! Template by Lys. Steal something and I'll kill you sadly/>
Questo diario fa parte del gioco di blog Magical Future, dedicato alla saga di Harry Potter e ambientato nel futuro. Tutto quello che viene scritto è assolutamente inventato e per nulla legato a quanto narrato da J.K. Rowling nei suoi libri. Persino il personaggio è inventato, anche se le foto che ho usato sono di un'attrice realmente esistente, Tanc Sade.
Carta d'Identità
Data di nascita: 18 Dicembre
Luogo di nascita: NashVille - HighLand - Scozia
Corso Universitario: Psicologia e Psichiatria Magica
Particolarità: Animagus, Volpe Artica
Aspetto:
Fatti: Finnley O’Malley, da tutti chiamato Finn, è un ragazzo di 23 anni, nato e cresciuto a Londra. Discendente da una grande e oscura dinastia di Maghi, non si è mai fatto mancare niente dalla vita. La madre Sabine è l’ambasciatrice magica Inglese, è spesso via per lavoro, e a causa di quest’ultimo Finn ha vissuto 3 anni in Spagna. Il padre Doug O’Malley è un ex professore della Candince, ormai in pensione. Ma da giovane è stato un ricco industriale, che ha deciso di lasciare il mondo dell’industria per intraprendere la carriera di professore, ha dedicato tutta la sua vita alla Politica, cosa che l’accomuna con la moglie. Alla Candince, contrariamente alle aspettative della famiglia ha intrapreso il corso di Psicologia e Psichiatria Magica, non che la sua aspirazione massima sia quella di entrare al S. Mungo, lui vuole aprire un ambulatorio tutto suo, insieme a tutto uno staff medico. La disponibilità monetaria non gli manca di certo, ma deve ancora trovare uno staff giusto, e conseguire la laurea. Ma segue con molto interesse, anche il corso di Politica Internazionale Magica, bravo studente e ottimo amico, Finn insieme a Colin e Ian possiede un negozio di oggettistica Magica. Finn è un animagus, e a volte si diverte a gironzolare per il campus trasformato, può trasformarsi in una Volpe Artica, piccola e bianca, con occhi azzurro ghiaccio. Questo Finn appena descritto non si direbbe neanche che è lui. Ecco il Finn che tutti conoscono: Alcolizzato, Britannico, Casinista, Demenziale, Egocentrico, Fantasioso, Girovago, Handicappato, Ironico, Laborioso, Megalomane, Nervoso, Ospitale, Particolare, Quadrato, Recidivo, Supremo, Terribile, Unico, Volpe, Zuccone. Amante del rischio e della follia, amico dell’incertezza Finn è il perfetto Attaccabrighe, è il capo Supremo della Brigata della vita e della morte. Un gruppo di ragazzi uniti sotto uno stesso credo, la pazzia, e la voglia di osare. Ragazzo solare, sempre con la battuta pronta e alla mano, ma dentro di se possiede l’anima del perfetto Slytherin. Finn ha un fratello e una sorella, sono gemelli, hanno 6 anni più di lui, ma ormai ha perso quasi tutti i contatti con loro, entrambi giornalisti girano il mondo in continuazione, senza mai sosta. Ha due amiche fin dall’ infanzia, Hecate e Leyla, i 3 ragazzini stavano spesso insieme, perché i loro genitori si vedevano sempre ogni sera. Tutti e 3 hanno cominciato a legare fin da piccoli, la loro era un’amicizia semplice senza, tanti problemi, con Leyla ha avuto sempre un rapporto un po’ distaccato fino alla grande tragedia che colpi la sua famiglia. Crescendo pian piano hanno cominciato a fidarsi uno dell’altra, Finn insieme Hecate sono gli unici due che hanno saputo della natura di Leyla, senza mai dire niente, e facendo come se niente fosse. Hecate, Hecate per Finn è una sorellina minore, tra loro non ci sono effusioni o smancerie, ma pura e semplice amicizia. Amore e Odio, Scherzi e battute costellano la loro amicizia. Nata in Spagna, quando si sono ritrovati insieme ad affrontare la vita per la prima volta da soli. Lui da piccolo, non sapeva pronunciare il nome Hecate, per via di un difetto di pronuncia che ha corretto crescendo, ma da qual momento, non l’ha mai chiamata con lo stesso nome, per più di due volte, trova nomignoli e nomi assurdi, ma ormai è come una tradizione. Lui per lei, è la spina nel fianco di sempre, ma sono fatti cosi. Intere notti hanno passato a casa di Finn, insieme a Colin a bere birra e giocare a carte, Hecate a casa di Finn è ormai una coinquilina non affittuaria. Ma loro stanno bene cosi, tra cucinate e torte in faccia, continuano a crescere, sempre insieme. Salito al trono della brigata durante il 4 anno di Hogwarts, ha conosciuto Millicent, una delle migliori amiche di Leyla, Dopo un anno Millicent è diventata insieme a Leyla, una Lady della brigata. Ma non solo da quel giorno Millicent è diventata la Regina di Cuori, del suo cuore. Una ragazza dalla bellezza indescrivibile, la visione di un angelo e un’anima diabolica, hanno trovato subito un feeling perfetto, a dir poco eccezionale, ma le loro vite non hanno fatto altrettanto, due anni sono stati insieme, gli ultimi due di Hogwarts per Finn, dopo i GUFO, hanno deciso di lasciarsi in comune accordo, sapendo che non erano pronti per una Relazione, con la R maiuscola, ma pur consci che non tentare sarebbe stato un errore. I tempi della scuola, erano fantastici lui e Millicent e Colin e Leyla erano un quartetto perfetto, le uscite a quattro non sono mai mancante. Ma ora ha rincontrato la sua Scheggia, riprova ancora qualcosa, ma non lo vuole ammettere, sono passati ¾ anni da quando si sono lasciati. Ma non può fare a meno, di pensare che la sua scheggia è tornata. Infatti la brigata senza Millicent, Leyla e Hecate è stata un po’ fiacca. Ma ora che Hecate è tornata, e le Lady hanno ripreso il loro ruolo tutto andrà per il meglio. Ama indossare camice stravaganti, che cambiano forma e decorazioni spesso, ha oltre duecento camice diverse nell’armadio, e ognuna più strana dell’altra, e le abbina a volte con dei cappelli ancora più bizzarri, ma il suo preferito è un cappello di lino bianco, classico, con una fascia nera, che cambia colore in base all’umore. Finn è un ragazzo semplice, ha grandi doti magiche ma non è interessato al lato oscuro, per lui la magia è solo un qualcosa in più che può tornargli utile, bravo duellante non ama mai sfidare nessuno, non sono cose che fanno per lui. Per l’importante per lui, è bere e divertirsi con gli amici, niente più.
amicizia
amore
flashback
hecate
ironia
leyla
millicent
morte scampata
pazzia
pene damore
ray
scherzi
Dock Rock
My Best Friend!
My Lovely Girl
Gli scritti e il personaggio sono © Ju
Immagini da [here] || Brushes da [here], [here], [here]
For Ju
Ore 2.34 del 29/10/06. Ho finito di lavorare su questo template e dopo tanto impegno, credo di essere soddisfatta; volevo realizzare un bel diario sì per un personaggio che adoro, ma soprattutto per la persona speciale che lo muove. Spero vivamente che ti piaccia.
Con affetto, Lys
“Sono stata alla tenuta” Dice afferrando una mela.
“Ma dai” Rispondo chiudendo il frigo, con una bottiglia di succo di zucca in mano.
“Già, c’ho portato Ray” Sorride. Ray? Lo Yankee? Perché proprio lui?
“Lo Yankee?” Chiedo istintivamente inarcando il sopracciglio, mentre stappo la bottiglia.
“Si proprio lui” Si avvicina, facendo finta di niente, mi dà una botta con il fianco. “E spostati!” Ride, mentre controlla il frigo, anzi quello che rimane nel frigo. “Ma è semi vuoto!” protesta richiudendolo.
“Hecate è passata qui prima!” Rido divertito.
“Capisco!”
“Com’è stato?” Voglio sapere perché, è tornata lì dopo cosi tanto tempo.
“Non ti saprei dire, ah ti salutano tutti, Andrew ha detto che gli mancano le vostre chiacchierate” Caspita! È vero, lei non sa che io ci sono tornato. Ok, ora mi merito un crucio in pieno petto.
“Ah-Ah si?” Dico aprendo un bottone della camicia.
“Si, e tranquillo non ti crucio!”
“Leyla! Quante volte ti ho detto di non leggermi la mente!” protesto, un po’ sollevato.
“Scusami” Dice addentando la mela rossa, fa uno strano effetto vedere quel rosso scuro, in netto contrasto con la candida pelle sua. “Perché ci sei stato?”
“Ok, quello che stò per dirti forse non lo capirai totalmente, però…” Lascio cadere la frase così. Non so se continuare o meno, non so come prenderla. Praticamente di discorsi così seri, con lei non ne ho mai affrontati. “Quando la tua famiglia è stata sterminata, nella tua vita c’è stato uno strappo, una parte completamente lacerata, sinceramente non ho mai saputo ne dire ne fare niente, stavo li a osservare il tuo mondo andare a rotoli, e un giorno sono passato alla tenuta per via di un ingrediente per un antidoto introvabile, e mi ricordo che il laboratorio di tuo fratello era il più fornito al mondo. Cosi girando per casa, ho visto i ritratti dei tuoi…”
“E hai pensato bene di tenermi nascosto questo per tutto questo tempo?” Mi dice lei seccata.
“Leyla, senti, sei una delle poche persone su questa terra che non riesco a capire. Come avresti reagito? O mi avresti schiantato, o ignorato” Dico di botto.
“Hai ragione..” Dice buttando via la mela, e prendendo un bicchiere.
“Perché con lo Yankee?”
“Come perché?”
“Beh ce lo hai portato di proposito, dopo nove anni che neanche ci passavi…”
“Finn, che vuoi che ti dica? Mi sentivo di portarcelo…”
“Leyla non farmi usare la legimanzia, che con te è una tortura!” Dico guardandola male.
“Beh, con lui sono riuscita a risentire un battito nel petto” Dice facendo comparire una bottiglia di wisky. “Cioè, non lo so, tutto è iniziato dalla mia estate in America 5 anni fa… E si conclude con noi due che siamo come fratello e sorella” Dice versandosi un bel bicchiere.
“Ok ora è tutto chiaro!” Dico risoluto.
*Flash Back*
“A-Andrew!” Dico stupito, sobbalzando all’indietro.
“Oh Volpe!” Dice lui facendo un cenno del viso.
“Che… è bello vederti!” Dico grattandomi la testa, rendendomi conto della enorme cazzata che stò dicendo. Lui è morto, e stò parlando con il suo ritratto animato.
“Come va? Leyla come sta? Hecate? La Brigata?”
“Leyla è un po’ che non la sento, io sono uscito da scuola, ora stò facendo il secondo anno di Medicina Magica, Psicologia e Psichiatria.” Dico sedendomi sulla poltroncina davanti al camino. “La Calzetta stà bene, così mi scrive..”
“Bene” Sorride lui. Ha ancora lo stesso sguardo di sempre, sono passati ben 4 anni, e che effetto vederlo lì, sembra quasi vivo. “Mi raccomando, Finn, te e Hecate dovete stare vicino a Leyla”
“Sarà fatto” Dico accavallando una gamba. “Andrew, te lo dico sinceramente, anche perché mentire serve a poco, ma non penso che torni la Leyla di una volta. La devi vedere adesso, una piccola donna, che non si piega ne si spezza. Sempre seria, e con lo sguardo vuoto.”
“Ma non importa, te dagli del gelato, e digli..”
“Un gelato fa sempre tornare il sorriso..” Concludiamo insieme.
*Fine*
“Finn!” Sento chiamarmi.
“Eh? Si? Cosa?” Scuoto la testa.
“Si ciao!” Mi dice Leyla sventolando una mano davanti al mio viso.
“Ci sono, ci sono!” Dico ridendo.
“Finn, sai che sei strano?” Dice Leyla, mangiandosi un’altra mela.
“Si e te sei una mangiatrice di mele a scrocco!” Dico osservando la ciotola ormai vuota.
“Non è colpa mia se in questa casa c’erano solo 3 mele praticamente!” Dice lei alzando le spalle.
“E te le dovevi mangiare tutte e tre?”
“Ok come vuoi..” Dice posando la mela sulla ciotola, e la gira verso di me, cosi posso vedere un bel morso proprio al centro della mela.
“Scema riprendila!” dico afferrandola e lanciandogliela, lei l’afferra al volo e gli dà un altro morso.
“Ma senti, Fantasy? È un po’ che non la vedo in giro, Phoenix non mi ha detto niente..”
Io istintivamente alzo gli occhi al cielo, è diventata un incubo.
“Giura di non dire niente” Dico sedendomi vicino a lei sul divano.
“Non giuro, ma vedrò di fare il possibile”
“Ehm, quando mi sono lasciato con Milly, 4 anni fa, ho passato un periodo no.. Il tirocinio andava da schifo, la brigata era semi sfasciata, e c’era Elizabeth che mi è sempre stata vicino, tra una corsa e l’altra siamo stati assieme 4 mesi.. Poi è tutto finito, a me di lei non è mai interessato, e gli ho detto la parola fine…” Giocherello con un pezzetto di carta, che era sul tavolino.
“Ahahahahahha” Ride divertita la mora.
“Che ridi!” Dico esasperato io.
“Non te la toglierai più di dosso!” Mi dice continuando a ridere.
“E che c’è da ridere?” Dico fingendomi offeso.
“Millicent lo sa?”
“Assolutamente no, e non lo deve mai sapere!” Dico serio.
“Ah!” Dice urlando, e mi indica con un dito. “Scoperto!”
“Ma scoperto cosa?”
“Ti piace ancora Millicent!”
“Ahhhh, basta! Non ne posso più! No non mi piace più!” Dico buttandomi all’indietro esausto.
“Ok, se lo dici te! Non ci credo proprio!” Dice lei divertita.
“Ma davvero!” Esclamo realmente stupito.
“Si davvero” Dice lei normalmente, richiudendo il frigo con un fianco.
“E come mai, questo cambiamento?” Chiedo incuriosito. È realmente strano che cambi idea cosi, da un giorno all’altro.
“Così!” Esclama facendo le spallucce, e afferrando la mia tazza già pronta con i cereali al cioccolato. Poi si guarda intorno un po’ spaesata, e a quel punto gli porgo il cucchiaio, senza neanche vedere quello che fa. Sfoglio la gazzetta, e mi verso un bicchiere di succo, che finisce direttamente nelle mani della ragazza.
“E brava la mia pinguina!” Dico arruffandogli i capelli.
“Hey!” Protesta lei guardandomi male.
“Ho parlato con Leyla” Dico continuando a sfogliare la gazzetta.
“Del fatto che è tornata alla tenuta, con Ray” Dico bevendo un sorso di caffè nero.
“Lo so” Mi risponde abbassando il giornale, e guardandomi dritto negli occhi.
“Strano vero?” Le chiedo, voglio vedere se la pensa come me.
“Un po’” Conferma la mia ipotesi.
“Serpente! Mi dai ragione? Oh Mamma!” Dico facendo il finto scandalizzato.
“Smettila dai!” Dice atona, scuotendo la testa. “E comunque Ray è un tipo OK”
“Sarà, ma il fatto che ci sia tornata, con lui, dopo oltre nove anni è un po’ assurdo!” Ribadisco.
“Geloso?” Scherza lei.
“Ma smettila! Leyla sa badare a se stessa, solo come mi ha detto Andrew, si è persa”
“Hey, benvenuto nel nuovo mondo! Colombo hai scoperto l’America!” Dice lei pungente e ironica. “Non so se l’hai notato, ma da quando è successa la strage, il giorno prima del suo compleanno, non è più la stessa!” Conclude dando un bel morso a una ciambella alata.
“Grazie Scimmiotta! Non l’avevo notato, che dai vestiti rosa è passata al nero notte, e dal sorriso che aveva sempre, ha stampato Avada in bocca!” Rispondo sarcasticamente.
“Hey, fly down bello!” Dice lei aprendo la mia dispensa. “Per inciso, piccola parentesi, cerca di fare spesa in giornata!” Dice lei richiudendo lo sportello affranta, non ho trovato niente di commestibile.
“Poi scusa che vorresti fare?” Mi chiede tornando a sedersi, e bevendo il caffè dalla mia tazza.
“Io niente!” Dico alzando le mani. “Non faccio assolutamente niente, l’unica cosa che ho imparato a fare, è stare lontano dai guai e soprattutto da Leyla, quando gli tocchi questioni familiari!”
“Oh, bel amico che sei!” Sbotta lei.
“Senti, io il crucio per amore della patria non me lo becco!” Cerco di sdrammatizzare.
“Non avete più parlato, vero?”
“No” Ammetto abbassando lo sguardo.
“Non sarebbe ora?”
“Leoncina, non penso che sarà mai ora!” Dico categorico, alzandomi dallo sgabello, e dirigendomi in camera.
“Non puoi scappare per sempre!” Urla lei. Invece si. Mio padre mi ha sempre detto, che l’unica cosa che non dà scampo è la morte. Quindi ancora posso scappare.
“Dock Rock!” Esclamo stupito entrando nel salottino/spogliatoio/rifugio dell’ospedale.
“Hey!” Dice infilandosi il camice.
“Leyla mia aveva detto qualcosa in proposito, che saresti venuto a fare il tirocinio qui” Dico passandogli una tazza di caffè.
“Invece non mi aveva niente di te” Dice lui afferrandola. “Medicina anche te?”
“No, cioè si, Psicologia e Psichiatria Magica” Dico girando la palettina nella tazza. “Primo giorno di tirocinio?” Chiedo incuriosito.
“Esatto!” Sorride lui.
“Con il sorriso che hai, non avrai problemi a risultare simpatico a Miss Pixie!” Dico ridendo.
“Miss Pixie.. Mhm” Dice lui pensieroso.
“Hai presente la vecchia arcigna, con un aura nera, che vi accolto con un ‘tsè’ al vostro ingresso?” Chiedo divertito.
“Si quella, con l’acconciatura anni preistorici, e con la bacchetta tutta ricurva?”
“Esatto, allora hai già conosciuto Miss Pixie!” Rido.
“Per Merlino!” Esclama lui, non so se per l’orrida visione, o per l’incubo di fare un anno, senon più. Di tirocinio con quella lì che ti alita sul collo.
“Tranquillo! Dock Rock, un paio di giorni e ti abitui alla sua presenza!” Gli do una pacca sulla spalla, prima di aprire la porta e uscire.
“Supremo!” Mi richiama lui, seguendomi.
“Ahahaha, chiamami Finn!” Gli dico sorridendo. “Non siamo nella brigata!”
“Va bene, Finn, te da quanti anni sei qui dentro?”
“6 in realtà, stò iniziando il secondo anno di specialistica.” Dico osservando le nuove reclute.
“Ancora qui dentro?”
“Si si si… Che ci vuoi fare, mi sono innamorato di Miss Pixie!” Dico serio, per poi scoppiare a ridere.
“Ahahahahaha, certo al suo fascino sarà difficile resistere!” Ironizza lui. Simpatico il tipo. Almeno non sembra uno di quelli ingessati, o strafottenti. Mi sembra un tipo a posto.
“Te invece, che corso vuoi seguire?” Gli chiedo facendo scomparire le nostre tazze ormai vuote.
“Antidoti e Cura delle Malattie Magiche”
“Wow! Complimenti! Bella specializzazione!” Dico interessato.
“Grazie!”
“Poi magari apriremo uno studio assieme, con altri ottimi collaboratori” Scherzo io. “Ora vado, un amabile strega, non riesce più a smaterializzarsi per via di un trauma che ancora devo scoprire!” Dico prendendo la cartella.
“A dopo!” mi saluta con un cenno della mano.
“Buon tirocinio!” Dico sventolando la cartella in aria, prima di girare l’angolo.
“Lo stesso che beve la signorina!” Dice sedendomi vicino alla bionda. Lei si gira guardandomi malissimo.
“Ah sei tu Finn!” Mi dice girando la cannuccia nel suo drink.
“Grazie dell’entusiasmo dimostrato, Scheggia!” Dico appoggiando i gomiti sul bancone.
“Non è assolutamente serata Finn!” Dice scuotendo la testa.
“Si può sapere che è successo?” Dico girandomi verso di lei.
“Oliver” Oliver? Che cazzo ha fatto?
“Oliver?” Ribadisco io.
“Problemi di comprensione? Si lui!” Dice acida.
“Ah, e che ha fatto questa volta?”
“Questa volta?” Si gira fissandomi.
“Beh, sei qui da sola, in un pub, a bere, e in compagnia solo della tua bacchetta, tranquilla… Non penso che sia la prima discussione!” Dico analizzando la situazione.
“Beh, non penso che siano questioni che ti riguardino!” Dice lei tornando dal suo drink.
“Vorrà dire che ti tengo in compagnia in silenzio!”
“Bene!”
“Bene!” Ribatto io un po’ stizzito. Ma ecco che la cameriera mi porta lo stesso drink di Millicent. Ne bevo un sorso. È fortissimo. Deve stare veramente male.
“Perché deve essere cosi fottutamente complicato?” Dice rivolta più al suo Drink che a me. “Perché Oliver deve essere cosi fottutamente complicato?” Oliver. Oliver. Io, io bevo un bel sorso.
“Si può sapere che ha fatto?” Dico guardandola dritta negli occhi. Non brillano più come una volta. Sono arrossati e stanchi. Deve aver pianto, e anche tanto. Lo noto anche dal sorriso che fa. Quando ha pianto sorride in maniera strana. Non saprei come spiegarlo. So solo che ha pianto.
“Oh, ha fatto tutto e niente, per il momento si è fatto odiare.” Dice sempre rivolta al proprio drink. Non regge lo sguardo con me. Altra conferma che ha pianto. “Oliver ha preteso, anzi no, ha detto che mi dovevo allontanare da Leyla, che ha una brutta influenza su di me, che io non ragiono con la mia testa se ce lei..” Continua a dire, con un certo nervosismo nel tono. “Ma ti rendi conto? Separare me e Leyla… Cioè noi vipere, senza l’una con l’altra… Questa volta Oliver l’ha detta grossa..” Continua.
“Eh si, grossa” Ribatto io senza guardarla.
“Poi Ray, lo Yankee, era lì, a casa mia… Lui e Pansy, Pansy e Lui, no, no, no, non va bene! A costo di togliere tutti i divani della Candince io non lo voglio più vedere su un divano, tanto meno di un’amica mia!” Scuote la testa. "E non voglio vedere, manco più Oliver, ma è complicato dato che stiamo assieme!"
Oliver. Oliver. Oliver. E via con il terzo drink. Scheggia invece è già al quinto, e solo da quando sono arrivato. Figuriamoci prima quanti se ne è fatti.
“È ora di tornare a casa” Dico pagando il conto.
“E dai, proprio ora che riuscito a farmi ridere!” Dice poggiando il bicchiere ormai vuoto.
“E ti riaccompagno a casa, cosi ridi un altro po’” Dico afferrandole la vita.
“Sono in grado di camminare, eh!” Dice lei ridendo. “Non farmi litigare anche con te, che con Oliver ne ho avute abbastanza!” Oliver. Un’altra volta. Mò glie lo do io Oliver. Ma stai fermo Finn. Lascia perdere. Lei stà con… Oliver!
“Va bene, ma andiamo!”
Appena fuori dal pub, mi smaterializzo nel suo salotto. Le altre dormono, lei comincia a ridere.
“Shhhh, o sveglierai tutti!” Dico dirigendomi nella sua camera. Grazioso l’appartamento, veramente carino.
“Sé sé sé…” Dice lei ridendo, e entrando in camera sua, fa cadere non so che cosa.
“Scheggia!” La rimprovero io.
“Scheggia!” Mi rifà il verso. È cosi adorabile.
“Dai mettiti a letto così vado…” La guardo, è cosi attraente. È cosi bella. È l’alcool che mi fa parlare? Anzi pensare?
“E mi lasci sola?” Dice con voce da bambina.
“Ci sono le vipere di….” Non continuo la frase. Lei è davanti a me, i nostri visi sono a qualche centimetro di distanza. Sento il suo profumo, sempre lo stesso. Lo stesso che aveva il mio cuscino quando stavamo assieme. Lo stesso che non mi ha fatto dormire per settimane. Lo sentivo ovunque. La bacio. Non resisto. Lei ricambia. Ci lasciamo cadere sul letto.
“Scheggia” Dico sussurrando, stringendola a me. Ma lei dorme. Ha un viso sereno. Non posso ancora crederci, che, dopo quattro anni non è cambiato niente.Si stà con Oliver. Ma ora sono stanco, basta pensieri, basta congetture. Ora che stringo la cosa più bella e importante del mondo tra le mie braccia. Dalle persiane la luce comincia a bussare, ma prima che la notte sul giorno abbia la meglio, mi addormento. Ho la cosa più importante del mondo sdraiata a fianco a me.