Firstly

Questo diario fa parte del gioco di blog Magical Future, dedicato alla saga di Harry Potter e ambientato nel futuro. Tutto quello che viene scritto è assolutamente inventato e per nulla legato a quanto narrato da J.K. Rowling nei suoi libri. Persino il personaggio è inventato, anche se le foto che ho usato sono di un'attrice realmente esistente, Tanc Sade.

The Supreme

Carta d'Identità
Data di nascita: 18 Dicembre
Luogo di nascita: NashVille - HighLand - Scozia
Corso Universitario: Psicologia e Psichiatria Magica
Particolarità: Animagus, Volpe Artica
Aspetto:
Fatti: Finnley O’Malley, da tutti chiamato Finn, è un ragazzo di 23 anni, nato e cresciuto a Londra. Discendente da una grande e oscura dinastia di Maghi, non si è mai fatto mancare niente dalla vita. La madre Sabine è l’ambasciatrice magica Inglese, è spesso via per lavoro, e a causa di quest’ultimo Finn ha vissuto 3 anni in Spagna. Il padre Doug O’Malley è un ex professore della Candince, ormai in pensione. Ma da giovane è stato un ricco industriale, che ha deciso di lasciare il mondo dell’industria per intraprendere la carriera di professore, ha dedicato tutta la sua vita alla Politica, cosa che l’accomuna con la moglie. Alla Candince, contrariamente alle aspettative della famiglia ha intrapreso il corso di Psicologia e Psichiatria Magica, non che la sua aspirazione massima sia quella di entrare al S. Mungo, lui vuole aprire un ambulatorio tutto suo, insieme a tutto uno staff medico. La disponibilità monetaria non gli manca di certo, ma deve ancora trovare uno staff giusto, e conseguire la laurea. Ma segue con molto interesse, anche il corso di Politica Internazionale Magica, bravo studente e ottimo amico, Finn insieme a Colin e Ian possiede un negozio di oggettistica Magica. Finn è un animagus, e a volte si diverte a gironzolare per il campus trasformato, può trasformarsi in una Volpe Artica, piccola e bianca, con occhi azzurro ghiaccio. Questo Finn appena descritto non si direbbe neanche che è lui. Ecco il Finn che tutti conoscono: Alcolizzato, Britannico, Casinista, Demenziale, Egocentrico, Fantasioso, Girovago, Handicappato, Ironico, Laborioso, Megalomane, Nervoso, Ospitale, Particolare, Quadrato, Recidivo, Supremo, Terribile, Unico, Volpe, Zuccone. Amante del rischio e della follia, amico dell’incertezza Finn è il perfetto Attaccabrighe, è il capo Supremo della Brigata della vita e della morte. Un gruppo di ragazzi uniti sotto uno stesso credo, la pazzia, e la voglia di osare. Ragazzo solare, sempre con la battuta pronta e alla mano, ma dentro di se possiede l’anima del perfetto Slytherin. Finn ha un fratello e una sorella, sono gemelli, hanno 6 anni più di lui, ma ormai ha perso quasi tutti i contatti con loro, entrambi giornalisti girano il mondo in continuazione, senza mai sosta. Ha due amiche fin dall’ infanzia, Hecate e Leyla, i 3 ragazzini stavano spesso insieme, perché i loro genitori si vedevano sempre ogni sera. Tutti e 3 hanno cominciato a legare fin da piccoli, la loro era un’amicizia semplice senza, tanti problemi, con Leyla ha avuto sempre un rapporto un po’ distaccato fino alla grande tragedia che colpi la sua famiglia. Crescendo pian piano hanno cominciato a fidarsi uno dell’altra, Finn insieme Hecate sono gli unici due che hanno saputo della natura di Leyla, senza mai dire niente, e facendo come se niente fosse. Hecate, Hecate per Finn è una sorellina minore, tra loro non ci sono effusioni o smancerie, ma pura e semplice amicizia. Amore e Odio, Scherzi e battute costellano la loro amicizia. Nata in Spagna, quando si sono ritrovati insieme ad affrontare la vita per la prima volta da soli. Lui da piccolo, non sapeva pronunciare il nome Hecate, per via di un difetto di pronuncia che ha corretto crescendo, ma da qual momento, non l’ha mai chiamata con lo stesso nome, per più di due volte, trova nomignoli e nomi assurdi, ma ormai è come una tradizione. Lui per lei, è la spina nel fianco di sempre, ma sono fatti cosi. Intere notti hanno passato a casa di Finn, insieme a Colin a bere birra e giocare a carte, Hecate a casa di Finn è ormai una coinquilina non affittuaria. Ma loro stanno bene cosi, tra cucinate e torte in faccia, continuano a crescere, sempre insieme. Salito al trono della brigata durante il 4 anno di Hogwarts, ha conosciuto Millicent, una delle migliori amiche di Leyla, Dopo un anno Millicent è diventata insieme a Leyla, una Lady della brigata. Ma non solo da quel giorno Millicent è diventata la Regina di Cuori, del suo cuore. Una ragazza dalla bellezza indescrivibile, la visione di un angelo e un’anima diabolica, hanno trovato subito un feeling perfetto, a dir poco eccezionale, ma le loro vite non hanno fatto altrettanto, due anni sono stati insieme, gli ultimi due di Hogwarts per Finn, dopo i GUFO, hanno deciso di lasciarsi in comune accordo, sapendo che non erano pronti per una Relazione, con la R maiuscola, ma pur consci che non tentare sarebbe stato un errore. I tempi della scuola, erano fantastici lui e Millicent e Colin e Leyla erano un quartetto perfetto, le uscite a quattro non sono mai mancante. Ma ora ha rincontrato la sua Scheggia, riprova ancora qualcosa, ma non lo vuole ammettere, sono passati ¾ anni da quando si sono lasciati. Ma non può fare a meno, di pensare che la sua scheggia è tornata. Infatti la brigata senza Millicent, Leyla e Hecate è stata un po’ fiacca. Ma ora che Hecate è tornata, e le Lady hanno ripreso il loro ruolo tutto andrà per il meglio. Ama indossare camice stravaganti, che cambiano forma e decorazioni spesso, ha oltre duecento camice diverse nell’armadio, e ognuna più strana dell’altra, e le abbina a volte con dei cappelli ancora più bizzarri, ma il suo preferito è un cappello di lino bianco, classico, con una fascia nera, che cambia colore in base all’umore. Finn è un ragazzo semplice, ha grandi doti magiche ma non è interessato al lato oscuro, per lui la magia è solo un qualcosa in più che può tornargli utile, bravo duellante non ama mai sfidare nessuno, non sono cose che fanno per lui. Per l’importante per lui, è bere e divertirsi con gli amici, niente più.

Pearls of Wisdom

amicizia
amore
flashback
hecate
ironia
leyla
millicent
morte scampata
pazzia
pene damore
ray
scherzi

Time is money

oggi
febbraio 2007
ottobre 2006

People less supreme

Dock Rock
My Best Friend!
My Lovely Girl

Credits

Gli scritti e il personaggio sono © Ju
Immagini da [here] || Brushes da [here], [here], [here]

For Ju
Ore 2.34 del 29/10/06. Ho finito di lavorare su questo template e dopo tanto impegno, credo di essere soddisfatta; volevo realizzare un bel diario sì per un personaggio che adoro, ma soprattutto per la persona speciale che lo muove. Spero vivamente che ti piaccia.
Con affetto, Lys

domenica, 29 ottobre 2006

Cavoli c’è anche lei. Cavoli quanto è bella. E quando si arrabbia il blu dei suoi occhi si intensifica. Potrei stare ore a guardare ogni suo piccolo particolare, di come gioca con il bracciale quando è nervosa, ma non lo può dare a vedere. Ecco che mi ha lanciato un’altra occhiata, piena di odio. Sento il brivido e la tensione fino a qui. L’ho fatta grossa, e da bravo stronzo, la provoco. Gioco a un gioco strano, e le regole sono conosciute solo a me. Perché è cosi fottutamente difficile, chiederle scusa e dirgli che sono stato una vera testa di cazzo? Stà parando con Pansy, lei sa tutto e il suo sguardo di certo non è dei più amichevoli. Afferro il bicchiere di Leyla ancora pieno, per sbaglio sfioro la sua mano, lei con un gesto fulmineo e quasi impercettibile la ritrae, ma io l’ho sentita. Quella scossa che sento ogni volta che la sfioro, che incrocio i suoi occhi. Sento quel senso di vertigine ogni volta che so che dovrò incontrarla. Ogni volta che sento il suo profumo mi sento bene.
«Mi piaci quando fai la gelosa, Scheggia...» Gli sussurro all’orecchio. Sono sicuro che nessuno ha sentito, ma le si. Dato che sono uno stronzo lo faccio fino in fondo. Le sue parole, il suo sguardo di disprezzo mi hanno lacerato, so di aver sbagliato, ma cazzo anche lei stà notte era con me. Erano le sue mani che cercavano le mie, erano i suoi occhi color oceano che si sono persi nei miei. È il mio nome che ha quasi urlato nel bel mezzo della notte. L’amo. Non c’è niente da fare. In tutti questi anni sentivo che mancava qualcosa nella mia vita. Ma ora so cos’era. E ora ho rovinato tutto, lei tornerà a braccia aperte da Oliver.
“Cazzo Finn!” Mi dice Fantasy, dandomi una botta forte sulla spalla.
“Aio!” Dico guardandola male, e massaggiandomi la spalla. “Beh che ti sei fumata il cervello?” Dico piagnucolando.
“Fumato un corno!” Mi ringhia lei. “Sei in un altro pianeta dà stà mattina!” Mi dice strattonandomi.
“Eh che volevi di grazia” Chiedo guardandola, continuando a seguire i movimenti del suo, poco aggraziato, braccio.
“Come mai le Lady e Hecate non vengono stà sera? Non ci sono nemmeno La rossa, e l’isterica, nemmeno Ray!”
“Cazzo Fantasy!” Dico irritato. “Cosa te ne importa?”
“Hey calmati!” Mi dice lasciandomi di colpo, e tra un po’ non andavo a stampare la mia foto sull’asfalto. “Sei intrattabile oggi!” Dice allontanandosi, lasciandomi indietro con Colin e Phoenix.
“Quando glie lo dirai?” Ecco la voce glaciale della ragazza.
“Cosa?” Chiedo facendo il finto scemo.
“Che ami ancora Scheggia”
“Phoenix non ti ci mettere anche te ora!” Dico esasperato.
“Sarà, FINLEY, ma non mi convinci” Dice schioccandomi un’occhiata che parla da sola, e raggiungendo l’amica.
“Sei nei guai amico mio!” Colin mi appoggia una mano sulla spalla.
“Lo so” Dico continuando a camminare, e sorridendo al solo pensiero di quello che accadrà stà notte.

“Allora avete capito cosa si deve fare?” Dico levandomi in volo sulla scopa, cosi che tutta la brigata può vedermi e sentirmi.
“Una domanda!” Un ragazzo si fa avanti. “Come mai proprio CORNUTO?”
“Oh, beh, non solo cornuto, ma anche disperato, irrazionale, cretino, geloso, possessivo, idiota.. E se trovate qualche altro insulto fate pure. Non voglio vedere un centimetro che sia uno libero dal muro di quella casa!” Dico sfoggiando uno dei miei sorrisi migliori.

La porta della mia stanza si chiude. Ecco il suo profumo, che mi inebria. Irrazionale, lei non è mai stata qui, non è mai passata da me. Lei non è più mia. Ma il suo profumo mi fa andare avanti. Mi ha sempre fatto compagnia. Sorrido togliendomi la camicia. Ma è un sorriso malinconico, perché so che dopo oggi l’avrò persa per sempre. Ma quel fottutissimo stronzo doveva pagarla, l’ha ridotta a uno straccio, l’ha costretta a bere. Ok magari scrivergli tutti quegli insulti sulla casa, è stata una reazione infantile, ma ho evitato un bel crucio diretto. Di nuovo lei, di nuovo quel suo sguardo perso in un drink alcolico, di nuovo quelle lacrime prontamente asciugate. Mi lascio cadere sul letto. Sento ancora l’alcool in circolo, sorrido. Scrivere cornuto sulla casa di Oliver mi ha fatto stare meglio, alla fine Milly non potrà neanche obiettare niente. Per fare sesso, e sottolineo che sesso, bisogna essere in due, e per quanto possa negare lei c’era. C’era come quando stavamo assieme, c’era la stessa sintonia, la stessa passione.

“Piccola Ruzzola Smettila!” Dico strattonandola in avanti.
“Finn!” Dice lei ridendo.
“Ragazzi Fate i bravi, ora facciamo le foto!” Dice mia madre sorridente. È una delle poche volte che la vedo sorridere, la Spagna gli fa proprio bene. “Sorridete!”
Ed ecco che io e Hecate ci stringiamo vicini, davanti alla mia torta di compleanno, abbiamo un sorriso finto, fintissimo, tirato e quasi paralitico. Ma ecco che lei mi dà un pizzico, io sobbalzo, mia madre sposta la testa dall’obbiettivo e mi fissa, ha di nuovo ritrovato il suo sguardo austero. “Ti uccido, morta che cammina!” Dico digrignando tra i denti.
“Zitto Spina nel fianco!” Sorride pure lei, angelicamente.
“Comincio ad averne abbastanza di te…” Dico forse un po’ troppo serio senza accorgermene, tempo tre secondi il flash dello strumento fotografico ci  acceca, e io mi ritrovo la mia torta di compleanno spalmata in faccia, e le mie mani si stringono il collo di Hecate istintivamente, sento mia madre sbuffare, e lasciare le due foto sul tavolo, per poi tornare dagli altri genitori. Io e Hecate ci fissiamo per qualche secondo carichi d’odio. Poi lei con un dito prende un po’ di panna dal mio viso e l’assaggia.
“Peccato era una buona torta!” Dice ridendo. Per fortuna c’è lei.
“Piccola candelina impertinente!” Gli dico io pulendomi il viso.
“Non l’ho fatto apposta, non so gestire la rabbia!” Dice lei chiudendo gli occhi, ma tenendoli tesi, e scuotendo la testa. Una volta che mi sono ripulito dalla glassa, e dalla panna, vado a prendere le foto. Sono stupende. Entrambe uguali, inizia l’immagine con noi che sorridiamo, poi la mia torta in faccia, e finisce con le mie mani sul collo di Hecate. Comincio a ridere. E non smetto più.


“Ecco com’è cominciata!” Dico a Colin facendo vedere la foto. Hecate ha fatto materializzare anche la sua.
“Non pensavo che la tenessi ancora!” Dico aprendo l’ennesima bottiglia di birra.
“Ma sei fuori?” ride lei. Siamo entrambi seduti a terra, appoggiati con la schiena sul divano. “Spina nel fianco… Allora mi dici che c’è?” Mi chiede guardandomi dritto negli occhi.
“Senti Drinkin!” Dico appoggiando la testa sul divano, e roteandola lentamente verso di lei. “Perché ci deve essere qualcosa?”
“Forse perché mi hai mandato un gufo per invitarmi qui? Forse perché ti ho ritrovato a guardare quell’album fotografico? Perché da 3 giorni il tuo tasso alcolico è al 98% rispetto al sangue? Forse perché c’entra il fatto che Fantasy e Scheggia hanno discusso? Perché ti ho beccato ubriaco fradicio a sparlare a proposito con Joseph al pub? Forse perché…”
“Basta!” Dico tornando a guardare avanti, mi porto le gambe al petto, e stendo le braccia sul ginocchio, con la bottiglia di birra giocherello facendola dondolare su e giù.
“Va beh ragazzi, io vado il negozio non apre da solo!”Dice Colin facendo l’occhiolino a Hecate, che alza la bottiglia di birra a mo’ di saluto.
“Allora?” Sento il suo sguardo su di me.
“Ci sono stato a letto”
“Cosa?”
“Si, era ubriaca, io avevo bevuto un po’, e poi ciao!” Dico bevendo tutto d’un sorso il resto della bottiglia.
“Ne hai approfittato..” Puntualizza lei.
“Si come un fottutissimo stronzo, però cazzo!” Esclamo aprendo un’altra bottiglia. “Era disperata, vederla così… Così indifesa, lei sempre aggressiva e sempre pronta a tirar fuori le unghie, sembrava un gattino arruffato..”
“Sei ancora innamorato, vero?”
“Si” Ammetto, e questo brucia.
“Lo sapevo!” Esclama lei. Non mi giro neanche per guardarla male. Brucia troppo quello che ho dentro.


“Leyla!” Dico smaterializzandomi in salotto. “Leyla sbrigati, o ti svaligio casa!” Urlo l’ennesima volta.
“Se vuoi svaligiare casa fai pure…” Sento una voce provenire alle mie spalle. “Però non toccare la mia parte di spesa!” è Ray, io mi giro di scatto. Sorrido, facendo le spallucce, e grattandomi la testa. “Ti aspettavi una bella mora, vero?” Dice ridendo.
“Beh, no dai… Anche te potresti essere il mio tipo!” Dico facendogli l’occhiolino. Ma lui ritrae la testa all’indietro e inarca il sopracciglio. “Ok, niente battute, ho capito!” Dico alzando le mani in segno di resa. Vedo Ray aprirsi in un sorriso.
“Allora ripreso dall’altra sera?” Mi chiede appoggiandosi al tavolo.
“Ti dirò.. Mica tanto! E poi non ho trovato nessuna ragazza a Joseph!” Scuoto la testa. Mi avvicino al mobile dei liquori, alcool ho bisogno di alcool, altrimenti muoio disidratato. Cerco di far aprire il bar, ma non mi ricordo come si fa. Una botta al muro. Ma niente. Due botte al muro. Ma niente.
“Hey…” Dice Ray alzandosi. “Tutto bene?”
“Si” Tre botte al muro. “Mi devo solo ricordare come si apre il bar!” Dico guardandolo, lui abita qui, lo deve sapere.
“Bar?” Inclina la testa e chiude gli occhi a due fessure. “Che bar?”
“Ma come, Leyla non te l’ha mostrato?” Quattro Botte al muro.
“No mai!” Dice infilandosi le mani in tasca.
“Ecco aspè!” Dico saltando all’indietro, e prendendo la bacchetta. “Ora o ti apri o ti apri!” Ma prima di pronunciare qualcosa, do una botta all’armadietto dove tiene alcuni liquori, e poi due al muro. “Abra Cadabra!”  Ed ecco che il mobiletto scopare facendo spazio a un mini bancone da bar, di circa un metro, tutto molto colorato tonalità rosa e blu neon. Molte bottiglie di Liquori decorano il bar appena apparso. Vedo Ray sgranare gli occhi.
“Forse non ha fatto più festini!”
“Non è quello” Dice lui fissandomi. “È l’abra cadabra!” Scuote la testa. “Ma funziona sul serio? Non è un invenzione babbana?”
“Si certo! Però adoro dirlo!” Dico ridendo. “È perfettamente inutile come cosa, ma ha un suo effetto!” Sorrido.
“Sei fuori te!” Commenta lui divertito.
“Allora cosa posso offrirti da bere?”
“Ehm Finn, non per niente, sono le cinque del pomeriggio!” Dice fissando l’orologio sopra il televisore.
“È vero” Accarezzo il mento come se stessi pensando ai veri problemi della vita, a qualche domanda esistenziale. “Sono 3 ore che non bevo!” Esclamo stappando un liquore viola.
“Ah ecco, sia mai!” Dice Ray sedendosi di nuovo sul divano.
“L’alcool è il migliore amico dell’uomo!” Butto giù il primo bicchiere.
“Io sapevo che era il cane!” Ribatte lui smorzando la frase con una risata ironica.
“No, aggiornati è proprio l’alcool!” Dico bevendo un altro bicchierino.
Silenzio, ecco cosa c’è in questa stanza. Io e Ray ci fissiamo l’un l’altro, lui tamburella con le dita sul bracciolo del divano, e muove il piede aritmicamente su e giù. Silenzio, tanto e puro silenzioso silenzio. Io? Bevo, non so quanto, ma continuo a bere, la bottiglia vuota si moltiplica, diventano due, e ora tre.
“Stronzo!” Esclamo cosi rompendo quel velo di imbarazzo silenzioso.
“Cosa?” Dice Ray sgranando gli occhi.
“Sono uno stronzo! Non dovevo…”
“Finn tutto bene?” Ha smesso ti tamburellare le dita sul bracciolo. Il silenzio non c’è più.
“Ho approfittato…”
“Di cosa?” Un Ray sempre più confuso si alza, e si siede su uno sgabello davanti al bancone.
“Millicent, l’ho portata a letto come se fosse l’ultima sgualdrina su questa terra, sapendo che era in crisi, sapendo che era sbronza, sapendo che l’amo…” Dico sconsolando affogando i miei pensieri aprendo una quarta bottiglia, o almeno ci provo ad aprirla, ma mi scivola e io sbatto il gomito sul bancone.
“Ok, basta, penso che il tuo migliore amico debba andare via!” Dice Ray trascinandomi via dal mini bar.
“Si, ma io l’amo… è bella come una musa, graffiante come una pantera, e fragile, anche se non sembra… come una bambola di cristallo!” Dico praticamente abbracciando Ray.
“Si ehm, ecco, sul divano starai meglio!” Dice sciogliendosi dal mio abbraccio, e posandomi sul divano.

Devo decidermi a fare qualcosa, qualcosa che gli dimostri che io l’amo. Sono passati 6 giorni e passa, e stò impazzendo. Sento il suo profumo ovunque.

Mille rose rosse. 2  Bianche. 3 Blu. Sono a casa di Millicent, la casa è sommersa dalle rose, non ci si passa neanche, e in aria faccio fluttuare il bouquet con le tre rose blu, e le due bianche, appeso c’è un bigliettino.

“Due anni siamo stati assieme… 3 Ci siamo lasciati… Mille rose rosse per dirti che ancora ti Amo… Finn”

Breve coinciso e diretto. Tremo al solo pensiero, questa deve essere la stronzata più grande della mia vita. Mi smaterializzo appena sento le chiavi di casa girare nella toppa della porta.

pazzia, pene damore, millicent

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