! Template by Lys. Steal something and I'll kill you sadly/>
Questo diario fa parte del gioco di blog Magical Future, dedicato alla saga di Harry Potter e ambientato nel futuro. Tutto quello che viene scritto è assolutamente inventato e per nulla legato a quanto narrato da J.K. Rowling nei suoi libri. Persino il personaggio è inventato, anche se le foto che ho usato sono di un'attrice realmente esistente, Tanc Sade.
Carta d'Identità
Data di nascita: 18 Dicembre
Luogo di nascita: NashVille - HighLand - Scozia
Corso Universitario: Psicologia e Psichiatria Magica
Particolarità: Animagus, Volpe Artica
Aspetto:
Fatti: Finnley O’Malley, da tutti chiamato Finn, è un ragazzo di 23 anni, nato e cresciuto a Londra. Discendente da una grande e oscura dinastia di Maghi, non si è mai fatto mancare niente dalla vita. La madre Sabine è l’ambasciatrice magica Inglese, è spesso via per lavoro, e a causa di quest’ultimo Finn ha vissuto 3 anni in Spagna. Il padre Doug O’Malley è un ex professore della Candince, ormai in pensione. Ma da giovane è stato un ricco industriale, che ha deciso di lasciare il mondo dell’industria per intraprendere la carriera di professore, ha dedicato tutta la sua vita alla Politica, cosa che l’accomuna con la moglie. Alla Candince, contrariamente alle aspettative della famiglia ha intrapreso il corso di Psicologia e Psichiatria Magica, non che la sua aspirazione massima sia quella di entrare al S. Mungo, lui vuole aprire un ambulatorio tutto suo, insieme a tutto uno staff medico. La disponibilità monetaria non gli manca di certo, ma deve ancora trovare uno staff giusto, e conseguire la laurea. Ma segue con molto interesse, anche il corso di Politica Internazionale Magica, bravo studente e ottimo amico, Finn insieme a Colin e Ian possiede un negozio di oggettistica Magica. Finn è un animagus, e a volte si diverte a gironzolare per il campus trasformato, può trasformarsi in una Volpe Artica, piccola e bianca, con occhi azzurro ghiaccio. Questo Finn appena descritto non si direbbe neanche che è lui. Ecco il Finn che tutti conoscono: Alcolizzato, Britannico, Casinista, Demenziale, Egocentrico, Fantasioso, Girovago, Handicappato, Ironico, Laborioso, Megalomane, Nervoso, Ospitale, Particolare, Quadrato, Recidivo, Supremo, Terribile, Unico, Volpe, Zuccone. Amante del rischio e della follia, amico dell’incertezza Finn è il perfetto Attaccabrighe, è il capo Supremo della Brigata della vita e della morte. Un gruppo di ragazzi uniti sotto uno stesso credo, la pazzia, e la voglia di osare. Ragazzo solare, sempre con la battuta pronta e alla mano, ma dentro di se possiede l’anima del perfetto Slytherin. Finn ha un fratello e una sorella, sono gemelli, hanno 6 anni più di lui, ma ormai ha perso quasi tutti i contatti con loro, entrambi giornalisti girano il mondo in continuazione, senza mai sosta. Ha due amiche fin dall’ infanzia, Hecate e Leyla, i 3 ragazzini stavano spesso insieme, perché i loro genitori si vedevano sempre ogni sera. Tutti e 3 hanno cominciato a legare fin da piccoli, la loro era un’amicizia semplice senza, tanti problemi, con Leyla ha avuto sempre un rapporto un po’ distaccato fino alla grande tragedia che colpi la sua famiglia. Crescendo pian piano hanno cominciato a fidarsi uno dell’altra, Finn insieme Hecate sono gli unici due che hanno saputo della natura di Leyla, senza mai dire niente, e facendo come se niente fosse. Hecate, Hecate per Finn è una sorellina minore, tra loro non ci sono effusioni o smancerie, ma pura e semplice amicizia. Amore e Odio, Scherzi e battute costellano la loro amicizia. Nata in Spagna, quando si sono ritrovati insieme ad affrontare la vita per la prima volta da soli. Lui da piccolo, non sapeva pronunciare il nome Hecate, per via di un difetto di pronuncia che ha corretto crescendo, ma da qual momento, non l’ha mai chiamata con lo stesso nome, per più di due volte, trova nomignoli e nomi assurdi, ma ormai è come una tradizione. Lui per lei, è la spina nel fianco di sempre, ma sono fatti cosi. Intere notti hanno passato a casa di Finn, insieme a Colin a bere birra e giocare a carte, Hecate a casa di Finn è ormai una coinquilina non affittuaria. Ma loro stanno bene cosi, tra cucinate e torte in faccia, continuano a crescere, sempre insieme. Salito al trono della brigata durante il 4 anno di Hogwarts, ha conosciuto Millicent, una delle migliori amiche di Leyla, Dopo un anno Millicent è diventata insieme a Leyla, una Lady della brigata. Ma non solo da quel giorno Millicent è diventata la Regina di Cuori, del suo cuore. Una ragazza dalla bellezza indescrivibile, la visione di un angelo e un’anima diabolica, hanno trovato subito un feeling perfetto, a dir poco eccezionale, ma le loro vite non hanno fatto altrettanto, due anni sono stati insieme, gli ultimi due di Hogwarts per Finn, dopo i GUFO, hanno deciso di lasciarsi in comune accordo, sapendo che non erano pronti per una Relazione, con la R maiuscola, ma pur consci che non tentare sarebbe stato un errore. I tempi della scuola, erano fantastici lui e Millicent e Colin e Leyla erano un quartetto perfetto, le uscite a quattro non sono mai mancante. Ma ora ha rincontrato la sua Scheggia, riprova ancora qualcosa, ma non lo vuole ammettere, sono passati ¾ anni da quando si sono lasciati. Ma non può fare a meno, di pensare che la sua scheggia è tornata. Infatti la brigata senza Millicent, Leyla e Hecate è stata un po’ fiacca. Ma ora che Hecate è tornata, e le Lady hanno ripreso il loro ruolo tutto andrà per il meglio. Ama indossare camice stravaganti, che cambiano forma e decorazioni spesso, ha oltre duecento camice diverse nell’armadio, e ognuna più strana dell’altra, e le abbina a volte con dei cappelli ancora più bizzarri, ma il suo preferito è un cappello di lino bianco, classico, con una fascia nera, che cambia colore in base all’umore. Finn è un ragazzo semplice, ha grandi doti magiche ma non è interessato al lato oscuro, per lui la magia è solo un qualcosa in più che può tornargli utile, bravo duellante non ama mai sfidare nessuno, non sono cose che fanno per lui. Per l’importante per lui, è bere e divertirsi con gli amici, niente più.
amicizia
amore
flashback
hecate
ironia
leyla
millicent
morte scampata
pazzia
pene damore
ray
scherzi
Dock Rock
My Best Friend!
My Lovely Girl
Gli scritti e il personaggio sono © Ju
Immagini da [here] || Brushes da [here], [here], [here]
For Ju
Ore 2.34 del 29/10/06. Ho finito di lavorare su questo template e dopo tanto impegno, credo di essere soddisfatta; volevo realizzare un bel diario sì per un personaggio che adoro, ma soprattutto per la persona speciale che lo muove. Spero vivamente che ti piaccia.
Con affetto, Lys
Pochi giorni al ballo, e lei niente, non mi ha fatto nemmeno un cenno. Maledetta Vendicatrice. Me la pagherà… Seh come no! Come sempre, che appena lei ti parla sorridi come un ebete.
Oggi la brigata non c’è, sono al Once More, c’è pure Leyla, ha detto che preferiva passare una serata con loro. Ma! Dalla pugnalata quella ragazza s’è stranita… Scuoto la testa. Dovrei essere anche io con gli altri ma non avevo voglia, oddio si, ma qui c’è Milly, quindi inutile parlarne no? Una tavolata ben assortita, mi sembra di essere tornato a scuola, Malfoy, Pansy, Ludmilla, Daphne, Milly, e pure un altro Yankee Seth… Il gruppo ha appena finito di suonare, alcuni di loro vanno al bancone per ordinare da bere. Lo Yankee viene verso di noi, sorridente.
“Ciao Ragazzi!” Ci saluta.
“Hey Yankee!” Ricambio per primo, seguito da tutta la tavolata. Afferro il mio drink e comincio a gustarmelo, bello fresco.
“Allora, ragazzi…” Prende una sedia e si aggiunge a capo tavola. “Che si fa per il compleanno di Leyla? Festa a sorpresa? O stà già organizzando lei?” Il silenzio ci avvolge. Anzi che dico il GELO ci avvolge. Niente la fine del mondo stà per iniziare, e Ray ha acceso la miccia.
“Al FUOCO!” Urlo alzandomi in piedi, e indicando un punto non ben definito… “Ragazzi tutti fuori!” Mi agito, la tavolata mi sta fissando allibita, solo la Cantante stà ridendo, ma lei sa, le sa che saremo tutti morti entro il 31.
“Finn tutto bene?” Chiede Pansy divertita.
“Ma che bene e bene… C’è un troll dentro al pub, e voi ve ne state tranquilli seduti?” Devo trovare un diversivo.
“Finn Smettila!” Interviene brusca Millicent. “Yankee, e quando sarebbe il compleanno di Leyla?” Si fa più vicina a Ray.
“Nanananana nanananananana nanananananana” Canticchio ad alta voce, ma Hecate mi prende per un braccio e mi tira giu a sedere.
“Qualcuno ha capito che tipo di droga s’è preso?” Chiede Seth indicandomi. “No perché non la voglio provare per sbaglio…”
“Ma che amiche siete, che non vi ricordate del suo compleanno?” Chiede sarcastico Ray. Io scuoto la testa, è la fine la fine del mondo.
“No…” Dice Pansy. “Non è che non ce lo ricordiamo, non ce l’ha mai detto…”
“Verissimo, lei diceva sempre è tra un po’… è passato da poco.. Ma mai in 9 anni che la conosciamo abbiamo festeggiato il suo compleanno…” è Daphne a intervenire.
“Neanche quando glie lo chiedeva mia madre, lo ha mai detto… Diceva che non era ancora il tempo..” Apostrofa Draco. Ecco se non lo vuole dire ci sarà un motivo, no?
“Ma davvero?” Sghignazza Ray bevendo un sorso di birra. “Beh il suo compleanno è…”
“Rullo di tamburi…” Dice il nuovo Yankee. “Per favore fate silenzio!”
“Mi sento male!” Mi alzo in piedi, lo yankee si blocca. “Ahhhh” Sospiro facendo finta di svenire, beh cosi smetteranno di parlare del compleanno di Leyla, no?
“Ignoratelo…” Scheggia blocca tutti. “Dai Yankee dicci quando è il suo compleanno sono anni che stiamo cercando di saperlo…” Sospira divertita.
“Inutile” Dico rialzandomi e tornando a sedere.
“Il 31 ottobre!” Esclama con un sorriso trionfante in volto.
“Wow… è proprio da Leyla essere nata in quel giorno..”Esclama Daphne.
“Si esatto” Ci ride su Pansy.
“Ma è tra qualche giorno! Anzi tra 2 giorni!” Esclama Milly allibita.
“Riusciranno i nostri eroi a organizzare una mega festa in due giorni?” Sento il nuovo svitato americano, commentare in sottofondo.
“Ecco appunto perché fargli gli auguri, o organizzargli qualcosa di scadente…” Guardo Deborah in cerca di aiuto, ma lei alza le mani e scuote la testa divertita. “Suvvia, parliamo di cose più importanti! Ad esempio l’incidenza delle tasse sugli appalti pubblici!” Dico cercando di sembrare convinto.
“Ma smettila O’Malley!” Dice Malfoy seguito da un applauso generale della tavolata.
“Allora che gli facciamo?” Dice Milly appoggiandosi sul tavolo con i gomiti.
“Beh dobbiamo recuperare 10 anni di feste mancate…” Aggiunge Pansy.
“E soprattutto una cosa a sorpresa a questo punto…” Daphne dice la sua. Ecco stanno firmando la loro condanna a morte.
“Beh c’è il ballo no?” Comincia Ray. “Potremmo fargli qualcosa dopo… Magari insieme anche a quelli della brigata…” Lancia un occhiata verso me e Donatella. Io annuisco ormai arreso.
“E da regalo?” Chiede Draco.
“Una ghigliottina, che poi si diverte a usarla con noi…”
“Dovrei chiedere al Barista di mettere quella musichetta… Di quel film babbano… Mhm… Mission Impossible!” Esclama Seth continuando a farfugliare qualcosa, mentre Pansy ride alla sua battuta
“Beh allora, potremmo fingere uno rapimento…”
“Malfoy, non penso che ci riusciresti…” Dico guardandolo torvo, non so se lui sa, ma penso che nessuno qui dentro avrebbe il coraggio di rapire Leyla senza dirgli che è uno scherzo..
“Vero” Sentenzia Milly. La guardo, lei no, mi stà facendo impazzire.
“Bene, paura e delirio a Londra, il nuovo film che uscirà nelle sale il 31 ottobre…” Beh dai almeno sono divertenti le sue battute. Uno Yankee spiritoso!
“Però dovremmo mostrargli che siamo in grado di fare le cose in grande…” Sospira Milly.
“Oh, e perché no un suicidio collettivo di massa? Più o meno una festa per Leyla avrebbe lo stesso effetto..:” Dico secco io, non stò scherzando.
“Ma quanto sei esagerato!” Mi riprende Pansy.
“Poi non dite che non ve l’avevo detto…” Mi butto all’indietro sulla sedia, affogando i miei presagi di morte nel Drink, che ora non è più tanto bello ne fresco.
“Allora deciso?” Chiede risoluta la mia scheggia.
“No non ho capito bene…” Intervengo.
“Ahhhh” Sbuffano tutti. “Ma se sono due ore che ne stiamo parlando!” Esclama esasperato Malfoy.
“Eh stavo pensando che Leyla vi ucciderà tutti, uno a uno…”
“Finn Taci! Se non la smetti ti uccido io!” Esordisce Millicent lanciandomi un’occhiata molto, molto poco amichevole.
“Ok ok” Dico alzando le mani. “Quindi, quando il ballo comincia a finire, cioè insomma che la gente va a fare cose migliori – risata generale della tavolata - Io con Colin chiedo a Leyla e a Milly di seguirci al pub, perché è successo un problema con la brigata…” Tutti annuiscono. “E voi ci aspettate tutti li… Con tanto di striscioni e bandierine, vero?”
“Oh, O’Malley sembra che hai capito!” Esulta Daphne.
“Grazie” Ribatto acido.
“E il regalo?” Interviene Malfoy.
“Oh, Beh, io gli regalo il mio suicidio in diretta, cosi evita di farmi soffrire!”
“Finnnnn!” Le vipere + Ray urlano a mo’ di rimprovero.
“Ognuno come vuole?” Chiede Milly guardando tutti tranne me.
“Va beh dai può andare…”
“Ray!” Lo chiamo mentre si stà infilando la giacca Jeans. “Ti va di fare due passi?”
“Certo” Si sistema il colletto.
“Allora sarò chiaro e coinciso… Ti stiamo per caso antipatici? Ti ho mai fatto qualcosa che non andava? Odi le vipere? Vuoi sterminare Londra?”
“Hey, Hey, Hey, calma!” Dice uscendo dal pub. “Si può sapere che succede?”
“Come faccio a spiegartelo in parole semplici… Senza farti capire che stai per morire? Anzi stai prima uccidendo Leyla o quello che rimarrà della sua parte buona.”
“Finn, mi dici che succede, invece che prevedere catastrofi ovunque?!” Chiede un po’ scocciato.
“Allora, qualche giorno fa Sugar, ha parlato con Leyla, come facciamo entrambi da 11 anni a questa parte… Prima lei e poi io..” Sospiro.
“Ok vai avanti…”
“Ogni anno è stato un buco nell’acqua. Non ha mai voluto dirci il perché non volesse festeggiare neanche con noi il suo compleanno… Ci ha fatto giurare di non dirlo mai a nessuno…”
“Quindi voi due lo sapevate!” Esclama un po’ sorpreso.
“Noi due conosciamo Leyla meglio di qualunque persona su questa terra….” Dico sorridendo, ed è vero. “Quest’anno però non so per quale evento astrale ha deciso di spiegarle il perché..”
“Allora dai…” Dice infilandosi le mani nei Jeans, e fermandosi sotto al lampione. Si siede sulla spalliera della panchina e mi fissa.
“Lei dopo il suo 25° compleanno non invecchierà più.. Rimarrà pressoché come ‘è ora… In genere i vampiri quando vengono uccisi e rigenerati si bloccano all’età della loro uccisione, ma a Leyla tramite un potente incantesimo gli p stato concesso di crescere fino ai 25 anni..”
“Ma…”
“Lo so.. Un altro suo aspetto un po’ stravagante…” Cerco di sdrammatizzare. Non sembra funzionare però. “Quindi non ha mai voluto festeggiare perché lei è consapevole che ci vedrà invecchiare e morire uno dopo l’altro.. E l’ipotesi che qualcuno la uccida prima non le và molto a genio…” Guardo Ray, non c’è bisogno di un legimante potente per capire che non l’ha presa al massimo. “Ray, non sentirti in colpa… Non importa sarebbe venuto fuori sicuramente…
“Lo dovevo capire che non t’eri bevuto il cervello insieme al Drink…” Sospira appoggiando le braccia sulle gambe e guardando giu.
“Si ma dai… Leyla starà sulle sue per un po’, ma vedrai che poi gli farà piacere… Le vipere sono tutte cosi, dure marmoree ma con un cuore di cioccolata…”
“Ma è colpa mia…”
“No, è colpa sua che non si spiega mai, che non si sa quello che le passa per la testa..”
“Si ma dovevo aspettarmelo…”
“Oh beh, ti dovresti aspettare tante cose… Ma Ray fidati, gli farà piacere…”
“Si come no… Come a me farà piacere essere ucciso dopo lente e dolorose torture!” Risponde sarcastico.
“Ray, non è successo niente…” Cerco di farglielo capire. Leyla vuole troppo bene a questo Yankee per fargli del male. Almeno spero.
Cari Compagni dell’ultimo viaggio,
Si si si si, lo so… Ancora con questa storia! Oggi è il giorno del grande ballo, e della grande festa a sorpresa, questa missiva arriverà a tutti coloro che hanno preso parte al suicidio collet.. Ehm, alla festa a sorpresa per la nostra amorevole Leyla!
Allora vi ho scritto per ricapitolare il tutto.
Durante al ballo nessuno accennerà al compleanno di Leyla.
Verso le 3, insomma quando il ballo stà per concludersi vi saluterete come sempre… Baci baci, abbracci abbracci.. Io convocherò una riunione straordinaria della brigata. Millicent (Scheggia) porterà Leyla al pub, e li sbuchiamo tutti fuori dicendo Auguriiii, e preghiamo un’entità superiore che non abbia la bacchetta a portata di mano. Insomma tutto chiaro? A dopo Gente!
“Sei uno splendore!” Mi giro di scatto.
“Hey sei te..” Vedo la matta appoggiata con una spalla allo stipite della porta, e con le gambe incrociate all’altezza della caviglia.
“Che credevi che fossi? Millicent?”
“Senti Piratesca da quattro soldi..:” Dico minaccioso.
“Negalo se hai il coraggio no?”
“No non lo nego…” Torno a fissarmi. Ma quanto sono bello?
“Vieni qua, principe stravagante!” Mi richiama Jumbia. “Che ti sistemo il turbante, e poi fuggo…” Dice sistemandomi questo enorme coso celeste, bello, d’effetto ma molto, molto fastidioso.
“Ti vedi con il gruppo?”
“No Spina nel fianco, ho un appuntamento con il mio spasimante segreto!” Risponde lei schioccandomi un’occhiataccia.
“Oggi siamo in vena si spiritosaggini vero?” Chiedo pungente.
“Certo come sempre!” Mi sistema il vestito, e mi da una pacca sul petto.
“Grazie Gheltrud!”
Al Ballo:
Venti minuti che giro su e giu per il salone. Non la vedo. Non ci sono nessuna delle vipere. Ma non mi interessa del resto del mondo. Millicent stà sera sicuramente non verrà. Ce l’avrà ancora con me perché l’ho portata a letto ubriaca, perché ho ridipinto la casa del suo ex, per le mille prese in giro per le rose, e dopo la serenata penso che mi ha odiato. Ma infondo io stupido idiota illuso. Che credevo di fare? ‘Milly torniamo insieme?’ Magari fosse così facile… Magari con una semplice domanda potessi riavere la mia principessa.
“O’Malley…” Mi saluta Pansy, lanciandomi uno sguardo un po’ complice. Ma solo dopo ho intuito il vero significato di quello sguardo.
“Pansy! Sei una vera e propria favola…” Le dico salutandola.
“Grazie” Sorride. Ma ecco che il mio sguardo viene rapito da una paradisiaca visione. Una Jasmine vestita di celeste stà passeggiando per il parco. Sorrido e senza neanche curarmi di chi o cosa urto. Tempo due secondi sono a un metro da lei. Non si è accorta della mia presenza, è nervosa lo posso notare da come stringe le mani a pugno intorno alla stoffa del vestito, e il suo respiro non è regolare.
Silenziosamente l’avvicino, le metto una mano sulla spalla, sobbalza, e si gira di scatto. Solo ora noto che ha tinto i capelli di nero, dio quanto è bella, da togliere il fiato. Se si facesse attenzione si sentirebbe il mio cuore battere all’impazzata.
“Mia Principessa!” Mi inchino e le bacio la mano, alzo lo sguardo lei sorride.
“Aladin..” Il suo tono non è freddo come sempre.
Mi rialzo, e le prendo la mano, la stringo alla mia. Lei all’inizio stenta, ma poi ricambia la presa. Vorrei baciarla, ma rovinerei tutto. È venuta al ballo vestita da Jasmine. È venuta per me. Sospiro.
“Tutto bene?” Chiede guardandomi.
“Non potrebbe andare meglio…” Con la mano libera le sistemo una ciocca di capelli scivolata dalla presa lenta dell’elastico. “Sei Stupenda Jasmine…” Sorride senza dire niente.
“O MIO DIO!” Urlo esterrefatto. Non ridere Finn. Non ridere. Non ridere. Altrimenti muori fulminato. Non ridere. Non ridere.
“O’Malley detto niente?” I suoi occhi cristallini mi stanno fissando.
Gli altri si sono girati. Leyla praticamente ha davanti a se la sua fine.
“No Leyla niente!” Le vado incontro e forse per la prima volta in quest’anno l’abbraccio. Infondo è il suo compleanno no? Mi scosto da lei, e osservo Jason che è andato a prendere da bere. “Cioè non ci posso credere…”
“Cenerentola!” Esclama divertita Pansy.
“Oh, Mio Dio!” Dice Daphne strozzandosi per le risate.
“Ecco questo si che è inquietante…” Interviene il nuovo Yankee. “Già conoscere Morticia Addams è stato shockante…” Scuote la testa sgranando gli occhi. “Ma vederla travestita da Cenerentola, potrebbe bloccarmi la crescita!”
“Hey..” Protesta lei fulminandolo almeno un milione di volte con lo sguardo.
“Leyla !” Millicent, lai stà chiamando. Si gira per salutarla, e un flash la travolge.
“Ecco questa foto verrà usata per i prossimi duemila anni presumo!” Dice sventolando la foto che la ritrae vestita da cenerentola.
“Oh scheggia ben fatto!” Gli vado vicino per vedere la foto. Perfetta. Peccato che non ne ha fatta una di quelle animate.
“Sentite… Voi due… VI siete guardati prima di uscire di casa?” Chiede sospirando.
Millicent si gira verso di me, mi fissa, mi scruta, mi studia, mi mette in soggezione! Poi torna a fissare Leyla. “Certo che ci siamo visti!” Dice un po’ stizzita. “E siamo davvero bellissimi!”.
Dio quanto mi fa impazzire questa ragazza.
“E non come te e il gessetto ossigenato!” Aggiungo con tono finto offeso. “Toh parli del diavolo e spunta l’idiota!” Dico indicando Jason da lontano. Logicamente la mia battuta non è passata inosservata e il gruppetto comincia a ridere. Leyla scuote la testa e incenerisce uno a uno tutti i presenti, che continuano a ridere allegramente.
“Tieni Baby” Gli dice cingendogli la vita con un braccio, e con l’altro porgendogli un drink. “Salve Ragazzi” Saluta con un cenno di mano
“Ciao!” Ricambio allegro. Anzi sono proprio l’unico a ricambiare, gli altri sembrano tutti usciti da un funerale, e in questi momenti mi domando come fa essere cosi famoso come rapper.
“Hey..!” Esclama guardando Millicent. “Non ti sei vestita da Barbie!” Eh? Che vuole lui da Millicent? Cosa? Barbie? Aveva invitato anche Milly? Cioè… “Oh, o sei vestita da barbie orientale…” Continua a ridere come un merluzzo idiota, e la fissa, Scheggia stà per aprire bocca, ma l’afferro per un polso e la tiro verso di me. Se parla, va a finire che lo insulta, e se lo insulta va a finirci la rissa, e in queste occasioni quello con un occhio nero sono sempre io.
“Te invece…” Dico velocemente prima che Milly apra bocca. “Mi pare che sei vestito da Autista vero? O da Gelataio a una sera di gala… O da Cameriere…”
“Finn!” Sbotta Leyla.
“Baby, tranquilla..” La bacia.
Io intanto guardo Milly alza gli occhi al cielo, per poi incrociare il mio sguardo, la tengo ancora tra le mie braccia. “Sete?” Annuisce. “A dopo gente, e Cenerentola mi raccomando se incrocia le sorellastre, non le uccida…” La prendo in giro. Appena raggiungiamo il bar, Milly comincia a ridere. “Tutto bene? Già ubriaca e non hai ancora bevuto!” La prendo in giro.
“No è che…” Si avvicina a me, e mi tira giù per il colletto. “Avevo pensato la stessa identica battuta…” La sento sorridere. Mi lascia andare, e afferra il suo drink.
“Jasmine…” Stà camminando qualche passo davanti a me. Lei si gira e sorride.
“Aladin… Dimmi” Si sistema i lunghi capelli corvini, e mette la margherita che gli ho dato sull’orecchio.
“Me lo concederesti un ballo, mia principessa?”
“Dipende…” Sorride sfuggente. “Cosa mi dai in cambio?” Mentre lo dice l’afferro per un polso, e la porto fuori del salone, stringo il suo polso in una presa delicata ma ferma. Lei mi segue, con lo sguardo perso.
Appena siamo distanti dalla gente, l’abbraccio da dietro, con una mano cingo la vita e con l’altra gli indico il cielo stellato.
“Ora vieni con me… Verso un mondo d’incanto… Principessa è tanto che il mio cuore aspetta un si… Quello che scoprirai, è davvero importante… Il tappeto volante ci accompagna proprio li… Il Mondo è tuo… Con quelle stelle puoi giocar… Nessuno ti dirà che non si fa…. È un mondo tuo per sempre…” Gi canticchio all’orecchio. C’ho messo settimane a impararmi questa canzoncina del piffero. Mi sono rivisto quel dannato cartone animato 347 volte, contate da Colin 352 contante da me. Lei si gira, sorride. Gli brillano gli occhi, come quando gli ho detto che era bellissima.
“Solo perché mi fai pena ti concederò un paio di balli…” Dice trascinandomi per la cintura del vestito.
Appena entriamo, neanche a farlo apposta la musica cambia, diventa melodica. Dalle prime note posso intuire che è Mad World di Gary Luces, è uno dei dischi che ho rubato a Sugar.
La canzone è una delle più malinconiche che abbia mai sentito, è la canzone che ho ascoltato giorno e notte quando mi sono lasciano con Millicent. Segno del destino?
Ci fermiamo in un punto imprecisato all’interno della pista da ballo, la stringo a me, lei appoggia la sua testa sul mio petto. E mi lascio trasportare dalla dolce melodia. E quanto ricordi, quante cose stò provando tenendo stretta a me questa bambola di cristallo, cosi bella da togliere il fiato, e fragile come una rosa.
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world
enlarged in your world
Mad world
Trovo strano che tutto questo stia accadendo proprio a me. Per anni, ho desiderato riabbracciarla, ho desiderato tornare insieme a lei, nessuna mi faceva stare bene come lei, nessuna sfuriata era coinvolgente come una le sue. Ma sento che ancora qualcosa ci separa, come se un sottile foglio di insicurezza ci avvolgesse entrambi. Entrambi cresciuti, cambiati, innamorati, e con la consapevolezza che il cuore non potrebbe reggere un’altra rottura. Ma ora lei è qui accanto a me, io la stringo a me, è cosi reale, ed è questo l’importante. Non è un sogno.
Chiudo gli occhi e spero che questo momento non abbia mai fine, perché se solo mi separo da lei di nuovo rischio di perdermi nella mia esistenza, che è un sopravvivere senza osare.
“Sei vivo!” Esclama Colin.
“Pure te!” Dico io.
“Si ma te… Milly…”
“Ah, tranquillo è pazza di me!” Dico buttandomi a sedere sul divano.
“Si no, aspè, lei è pazza… Ma non direi pazza, di te… No!” Scuote la testa e fa le spallucce.
“Ehhhh vedrai!”
“Direi pazza Omicida!” Si siede sulla poltrona davanti al divano, avvicinandola.
“Mah! Ti dico di no!” Ribatto.
“Più pazza ancora… Pazza come chi vuole torturarti fino alla morte…” Prende fiato. “Lei preferirebbe che le amputassero una mano, e che glie la servissero a cena… più che stare con te…”
“Colin”
“No aspè! Preferirebbe sorbirsi l’Amleto recitato al contrario per l’eternità… Pur di stare con te…”
“Colin”
“Eh mi sento ispirato stà sera!” Dice sorridendo. “Beh preferirebbe anche vivere infondo al mare con la sirenetta invece che stare vicino a te” Comincia a tossire. Ride e tossisce. Mi guarda e ride, mi guarda e tossisce.
“Sei talmente ispirato che ti dimentichi come si respira?” Lo guardo inarcando il sopracciglio, ma lui continua a ridere, e tossire. “Strozzati con comodo” Dico accavallando una gamba sopra l’altra.
“Poi… Cioè… Millicent non si metterà mai insieme a te, non di nuovo! Non dopo che le hai imbrattato la casa dell’ex… non dopo che l’hai portata a letto a tradimento… Non dopo che tu respirerai ancora!”
“Comincia a mancarti l’ossigeno al cervello, cominci a farneticare, Colin!” Sorrido.
“Va beh, dimmi allora come la conquisti, mister” Dice sedendosi, e fissandomi negli occhi.
“Allora, per iniziare, una bella serenata…” Dico pensando. “Sh. Non fiatare… Parli dopo!” Continuo a pensare. “Poi la porto a vedere le sette meraviglie del mondo, per poi fargli capire che ne esiste un’ottava… LEI” Dio quando è bella. Che occhi, che sorriso, che temperamento. “La sommergo di regali, di ogni genere, la porto a cena nei luoghi più belli al mondo.. Poi…”
“Poi il tutto si conclude con il tuo funerale Finn!” Esclama Colin tra l’indignato e il divertito.
“Malfidato!” Scuoto la testa. “Io conosco Millicent, meglio di qualunque altra persona che esista al mondo!”
“Lo so, lo so, lo so…” Dice lui seccato.
“Stanno per suonare” Dico fissando l’orologio.
*Dlin Dlon*
“Adesso sei pure veggente?” Mi chiede allibito Colin.
“No è la ragazza di Joseph!” Dico sorridente.
“Wow, si è fidanzato?”
“No ancora no!” Ma come fa a dire castronerie del genere? “Anche perché non ha conosciuto Josephine” Sorrido.
“No”
“Invece si”
“Ma No!”
“Ma cosa?”
“Josephine”
“Eh”
“Josephine”
“Ok, hai imparato a memoria il nome.”
*Dlin Dlon*
“Sei un mostro” Dice Colin andando ad aprire la porta. Sento un urlo strozzato, e poi torna in sala, bianco come la morte. “Ho trovato Locknes, posso reputarmi fortunato?” è ovviamente sotto shock.
“Viene avanti Josephine” Rido.
“Hey bellezza” La voce quasi inconfondibile di uno scaricatore di porto, ehm, volevo dire di una ragazza. Ecco lo spettacolo che ci si para davanti: Alta, capelli fucsia e viola, tatuaggi come una seconda pelle. Piercing sul naso e sulla lingua. Veste come un militare in servizio. Intelligente, e ben dotata nei punti giusti, inibizioni zero, insomma la fotocopia femminile di Joseph.
“Tra poco incontrerai l’uomo della tua vita” Sorrido compiaciuto, sono eccitato come quando ero piccino e aspettato l’arrivo di natale.
“Hey Joseph” Lo chiamo sventolando la mano. Lui si gira, ricambia il saluto e mi si avvicina.
“Cosa era tutta questa urgenza?”
“Vieni con me!” Lo afferro per u braccio, e lo trascino fino a dietro il campus.
“Hey Finn che ti sei bevuto il cervello?” Protesta lui.
“Zito e seguimi!”
“Hey, guarda che ti uccido qui eh!”
“Si va beh. Mi ucciderai dopo…Ma prima devi conoscere…”
“Conoscere?” Chiede visibilmente preoccupato.
“Josephine!”
“Ahahahaha che è uno scherzo?” Chiede divertito.
“Certo, che no!” Esclamo un po’ spazientito. Ma eccoli, vedo Josephine e Colin parlare vicino alla grande quercia.
“Hey!” Richiamo la loro attenzione.
“Josephine, ti presento Joseph” Loro due si guardano, si scrutano.
“Sei un mostro!” Riconosco la voce di Joseph anche senza girarmi.
“Hey, non è che tu sei Mister universi eh?” Dico guardandolo aggrottando le sopracciglia.
“Sai a cosa mi riferisco!” Dice lui incrociando le braccia al petto.
“Josephine?” Domando sorridendo come un ebete, sono cosi belli insieme…
“Si lei!”
“Amorevole vero?”
“Amorevole e Bella come l’abominevole uomo delle nevi!” Dice lui sedendosi vicino a me. “Finn più che altro perché stai aspettando una lezione di Politica Economica Magica?”
“Ma è la tua fotocopia al femminile!” Dico sconcertato. Dovevano essere perfetti assieme. “Eravate perfetti assieme!” Protesto.
“Si perfetti assieme… Eh” Dice roteando la testa verso di me. “Come ero perfetto assieme con quella da lingua viola, con quella tutta tatuata anche nei posti più assurdi, anche quella che faceva la chirichetta nelle chiese babbane… Aspè poi c’era Miss arancione…” Dice contandole con le mani. “Per non parlare di quella che è la brutta copia depressa di Leyla, e quella pelata con la bandana in testa…”
“OK, lo ammetto, però Josephine era veramente la tua metà!” Sorrido amabilmente sperando che non mi schianti proprio qui in aula.
Sono finalmente in camera mia. Silenzio. Buio. Solo io, e il suo profumo. Ok sarà passata una settimana, è improbabile che ancora ci sia qualche sua molecola in giro. Ma io lo sento. Sento la sua risata, vedo i suoi occhi ovunque, la sua camminata si para davanti ai miei occhi. Scuoto la testa. Cazzo come stai diventando patetico Finn. Come una serie televisiva di 4° ordine. Lei non può essere conquistata con mille rose rosse, neanche con il mondo intero riusciresti a conquistarla. Sei patetico, sei melenso, sei vomitevole. Sei tutto quello che lei crede di odiare. Ma sai anche, che adorava essere stretta tra le tue braccia quando aveva una giornata no. Sai che adorava il tuo essere impassibile davanti alle sue scenate, l’aiutava a essere se stessa pienamente. Sai che quando gli dicevi ‘Ti Amo’ lei tremava. Sai che esiste una Millicent che ama la luce del sole, e passeggiate in riva al mare, una Millicent che ama sentirsi una regina di cuore.
“Smettila” Sussurro. Lei non è più tua. Non hai più il diritto di conquistarla. Apro il cassetto, è ancora lì. Lo osservo, non l’ho più preso, l’ho tenuto io per tutti questi anni. Lei ha creduto di averlo perso. Invece lo custodivo io. Mi ricordo ancora quando glie lo regalai per Natale. Mi prese in giro come un dannato. Ma poi in una nottata di pioggia, lei era in sala comune, da sola davanti al camino, teneva tra le mani una piuma e sulle gambe appoggiato c’era il nostro diario. Era cosi fragile. Lo prendo tra le mani, per la prima volta in quattro anni. Mi domando ancora perché solo io conosco una Millicent cosi diversa. Una Millicent che ama, che prova emozioni, che è fragile, che ha le sue incertezze. Mi domando se io non ho sognato tutto. Se io non mi sono inventato una lei così perfetta. Mi domando se non stò facendo la più grande cazzata di questa terra. Ma ho solo una risposta a tutte queste domande. Io l’AMO.
“Salve” Dico comparendo dal nulla. Lei sobbalza. Mi guarda con odio. Il solito odio aggiungerei.
“Cazzo Finn!” Sospira. “Spina nel fianco, vuoi morire? Per poco non ti crucciavo!” Dice mostrandomi la bacchetta. “Avevo sentito che c’era qualcuno di troppo qui dentro” Si siede sul divano. “Hai per caso bisogno, ora come ora, di lezioni di canto? No sai, dopo le rose, ci stà bene una serenate…” Sorride malefica. A volte la vorrei uccidere.
“Esatto” Dico serio, annuendo.
“Come esatto?” Sgrana gli occhi, mi stà osservando, vuole capire se scherzo.
“Voglio farle una serenata!” Dico sedendomi sul tavolino di fronte a lei.
“Cosa?” è allibita? Stupita? Indignata? Incredula? “Stai diventando fottutamente melenso lo sai?”
“Si ma sono anche disperatamente innamorato..” Sospiro rassegnato. Nessuno mi capisce.
“Almeno te lo ammetti…” Sorride tra se e se.
“Cosa?”
“Niente” Sospira scuotendo la testa.
“Aiutami”
“A preparare il tuo funerale? Certo”
“Ma cavoli! Te e Colin non riuscite a capire….”
“Oh beh, perché vuoi morire per mano sua?” Scuote la testa. “Proprio no!”
“Ma Pantofola!...”
“Spina nel fianco…” Ci stiamo fissando negli occhi. Posso notare il suo divertimento nel vedermi cosi, nell’immaginarsi la mia fine.
“Ahuf!” Sbuffo incrociando le braccia.
“Sei impossibile!” Ribatte lei.
“Si!” Mi alzo di scatto in piedi. “Bello, impossibile, e irraggiungibile…”
“O signor…”
“Sono magnifico…”
“Basta crederci!” Annuisce.
“Sono unico…”
“Grazie a Dio!” Esclama. Io mi giro e la guardo. “No sai, ti immagini una vita con un esercito di Finn?” Fa una smorfia schifata.
“Fantastico!” Batto il pugno sulla mano aperta. “Strabiliante…”
“Si un incubo vivente praticamente!” Dice lei scuotendo la testa e ridendo.
“Mi aiuti?”
“MA dici sul serio?”
“Ma no…”
“Ecco”
“Ecco un corno!”
“Finn!”
“Pulce!”
“Ahhh”
“Ehhhh”
“O’Malley!”
“Seavers!”
“Hey!”
“Hey!”
“Ora basta” Si alza in piedi e mi fissa minacciosa.
“Sennò che mi fai?”
“Oh beh”
“Ah beh!”
Ed ecco che mi sento travolgere il viso da una montagna di panna. Me lo dovevo aspettare, era almeno una settimana che non mi arrivava una torta in faccia. Con la mano, continuando a fissare la Pasticcera, mi tolgo la panna dal viso, e glie la getto addosso. Lei salta verso sinistra e riesce a schivare.
“Beh sei ancora agile!” Dico pulendomi il resto della panna con la bacchetta.“Nonostante i chili di troppo…” Ora posso dire addio alla mia esistenza.
“Sei morto!”
“Sei stupenda!”
“Non funziona!” Scuote la testa e porta le braccia incrociate al petto.
“Sei perfetta…”
“Ribadisco sei morto!”
“Ma morto sono meno simpatico…”
“Se è per questo, farei un favore all’umanità!”
“Piccioncina!”
“Morto che parla, e cammina!” Ha il fuoco negli occhi. E conosco bene quello sguardo, difficilmente si placherà.
“Trottola..”
“Di la tua ultima preghiera”
“Ok” Chiudo gli occhi e mi smaterializzo qualche secondo prima che le sue mani afferrassero il mio collo.
“Finn” Protesta lei, che per poco non cadeva a faccia in avanti.
“Che c’è…ho pregato di smaterializzarmi in tempo!” Rido divertito.
“Ah!” Si siede sul divano.
“Fame?”
“No”
“Sete?”
“Si”
“Allora bevi!” Mi apro in un sorriso smagliante.
“Vuoi proprio morire?”
“Forse”
“Non ho voglia ora, sei fortunato”
“Vipere!” Mi materializzo davanti al gruppetto, che stà chiacchierando lungo il viale che porta alla Candice.
“O’Malley” Mi saluta Daphne.
“Vi rapisco la vostra adorata Millicent” Dico afferrandola per una braccio e smaterializzandomi in camera mia, prima che qualcuno potesse fermarmi.
“Ma sei matto!” Dice liberandosi dalla mia presa. E dandomi un bello spintone. Si guarda in giro. “Che ci faccio qui!” Esclama infuriata. Batte rumorosamente il piede a terra. Indico con la testa il letto. Lei si gira di scatto, e osserva ben bene il letto. Posso vedere un sorriso apparire e sparire in un lampo, come lo scintillio nei suoi occhi. Lo sapevo che stò facendo la cosa giusta. “Beh allora?Che significa?”
“Niente!” Sorrido. Ma lei non cede, continua a fissarmi. “E va bene…” Dico girandomi verso la finestra. Sospiro. <<Penso che tu sia vestita poco alla moda ultimamente.>> “Vuoi venire al ballo con me?” Dico girandomi e guardandola in quei occhi blu oceano. Mi perdo nel suo sguardo. Si gira verso il letto, prende il suo abito e sparisce. Solo ora mi rendo conto che ho pensato quello che volevo dire, e ho detto quello che dovevo solo pensare.
Cavoli. Ha una voce magnifica. Lei è magnifica. L’osservo bene, ogni suo movimento, è grinta pura, esprime se stessa quando è sul palco, si libera da quel peso che le attanaglia l’anima. È cresciuta, non è la piccola Hecate, la piccola Hecate che correva da me senza dire niente, la piccola Hecate che quando giocavamo a nascondino non voleva ammettere di spiare quando mi nascondevo io. Ora è lì, su quel palco, non è obbligata a cantare. Sono orgoglioso di lei, la considero come una sorella, anzi forse è una sorella per me. Con la sua caparbietà è sempre andata avanti, una piccola guerriera, determinata ha sempre affrontato tutto senza farsi tanti problemi. Ha affrontato i lupi a testa alta, e non ha mai ceduto. Ho la pelle d’oca, non la sentivo cantare da tempo, e devo dire che è sempre la stessa magia. Non so se anche gli altri notano tutto questo. So solo che oggi Hecate Seavers, è finalmente cresciuta, si stà lasciando alle spalle dei capitoli poco piacevoli, che hanno costellato la sua vita. Io faccio il tifo per lei.
“Svegliati!” Sento strattonarmi a destra e sinistra.
“Hey!” Dico stiracchiandomi. “Leyla?” Chiedo stupito mettendo a fuoco la mora davanti a me.
“No sono morgana!” Risponde acida, scuotendo la testa. Si è proprio lei.
“Cosa c’è?” Le chiedo tirandomi su.
“Sono venuta a minacciarti di morte!” Dice perentoria.
“Buongiorno anche a te!” Dico strofinandomi gli occhi.
“Non hai detto a nessuno del mio compleanno vero?” Sibila davanti al mio viso. E come potrei dargli contro? Questa qui mi uccide senza remore.
“No Leyla, sono ben 10 anni che non dico niente a nessuno”
“Bene”
“Mi devi ancora una spiegazione però” Sbuffo scocciato. Ogni anno sempre la stessa storia, stà diventando monotona.
“Non ti riguarda” Si smaterializza.
Scuoto la testa e me ne torno a dormire. Oggi non ho il tirocinio, e voglio passare la giornata a letto, e poi mi vado a comprare qualche camicia.
Ci siamo. È giunto il momento. Il Pub è pieno di gente, il gruppo di Ray e Hecate, ha appena finito di suonare, sono tutti al tavolo con le vipere, noi della brigata siamo sul tavolo vicino. Phoenix ancora mi tiene il muso, da quasi un mese non andiamo più al suo pub. Ma non ci posso fare niente. Millicent è il mio polo nord, e io sono l’ago della bussola. Mi alzo deciso. Salgo sul palco con molta calma, solo Hecate mi stà fissando, segue ogni movimento che faccio. Scuote impercettibilmente la testa. So cosa pensa, so che pensa che perderò Milly se continuo cosi, perché lei non è tipo da smancerie varie, ma io dimostrerò a tutti loro che mi sbaglio. Che lei tornerà da me.
“Ehm, Ehm” Dico battendo un dito sul microfono. Il silenzio cala velocemente per la sala. “Ecco si funziona!” Sorrido alla folla, che mi scruta incuriosita. “Buona Sera!” Sorrido. Leyla mi guarda inarcando il sopracciglio, proprio come a fianco a lei lo stà facendo Ray. “Ecco, vorrei solo un po’ della vostra attenzione”
“W Finn!” Sento brindare quelli della brigata.
“Ragazzi gli autografi dopo” Scherzo io.
“Qui, stà sera tra di voi…” Comincio a dire, sfilando il microfono dall’asta. “C’è una ragazza… Forse la più bella delle principesse” Sorrido. “Luci prego!” Dico sventolando la bacchetta, e ecco che la luci nel Pub si affievoliscono e tramutano tutto in un rosso tenue, rilassante. “La luce!” Punto la bacchetta verso Millicent, ed ecco che viene avvolta da una luce più forte. Lei scatta in piedi, posso notare la furia mista all’imbarazzo nei suoi occhi. “Seduta prego!” Due della brigata si avvicinano a lei, e trasformano la sua sedia in un piccolo trono. Non può fuggire ora.
“Quella ragazza, Millicent Bulstrode, per chi non la conoscesse” Sorrido perfidamente. Una piccola vendetta proprio ci vuole. “Ecco, lascio i convenevoli per un’altra serata… Ma posso solo dirle, che ho capito una cosa, che in passato ho commesso l’errore più terribile della mia vita, l’ho lasciata andare, pur sapendo dentro di me, che stavo perdendo la mia regina di cuori” Prendo fiato. “Beh, queste tre canzoni sono per te…”
E senza rifletterci due volte, comincio a cantare, grazie a Dio, i cromosomi dei miei genitori hanno creato un figlio intonato, e anche con un bel timbro di voce.
La prima canzone è quella del nostro primo bacio… La seconda è la colonna sonora delle nostre serate passate a discutere… La terza invece è di quando ci siamo lasciati. Una melodica, una rock, e una che ti porta via l’anima.
“Sei mitico!” “Grandioso” “Un po’ patetico!” I ragazzi della brigata stanno creando il finimondo. Sorrido tornando da loro, mi accolgono con applausi e urla, Colin stà stramazzando a terra per le risate. Il mio sguardo però è rivolto verso Millicent, posso sentire il suo odio fin qui. Vuole uccidermi. SI alza di scatto. Ecco, faccio il segno della croce mentale. Ora mi uccide realmente, capperi! Non ho fatto testamento! Ma ecco che mi supera senza neanche voltarsi. Non posso lasciarla andare via cosi… Non senza uccidermi prima, senza tirarmi dietro ogni oggetto contundente che trova sotto mano... Non senza neanche un insulto! Scatto in avanti, la devo raggiungere, dribblo alcuni cretini che stanno in mezzo al passaggio,e sono fuori, sento il vento pungente londinese. Lei si gira. Alza gli occhi al cielo, stringe per qualche secondo le mani a pugno, poi le rilassa. “Sparisci Finn”
“Ogni suo desiderio è un ordine” Dico prima di smaterializzarmi. E ora? Sono nella mia stanza, sospiro. E apro il nostro diario. La nostra storia mai finita.