Dico sorridente.
“Wow!” Esclama. “Ma te cose in piccolo mai, eh?” Mi fa notare divertita. “Millicent adora il mare sarà felicissima!”
“Non solo, qualche tempo fa, ho trovato una vecchia lista di desideri da realizzare, li aveva scritti per la nostra ultima estate passata insieme, e come ben sai, non sono mai stati esauditi..” Sospiro tristemente. “E praticamente stò rimediando ora, l’ho portata al Taloon a vedere I passi dell’amore, l’ho portata al Luna Park e le ho comprato lo zucchero filato, le ho regalato le due felpe stupide che avevamo visto anni fa… E come ultimo punto… La porto in Australia..” Sorrido.
“Ok, sei ufficialmente dichiarato matto da legare!” Dice sorridente.
“Certo! Altrimenti non sarei più me stesso” Digli del regalo.. “Ah Pansy..”
“Dimmi”
“CI sarebbe un altro regalo..” Abbasso lo sguardo.
“Cosa Finn? Cos’è quello sguardo colpevole Finn?” Chiede con fare indagatorio.
“No niente, ho trovato in un negozio d’animali un gattino nero…” LE spiego tutto, di come non crea danni, di come secondo me piacerebbe a Millicent, di come l’ho supplicata per un ora, per poi ricevere un si di risposta.
Voglio che tutto sia perfetto per il compleanno del mio amore.
***
“Amore!” Esclamo entrando in camera sua senza bussare.
“Nessuno t’ha insegnato a bussare?” Chiede lei alzando lo sguardo dal libro che tiene davanti.
“Si, certo, ma ora non ho tempo..” Dico chiudendo la porta alle mie spalle.
“E dove devi andare di grazia?” Chiede chiudendo rassegnata il libro.
“Prima provati questi..” Dico passandole due pacchettini argentati con fiocco viola.
“Sono per me?” Chiede con quell’aria da bambina che mi fa morire. Io annuisco e sorrido. Lei scarta i pacchetti e osserva il loro contenuto. “Dovrei provarli?” Chiede incerta.
“Si certo!” Dico euforico.
“Finn a che gioco vuoi giocare?” mi chiede inarcando il sopracciglio.
“A nessun gioco!” Dico un po’ risentito.
“Finn è gennaio, ci sono meno 3 gradi fuori, e te vuoi farmi indossare bikini e pareo?” Chiede incredula.
“Si certo! Che c’è di strano?”
“Niente.. Detto o Fatto da te, niente è strano!” Sospira rassegnata. “È questo il brutto!” Aggiunge sorridendo. “Girati che mi cambio!”
“Ma come..” dico stralunando gli occhi.
“Senti, vuoi che prova il costume e il pareo? Allora girati!” Mi minaccia puntando il dito indice al naso.
“Ma mi togli ogni divertimento!” Protesto io.
“Certo! Lo faccio apposta!” Dice tornando sorridente.
“Ah ecco.. Strega!” Dico indispettito.
“Scemo!” Risponde lei tranquillamente.
“Finn” Mi chiama poco dopo. MI giro, e ho davanti a me una visione divina. Non è bella, di più, non ci sono parole, nemmeno le più auliche per descrivere quello che mi si para davanti agli occhi. È realmente incantevole, potrei rimanere ore a guardarla. Ad ammirare ogni suo piccolo dettaglio. “Finn..” Sventola la mano davanti a me. Scuoto la testa tornando in me.
“Sei bellissima” Dico sincero, passandole un braccio dietro di me e attirandola a me.
“Grazie..” Abbassa lo sguardo come sempre un po’ imbarazzata. “Ora che si fa?” Mi domanda inarcando il sopracciglio.
“Ora si esce..” Dico baciandola e smaterializzandola.
Appena ci smaterializziamo lei si stacca da me, e mi guarda allarmata. “Ma gelerò fuori!” Dice alzando il tono della voce. Io sorrido senza dire niente, una folata d’aria calda ci prende alla sprovvista. Millicent si stacca da me di qualche passo, e si guarda intorno. Sabbia bianca, oceano a perdita d’occhio, e qualche gabbiano che vola in un cielo limpido.
“Ma..” Dice un po’ spaesata.
“Auguri amore mio..” Le dico semplicemente.
“Ma…”
“Siamo in Australia…” Aggiungo subito dopo.
“Finn..” Gli occhi gli si illuminano e mi butta le braccia al collo e mi abbraccia. “Anche se il mio compleanno è tra qualche ora..” Puntualizza sempre però sorridente.
“No mia cara, qui son le sei della mattina, qui sono le ore sei del 24 gennaio” Dico baciandola.
“Te l’ho detto che ti amo?” Mi dice ricambiando il bacio con passione.
“Se me lo ripeti, mi farai felice” Dico sincero.
“Andiamo che facciamo colazione!” Dico passandole un braccio intorno alla vita e dirigendoci verso un gazebo bianco che ho fatto sistemare appositamente per noi.
“Questo è per te” Dico porgendogli un pacco.
“Finn non dovevi..” Dice sorridente afferrando il pacco. “Ok, dovevi..” Aggiunge subito dopo.
“Aprilo dai”
“Ok” Lo apre delicatamente, facendo un piccolo strappo per scaramanzia. Tira fuori due felpe identiche, una rosa e una blu, hanno una strana scritta sopra, le guarda accigliata poi mi sorride. “Sono uguali, basta che non le indossiamo insieme, non voglio diventare come Pansy e Ray!” Dice divertita. “Grazie è bellissima!” Aggiunge subito dopo.
“Continua, non sono mica finiti..” Dico ridendo.
Prende una scatolina verde con un grande fiocco rosso. L’apre e tira fuori una penna.
“Una penna?” Domanda incerta.
“Si..” Mi alzo e vado vicino a lei.
“Tieni” Le porgo il bigliettino viola, quello con la lista delle cose da fare.
“L’ho riscritto, l’ultimo punto era depennato, ma dovevamo farlo insieme il viaggio in Australia..” Le spiego dolcemente.
Noto il suoi sguardo cambiare, sicuramente è un po’ risentita.
“Ma Finn…” Dice con quell’espressione da bambina innocente.
“Hey Piccola..” L’abbraccio. “Ti amo..” Le do un dolce bacio.
“Siamo a casa!” Dice entrando dalla porta.
“Hey Scheggia!” Sentiamo la voce di Ray. “Auguri!” Subito dopo Pansy e Ray in coro.
“Grazie ragazzi” Dice sorridente.
“Scusate se esisto!” Dico ironico raggiungendoli in sala.
“Ma che vuoi te! Impiastro! Oggi è la giornata di Milly!” Dice Pansy divertita.
“Ormai serata..” Fa notare Ray. Tra il fuso orario e tutto mi son dimenticato dell’ora, qui a Willow Hide dovrebbero essere circa le dieci di sera.
“Ecco, e ora però vi rapisco la stella della giornata…” Dico prendendo in braccio Milly, che ormai neanche reagisce più, alza semplicemente gli occhi al cielo e sospira. Appena entriamo in camera nota subito un altro mega pacco sul letto. Non può non notarlo, è viola a pois verdi, con un fiocco enorme giallo, lo noterebbe anche un ceco.
“Ma..” Dice con lo sguardo illuminato. “Finn..” Dice allegra. Avvicinandosi al pacco. Appena tocca il fiocco, lo scatolone si muove, lei sobbalza all’indietro. “Finn se è uno scherzo ti uccido..” Dice guardandomi male.
“Apri dai, se non ti piace mi potrai fare male..” Dico divertito.
Apre lo scatolone e strozza un grido. Si china per afferrare il batuffolo di pelo nero.
“Mio dio Finn..” Dice realmente felice. Apro le braccia per abbracciarla quando si gira con questo gattino nero in braccio. “Pansyyyyyyyyyyyyyyyyyy” La chiama praticamente rompendomi tutti i timpani, e sorpassandomi correndo verso il salone.
Direi quasi che mi ha snobbato, ignorato.. Quasi… Anzi no, totalmente. Ma va bene cosi, immaginavo che con un rivale dai grandi occhi celesti, il folto pelo nero e un musino dolcissimo non avrei mai potuto competere.
FlashBack di Millicent:
«Uff...non capisco! Perchè non viene come dovrebbe, questa dannata pozione?» chiedo scoraggiata a Finn che si è gentilmente offerto per aiutarmi a capirci qualcosa in più.
La pozione che Piton ci ha dato come compito è decisamente ostica e per di più, io non sono esattamente un genio in questo campo...
«Scheggia! Mi stupisci» dice spettinandomi i capelli. «Devi semplicemente prendere 5 gocce di lacrime di unicorno...Poi...» afferra il contagocce e comincia a farle cadere dentro il calderone. «...Dai continua te!» Mi sorride.
«Poi...poi...» dico cercando di ricordare «Non me lo ricordo...» concludo sempre più abbattuta, spingendo indietro il calderone.
«E tieni giù quelle mani...» aggiungo.
«Scheggia!» Dice imitando la tonalità di Piton. «Ricordati La VeRiTà» Poi alza le mani in segna di resa. «La VeRiTà» ribadisce serio.
«La verità? Ma che cavolo stai dicendo?» dico lancandogli una della mie peggiori occhiate. Siamo qui a studiare o vuole solo prendermi in giro?
«LA come LAcrime di unicorno. VE come VEleno di Magnolia. RI come RIcci di lago. TA come TAvoletta di Polline... Insomma LA VeRiTà» risponde come se fosse al cosa più ovvia al mondo.
La mia occhiataccia si trasforma in men che non si dica in uno sguardo pieno di gratitudine.
«Ma sei geniale, O'Malley!» esclamo contenta.
Gli salterei al collo, se solo non fosse così fuori luogo...
«Lo scopri ora?» Ammicca, e si passa una mano tra i capelli arruffati. «Su su su Scheggia, c'è una pozione domani da consegnare!»
Si gira ad afferrare il libro, e lo mette sul tavolo tra noi due.
«Non ce la farò mai...Pozioni...che materia inutile!» commento cercando sul libro la pagina giusta.
Mi piego all'altezza del viso di Finn, stiamo controllando il tempo di miscelatura. Questa è una di quelle pozioni che vanno 'cotte' una delle peggiori. Sbuffo, lui si gira verso di me. Mi guarda dritto negli occhi e mi bacia.
Un brivido lungo la schiena, come non l'avevo mai sentito prima...
Subito ritorno al mio posto, non riesco nemmeno a guardarlo negli occhi! Perchè l'ha fatto?
«Non mi pare che sul libro ci sia scritto esattamente questo, O'Malley...» dico cercando di risultare minacciosa, o almeno arrabbiata. Ma non è esattamente questo l'effetto che fa la mia voce. Sembra quasi che io abbia paura di parlare...di alzare lo sguardo...
«A no?» Controlla il libro. Sembra cosi dannatamente calmo. «Si guarda! Baciare la ragazza più carina della scuola, fà rendere la pozione la migliore al mondo» dice serio.
«E tu non vuoi prendere un bel voto a Pozioni?» Dice fissandomi,sento il suo sguardo addosso.
«Io...» cerco di rispondere, ma la mia mente è vuota. Completamente vuota. «Io...penso di dover andare, ecco...» dico infine alzandomi di colpo.
«Aspetta» Mi blocca per un braccio. «Aspetta!»
Ora sono costretta a guardarlo negli occhi, delicatamente con una mano mi alza il viso. «Perchè vuoi andare via?» chiede tranquillamente, ma tenendo la presa ben salda.
Se solo lo sapessi fare, mi smaterializzerei dall'altra parte del mondo...
«Perchè ti eri offerto di aiutarmi a studiare pozioni...non di baciarmi...» rispondo e questa volta ottengo l'effetto desiderato. Il mio solito tono scontroso.
«Giusto!» Lascia la presa, forse sà che non scapperò, anche se in fondo vorrei.
«Cavoli Scheggia!» Sembra spazientito. «Mi dispiace veramente... La prossima volta cerco di avvisarti tramite missiva!» sbotta con quel suo sarcasmo tagliente ed insopportabile.
«Ti dispiace?» chiedo solamente abbassando lo sguardo. E pensare che per un attimo, mi ero illusa che gli interessasse qualcosa di me...ma in fondo, come può ad uno del quinto anno interessare qualcosa di una ragazzina del secondo? Svegliati, Milly!
«Cosa?» Chiede inarcando il sopracciglio. «Tu...hai detto che ti dispiace...» farfuglio cercando di non risultare ridicola «Va be', niente...» concludo infine per evitare ogni figuraccia. «Lasciamo tutto alle spalle? Pietra sopra? Capitolo chiuso? Amici come prima?» chiede a raffica, mantendendo un tono e un comportamento molto pacato, fin troppo tranquillo per i miei gusti.
«Sì...sì, direi d sì...» dico risoluta. Tanto a lui non gliene frega niente di me...
«Lo sapevo» Scuote la testa, fa un passo indietro e apre le braccia.
«Lo sapevo!» Esclama più forte, lasciando cadere le braccia a peso morto.
«Sempre la solita dura, la ragazzina che ha imparato a vivere fin troppo bene...» comincia a dire, senza permettermi di parlare. Non che io abbia qualcosa da dire, in fondo...
«Te Scheggia hai paura... Siiii una paura fottuta di rischiare... Hai paura di lasciarti andare...» Prende fiato qualche secondo «Hai paura del fatto che io ti conosco fin troppo bene! Credi di non saper gestire il tuo cuore, di AMMETTERE che te stai bene con me, che ti senti protetta... Sopratutto non vuoi ammettere che anche te sai amare... Di rivelarti meno forte di quanto sei in realta...»
Queste ultima frasi vengono pronunciate con meno enfasi, quasi come se fosse deluso.
Brava Milly, brava. Tu sì che sai come far andare tutto a rotoli...
«Scheggia, facciamo come vuoi... Mettiamoci una pietra sopra e continuiamo a fingere di essere semplicemente amici... Questo ti riesce bene, no?» sospira.
Abbasso lo sguardo, facendo un passo indietro a mia volta. Ha dannatamente ragione.
«Sai Scheggia?» dice avvicinandosi e mettendosi a sedere, proprio davanti a me.
«Quando ti sei buttata per la cascata, quando ti sei fidata di me... Quando venivi da me chiedendomi di tutto... Quando passavamo pomeriggi interi insieme a litigare, quando ti sfogavi con me, perchè il mondo non girava dal verso giusto...» mi sistema con la mano una ciocca di capelli dietro l'orecchio. E per un attimo, sento ancora quel dannato brivido...
«Quando ho imparato a conoscere la vera Scheggia, ho capito che eri un miraggio. Hai 4 anni meno di me, e sei una delle persone più mature qui dentro... Quando mi sono reso conto di essermi preso una cotta per te... Ho capito che tutto stava per finire... Te sei troppo piena di te e del tuo orgoglio, per capire che essere in due non vuol dire, essere meno forte.»
Rimango per una ttimo ancora in silenzio, a rimuginare su qello che ha appena finito di dire. A pensare a quanto abbia ragione.
«Allora non è vero che ti dispiace...?» chiedo indecisa, cercando di mettere da parte per una sola volta il mio fottuto orgoglio.
Si alza, mi guarda in maniera strana...non riesco a capire se sia serio, arrabbiato o cos'altro.
I miei occhi si perdono nei suoi, lui delicatamente prende il mio viso tra le sue mani e mi dà un altro lungo, dolce bacio.
FalshBack di Finn:
«Uff...non capisco! Perchè non viene come dovrebbe, questa dannata pozione?» La osservo, non mi concentro molto sulla pozione a dire il vero.
«Scheggia! Mi stupisci» Esclamo, cercando di ritrovare la concentrazione. Gli scompiglio i capelli. Ma come faccio a concentrarmi con lei vicino? «Devi semplicemente prendere 5 gocce di lacrime di unicorno...Poi» Prendo il contagocce e le faccio cadere lentamente nel calderone. Sperando di ricordarmi bene, non vorrei che magari esplodesse, e io farei la figura del coglione integrale. «...Dai continua te!» Mi tiro su, e continuo a guardarla. Non posso fare altro che sorridere.
«Poi...poi...» dice spaesata. «Non me lo ricordo…» Sbuffa e scansa il calderone. «E tieni giù quelle mani...» aggiunge schioccandomi uno sguardo poco amichevole.
«Scheggia!» Imito la tonalità di Piton. Concentrati Finn, dai. Cerca di ricordati come era… La Vespa? No. La Vanità? No! LA Verità? Siiiiii. Sorrido più a me stesso che a lei .«Ricordati La VeRiTà» Allontano le mani da lei. «La VeRiTà» Ribadisco. Voglio vedere se ci arriva.
«La verità? Ma che cavolo stai dicendo?» No, non si ricorda. Oppure Piton ancora non gli ha detto niente, conoscendolo quando domani consegneranno le pozioni gli dirà questo trucco. Non posso tenerla ancora sulle spine, poveretta comincia ad avere crisi di nervi.
«LA come LAcrime di unicorno. VE come VEleno di Magnolia. RI come RIcci di lago. TA come TAvoletta di Polline... Insomma LA VeRiTà» Gli svelo il semplice trucco.
Sorride «Ma sei geniale, O'Malley!» esclama contenta.
«Lo scopri ora?» Ammicco compiaciuto, penso che sia una delle poche volte che con lo sguardo vuole ringraziarmi, invece che uccidermi. Mostrando indifferenza mi passo una mano tra i capelli. Infondo, sono geniale no? «Su su su Scheggia, c'è una pozione domani da consegnare!» Metto il libro di pozioni sul tavolo, e continuo a controllare la tecnica di miscelatura.
«Non ce la farò mai...Pozioni...che materia inutile!» Sfoglia il libro. Ora è a qualche centimetro dal mio viso, sento il suo profumo, è dolce, è l’opposto suo. Ma forse questo la rende speciale. Finn cavoli, dai, non lasciarti questa occasione, non lasciarti sfuggire lei. Sbuffa goffamente, girandosi verso di me. Non ce la faccio, non resisto la bacio, preparandomi mentalmente allo schianto che prenderò.
Un Brivido lungo la schiena, provo mille emozioni, sensazioni strane, quasi sembra come il primo volo su una scopa. Ecco, si, stò volando.
Spero solo di non precipitare in caduta libera nell’abisso più profondo
Appena si rende conto di quello che stà succedendo torna al proprio posto, ha la testa chinata ed è lievemente arrossata in volto.
Schianto evitato. «Non mi pare che sul libro ci sia scritto esattamente questo, O'Malley...» Dice seria. Un po’ troppo seria. Che stesse per vomitare? Cavoli! E se gli faccio schifo? Ma no, sono geniale io…
«A no?» Mantengo ancora il controllo della situazione. Devo farlo, sono sul punto del non ritorno. Non posso lasciarmi sfuggire tutto questo di mano. «Si guarda! Baciare la ragazza più carina della scuola, fà rendere la pozione la migliore al mondo» Riesco a rimanere serio. Ingannerei anche mia madre.«E tu non vuoi prendere un bel voto a Pozioni?» La fisso, ma lei non mi guarda, non si è mossa. Li ferma, immobile.
«Io...» Tentenna per un attimo. «Io...penso di dover andare, ecco...» Si alza di colpo, ma con un gesto fulmineo le afferro il braccio. Dicendole di aspettare. «Aspetta!» Con una mano le alzo il viso, cosi mi deve guardare per forza negli occhi. Non può sfuggire. «Perchè vuoi andare via?» Mantengo ancora miracolosamente la calma, i corsi Zen per missiva, allora servono!
«Perchè ti eri offerto di aiutarmi a studiare pozioni...non di baciarmi...» Ecco che la Scheggia scontrosa torna alla carica. Cosa? Ma che discorsi fa? Ma che al giorno d’oggi si deve avvisare prima di baciare? Magari la dovevo invitare ad un appuntamento al bacio
«Giusto!» Lascio la presa, spero che non si smaterializzi, anzi ancora non lo sa fare, spero che non mi atterri con quel calderone. «Cavoli Scheggia!» Sbotto senza volerlo.. «Mi dispiace veramente... La prossima volta cerco di avvisarti tramite missiva!» La tramortisco praticamente con un tono a dir poco tagliente.
«Ti dispiace?»!
«Cosa?» Eh? Dispiacere? Cosa? Quando? Dove? E Perché?.
«Tu...hai detto che ti dispiace...» Farfuglia.«Va be', niente...»
«Lasciamo tutto alle spalle? Pietra sopra? Capitolo chiuso? Amici come prima?» Concludo la sua frase, lo dovevo immaginare che finiva cosi. Alla fine lei è Millicent Bullstrode, la piccola grande donna.
«Sì...sì, direi d sì...» Conferma con fin troppa convinzione.
«Lo sapevo..Lo Sapevo!» Esclamo più forte, lasciando cadere le braccia a peso morto. «Sempre la solita dura, la ragazzina che ha imparato a vivere fin troppo bene…Te Scheggia hai paura... Siiii una paura fottuta di rischiare... Hai paura di lasciarti andare... Hai paura del fatto che io ti conosco fin troppo bene! Credi di non saper gestire il tuo cuore, di AMMETTERE che te stai bene con me, che ti senti protetta... Sopratutto non vuoi ammettere che anche te sai amare... Di rivelarti meno forte di quanto sei in realtà...» Finisco deluso da tutto questo. Questo non doveva succedere. «Scheggia, facciamo come vuoi... Mettiamoci una pietra sopra e continuiamo a fingere di essere semplicemente amici... Questo ti riesce bene no?» Sospiro.
Non dice niente, neanche questo a funzionato.
«Sai Scheggia?» Mi avvicino a lei, e mi siedo sulla sedia dove stava prima… «Quando ti sei buttata per la cascata, quando ti sei fidata di me... Quando venivi da me chiedendomi di tutto... Quando passavamo pomeriggi interi insieme a litigare, quando ti sfogavi con me, perchè il mondo non girava dal verso giusto...» Gli sistemo istintivamente i capelli, che gli sono caduti sul viso.
«Quando ho imparato a conoscere la vera scheggia ho capito che eri un miraggio. Hai 4 anni meno di me, e sei una delle persone più mature qui dentro... Quando mi sono reso conto di essermi preso una cotta per te... Ho capito che tutto stava per finire... Te sei troppo piena di te e del tuo orgoglio, per capire che essere in due non vuol dire, essere meno forte. »
Niente, non fa niente, se non respirasse penserei che l’ho impietrita come Medusa.
«Allora non è vero, che ti dispiace?» Chiede goffamente.
Se solo potessi, la prenderei e abbracciandola la roterei come se fosse una bambolina, e sicuramente non la lascerei più andar via.
Mi avvicino a lei, e mi perdo nel blu dei suoi occhi, gli prendo il candido viso tra e mia mani, e la bacio, finalmente dimostrandogli non solo che non mi dispiace, ma che oggi mi ha reso il ragazzo più felice del mondo.
***
FlashBack di Millicent:
L'ultima prova dei G.U.F.O. è appena terminata. Non vedevo l'ora che tutto finisse, finalmente avrò un po'di tempo per me. E per Finn.
Vado in cortile, mi siedo sotto la nostra quercia, aspettando che anche lui arrivi dopo l'ultima prova dei M.A.G.O.
Lo vedo arrivare in lontananza, è da solo e come al solito non ha neanche un libro con sè.
«Scheggia!» mi chiama sorridendomi.
Come fa ad essere così dannatamente tranqillo? Non si è reso conto che presto sarà tutto finito?
«Ehi! Com'è andata?» chiedo mentre lui si siede accanto a me.
«Bene» appoggia la testa sul tronco dell'albero, facendosi così più vicino.
«Te Scheggia? Hai schiantato qualche professore?!» Ride.
Quella risata me la ricorderò per il resto dei miei giorni. E mi mancherà da morire.
«No...nessuno! Ho fatto progressi, vero?» dico sorridendo e posando la testa sulla sua spalla.
Dai Milly, cerca di non fargli capire quanto stai male. Cerca di non fargli capire che sei la ragazza più infelice del mondo.
«Wow, mi sorpredendi sempre Scheggia!» Esclama divertito.
E poi sospira.
«Qualcosa non va?» chiedo notando quello strano sospiro.
Domanda retorica. So benissimo cosa c'è che non va.
Ha evitato di dirmelo, ma so benissimo quello che sta per dirmi. So che l'hanno ammesso a Psicologia, con i suoi voti devono per forza averlo preso.
«Sono stato preso a Psicologia e Psichiatria alla Candice» dice a un tratto.
Guarda un punto fisso lontano, e con le mani strappa ciuffi d'erba.
Sapevo che questo momento sarebbe arrivato. Ma speravo non arrivasse mai.
«Ma è fantastico!» esclamo sollevando la testa e guardandolo negli occchi.
So che questo è sempre stato il suo sogno, chi sono io per mettergli i bastoni tra le ruote? Chi sono io per chiedergli di accettare l'offerta di Silente di diventare assistente di Piton e mandare all'aria il sogno di una vita?
«Già, fantastico!» Sorride lui. «Ma.. C'è un'altra cosa che ti devo dire...»
Cosa? Cosa diavolo c'è ancora? Non basta sapere che te ne andrai per sempre da questa scuola? Che non passeremo più ogni dannato secondo libero della nostra esistenza insieme? Che non sarai più qui ad aiutarmi quando avrò problemi con le pozioni di Piton? Che non potrò più prendermela con te quando le cose non girano come dico io?
«...E se non te la dico ora, finisce che non te la dico piu... E se non te la dico più, finisce male... Perchè cazzo, sono un fottutissimo stronzo vigliacco. Perchè sono lo smidollato di sempre... »
No, ti prego, non dirmi che mi ami, non potrei sopportarlo.
«...Ma sappi che ti amo, e ti amerò sempre»
Ecco. E come faccio adesso a lasciarti andare? Come faccio a stare senza di te?
«... che non ho mai smesso un secondo di pensarti, e penso che non lo farò mai... in questi 3 anni sono stato il ragazzo più felice della terra. Ho amato ogni cosa di te, ogni sospiro, risata, battutata o litigata... Sai? Sei amabile quando ti arrabbi... Diventi bellissima... Ma non è questo che ti interessa ora, non ti interessa che mi piace guardarti dormire, svegliarti la mattina, e come prima cosa fiondarti sulla tazza del caffè...»
Si ferma lasciando cadere la frase a metà. No no no Finn...taci...già è difficile così, poi se mi dici queste cose...
Abbasso lo sguardo, non ce la faccio...non posso piangere, non posso...
«E cos'è che mi interessa?» chiedo rialzando lo sguardo.
«Domani parto per l'Australia»
Basta, il mio cuore si è ufficialmente fermato. Ha smesso di battere. Posso anche smettere di respirare. Domani? E me lo dice così? Adesso? Io avevo progettato per filo e per segno ogni secondo della prossima settimana, la nostra ultima settimana. Un miliardo di cose da fare, film da vedere, posti da visitare, cose da comprare.
E lui mi dice che domani parte.
Ma forse è meglio così. Meno tempo da passare insieme pensando che presto arriverà la fine.
«Domani?» chiedo istintivamente.
Mi sembra di morire.
«Si, mia madre starà li un anno, l'ambasciata magica inglese ha bisogno di lei, io l'accompagno, stò li un mese, prima di cominciare gli studi»
Ha la voce ferma, seria e non mi guarda. Perchè cavolo non mi guarda? Si sta rendendo conto di essere uno stronzo, a lasciarmi qui così, da sola, con così poco preavviso?
«Be'...l'Australia dev'essere stupenda...» dico abbasando di nuovo lo sguardo.
Certo che non potevo trovare una cosa più stupida da dire...
Perchè non gli dico che se solo me lo chiedesse, lascerei tutto e partirei con lui? Un mese in Australia in fondo non sarebbe male.
Ma no, sicuramente non mi vorrà tra i piedi, avrà un miliardo di cose da fare prima di andare all'università, io sarei solo d'intralcio.
«Si koala e kanguri ovunque!» Ride. «Per non parlare delle maestose cene in cui verrò sbandierato come il figlio della famosissima e bellissima e fantastica ambasciatrice Inglese.»
E stronzissima ambasciatrice inglese. Come le viene in mente di portarselo via per tutto un mese e dall'altra parte della terra, poi.
Appoggia la sua testa alla mia.
«Scheggia, che programmi hai te?»
Programmi? Io voglio morire qui, adesso. Ecco il mio programma.
«Non so, non c'è ancora niente di definito...forse vado da qualche parte con Pansy o Daphne...stiamo ancora decidendo...» invento all'ultimo momento.
Non voglio diventare un peso, non voglio che parta con il senso di colpa per avermi lasciata qui da sola, senza niente da fare per l'esate.
«Vacanze tra Vipere...» Sorride. «Che si vuole piu dalla vita?»
Già...vacanze tra Vipere, come no...Pansy andrà sicuramente da qualche parte con Draco e Daphne sarà impegnata con uno dei suoi cento ragazzi.
E io da sola a pensare a te, a quanto ti starai divertendo in Australia senza di me, a come sarà la tua nuova vita alla Candice, a quante ragazze ti gireranno intorno.
Altro che vacanze tra Vipere!
Ora si è girato mi fissa dritta in faccia. Non parla, non si muove, mi fissa semplicemente...
«Già...che si vuole di più dalla vita?» ripeto cercando di risultare convincente.
Che si vuole di più dalla vita? Vorrei semplicemente essere qualche anno più grande, aver finito i M.A.G.O. e venire alla Candice con te.
Non mi sembra di chiedere poi tanto...
«Scheggia...» Mi chiama. Riconosco quella voce. La stessa voce di quando ci siamo messi assieme. Stesso sguardo. «E non fare quella faccia!» Ride, sembra relamente divertito. Ma che cavolo ci troverà mai da ridere?
«Che quando rientro dall'Australia ti spedisco un Koala, si un essere peloso e un po' puzzolente... Cosi ti ricorderai di me!»
Ecco che ricomincia a delirare. Quanto mi mancherà tutto questo!
«Oh sì, guarda, non vedo l'ora!» esclamo ridendo a mia volta. «Un koala è giusto quello che mi manca...»
«Si si si, allora te ne mando due, e cosi faranno i koalini!» Mi stringe la mano.
Non lasciarmi.
Non lasciarmi...
«E quando ci rivediamo in un futuro, avrai l'allevamento di Koala più famoso di Londra. E magari poi potrai prendere anche i Kanguri, e i pappagalli...E farai Scheggia e il Fantastico mondo degli animali esotici!»
Alzo gli occhi al cielo. Come fa ad essere così dannatamente idiota anche in un momento come questo? «Poi aspè!» Dice quasi urlando. «Ti prendi un paio di scimmie, cosi ti ricorderai di Colin e Ian...»
Colin e Ian? Ma cosa me ne frega ora di quei due?
Si finge pensieroso. Impossibile, lui non pensa mai.
«Maaaa... Scheggia dopo tra qualche anno, noi della brigata potremmo mettere su un bel circo ambulante... Siiiiiiiiii... Girovagheremo intere stagioni, e te starai con il tuo Koala Kemmy, perchè si il primo koala che ti regalerò si chiamera Kemmy, attaccato dietro la schiena!» Non parlo. So che quando inizia a delirare in questo modo è assolutamente inutile dire qualunque cosa.
Vorrei abbracciarlo e pregarlo di non partire...
Ma non posso farlo.
Si alza di scatto in piedi, tirandomi su. «Guarda, poi una volta guadagnati cosi tanti soldi, compreremo la scuola, e sbatteremo via tutti, e ci faremo i quartier generale della brigata...»
«Ehi!» dico pulendomi la gonna con le mani dai residui di erba. «Sì certo, il quartier generale della brigata..» commento con il tono di voce di una che ormai ha perso ogni speranza di fare un discorso serio..
«Siiii Aboliremo la torre dei GalliD'oro... Ci faremo la sala da biliardo....» Si ferma di botto, mi abbraccia.
Stringimi forte e non te ne andare.
Non parla, mi tiene stretta tra le sue braccia.
«Domani parto... Scheggia, inutile far finta di niente, mi mancheranno le nostre litigate...» Sussurra, così all'improvviso.
Ricaccio indietro le lacrime, non posso piangere, non posso farlo sentire in colpa.
«Anche a me mancheranno...tu mi mancherai...ma che ci vuoi fare, sapevamo che sarebbe arrivato questo momento prima o poi...» dico lasciando che mi stringa forte tra le sue braccia.
Chiudo gli occhi. Dio come mi mancherà il suo profumo...
«Già.. Ti amo scheggia» Mi stringe più forte a sè. E si smaterializza.
Non ho fatto nemmeno in tempo a dirgli che anche io lo amo, più della mia stessa vita. Che la mia esistenza non avrà più alcun senso senza di lui.
Non l'ho nemmeno baciato per l'ultima volta...
Rimango lì impalata per qualche secondo, poi mi lascio cadere di nuovo sotto la nostra quercia, porto le ginocchia al petto e inizio a piangere.
FalshBack di Finn:
Finiti i M.A.G.O. Non volevo mai che arrivasse questo momento. Non così presto.
Non può essere tutto cosi difficile, no? Mi avvio alla nostra quercia. Quella che ha visto tutti i nostri momenti migliori, e penso da oggi anche i peggiori.
«Scheggia!» La chiamo cercando di sorridere.
«Ehi! Com'è andata?» Mi chiede mentre mi siedo vicino a lei. Anche lei oggi finiva i G.U.F.O. Ho fatto bene a non dirle niente, a continuare a morire dentro. Non potevo dirgli, Hey vado in Australia per un mese, poi comincio gli studi alla Candince. Non sarebbe stato giusto. Anche se cosi forse ho solo peggiorato le cose. Perché domani parto, e non la vedrò più per molto, troppo tempo. Questa favola di litigate memorabili, e attimi indimenticabili stà per finire. Me lo sento. Figuriamoci se una come lei vuole una relazione a distanza. Non penso proprio.
«Bene» Appoggio la testa sul tronco dell'albero. «Te Scheggia? Hai schiantato qualche professore?!» Rido. Cazzo ridi Finn? Eh? Ma è possibile? Sei sempre cosi dannatamente idiota.
«No...nessuno! Ho fatto progressi, vero?» Appoggia la sua testa sulla mia spalla. Perché rendi le cose cosi complicate? Perché? Non è giusto così. Non va bene. No. «Wow, mi sorprendi sempre Scheggia!» Sospiro. Come faccio a dirgli tutto? Anche se sono sicuro che anche a lei non vada bene una storia a distanza… Troppe Strillettere, troppe difficoltà. Abbiamo entrambi i migliori anni della nostra vita davanti. Come facciamo?
«Qualcosa non va?» Si Milly, Si! Parto domani, sono stato preso alla Candince, e non ti vedrò più. Dici che qualcosa non và? Lascio qui la parte migliore di me. Lascio qui te.
«Sono stato preso a Psicologia e Psichiatria alla Candice» E il resto quando glie lo dici? Quando domani ti vede con il baule in spalla? Coglione Finn. Sei semplicemente un coglione vigliacco. Lei non merita uno come te. Non hai nemmeno quel fottutissimo coraggio di dirgli tutto. Stupido che sei.
«Ma è fantastico!» Esclama lei. Fiu. L’ha presa bene. Magari non glie ne frega niente, magari anche lei è consapevole che prima o poi doveva succedere, magari stà tirando un sospiro di sollievo perché non dobbiamo affrontare una relazione a distanza.
«Già Fantastico!» Sorrido. «Ma.. C'è un'altra cosa che ti devo dire... E se non te la dico ora, finisce che non te la dico piu... E se non te la dico più, finisce male... Perchè cazzo, sono un fottutissimo stronzo vigliacco. Perchè sono lo smidollato di sempre... Ma sappi che ti amo, e ti amerò sempre... che non ho mai smesso un secondo di pensarti, e penso che non lo farò mai... in questi 3 anni sono stato il ragazzo più felice della terra. Ho amato ogni cosa di te, ogni sospiro, risata, battuta o litigata... Sai? Sei amabile quando ti arrabbi... Diventi bellissima... Ma non è questo che ti interessa ora, non ti interessa che mi piace guardarti dormire, svegliarti la mattina, e come prima cosa fiondarti sulla tazza del caffè...» Zitto Finn. Non la travolgere con la tua parlantina. Arriva dritto al sodo. Dai. Su. Stronzo che non sei altro.
«E cos’è che mi interessa?» Non fa un frizzo, come sospettavo, anche lei ci deve aver pensato bene, che alla fine è meglio dare un taglio no? No Milly, piangi, sfogati, fammi rimanere con te, non voglio andare via, di soltanto una parola e rimango con te.
«Domani parto per l’Australia»Secco, deciso, da bravo idiota.
«Domani?» Scheggia. Dimmi che vuoi che resta. Dillo, dimmi che proviamo a superare la distanza in due. Dimmi qualcosa. Fammi capire che stò commettendo la stronzata della mia vita.
«Si, mia madre starà li un anno, l'ambasciata magica inglese ha bisogno di lei, io l'accompagno, stò li un mese, prima di cominciare gli studi» Dico senza guardarla, perché so che non piangerà mai per me. So che tutto dopo oggi finirà.
«Be’.. l’Australia… Deve essere stupenda..» Ma che cavolo dici? Ma ti pare? Senza di te, niente può essere stupendo.
«Si koala e canguri ovunque!» Rido. «Per non parlare delle maestose cene in cui verrò sbandierato come il figlio, della famosissima e bellissima, e fantastica ambasciatrice Inglese.» Appoggio la mia testa alla sua. «Scheggia, che programmi hai te?» Cazzo dici Finn? Digli quello che pensi, ti stai tormentando da un mese, non dormi la notte, e gli chiedi che programmi ha? Mentre vi state lasciando? Certo che se esistesse un regno degli idioti, te saresti il re.
«Non so, non c'è ancora niente di definito...forse vado da qualche parte con Pansy o Daphne...stiamo ancora decidendo...» E che volevi sentirti dire? Vengo con te in Australia? Voglio passare ogni istante con te? Finn ha 16 anni, vuole divertirsi con le amiche, vuole avere le sue esperienze, vuole avere cosi tanti ragazzi, non vuole avere responsabilità.
«Vacanze tra Vipere...» Sorrido. «Che si vuole più dalla vita?» La fisso, voglio memorizzare per sempre questo momento, il momento in cui mi rendo conto di essere il ragazzo più idiota della terra. Sulla carta è tutto cosi facile, io stesso pensavo di potercela fare, infondo non sono pronto io per primo a una relazione a distanza. Soprattutto perché passare dal ci vediamo tutti i giorni, anche l’estate stiamo sempre assieme… Al ci vediamo una volta al mese, è dura da digerire!
«Scheggia...»La chiamo. Digli che non parti se vuole, rischia per uan volta. Affronta le tue responsabilità. Ormai dovresti essere sulla strada giusta della maturità. No?«E non fare quella faccia!» Rido. Almeno fingo di ridere, realmente divertito.. «Che quando rientro dall'Australia ti spedisco un Koala, si un serre peloso e un po' puzzolente... Cosi ti ricorderai di me!» Però devo ammettere, che l’immagine di Milly che apre un pacco enorme, con dentro un Koala, e davvero esilarante. E anche sta volta scappi dalle tue responsabilità. E ti rifugi nel solito cretino, jullare di corte
«Oh sì, guarda, non vedo l'ora!» esclama ridendo a sua volta. «Un koala è giusto quello che mi manca...»
«Si si si, allora te ne mando due, e cosi faranno i koalini!» Gli prendo la mano, ho bisogno di lei, e solo mi rendo conto che forse il primo vero amore, è stato lei, l’irrazionale, nevrotica, isterica, e passionale Scheggia. «E quando ci rivediamo in un futuro, avrai l'allevamento di Koala più famoso di Londra. E magari poi potrai prendere anche i Canguri, e i pappagalli...E fari Scheggia e il Fantastico mondo degli animali esotici!»
Alza gli occhi al cielo, e posso notare un sorriso impercettibile.
«Poi aspè!» Dico quasi urlando. «Ti prendi un paio di scimmie, cosi ti ricorderai di Colin e Ian...» Si finge pensieroso. Lui no pensa mai. «Maaaa... Scheggia dopo tra qualche anno, noi della brigata potremmo mettere su un bel circo ambulante... Siiiiiiiiii... Girovagheremo intere stagioni, e te starai con il tuo Koala Kemmy, perchè si il primo koala che ti regalerà si chiamera Kemmy, attaccato dietro la schiena!»
Lei non parla, sicuramente stò approvando il mio brillantissimo piano!Scatto in piedi trascinandola su con me. «Guarda, poi una volta guadagnati cosi tanti soldi, compreremo la scuola, e sbatteremo via tutti, e ci faremo i quartier generale della brigata...» Questa si che è un idea geniale! Penso tra me e me.
«Ehi!» Si sistema meglio. «Sì certo, il quartier generale della brigata..» Guardala Finn, ti regge ogni cretinata, ti appoggia nei tuoi strani piani per conquistare il mondo, ti riporta alla realtà quando ne hai bisogno.
«Siiii Aboliremo la torre dei GalliD'oro... CI faremo la sala da biliardo....» Non continuo, per una volta voglio fare il serio almeno ci provo. L’abbraccio.«Domani parto... Scheggia, inutile far finta di niente, mi mancheranno le nostre litigate...» Sussurro. Ok stò complicando da solo le cose, ma non potevo non dirgli che mi sarebbe mancata.
«Anche a me mancheranno...tu mi mancherai...ma che ci vuoi fare, sapevamo che sarebbe arrivato questo momento prima o poi...» Vero verissimo. «Già.. Ti Amo scheggia» La stringo forte a me, e mi smaterializzo. Non potrei rimanere oltre. Non potrei vedere una storia cosi finire. La mia storia poi. Non posso veramente.
***
FlashBack di Millicent:
Non riesco a dormire. Mi giro e rigiro nel letto, con gli occhi sbarrati, ripensando in continuazione a quello che ci siamo detti, che non ci vedremo più.
Odio l'essere così legata a qualcuno e odio che questo qualcuno domani se ne andrà per sempre, lasciandomi qui da sola.
Pansy dorme, Daphne dorme, Leyla dorme. Dormono tutti. Solo io sono la cretina che è ancora sveglia alle tre di notte.
Già...perchè solo io da domani sarò sola.
Decido di andare in Sala Comune, prendo la bacchetta dal comodino per farmi luce e il nostro diario.
A piedi nudi per non fare rumore, mi avvicino alla porta e la apro lentamente, per poi uscire sperando che Gazza non mi trovi in giro a quest'ora della notte.
Nemmeno una punizione avrebbe più senso senza Finn.
Arrivo in Sala Comune, i piedi ghiacciati per il contatto con il pavimento freddo, nonostante sia ormai luglio.
Mi raggomitolo in un angolo del divanetto, portando le ginocchia al petto e coprendomi meglio che posso con la camicia da notte.
Poi prendo il diario e inizio a sfogliarlo...ci sono le foto della gita ad Hogsmeade, del giorno del mio salto dalle cascate, le foto al Ballo Ceppo...
Alla mia Principessa dice la dedica sulla prima pagina.
Rimango per qualche secondo a fissare la calligrafia precisa e ordinata di Finn sulla carta bianca.
Poi una lacrima rotola sulla mia guancia, seguita da mille altre.
Non è giusto, non è giusto che io stia così male! Per una volta, una dannata volta che decido di essere davvero me stessa con qualcuno, finisce in questo modo.
Ma d'altra parte lui andrà all'università, alla prestigiosa Candice University...io sarei solo d'intralcio nella sua nuova vita...e poi troverà altre mille ragazze sicuramente migliori della sottoscritta....
Con un colpo secco chiudo il diario, lo afferro con entrambe le mani e lo scaravento contro il muro di fronte, guardandolo mentre si schianta poi a terra.
Con la manica della camicia da notte asciugo le lacrime.
Millicent Bullstrode non piange mai.
Prendo un respiro profondo per calmarmi e mi alzo per tornare in dormitorio.
Ci penseranno quegli stupidi elfi domestici a buttare via il diario per me.
FalshBack di Finn:
Non mi ero mai reso conto di quanto fossero bui e grigi questi dormitori. Le tende color bordeaux rendono tutto più monotono, meno allegro.
Ma tanto domani tutto finisce, da domani si torna liberi. Ah già mi immagino la prestigiosa Candince, i corsi liberi, i dormitori più luminosi, nuova gente, nuova vita, più respiro.
Ma allora perché non riesco a chiudere occhio? Perché questo luogo cosi grigio e scuro mi mancherà da morire? Perché solo io non sono contento di avere il massimo dei voti? Perché la prospettiva di andare via da qui mi rende totalmente triste?
Capelli biondo oro, occhi color oceano, un sorriso tagliente. Mi alzo a sedere nel letto, Colin, Ian e Micheal dormono come ghiri, stanno smaltendo al colossale sbronza dormendo. Chiudo gli occhi, ed eccola davanti a me, come un miraggio nel deserto. Mi sembra perfino sentirla piangere, lei che non piange mai. Mi strofino gli occhi con le mani, basta pensare a lei, basta pensare a tutto. Stacca il cervello Finn, tanto non ti serve!
«TUMM!» Ecco provenire un rumore sordo dalla sala comune, questo non l’ho sognato. Prendo la mia bacchetta per farmi luce, e comincio a salire le scale, che portano alla sala comune.
Non c’è nessuno, a prima vista. Sospiro, e cerco di placare quella lieve tachicardia che mi era presa, man mano che gli scalini finivano.
“Chi speravi di incontrare eh Finn?” Dico a voce alta. Chiudo gli occhi, ma è come se sentissi il suo profumo.
Stò per tornare in camera, quando vicino al camino, noto il nostro diario, lì a terra. Solo una persona può avercelo lasciato. La stessa che ormai mi stà ossessionando questa notte.
Trascinando i piedi un po’ svogliatamente, lo prendo e mi siedo sul divano, il fuoco è ancora acceso, gli elfi non sono passati.
Sospiro, prendendo coraggio, apro il diario. Lo sfoglio lentamente, come se il male che mi stessi facendo non bastasse. Leggo le dediche, i pensieri e osservo milioni di volte quelle foto. Chiudo il diario, dandomelo tre volte in testa. Non fa neanche male.
“Oddio!” Esclamo un po’ a voce alta, fregandomene se qualcuno mi sente. Stacco una foto delicatamente, è esilarante, quando Millicent ha creduto che fossi stata con un’altra, quella sera, in sala comune è volato di tutto, da torte di panna, a frecce medioevali, a libri di astrologia, penso che se qualche pivellino gli fosse capitato sotto mano me lo avrebbe lanciato. Per fortuna eravamo solo noi più stretti, tornati prima da una gita a Hogsmeade. La foto ritrae il disastro colossale che abbiamo combinato. Mi ricordo che Gazza ce lo fece sistemare senza magia, per punizione.br> Ma se è stata una decisione comune, neanche proclamata, ora perché mi sento come se una parte di me è sparita per sempre? Perché non gli ho detto che l’amavo realmente, tanto da toccare il cielo con un dito? Perché non la sveglio ora, di soprassalto, cosi da subire l’ennesima sfuriata, per vedere quanto è bella quando si arrabbia? Per sentire la sua voce salire all’infinito per poi placarsi mentre mi lancia di tutto?
Ci sono domande che non hanno risposta. Mai.
Torno ai dormitori, stringendo a me l’unica cosa che mi lega ancora a lei. L’unica cosa che non potrà mai sparire.
Ora lei ha ancora una vita qui in questa scuola, altre mille occasioni in cui essere felice, altri mille ragazzi da conoscere, io non sono nessuno per impedirgli tutto questo.
Arrivato in camera, mi rendo conto che il solo stà sorgendo, non che dai sotterranei possa vedere il vero e proprio paesaggio, ma con queste finestre magiche il problema è risolto. Comunque sia, è ora di fare il baule e andare a salutare gli altri.
***
FlashBack di Millicent:
Sono le nove.
Alle nove lascerà Hogwarts per sempre.
E chissà quando lo rivedrò.
Se lo rivedrò.
Svogliatamente mi alzo dal letto, Pansy e le altre non ci sono e non ho la più pallida idea di dove siano. Ma a dire la verità in questo momento non mi interessa.
Perchè voglio farmi così male?
Mi trascino alla finestra e scosto leggermente la pesante tenda bordeaux, quel tanto che basta per poterlo vedere.
Per poterlo guardare mentre se ne va per sempre.
Per poterlo osservare mentre mi abbandona.
Eccolo lì, sembra che nemmeno si accorga della mia assenza. Troppo preso a salutare, troppo impegnato ad essere al centro dell'attenzione.
Stringo con forza la tenda nella mano destra e di nuovo inizio a piangere.
Non ho mai pianto tanto come in questi due giorni. Non ho mai pianto, a dire la verità.
E'l'unico per cui abbia speso delle lacrime. E' l'unico che meriti le mie lacrime.
E' l'unico che abbia mai amato.
Il primo e l'unico.
Si volta e per un attimo guarda in alto, verso questa finestra.
Di colpo lascio andare la tenda e appoggio la schiena contro il muro, giurando a me stessa che non mi innamorerò mai più di nessun altro.
FalshBack di Finn:
“Hey O’Malley!” Urlano gli amici miei appena vedono che raggiungo l’uscita della scuola, sono tutti fuori, ridono e scherzano come sempre.
“Ciao GENTAGLIA!” Mi butto letteralmente in mezzo alla folla. Baci, abbracci, pacche sulle spalle, spintoni, pizzichi. Di tutto.
“Allora alla Candice mi raccomando non rivoluzionare tutto, falla reggere ancora per un paio d’anni, che voglio venirci anche io!” Mi dice uno, che non so neanche il suo nome, ma evidentemente lui mi conosce.
Non mi dà fastidio che tutta questa folla sia così affettuosa con me, in altre circostanze li avrei evitati volentieri, ma ora, è come se riempissero quella voragine che stà inglobando tutto il mio mondo. Mi stò illudendo di non essermi accorto che LEI non è venuta a salutarmi.
Con la bacchetta faccio lievitare il baule fino alla carrozza, Colin e Ian sono di nuovo in ritardo. Lancio un’occhiata verso l’ingresso della scuola, vedo alcune sagome comparire, sorrido, sono sagome femminili, ecco la tachicardia di questa notte torna alla carica, ma non mi interessa, io la rapisco, la porto via con me.
“Supremo”
“Poison!”
L’abbraccio. Cerco di sorridere, non voglio farmi vedere serio, non è da me, che ricordo lascerei in questa scuola? Non può esistere un Finn serio! Neanche a volerlo!
Istintivamente alzo gli occhi, verso quell’austero edificio, e mi è sembrato di vederla lì, alla finestra, di vedere che piangeva per me. Ma non è possibile lei non piange mai.
***